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	<title>AGCM Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>iCloud sotto indagine in Italia: cosa rischia Apple con il Digital Markets Act</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 01:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Italia apre un'indagine su iCloud: Apple di nuovo nel mirino del Digital Markets Act Il **Digital Markets Act** continua a creare grattacapi ad **Apple**, e stavolta il fronte si è aperto proprio in Italia. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato l'avvio di un'indagine...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;Italia apre un&#8217;indagine su iCloud: Apple di nuovo nel mirino del Digital Markets Act</h2>
<p>Il <strong>Digital Markets Act</strong> continua a creare grattacapi ad <strong>Apple</strong>, e stavolta il fronte si è aperto proprio in Italia. L&#8217;Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato l&#8217;avvio di un&#8217;indagine formale che riguarda <strong>iCloud</strong> e il mercato del <strong>cloud storage</strong>, un tema che potrebbe avere conseguenze molto concrete per milioni di utenti.</p>
<p>La notizia è arrivata martedì con un comunicato ufficiale dell&#8217;<strong>AGCM</strong>, che ha reso noto di aver aperto un procedimento nei confronti di tre soggetti: Apple Inc, Apple Distribution International Ltd e Apple Italia. Il cuore della questione è piuttosto specifico ma tutt&#8217;altro che banale. Si vuole capire se Apple rispetta davvero i requisiti di <strong>interoperabilità</strong> previsti dal Digital Markets Act, soprattutto quando si parla di servizi di archiviazione in cloud.</p>
<h2>Cosa prevede il Digital Markets Act e perché Apple è coinvolta</h2>
<p>Per chi non segue queste vicende quotidianamente, vale la pena fare un passo indietro. Il <strong>DMA</strong> è la normativa europea entrata in vigore per regolare il comportamento delle grandi piattaforme digitali, i cosiddetti gatekeeper. L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore concorrenza e offrire agli utenti più libertà di scelta. Apple, con il suo ecosistema notoriamente chiuso, è finita sotto la lente dei regolatori praticamente dal primo giorno.</p>
<p>Il punto dolente, in questo caso, riguarda iCloud. La domanda che l&#8217;autorità italiana si pone è abbastanza diretta: gli utenti possono davvero migrare i propri dati verso servizi di <strong>cloud storage</strong> alternativi senza ostacoli? Oppure esistono barriere tecniche o pratiche che rendono questa operazione più complicata del dovuto? L&#8217;interoperabilità, in fondo, è proprio questo: la possibilità concreta di far dialogare sistemi diversi senza muri invisibili.</p>
<h2>Un quadro europeo sempre più complesso per Apple</h2>
<p>Questa indagine italiana non nasce dal nulla. Si inserisce in un contesto europeo dove Apple ha già dovuto affrontare pressioni significative. Dall&#8217;apertura agli store alternativi su <strong>iPhone</strong> fino alle modifiche al sistema di pagamento in app, il Digital Markets Act sta ridisegnando le regole del gioco pezzo dopo pezzo. E ogni Paese membro può condurre le proprie verifiche, il che moltiplica i fronti aperti.</p>
<p>La mossa dell&#8217;AGCM dimostra che anche l&#8217;Italia intende fare la sua parte nel far rispettare la normativa. Non si tratta di una semplice formalità burocratica. Se l&#8217;indagine dovesse confermare violazioni dei requisiti di interoperabilità, Apple potrebbe trovarsi costretta a modificare il funzionamento di <strong>iCloud</strong> sul mercato europeo, con potenziali ricadute positive per la concorrenza nel settore del cloud storage.</p>
<p>Resta da vedere come Apple risponderà. L&#8217;azienda di Cupertino ha sempre sostenuto di rispettare le normative locali, ma la storia recente suggerisce che il braccio di ferro con i regolatori europei è ancora lontano dall&#8217;esaurirsi. Per gli utenti, alla fine, la vera partita si gioca sulla possibilità di avere più scelta e meno vincoli. Ed è esattamente quello che il <strong>Digital Markets Act</strong> promette di garantire.</p>
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