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	<title>armatura Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Ossa dermiche dei rettili: 320 milioni di anni di evoluzione ribaltati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 05:23:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il mistero dell&#8217;armatura dei rettili: 320 milioni di anni di evoluzione finalmente spiegati</h2>
<p>Le <strong>ossa dermiche dei rettili</strong> non si sono evolute una sola volta, come si credeva. E questa scoperta cambia parecchio di quello che pensavamo di sapere sull&#8217;evoluzione. Uno studio massiccio, pubblicato sul Biological Journal of the Linnean Society, ha ricostruito 320 milioni di anni di storia evolutiva per capire come e perché queste strutture ossee nella pelle siano comparse, scomparse e poi ricomparse in gruppi di lucertole completamente diversi tra loro. Il colpo di scena più sorprendente riguarda i <strong>varani australiani</strong>, i famosi goannas, che hanno perso la loro armatura cutanea per poi riacquistarla milioni di anni dopo. Una cosa che, secondo le regole classiche dell&#8217;evoluzione, non dovrebbe succedere.</p>
<p>Le ossa, va detto, non sono nate dentro il corpo. Sono partite dalla pelle, poco dopo la comparsa dei primi animali complessi. Gli <strong>osteodermi</strong>, cioè le ossa che si formano nel derma degli animali terrestri, hanno accompagnato i vertebrati fin quasi dall&#8217;inizio. Ma la loro storia è tutt&#8217;altro che lineare. Scompaiono in molti gruppi, poi rispuntano fuori. Soprattutto nei rettili. Per venirne a capo, il team di ricercatori ha analizzato ben 643 specie, tra viventi ed estinte, combinando dati fossili con strumenti computazionali moderni. Un lavoro enorme, paragonabile a ricostruire una rapina interrogando decine di testimoni, ognuno con un pezzo diverso della storia, finché i dettagli non cominciano a combaciare.</p>
<h2>Le lucertole si sono &#8220;armate&#8221; più volte, e in modo indipendente</h2>
<p>Quello che emerge è piuttosto chiaro: la maggior parte delle <strong>lucertole</strong> ha sviluppato osteodermi per la prima volta tra il Giurassico superiore e il Cretaceo inferiore, più di 100 milioni di anni fa. Era l&#8217;epoca dei grandi dinosauri, con ecosistemi in rapida trasformazione. L&#8217;armatura cutanea potrebbe aver aiutato le lucertole a difendersi dai predatori, ad adattarsi ad ambienti ostili o a colonizzare nuovi habitat. Ma il punto cruciale è che questa <strong>evoluzione</strong> non è partita da un unico antenato corazzato. È successa più volte, in modo indipendente, in lignaggi diversi. Questo chiude un dibattito che durava da oltre un secolo: all&#8217;inizio del Novecento si pensava a un antenato comune, poi si è passati all&#8217;ipotesi delle evoluzioni separate, ma mancava sempre una ricostruzione solida che mettesse tutti d&#8217;accordo.</p>
<h2>Il ritorno dell&#8217;armatura nei varani australiani</h2>
<p>Tra tutti i risultati, quello che colpisce di più riguarda i <strong>goannas</strong>. Gli antenati dei varani avevano perso completamente gli osteodermi, probabilmente perché il loro stile di vita attivo e il corpo efficiente funzionavano meglio senza quel peso extra. Eppure, quando i loro discendenti hanno raggiunto l&#8217;<strong>Australia</strong> circa 20 milioni di anni fa, durante il Miocene, le ossa dermiche sono ricomparse. Il clima australiano stava diventando più arido, e l&#8217;armatura cutanea potrebbe aver contribuito a ridurre la perdita d&#8217;acqua e a proteggere questi animali nei paesaggi aperti. I varani australiani sono l&#8217;unico lignaggio di lucertole conosciuto ad aver riacquistato gli osteodermi dopo averli persi, sfidando apertamente la cosiddetta <strong>legge di Dollo</strong>, secondo cui un tratto complesso, una volta scomparso, non può più ricomparire.</p>
<p>Questa scoperta si inserisce perfettamente nel panorama delle stranezze evolutive australiane, dove i marsupiali dominano e i mammiferi depongono uova. E dimostra, ancora una volta, che l&#8217;evoluzione non segue mai un percorso dritto. Piuttosto, serpeggia e si adatta alle condizioni mutevoli del pianeta, riservando sorprese che nemmeno i biologi più esperti si aspetterebbero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/ossa-dermiche-dei-rettili-320-milioni-di-anni-di-evoluzione-ribaltati/">Ossa dermiche dei rettili: 320 milioni di anni di evoluzione ribaltati</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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