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Anie Sit e Piergiovanni: La mancanza di banda ultralarga potrebbe relegare alcune regioni a uno status di seconda classe

Il settore delle telecomunicazioni è stato per la prima volta incluso nel decreto flussi, il che è una buona notizia secondo Luigi Piergiovanni, Presidente del Gruppo Tlc di Anie. Questo significa che la carenza di manodopera segnalata da tempo è stata riconosciuta. Tuttavia, ci sono anche aspetti negativi. Non sono state riservate quote numeriche precise al settore delle telecomunicazioni e sono state condivise con altri settori come l’edilizia, il navale e il turistico-alberghiero. Questi settori hanno già utilizzato il decreto flussi in passato e hanno già stabilito contatti con i paesi di origine dei lavoratori. Il settore delle telecomunicazioni, al contrario, sta cercando personale specializzato per mansioni come la posa dei cavi e la giunzione delle fibre ottiche, che richiedono una selezione tecnica specifica.

Le tempistiche previste dal decreto flussi non hanno dato alle imprese la possibilità di aderire in modo significativo. Le richieste per il settore delle telecomunicazioni sono state circa un centinaio, il che indica che l’inclusione nel decreto è positiva, ma sarebbe utile avere numeri specifici e processi che permettano di operare in modo coerente con le attività di selezione e preparazione della documentazione necessaria.

Gli ostacoli burocratici, nonostante i decreti semplificazioni, rimangono un problema, soprattutto per quanto riguarda i permessi. Con il progetto Italia ad 1 Giga, ci sono tre tipi di permessi da ottenere, che riguardano le opere sul suolo pubblico o di interconnessione tra comuni, l’accesso agli edifici e i sedimi specifici di grandi enti come Anas o Ferrovie. È necessario avere tempi certi e ridotti per il rilascio delle autorizzazioni, altrimenti gli investimenti e le risorse impiegate possono essere vanificate.

Gli investimenti privati nella costruzione delle reti in fibra ottica si sono concentrati principalmente nelle regioni del Centro Nord, mentre il Sud ha avuto meno risorse. L’intervento pubblico ha portato un cambiamento in questo senso, fornendo risorse economiche al Sud e contribuendo alla domanda di manodopera. Questo ha generato un fenomeno di contro-migrazione che riporta le risorse nelle zone di origine.

Ci sono grandi differenze a livello regionale a causa degli investimenti pubblici, che hanno aumentato la domanda di manodopera in alcune regioni non ancora pronte per farvi fronte. Ad esempio, la Sicilia può gestire meglio questa crescita grazie al fenomeno della contro-migrazione, mentre la Sardegna ha una necessità di crescita che supera il 200% della forza lavoro. In regioni come la Sardegna emergono le carenze nella preparazione preliminare all’uscita dei bandi. È necessario un progetto che coinvolga lavoratori esteri, concessionari, imprese e istituzioni per far fronte a questa richiesta. Anche se sarebbe stato meglio intervenire in precedenza, l’Associazione di categoria si impegna a promuovere questo progetto per consentire lo sviluppo della banda larga di cui la Sardegna ha bisogno.

D'Orazi Dario
D'Orazi Dariohttps://it-it.facebook.com/darioita
Editore e Giornalista mi occupo di tutto quello che fa parte della tecnologia, automobili e curiosità. Laureato sono sempre stato appassionato alla scrittura e amo il mondo del giornalismo.
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