HomeOperatori TelefoniciLa Banda ultralarga riceve un grande contributo dalle Big Tech approvato dal...

La Banda ultralarga riceve un grande contributo dalle Big Tech approvato dal Parlamento Ue.

Il Parlamento europeo ha votato a favore dell’introduzione del principio senders-pay, ovvero l’obbligo per chi genera traffico sulle reti di telecomunicazioni di pagarne i costi. La risoluzione approvata chiede infatti di istituire un quadro politico in cui i grandi generatori di traffico contribuiscano equamente al finanziamento adeguato delle reti, fatta salva la neutralità della rete. La richiesta di un’iniziativa senders-pay è stata sostenuta da una grande quota del Partito popolare europeo di centro-destra e dei Socialisti e Democratici di centro-sinistra, mentre Ecr ha votato a gran parte contro.
La relazione annuale sulla concorrenza parla della necessità di un approccio di fair share, o equa partecipazione ai costi, soprattutto ora che l’UE è impegnata a raggiungere gli obiettivi di connettività del Digital Compass 2030. Il commissario per il mercato interno Thierry Breton sostiene che le grandi aziende generano la maggior parte del traffico e raccolgono la maggior parte dei benefici, senza pagare i costi delle reti che lo trasportano.
Il principio, basato sul cosiddetto fair share, è stato sostenuto fin dal maggio 2022 dal commissario Breton. La Commissione europea ha poi avviato una consultazione pubblica nel febbraio 2023 per verificare le posizioni dei diversi interlocutori e la percorribilità di un contributo degli over-the-top ai costi della rete. Ma ci sono anche detrattori, a partire dalle big tech.
Le organizzazioni della società civile sono critiche, temendo che la proposta sia contraria alla neutralità della rete. Anche i regolatori delle telecomunicazioni riuniti nel Berec hanno espresso un parere negativo, convinti che l’intervento normativo non sia necessario, perché l’ecosistema di Internet ha mostrato la capacità di adattarsi in passato.
Nel Consiglio dei ministri dell’UE permangono le spaccature su un’eventuale proposta della Commissione europea per “tassare” le big tech. Al contrario, convinti sostenitori del fair share sono Italia, Francia e Spagna, da sempre vicini alle posizioni di Breton. Il Sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, ha dichiarato che segue con attenzione il dibattito e si auspica che qualunque proposta in via di definizione in sede europea possa essere sostenuta da un’attenta analisi dei costi e dei benefici.

D'Orazi Dario
D'Orazi Dariohttps://it-it.facebook.com/darioita
Editore e Giornalista mi occupo di tutto quello che fa parte della tecnologia, automobili e curiosità. Laureato sono sempre stato appassionato alla scrittura e amo il mondo del giornalismo.
RELATED ARTICLES

Most Popular

Recent Comments