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	<title>astrofisici Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Sagittarius A* sta soffiando via il gas dalla Via Lattea: ecco perché</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 17:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il buco nero al centro della Via Lattea sta soffiando via il gas che lo circonda Nuove osservazioni hanno rivelato qualcosa di sorprendente: il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea sta letteralmente soffiando via il gas dalla regione che lo circonda. Un comportamento che, per quanto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il buco nero al centro della Via Lattea sta soffiando via il gas che lo circonda</h2>
<p>Nuove osservazioni hanno rivelato qualcosa di sorprendente: il <strong>buco nero supermassiccio</strong> al centro della <strong>Via Lattea</strong> sta letteralmente soffiando via il gas dalla regione che lo circonda. Un comportamento che, per quanto possa sembrare controintuitivo per un oggetto noto per la sua capacità di inghiottire tutto ciò che gli capita a tiro, racconta una storia molto più complessa di quanto si pensasse fino a poco tempo fa.</p>
<p>Il protagonista di questa scoperta è <strong>Sagittarius A*</strong>, il buco nero che si trova nel cuore della nostra galassia, con una massa pari a circa quattro milioni di volte quella del Sole. Per anni gli scienziati lo hanno considerato relativamente tranquillo rispetto ai buchi neri supermassicci di altre galassie, quelli che producono getti potentissimi e divorano materia a ritmi impressionanti. Eppure, anche un gigante dormiente ogni tanto si agita.</p>
<h2>Cosa hanno scoperto gli astronomi</h2>
<p>Un team di ricercatori ha analizzato dati raccolti da strumenti di ultima generazione, e il quadro che ne è emerso è piuttosto chiaro: dal centro galattico partono <strong>flussi di gas</strong> che si allontanano da Sagittarius A* con una certa regolarità. Non si tratta di esplosioni violente e improvvise, ma di un fenomeno più sottile e continuo, come un vento cosmico che spinge la materia lontano dal <strong>centro galattico</strong>.</p>
<p>Questo processo si chiama tecnicamente <strong>feedback del buco nero</strong>, ed è fondamentale per capire come evolvono le galassie nel tempo. Quando un buco nero supermassiccio soffia via il gas circostante, di fatto rallenta la formazione di nuove stelle nella regione centrale. È un meccanismo di autoregolazione che gli astrofisici cercavano di confermare da tempo per la Via Lattea, e ora le prove sembrano piuttosto solide.</p>
<p>La cosa interessante è che Sagittarius A* non ha bisogno di essere particolarmente attivo per generare questi flussi. Anche con livelli di attività relativamente bassi, riesce comunque a influenzare l&#8217;ambiente circostante in modo significativo. Questo cambia parecchio la prospettiva su come funzionano i <strong>buchi neri</strong> considerati &#8220;quiescenti&#8221;.</p>
<h2>Perché questa scoperta conta davvero</h2>
<p>Il punto centrale è che queste osservazioni sul buco nero supermassiccio della Via Lattea offrono indizi preziosi su un fenomeno che riguarda miliardi di galassie nell&#8217;universo. Se anche un buco nero relativamente calmo come Sagittarius A* è in grado di modellare il proprio ambiente, allora il <strong>feedback galattico</strong> potrebbe essere molto più diffuso e influente di quanto i modelli attuali prevedano.</p>
<p>Per la comunità scientifica, è un tassello importante in un puzzle enorme. Capire come il gas viene spinto via dal centro della Via Lattea aiuta a ricostruire la storia evolutiva della nostra galassia e, in prospettiva, a perfezionare le simulazioni cosmologiche che cercano di spiegare come l&#8217;universo sia diventato quello che osserviamo oggi. Un buco nero che soffia via la materia invece di mangiarla: non è esattamente quello che ci si aspetterebbe, eppure la realtà, come spesso accade, è più affascinante di qualsiasi previsione.</p>
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		<title>James Webb scopre un&#8217;esplosione cosmica di 7 ore che sfida la fisica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 19:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisici]]></category>
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		<category><![CDATA[cosmica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un'esplosione cosmica che sfida le leggi della fisica Il telescopio James Webb ha individuato un'esplosione cosmica talmente anomala da mettere in discussione ciò che gli astrofisici credevano di sapere. L'evento, catalogato come GRB 250702B, è un lampo di raggi gamma durato ben sette ore, quando...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-unesplosione-cosmica-di-7-ore-che-sfida-la-fisica/">James Webb scopre un&#8217;esplosione cosmica di 7 ore che sfida la fisica</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un&#8217;esplosione cosmica che sfida le leggi della fisica</h2>
<p>Il <strong>telescopio James Webb</strong> ha individuato un&#8217;esplosione cosmica talmente anomala da mettere in discussione ciò che gli astrofisici credevano di sapere. L&#8217;evento, catalogato come <strong>GRB 250702B</strong>, è un lampo di raggi gamma durato ben sette ore, quando normalmente fenomeni del genere si esauriscono in meno di un minuto. Parliamo di qualcosa che ha lasciato la comunità scientifica internazionale senza risposte certe, almeno per ora.</p>
<p>Rilevato per la prima volta il 2 luglio dal <strong>telescopio spaziale Fermi</strong> della NASA, il segnale ha subito attirato l&#8217;attenzione di osservatori sparsi in tutto il mondo. La potenza dell&#8217;evento era tale che nessun singolo strumento poteva raccontare la storia completa. Sono serviti dati combinati da telescopi spaziali e terrestri: raggi gamma, raggi X, luce infrarossa e segnali radio. Nulla di visibile a occhio nudo, ovviamente. Come ha spiegato Huei Sears, ricercatrice post dottorato alla Rutgers University, «questo oggetto mostra proprietà estreme difficili da spiegare. Di solito questi lampi finiscono in meno di un minuto, ma GRB 250702B è durato ore e ha persino mostrato segni di attività nei raggi X già un giorno prima».</p>
<h2>Le ipotesi dei ricercatori: buchi neri protagonisti</h2>
<p>Gli scienziati stanno valutando diverse spiegazioni per questa esplosione record. La prima possibilità è che si tratti di un <strong>lampo di raggi gamma</strong> estremamente fuori scala. La seconda chiama in causa un cosiddetto <strong>evento di distruzione mareale</strong>, cioè un buco nero migliaia di volte più massiccio del Sole che fa letteralmente a pezzi una stella troppo vicina. Esiste poi un&#8217;idea ancora più bizzarra: un buco nero di dimensioni ridotte che si sarebbe fuso con una stella di elio già spogliata dei suoi strati esterni, divorandola dall&#8217;interno.</p>
<p>La NASA ha anche diffuso un&#8217;animazione che illustra uno scenario possibile. Un <strong>buco nero</strong> con massa pari a circa tre volte quella del Sole, con un orizzonte degli eventi largo appena 18 chilometri, orbita attorno a una stella compagna fino a fondersi con essa. Il risultato? Getti potentissimi di energia sparati nello spazio a velocità prossime a quella della luce. Eliza Neights, astronoma del Goddard Space Flight Center della NASA, ha definito l&#8217;evento «un&#8217;esplosione diversa da qualsiasi altra osservata negli ultimi 50 anni».</p>
<h2>Una galassia lontana e ancora tanti punti interrogativi</h2>
<p>Le immagini catturate dal <strong>telescopio Hubble</strong> hanno rivelato una galassia insolita nella posizione del lampo. Inizialmente sembrava che due galassie stessero fondendosi, oppure che una singola galassia fosse tagliata in due da una banda scura di polvere. Le osservazioni successive del telescopio James Webb hanno chiarito che la galassia si trova a circa 8 miliardi di anni luce da noi. Significa che GRB 250702B è esploso molto prima che la Terra si formasse.</p>
<p>Sears ha guidato osservazioni di follow up usando la <strong>NIRCam</strong> di Webb, lo strumento principale per l&#8217;imaging nel vicino infrarosso, alcuni mesi dopo l&#8217;evento. «Vediamo una galassia molto grande con una fascia di polvere», ha spiegato. «La struttura è così complessa che non è chiaro al cento per cento se resti qualcosa da vedere dell&#8217;esplosione. E se c&#8217;è, è davvero debole».</p>
<p>Questo dato sembra rafforzare l&#8217;ipotesi che GRB 250702B sia stato effettivamente un lampo di raggi gamma piuttosto che un evento di distruzione mareale. Ma la comunità scientifica resta divisa. «Molti degli studi su questa esplosione forniscono spiegazioni diverse e a volte contraddittorie», ha ammesso Sears. «È ancora presto per capire cosa sia realmente accaduto». Quel che è certo è che il telescopio James Webb, supportato anche dall&#8217;Agenzia Spaziale Europea e da quella canadese, ha regalato alla scienza un enigma che potrebbe portare alla scoperta di fenomeni cosmici completamente nuovi. E questo, per chi studia l&#8217;universo, vale più di qualsiasi risposta definitiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-unesplosione-cosmica-di-7-ore-che-sfida-la-fisica/">James Webb scopre un&#8217;esplosione cosmica di 7 ore che sfida la fisica</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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