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Scopri il potere del filtro HEPA: il segreto di Mobility SmartWorld per una casa più pulita

L’inquinamento dell’aria non si esaurisce una volta chiusi i finestrini dell’auto, anzi. Chiudendosi nell’abitacolo, e peggio ancora attivando il ricircolo non può che peggiorare una situazione già grave per i nostri polmoni che devono respirare tutto il giorno i residui di scarico di auto, riscaldamento e industrie. Ecco perché è importante sapere cos’è un filtro HEPA, uno di quei componenti che viene spesso sottovalutato e che potrebbe migliorare non solo la qualità dell’aria che respiriamo, ma anche l’efficienza del veicolo.

Cos’è un filtro HEPA

Se sentendo la parola HEPA vi è venuto in mente un aspirapolvere, sarete scusati. Esatto, i filtri HEPA sono utilizzati negli aspiratori più recenti per evitare che quello che aspiriamo vada in giro e lo respiriamo, oltre che dai filtri per l’aria per purificare i nostri appartamenti. Ma cos’è un filtro HEPA?

Il filtro HEPA (high-efficiency particulate air), noto anche come filtro di assorbimento del particolato ad alta efficienza, è uno standard di efficienza dei filtri dell’aria introdotto negli anni ’50 e utilizzato in applicazioni che richiedono il controllo della contaminazione, come la produzione di dischi rigidi, dispositivi medici, semiconduttori, prodotti nucleari, alimentari e farmaceutici, nonché negli ospedali.

In realtà i filtri HEPA sono nati durante la seconda guerra mondiale, quando gli alleati trovarono un pezzo di carta in una maschera antigas tedesca e avevano scoperto che aveva una capacità di protezione molto maggiore delle loro. Negli anni ’40 lo sviluppo poi ebbe un miglioramento sostanziale con il progetto Manhattan, per prevenire la diffusione di contaminanti radioattivi presenti nell’aria.

Oggi lo standard richiede che siano in grado di rimuovere almeno una certa percentuale di particelle il cui diametro è pari a 0,3 μm. Questa percentuale è il 99,95% secondo lo standard europeo ISO, mentre secondo lo standard americano ASME deve essere almeno il 99,97%. Ma cosa sono in grado di filtrare, ovvero trattenere, i filtri HEPA? I contaminanti bloccati dal dispositivo sono diversi, e vanno da polline, sporco, polvere (che contiene batterioidi, clostridia e bacilli), umidità, batteri (0,2-0,0 μm), virus (0,02–0,3 μm) e aerosol liquido submicrono (0,2-0,5 μm. Alcuni microrganismi, invece, sono catturati dai filtri HEPA con ossidazione fotocatalitica (PCO), mentre gas o molecole di odore non vengono filtrati.

Per permettere questa ampia gamma di applicazioni, i filtri HEPA presentano una struttura piuttosto particolare. Il materiale, infatti, fasci di polipropilene o fibra di vetro disposti casualmente e con diametri compresi tra 0,5 e 2,0 μm, crea un percorso piuttosto contorto attraverso il quale passa l’aria.

Quando le particelle più grandi passano attraverso questo percorso, i fasci di fibre si comportano come un setaccio che ne blocca fisicamente il passaggio, mentre se arrivano particelle più piccole, queste passano con l’aria ma non riescono a tenerne il passo, e quindi a un certo punto si scontrano con le fibre. Lo spazio d’aria tra le fibre del filtro HEPA è in genere molto maggiore di 0,3 μm: come fanno quindi a bloccare particolato di dimensioni inferiore?

Fonte: Wikipedia

Tre sono i meccanismi. Diffusione, che ha effetto soprattutto su particelle sotto 0,1 μm e sfrutta la collisione tra queste e le molecole di gas. Il fenomeno, che diventa dominante con un flusso di aria basso, è simile al movimento browniano e le particelle così messe in movimento si scontrano con le fibre del mezzo filtrante, che le blocca.

Il secondo meccanismo è chiamato Intercettazione, per cui le particelle di medie dimensioni che seguono una direzione nel flusso d’aria entrano in un raggio di una fibra e aderiscono ad essa. Il terzo meccanismo è chiamato Impatto, e ha effetto sulle particelle più grandi, che non sono in grado di evitare le fibre seguendo il flusso d’aria. Questo effetto aumenta con la diminuzione della distanza tra le fibre e una maggiore velocità del flusso d’aria. La cosa curiosa è che i filtri HEPA hanno una migliore efficienza sotto 0,1 μm e sopra 0,3 μm, e questo è il motivo per cui si utilizza il limite superiore, 0,3 μm, per la classificazione dei filtri.

Quindi non tutti i filtri HEPA sono uguali, e sono classificati in base al Minimum Efficiency Reporting Value (MERV), che valuta la capacità di un filtro di rimuovere la polvere dall’aria. La scala MERV varia da 1 a 16 e misura la capacità di un filtro di rimuovere particelle da 0,3 a 10 μm di dimensioni. I filtri con valori più alti non solo rimuovono più particelle dall’aria, ma anche particelle più piccole. Ecco la classificazione con indicate le dimensioni delle particelle e l’efficienza:

1-4: 3,0 – 10,0 μm – meno del 20%
6: 3,0 – 10,0 μm – 49,9%
8: 3,0 – 10,0 μm – 84,9%
10: 1,0 – 3,0 μm – 50% – 64,9%, 3,0 – 10,0 85% o superiore

D'Orazi Dario
D'Orazi Dariohttps://it-it.facebook.com/darioita
Editore e Giornalista mi occupo di tutto quello che fa parte della tecnologia, automobili e curiosità. Laureato sono sempre stato appassionato alla scrittura e amo il mondo del giornalismo.
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