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	<title>antartica Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>La corrente oceanica più potente della Terra non si è formata come si credeva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 15:53:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La corrente oceanica più potente della Terra non si è formata come si credeva La Corrente Circumpolare Antartica è la più potente corrente oceanica del pianeta, capace di trasportare un volume d'acqua oltre cento volte superiore a quello di tutti i fiumi del mondo messi insieme. Eppure, uno studio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La corrente oceanica più potente della Terra non si è formata come si credeva</h2>
<p>La <strong>Corrente Circumpolare Antartica</strong> è la più potente corrente oceanica del pianeta, capace di trasportare un volume d&#8217;acqua oltre cento volte superiore a quello di tutti i fiumi del mondo messi insieme. Eppure, uno studio appena pubblicato sulla rivista <strong>Proceedings of the National Academy of Sciences</strong> rivela che la sua origine è stata molto più complicata di quanto la comunità scientifica avesse ipotizzato per decenni. Non bastò che si aprissero i passaggi oceanici tra i continenti: servì una combinazione precisa di venti, spostamento delle masse continentali e tempismo quasi perfetto.</p>
<p>La ricerca, condotta dall&#8217;<strong>Alfred Wegener Institute</strong>, ribalta un&#8217;idea piuttosto consolidata. Fino a poco tempo fa, il modello prevalente raccontava una storia semplice: l&#8217;Australia e il Sudamerica si allontanano dall&#8217;Antartide, si aprono dei varchi nell&#8217;oceano, e la corrente inizia a scorrere liberamente attorno al continente ghiacciato. Troppo lineare, a quanto pare. Le simulazioni climatiche realizzate dal team guidato da Hanna Knahl dimostrano che l&#8217;apertura dei passaggi, da sola, non fu sufficiente. La <strong>Corrente Circumpolare Antartica</strong> poté svilupparsi pienamente solo quando l&#8217;Australia si era spostata abbastanza da permettere ai forti <strong>venti occidentali</strong> di soffiare direttamente attraverso il cosiddetto Tasman Gateway, lo stretto tra Antartide e Australia.</p>
<h2>Un mondo che cambiava faccia circa 34 milioni di anni fa</h2>
<p>Parliamo di un&#8217;epoca, la transizione verso l&#8217;<strong>Oligocene</strong>, in cui la Terra passò da un clima caldo e quasi privo di ghiacci a un mondo decisamente più freddo, con calotte polari in espansione. I livelli di <strong>CO2 atmosferica</strong> si aggiravano attorno alle 600 parti per milione, una soglia che non è più stata raggiunta da allora ma che alcuni scenari climatici futuri ipotizzano possa essere superata entro la fine di questo secolo. Un dettaglio che rende questa ricerca tutt&#8217;altro che un esercizio puramente accademico.</p>
<p>Le simulazioni hanno rivelato un altro aspetto sorprendente: anche quando i passaggi oceanici erano già aperti, la <strong>Corrente Circumpolare Antartica</strong> non formava ancora un anello continuo. Il flusso era forte nei settori atlantico e indiano, mentre la zona del Pacifico restava relativamente tranquilla. L&#8217;<strong>Oceano Meridionale</strong>, insomma, aveva un aspetto radicalmente diverso da quello attuale.</p>
<h2>Perché tutto questo conta anche oggi</h2>
<p>Il punto centrale dello studio va ben oltre la paleoclimatologia. La formazione della Corrente Circumpolare Antartica ha giocato un ruolo determinante nell&#8217;assorbimento di <strong>carbonio</strong> da parte degli oceani, contribuendo a ridurre la concentrazione di gas serra nell&#8217;atmosfera e innescando quella che viene chiamata Era Glaciale del Cenozoico, ancora in corso. Capire come si è sviluppata questa corrente significa avere strumenti migliori per interpretare i cambiamenti attuali nella circolazione dell&#8217;Oceano Meridionale.</p>
<p>Come ha sottolineato il paleoclimatologo Gerrit Lohmann, coautore dello studio, queste simulazioni accoppiate tra modelli climatici e modelli delle calotte glaciali rappresentano un approccio relativamente nuovo ma straordinariamente informativo. Permettono di osservare come ghiaccio, atmosfera, superficie terrestre e oceano interagiscano tra loro, offrendo una visione molto più realistica dei processi in gioco. La <strong>Corrente Circumpolare Antartica</strong> non si è semplicemente &#8220;accesa&#8221; quando i continenti si sono spostati. Ha avuto bisogno che tutto si allineasse nel modo giusto, al momento giusto. E questa lezione, per chi studia il clima futuro, vale oro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/la-corrente-oceanica-piu-potente-della-terra-non-si-e-formata-come-si-credeva/">La corrente oceanica più potente della Terra non si è formata come si credeva</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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