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Fibra e 5G: Europa a rischio? La corsa ai 200 miliardi in fondo al tunnel

I Decennio digitale dell’Unione Europea è minacciato dalla mancanza di investimenti necessari per la realizzazione delle reti in fibra e 5G entro il 2030. Secondo un rapporto della Commissione europea, saranno necessari oltre 200 miliardi di euro per finanziare i nuovi progetti per la connettività ultra-veloce. La commissaria Kamila Kloc ha anticipato alcune informazioni durante una conferenza a Bruxelles, sottolineando il divario tra gli investimenti richiesti e quelli effettivamente disponibili dalle compagnie di telecomunicazioni. Almeno 174 miliardi di euro mancano all’appello, ma potrebbero essere necessari anche più di 200 miliardi di euro.

Il dibattito sul fair share ha preso piede in Europa, portando all’ipotesi di un contributo da parte delle grandi piattaforme digitali, come YouTube e Netflix, per sostenere i costi degli operatori di telecomunicazioni nell’implementazione delle reti in fibra e 5G. Deutsche Telekom, Orange, Telefónica e Vodafone sostengono che le grandi società dei contenuti online dovrebbero contribuire in modo equo agli aggiornamenti dell’infrastruttura, dato che generano la maggior parte del traffico di rete in Europa. La Commissione europea ha condotto una consultazione sull’opportunità di introdurre regole in questo senso, i cui risultati saranno pubblicati entro luglio.

Nel quadro delle politiche per il Decennio digitale, la Commissione europea ha anche proposto il Gigabyte infrastructure act, un aggiornamento della direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga che mira a semplificare le procedure autorizzative per la posa della fibra. L’obiettivo è superare la lentezza e i costi elevati nell’implementazione dell’infrastruttura fisica che supporta le reti gigabit avanzate. Il Parlamento europeo propone una scadenza di tre mesi per le autorizzazioni, mentre i governi dell’UE spingono per quattro mesi. La semplificazione delle procedure per gli scavi è considerata la base su cui costruire ulteriori normative, inclusa quella sul fair share.

D'Orazi Dario
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Editore e Giornalista mi occupo di tutto quello che fa parte della tecnologia, automobili e curiosità. Laureato sono sempre stato appassionato alla scrittura e amo il mondo del giornalismo.
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