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	<title>attacco Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>iPhone: la Lockdown Mode non è mai stata violata, Apple conferma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2026 08:24:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple conferma: nessun iPhone con Lockdown Mode è mai stato violato da spyware La Lockdown Mode di Apple non è mai stata bucata. A dirlo non è un blogger entusiasta, ma la stessa Apple, che ha dichiarato a TechCrunch di non avere alcuna evidenza di un attacco spyware riuscito contro un dispositivo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple conferma: nessun iPhone con Lockdown Mode è mai stato violato da spyware</h2>
<p>La <strong>Lockdown Mode</strong> di Apple non è mai stata bucata. A dirlo non è un blogger entusiasta, ma la stessa Apple, che ha dichiarato a TechCrunch di non avere alcuna evidenza di un attacco spyware riuscito contro un dispositivo con questa funzione attiva. Una notizia che, nel panorama attuale della <strong>sicurezza informatica</strong>, ha un peso enorme.</p>
<p>Introdotta nel 2022, la Lockdown Mode è una funzionalità opzionale disponibile su <strong>iPhone</strong>, iPad e Mac. Quando viene attivata, riduce drasticamente la superficie di attacco del dispositivo: blocca la maggior parte degli allegati nei messaggi, disabilita alcune tecnologie web complesse e impedisce la connessione automatica a reti Wi-Fi non sicure. Apple ha progettato questa modalità pensando a chi corre rischi reali, come giornalisti, attivisti, avvocati e chiunque possa finire nel mirino di <strong>attacchi informatici</strong> sofisticati, spesso orchestrati a livello statale.</p>
<h2>Le conferme dal mondo della ricerca</h2>
<p>Non è solo Apple a sostenere l&#8217;efficacia della Lockdown Mode. Donncha Ó Cearbhaill, responsabile del laboratorio di sicurezza di <strong>Amnesty International</strong>, ha confermato che né lui né i suoi colleghi hanno mai trovato prove di una compromissione riuscita su un iPhone protetto da questa modalità al momento dell&#8217;attacco. E parliamo di ricercatori che, insieme al <strong>Citizen Lab</strong> dell&#8217;Università di Toronto, hanno documentato negli anni decine di attacchi spyware andati a segno su utenti iPhone. Nessuno, però, ha mai coinvolto un dispositivo con Lockdown Mode attiva.</p>
<p>Anzi, il Citizen Lab ha identificato almeno due casi in cui la funzione ha bloccato attivamente dei tentativi di intrusione. Uno riguardava il famigerato <strong>Pegasus</strong> del gruppo NSO, l&#8217;altro lo spyware Predator, sviluppato da un&#8217;azienda oggi parte di Intellexa. I ricercatori di Google, dal canto loro, hanno scoperto che alcuni spyware erano addirittura programmati per interrompere l&#8217;attacco nel momento in cui rilevavano la Lockdown Mode attiva. Un comportamento che dice molto: gli stessi sviluppatori di malware preferiscono ritirarsi piuttosto che rischiare di lasciare tracce che potrebbero smascherare le loro operazioni.</p>
<h2>Un livello di protezione senza precedenti per il grande pubblico</h2>
<p>Patrick Wardle, esperto di <strong>cybersecurity Apple</strong>, ha definito la Lockdown Mode come &#8220;una delle funzioni di protezione più aggressive mai rese disponibili al grande pubblico&#8221;. E non è un&#8217;esagerazione. In un&#8217;epoca in cui lo spyware mercenario rappresenta una minaccia concreta per categorie specifiche di persone, avere uno strumento così efficace già integrato nel sistema operativo fa la differenza.</p>
<p>Certo, attivare la Lockdown Mode comporta dei compromessi nell&#8217;esperienza d&#8217;uso quotidiana. Alcune funzionalità risultano limitate, la navigazione web può sembrare meno fluida, e certe comodità vengono sacrificate. Ma per chi sa di poter essere un bersaglio, quel compromesso vale molto più di qualsiasi notifica o anteprima bloccata. Il fatto che, dopo quasi tre anni dal lancio, nessun attacco documentato sia riuscito a superare questa barriera racconta qualcosa di significativo sulla direzione presa da Apple in tema di <strong>protezione dei dati</strong> e sicurezza personale.</p>
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