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Agcom annuncia un cambio di rotta indispensabile sui prezzi della fibra, dichiara Capitanio

Alzare i prezzi di accesso al rame per spingere la migrazione alla fibra: una decisione che ha sollevato polemiche da parte di alcuni operatori, i quali sostengono che non sia questa la soluzione. Tuttavia, la Commissione Europea ha dato ragione ad Agcom. Quale strada si dovrà seguire e sarà necessario uno spegnimento delle reti in rame per un deciso cambio di passo?

“L’aggiornamento dei prezzi wholesale per l’ultimo biennio, che riguarda principalmente il 2023, è motivato dalla necessità di considerare l’inflazione e il suo impatto sui costi di accesso alla rete. La Commissione Europea ha confermato la metodologia e il merito, sottolineando però la necessità di adottare l’analisi di mercato al più presto. Per quanto riguarda la migrazione alla fibra, si tratta di un cambiamento fisiologico indispensabile per raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei sullo sviluppo di reti ad alta velocità, necessarie per implementare i servizi che caratterizzano la società dell’informazione, a partire da quelli erogati dalla PA. Inoltre, è importante ricordare che l’innovazione tecnologica è anche un motore per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità”. Il Commissario Agcom Massimiliano Capitanio ha fatto il punto della situazione in un’intervista con CorCom in occasione di Telco per l’Italia.

Commissario Capitanio, per la prima volta dall’Osservatorio Agcom è emerso un calo di 90mila linee broadband in Italia. Come si spiega questa situazione e cosa possiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Prima di tutto, va precisato che si tratta di una flessione rispetto al dato di dicembre 2022 confrontato con quello del 2021. Si parla quindi di una riduzione dello 0,5% su 18,6 milioni di linee attive registrata in un anno, che comunque non ci riporta ai numeri pre-pandemia. A dicembre 2019, infatti, contavamo 17,6 milioni di linee attive. Questo dato è influenzato principalmente dalla forte riduzione degli accessi DSL, con una diminuzione di 1.013mila. Questa diminuzione non è stata compensata adeguatamente dalla crescita di 923mila accessi provenienti da altre tecnologie, tra cui l’FTTH con 209mila accessi. Quindi, è vero che gli accessi sono leggermente diminuiti in termini assoluti, ma se consideriamo la qualità della connessione, possiamo apprezzarne la maggiore performance. Inoltre, dobbiamo considerare la costante crescita delle linee mobili, con un aumento del 1,1% rispetto a dicembre 2021 e oltre 3 milioni di linee in soli due anni. Anche se gran parte di queste sono SIM machine-to-machine, è innegabile che la diffusione di dispositivi mobili come smartphone e tablet influisca sulle scelte di connettività degli utenti, i quali non rinuncerebbero mai alla fruizione di contenuti e servizi in mobilità.

Quali sono i dossier a cui sta lavorando l’Agcom in questo momento?

Come anticipato, la Commissione ha invitato l’Autorità a concludere l’analisi di mercato entro la fine del 2023. Gli uffici stanno ultimando la proposta, che, in base alle disposizioni del Nuovo Codice, avrà una durata quinquennale e sarà sottoposta a consultazione pubblica per valutare le posizioni del mercato.

Sempre in ambito delle comunicazioni elettroniche, gli uffici stanno lavorando per recepire le disposizioni contenute nel d.l. 187/2022, che conferisce all’Agcom il potere di definire gli standard tecnici per l’installazione dei cavi in fibra ottica nei prossimi bandi pubblici.

A livello internazionale, continuano le interlocuzioni con il Berec riguardanti le misure individuate nel cosiddetto Connectivity Package, che includono anche la questione del fair share.

Secondo la Commissione UE, è necessaria la prevedibilità del quadro normativo e uno stop alla retroattività dei provvedimenti. Condivide questa opinione?

È evidente che la retroattività può generare incertezze sul mercato. Tuttavia, ci troviamo in un momento storico caratterizzato da una forte indeterminatezza legata all’inflazione e alle scelte di politica industriale, che rendono più difficile procedere secondo l’iter ordinario con un’analisi prospettica in grado di prevedere l’evoluzione del mercato stesso. L’operato dell’Agcom è sempre finalizzato a garantire certezza regolamentare e un’eccessiva retroattività dei provvedimenti rischia di mettere in pericolo questo principio fondamentale.

D'Orazi Dario
D'Orazi Dariohttps://it-it.facebook.com/darioita
Editore e Giornalista mi occupo di tutto quello che fa parte della tecnologia, automobili e curiosità. Laureato sono sempre stato appassionato alla scrittura e amo il mondo del giornalismo.
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