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	<title>brevetti Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>macOS 27: i due nomi che Apple potrebbe scegliere ti sorprenderanno</title>
		<link>https://tecnoapple.it/macos-27-i-due-nomi-che-apple-potrebbe-scegliere-ti-sorprenderanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 00:23:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si chiamerà macOS 27? Le ipotesi più calde del momento Il toto nome per macOS 27 è già partito, e come ogni anno la community Apple si divide tra chi analizza i brevetti, chi studia la geografia californiana e chi semplicemente si diverte a lanciare scommesse. La domanda è sempre la stessa:...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Come si chiamerà macOS 27? Le ipotesi più calde del momento</h2>
<p>Il toto nome per <strong>macOS 27</strong> è già partito, e come ogni anno la community Apple si divide tra chi analizza i brevetti, chi studia la geografia californiana e chi semplicemente si diverte a lanciare scommesse. La domanda è sempre la stessa: quale nome sceglierà <strong>Apple</strong> per la prossima versione del suo sistema operativo desktop?</p>
<p>Due candidati sembrano emergere con più forza degli altri: <strong>Big Bear</strong> e <strong>Emerald</strong>. Entrambi seguono la tradizione ormai consolidata di Cupertino, che da anni pesca i nomi di macOS da <strong>località e paesaggi della California</strong>. Big Bear richiama l&#8217;omonimo lago e la zona montuosa nel sud dello stato, meta amatissima per escursioni e sport invernali. Emerald, invece, potrebbe riferirsi alla Emerald Bay del Lake Tahoe, uno degli scorci naturali più iconici della costa ovest. Due scelte molto diverse per tono e immaginario, ma perfettamente in linea con lo stile narrativo che Apple costruisce attorno ai suoi prodotti.</p>
<h2>Da dove arrivano queste indiscrezioni su macOS 27</h2>
<p>Chi segue da vicino il mondo Apple sa che gli indizi spesso si nascondono nei <strong>depositi di marchi</strong> e nei brevetti registrati silenziosamente mesi prima di qualsiasi annuncio ufficiale. Cult of Mac e altre testate specializzate hanno individuato movimenti sospetti proprio su questi due nomi, alimentando la speculazione. Non è la prima volta che succede: in passato, nomi come <strong>Sequoia</strong> e Ventura erano trapelati con largo anticipo attraverso canali simili.</p>
<p>C&#8217;è anche un aspetto di marketing da considerare. Apple non sceglie mai un nome a caso. Ogni versione di <strong>macOS</strong> deve evocare qualcosa di preciso: potenza, vastità, bellezza naturale. Big Bear trasmetterebbe un senso di robustezza e avventura, mentre Emerald giocherebbe più sulla raffinatezza e sul colore, un dettaglio che potrebbe legarsi anche all&#8217;estetica dell&#8217;interfaccia o a qualche novità hardware in arrivo.</p>
<h2>Quando sapremo il nome ufficiale</h2>
<p>La risposta più onesta è: probabilmente alla <strong>WWDC</strong>, la conferenza annuale per sviluppatori che Apple tiene di solito a giugno. È lì che Cupertino svela tradizionalmente il nome e le principali funzionalità della nuova versione di macOS. Fino a quel momento, tutto resta nel territorio delle ipotesi, per quanto fondate.</p>
<p>Quello che è certo è che il dibattito sul nome di <strong>macOS 27</strong> non si fermerà. Anzi, man mano che ci si avvicina all&#8217;evento, le voci si moltiplicheranno. Big Bear o Emerald? Oppure un terzo incomodo che nessuno ha ancora considerato? La storia insegna che Apple sa sempre come sorprendere, anche quando sembra che tutti abbiano già capito tutto.</p>
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		<title>Apple contro un logo a forma di arancia: la disputa sembra una barzelletta</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-contro-un-logo-a-forma-di-arancia-la-disputa-sembra-una-barzelletta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 12:25:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple contro un logo a forma di arancia: la disputa che sembra una barzelletta Quando si dice confrontare mele e arance, stavolta il paragone calza alla perfezione. Apple ha ottenuto dall'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) il rifiuto parziale di un marchio depositato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple contro un logo a forma di arancia: la disputa che sembra una barzelletta</h2>
<p>Quando si dice confrontare mele e arance, stavolta il paragone calza alla perfezione. <strong>Apple</strong> ha ottenuto dall&#8217;<strong>Ufficio dell&#8217;Unione Europea per la Proprietà Intellettuale</strong> (EUIPO) il rifiuto parziale di un marchio depositato da un produttore cinese di tastiere, la <strong>Yichun Qinningmeng Electronics Co.</strong>, sostenendo che il <strong>logo</strong> dell&#8217;azienda assomigliasse troppo alla celebre mela morsicata. Sì, avete capito bene: un frutto contro un altro frutto.</p>
<p>Le cause legali di Apple coprono un&#8217;infinità di ambiti, dalla violazione di brevetti a questioni tecniche piuttosto noiose. Ma ogni tanto la strategia legale dell&#8217;azienda di Cupertino prende strade davvero inaspettate. Questa vicenda ne è la dimostrazione più lampante.</p>
<h2>Due frutti, un solo problema</h2>
<p>Il nocciolo della questione è semplice, almeno in apparenza. Il logo della Yichun Qinningmeng raffigura quello che sembra un agrume stilizzato, con una foglia nella parte superiore. Apple ha sostenuto davanti all&#8217;EUIPO che la <strong>somiglianza visiva</strong> tra i due marchi fosse sufficiente a generare confusione nei consumatori. E l&#8217;ufficio europeo, almeno in parte, le ha dato ragione.</p>
<p>Ora, chi guarda i due loghi affiancati potrebbe restare perplesso. Uno è una mela con un morso, l&#8217;altro ricorda più un&#8217;arancia o un limone. Eppure nella logica della tutela dei <strong>marchi registrati</strong>, il ragionamento di Apple non è poi così assurdo. L&#8217;elemento chiave non è tanto il tipo di frutto rappresentato, quanto la struttura complessiva del design: forma tondeggiante, foglia in alto, stile minimalista. Bastano questi elementi condivisi per attivare le antenne degli avvocati di Cupertino.</p>
<h2>Una strategia aggressiva ma coerente</h2>
<p>Non è la prima volta che Apple si muove con decisione per proteggere la propria <strong>identità visiva</strong>. Nel corso degli anni, l&#8217;azienda ha contestato loghi di ogni tipo, da piccole aziende alimentari a startup tecnologiche, ogni volta che un simbolo vagamente sferico con una foglia faceva capolino nelle registrazioni di marchio. La filosofia è chiara: difendere il perimetro del proprio brand con ogni mezzo disponibile, anche quando dall&#8217;esterno la battaglia può sembrare sproporzionata.</p>
<p>Il caso è stato riportato da <strong>MacRumors</strong>, che ha evidenziato come la decisione parziale dell&#8217;EUIPO rappresenti comunque una vittoria significativa per Apple. Il produttore cinese di <strong>tastiere</strong> si trova ora costretto a ripensare il proprio marchio, almeno per il mercato europeo.</p>
<p>Resta il fatto che questa storia racconta qualcosa di più profondo sulla gestione della proprietà intellettuale nel settore tech. Le grandi aziende non lasciano nulla al caso, e anche un logo che sembra innocuo può diventare terreno di scontro legale. Che si tratti di mele, arance o qualsiasi altro frutto stilizzato, quando in gioco c&#8217;è il marchio più riconoscibile del pianeta, Apple non fa sconti a nessuno.</p>
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		<title>Apple Vision Pro: l&#8217;ex ingegnere accusato di furto di segreti chiude con un accordo</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-vision-pro-lex-ingegnere-accusato-di-furto-di-segreti-chiude-con-un-accordo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 22:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'ex ingegnere Apple accusato di aver rubato segreti sul Vision Pro chiude la vicenda con un accordo La questione legale tra Apple e un suo ex ingegnere, accusato di aver sottratto segreti industriali legati all'Apple Vision Pro, si è risolta con un accordo extragiudiziale. Una vicenda che ha fatto...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-vision-pro-lex-ingegnere-accusato-di-furto-di-segreti-chiude-con-un-accordo/">Apple Vision Pro: l&#8217;ex ingegnere accusato di furto di segreti chiude con un accordo</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;ex ingegnere Apple accusato di aver rubato segreti sul Vision Pro chiude la vicenda con un accordo</h2>
<p>La questione legale tra <strong>Apple</strong> e un suo ex ingegnere, accusato di aver sottratto <strong>segreti industriali</strong> legati all&#8217;<strong>Apple Vision Pro</strong>, si è risolta con un accordo extragiudiziale. Una vicenda che ha fatto parecchio rumore nel mondo tech e che merita di essere raccontata con attenzione, perché tocca temi delicatissimi: proprietà intellettuale, fiducia aziendale e i confini sempre più sottili della sicurezza interna nelle grandi corporation.</p>
<p>Tutto era iniziato nel luglio 2025, quando Apple aveva formalmente accusato <strong>Di Liu</strong>, un ingegnere progettista che lavorava nel cuore dello sviluppo del visore, di aver trafugato un volume enorme di documentazione riservata. Parliamo di tecnologie proprietarie, quelle che rendono l&#8217;<strong>Apple Vision Pro</strong> un prodotto unico nel suo genere. Non semplici appunti di lavoro, ma file che contenevano innovazioni tecnologiche di altissimo livello.</p>
<h2>Cosa aveva fatto esattamente l&#8217;ingegnere</h2>
<p>Secondo quanto emerso dalla causa intentata da Apple, Liu avrebbe sfruttato le proprie <strong>credenziali aziendali</strong> per scaricare migliaia di documenti dai sistemi di archiviazione sicura dell&#8217;azienda. Il materiale veniva poi copiato dal laptop aziendale verso un servizio di <strong>cloud storage personale</strong>. Un&#8217;operazione che, stando alle accuse, non aveva nulla di casuale o improvvisato.</p>
<p>C&#8217;è poi un dettaglio che rende la faccenda ancora più spinosa. Liu non aveva comunicato ad Apple la sua intenzione di lasciare l&#8217;azienda per passare a <strong>Snap</strong>, il gruppo che controlla Snapchat e che è a sua volta impegnato nello sviluppo di dispositivi di realtà aumentata. Questa omissione gli avrebbe permesso di mantenere attive le credenziali Apple per circa due settimane in più del dovuto. Un lasso di tempo che, evidentemente, è stato sfruttato per continuare a trasferire materiale riservato.</p>
<h2>L&#8217;accordo che chiude tutto</h2>
<p>I dettagli economici dell&#8217;accordo non sono stati resi pubblici, come spesso accade in questi casi. Quello che si sa è che entrambe le parti hanno raggiunto un&#8217;intesa che pone fine alla disputa legale. Per Apple, era fondamentale mandare un segnale chiaro: la protezione della <strong>proprietà intellettuale</strong> non è negoziabile, soprattutto quando si tratta di un prodotto strategico come l&#8217;Apple Vision Pro.</p>
<p>Questa storia racconta qualcosa che va oltre il singolo episodio. La competizione nel settore della realtà mista è feroce, e le aziende investono miliardi in ricerca e sviluppo. Quando qualcuno decide di portarsi via quel patrimonio di conoscenza, la risposta legale diventa inevitabile. E nel caso di Apple, che sul Vision Pro ha costruito una parte importante della propria visione futura, la posta in gioco era altissima.</p>
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		<title>AirPods Max 2 deludono? Le novità Apple della settimana</title>
		<link>https://tecnoapple.it/airpods-max-2-deludono-le-novita-apple-della-settimana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 20:53:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>AirPods Max 2, MotionVFX e le ultime novità dal mondo Apple La settimana appena trascorsa nel mondo Apple è stata tutt'altro che noiosa. Tra aggiornamenti hardware che fanno discutere, acquisizioni strategiche e qualche grana legale, c'è parecchio da raccontare. Il formato "Sunday Reboot" raccoglie...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>AirPods Max 2, MotionVFX e le ultime novità dal mondo Apple</h2>
<p>La settimana appena trascorsa nel mondo <strong>Apple</strong> è stata tutt&#8217;altro che noiosa. Tra aggiornamenti hardware che fanno discutere, acquisizioni strategiche e qualche grana legale, c&#8217;è parecchio da raccontare. Il formato &#8220;Sunday Reboot&#8221; raccoglie le storie più interessanti gravitanti attorno alla galassia di Cupertino, e questa volta il protagonista indiscusso è stato l&#8217;aggiornamento delle <strong>AirPods Max 2</strong>, che ha portato con sé un dibattito piuttosto acceso.</p>
<p>Partiamo proprio da lì. Le <strong>AirPods Max 2</strong> rappresentano quello che in gergo si definisce un &#8220;spec bump&#8221;, ovvero un aggiornamento incrementale delle specifiche tecniche. Niente rivoluzioni, niente design stravolto. Eppure, anche questa definizione sembra quasi troppo generosa per descrivere quanto effettivamente cambiato. Il punto è che Apple ha stiracchiato il concetto stesso di aggiornamento minimo, lasciando più di qualche utente con la sensazione che ci si aspettasse qualcosa di più. Chi sperava in novità sostanziose potrebbe restare deluso, ma è anche vero che le cuffie di fascia alta di Apple continuano a mantenere una posizione solida nel mercato audio premium.</p>
<h2>L&#8217;acquisizione di MotionVFX e il potenziale per Creator Studio</h2>
<p>L&#8217;altra notizia che ha catturato l&#8217;attenzione degli addetti ai lavori riguarda l&#8217;<strong>acquisizione di MotionVFX</strong> da parte di Apple. Per chi non la conoscesse, MotionVFX è un&#8217;azienda nota per i suoi plugin e template professionali dedicati al <strong>video editing</strong>. Questa mossa potrebbe avere ripercussioni importanti su <strong>Creator Studio</strong>, rafforzando l&#8217;ecosistema creativo che Apple sta costruendo con sempre maggiore determinazione. È una scommessa sul lungo periodo, ma il segnale è chiaro: Cupertino vuole che i creatori di contenuti non abbiano mai bisogno di uscire dal suo ecosistema.</p>
<h2>Tra tribunali, brevetti e app bloccate</h2>
<p>Sul fronte legale, la settimana è stata altrettanto movimentata. Apple ha perso una causa in tribunale ma è riuscita comunque a evitare un nuovo blocco dell&#8217;<strong>Apple Watch</strong> legato ai brevetti sulla misurazione dell&#8217;ossigeno nel sangue. Una vicenda che si trascina da tempo e che continua a tenere in bilico una delle funzionalità più pubblicizzate dello smartwatch.</p>
<p>Non è finita. L&#8217;azienda è stata trascinata in una disputa legale sulla raccolta di dati utilizzati per addestrare modelli di <strong>intelligenza artificiale</strong>, un tema sempre più caldo a livello globale. E come se non bastasse, Apple è finita sotto i riflettori per aver bloccato alcune app legate al cosiddetto &#8220;vibe coding&#8221; su <strong>iOS</strong>, scatenando critiche da parte della comunità degli sviluppatori.</p>
<p>Infine, una curiosità: durante la settimana si è parlato anche di una performance speciale organizzata da Apple in Cina, a conferma di quanto il mercato asiatico resti strategico per l&#8217;azienda. Insomma, tra AirPods Max 2 che dividono, acquisizioni che fanno sognare e battaglie legali che non accennano a placarsi, il mondo Apple non si ferma mai davvero.</p>
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		<item>
		<title>Apple in tribunale per i brevetti BlackBerry: c&#8217;entra anche Xiaomi</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-in-tribunale-per-i-brevetti-blackberry-centra-anche-xiaomi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 13:55:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple in tribunale per i brevetti BlackBerry: cosa c'entra Xiaomi I brevetti BlackBerry continuano a far parlare di sé, anche se i telefoni del marchio canadese hanno smesso di funzionare ormai da anni. La vicenda che sta emergendo in queste ore riguarda direttamente Apple, che si è mossa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-in-tribunale-per-i-brevetti-blackberry-centra-anche-xiaomi/">Apple in tribunale per i brevetti BlackBerry: c&#8217;entra anche Xiaomi</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple in tribunale per i brevetti BlackBerry: cosa c&#8217;entra Xiaomi</h2>
<p>I <strong>brevetti BlackBerry</strong> continuano a far parlare di sé, anche se i telefoni del marchio canadese hanno smesso di funzionare ormai da anni. La vicenda che sta emergendo in queste ore riguarda direttamente <strong>Apple</strong>, che si è mossa legalmente per impedire che i dettagli dei suoi vecchi accordi di licenza finiscano nelle mani della concorrenza. E il nome che compare dall&#8217;altra parte della barricata è quello di <strong>Xiaomi</strong>, rivale sempre più agguerrito nel mercato degli smartphone.</p>
<p>La storia, riportata da Courthouse News, ha radici che affondano nel passato recente della tecnologia mobile. Quando BlackBerry ha definitivamente chiuso il capitolo hardware, l&#8217;azienda non ha semplicemente abbassato la serranda. Ha venduto il suo <strong>portafoglio brevetti</strong>, un patrimonio tecnologico enorme accumulato nei decenni d&#8217;oro dei telefoni con tastiera fisica. Nel frattempo, aveva già stretto accordi di licenza con diversi colossi del settore, Apple inclusa.</p>
<h2>Perché Apple vuole tenere tutto sotto silenzio</h2>
<p>Il punto critico è proprio questo: gli studi legali specializzati in <strong>diritto brevettuale</strong> che agiscono per conto di soggetti terzi vogliono accedere ai termini specifici di quegli accordi di licenza. Per Apple, si tratta di informazioni estremamente sensibili dal punto di vista commerciale. Rivelare quanto ha pagato, a quali condizioni e per quali tecnologie significherebbe offrire un vantaggio strategico enorme a chi sta negoziando accordi simili.</p>
<p>Ed è qui che entra in gioco <strong>Xiaomi</strong>. Il produttore cinese di <strong>iPhone</strong> rivali sta espandendo la propria presenza globale e potrebbe trovarsi nella posizione di dover negoziare licenze sugli stessi brevetti BlackBerry. Conoscere i dettagli degli accordi già stipulati da Apple darebbe a Xiaomi un punto di riferimento molto preciso per le proprie trattative.</p>
<h2>Un precedente che potrebbe pesare su tutto il settore</h2>
<p>Quello che rende questa vicenda particolarmente interessante è il fatto che non si tratta di una disputa su chi ha inventato cosa. Nessuno sta accusando nessuno di aver copiato una tecnologia. La questione è puramente legata alla <strong>trasparenza degli accordi commerciali</strong> nel mondo dei brevetti, un tema che tocca tutte le grandi aziende tech.</p>
<p>Se il tribunale dovesse decidere che quei dettagli possono essere divulgati, si creerebbe un precedente significativo. Le aziende che hanno stipulato accordi di licenza in passato potrebbero trovarsi esposte, con i termini economici resi accessibili ai concorrenti. Apple, che storicamente protegge ogni aspetto delle proprie operazioni con una riservatezza quasi ossessiva, sta chiaramente cercando di evitare uno scenario del genere.</p>
<p>La cosa affascinante è che i <strong>brevetti BlackBerry</strong>, nati in un&#8217;epoca in cui lo smartphone moderno non esisteva ancora, continuano ad avere un peso enorme nelle dinamiche competitive di oggi. Tecnologie sviluppate per gestire email, sicurezza delle comunicazioni e infrastrutture di rete restano fondamentali anche nell&#8217;era dei display pieghevoli e dell&#8217;intelligenza artificiale. E le battaglie legali che ne derivano dimostrano quanto il valore della proprietà intellettuale sopravviva, spesso di gran lunga, ai prodotti che l&#8217;hanno generata.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-in-tribunale-per-i-brevetti-blackberry-centra-anche-xiaomi/">Apple in tribunale per i brevetti BlackBerry: c&#8217;entra anche Xiaomi</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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		<item>
		<title>Apple Watch batte Masimo: il sensore di ossigeno nel sangue non viola i brevetti</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-watch-batte-masimo-il-sensore-di-ossigeno-nel-sangue-non-viola-i-brevetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 22:53:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple Watch e il sensore di ossigeno nel sangue: la battaglia legale con Masimo segna un punto a favore di Cupertino La questione del sensore di ossigeno nel sangue su Apple Watch sembrava destinata a trascinarsi ancora a lungo, e invece questa settimana è arrivata una svolta significativa. Un...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-watch-batte-masimo-il-sensore-di-ossigeno-nel-sangue-non-viola-i-brevetti/">Apple Watch batte Masimo: il sensore di ossigeno nel sangue non viola i brevetti</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple Watch e il sensore di ossigeno nel sangue: la battaglia legale con Masimo segna un punto a favore di Cupertino</h2>
<p>La questione del <strong>sensore di ossigeno nel sangue</strong> su <strong>Apple Watch</strong> sembrava destinata a trascinarsi ancora a lungo, e invece questa settimana è arrivata una svolta significativa. Un giudice della <strong>U.S. International Trade Commission</strong> (ITC) ha stabilito che l&#8217;attuale implementazione adottata da Apple negli Stati Uniti non viola i brevetti di <strong>Masimo</strong>, e che quindi non ci sarà un nuovo divieto di importazione per lo smartwatch di Cupertino.</p>
<p>Per capire come si è arrivati fin qui, bisogna fare un passo indietro. Dopo che nel 2023 era stata accertata una violazione dei brevetti Masimo legati proprio alla rilevazione dell&#8217;ossigeno nel sangue, l&#8217;Apple Watch aveva subìto un blocco alle importazioni negli Stati Uniti. Apple aveva dovuto sospendere temporaneamente le vendite nel dicembre 2023, per poi disattivare completamente la funzione a gennaio 2024, riprendendo così la commercializzazione del dispositivo, ma senza quella feature.</p>
<h2>Il workaround che ha cambiato le carte in tavola</h2>
<p>Nell&#8217;agosto 2025, Apple ha trovato una soluzione alternativa piuttosto ingegnosa. Il <strong>sensore di ossigeno nel sangue</strong> dell&#8217;Apple Watch raccoglie i dati, ma l&#8217;elaborazione avviene su un <strong>iPhone</strong> abbinato, e i risultati sono consultabili esclusivamente dallo smartphone. Secondo Apple, questo nuovo processo non infrange né il divieto dell&#8217;ITC né i brevetti Masimo. La soluzione aveva anche ricevuto il via libera dalla U.S. Customs and Border Protection (CBP).</p>
<p>Masimo, ovviamente, non era d&#8217;accordo. Ha fatto causa alla CBP accusandola di aver agito in modo illegittimo, e ha chiesto all&#8217;ITC di verificare se il workaround di Apple violasse effettivamente il ban originale. L&#8217;ITC, però, ha dato ragione ad Apple, confermando che la soluzione adottata non viola i brevetti contestati. Va detto che si tratta di una decisione preliminare: la commissione al completo dovrà ancora confermare il verdetto.</p>
<h2>Una vittoria parziale in un quadro ancora complesso</h2>
<p>Se da un lato Apple può festeggiare sul fronte ITC, dall&#8217;altro la situazione resta tutt&#8217;altro che risolta. Sempre nella stessa giornata, la <strong>Corte d&#8217;Appello</strong> federale ha confermato la decisione originale del 2023 che aveva portato al divieto di importazione, ribadendo che l&#8217;Apple Watch aveva effettivamente violato i brevetti di Masimo. La corte ha rifiutato di annullare il ban.</p>
<p>Apple ha dichiarato che continuerà a esplorare ogni possibilità di revisione della sentenza. E c&#8217;è anche un altro fronte aperto: nel novembre 2025, una giuria federale ha assegnato a Masimo un <strong>risarcimento di 634 milioni di dollari</strong> nella causa per violazione brevettuale, cifra che Apple sta impugnando in appello.</p>
<p>Quello che emerge è un quadro legale frammentato, dove ogni tribunale sembra raccontare una storia diversa. La partita tra Apple e Masimo sul sensore di ossigeno nel sangue dell&#8217;Apple Watch è ancora lontana dal trovare una conclusione definitiva, e le prossime mosse di entrambe le parti saranno decisive per capire come andrà a finire questa vicenda.</p>
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		<title>Apple Watch salvo dal ban: la battaglia sui brevetti col pulsossimetro</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-watch-salvo-dal-ban-la-battaglia-sui-brevetti-col-pulsossimetro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 19:23:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple Watch e la battaglia sui brevetti per il pulsossimetro La guerra legale tra Apple e Masimo sul tema del pulsossimetro integrato nell'Apple Watch va avanti ormai da sei anni, e l'ultimo capitolo aggiunge un colpo di scena che vale la pena raccontare bene. Un tribunale d'appello statunitense ha...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple Watch e la battaglia sui brevetti per il pulsossimetro</h2>
<p>La guerra legale tra <strong>Apple</strong> e <strong>Masimo</strong> sul tema del <strong>pulsossimetro</strong> integrato nell&#8217;<strong>Apple Watch</strong> va avanti ormai da sei anni, e l&#8217;ultimo capitolo aggiunge un colpo di scena che vale la pena raccontare bene. Un tribunale d&#8217;appello statunitense ha dato ragione a Masimo, confermando che Apple avrebbe violato alcuni brevetti legati alla tecnologia di misurazione dell&#8217;ossigeno nel sangue. Però, ed è qui che la faccenda si fa interessante, il tribunale che davvero conta ha chiarito una cosa fondamentale: un nuovo <strong>ban sull&#8217;Apple Watch</strong> non ci sarà.</p>
<h2>Cosa è successo davvero tra Apple e Masimo</h2>
<p>Facciamo un passo indietro. <strong>Masimo</strong> è un&#8217;azienda specializzata in tecnologie medicali, particolarmente nota proprio per i suoi dispositivi di monitoraggio della saturazione di ossigeno. La disputa con Apple ruota attorno al sensore di pulsossimetria presente nell&#8217;Apple Watch, una funzione che permette di rilevare i livelli di ossigeno nel sangue direttamente dal polso. Masimo sostiene che Apple abbia sottratto segreti commerciali e violato brevetti specifici per sviluppare questa tecnologia.</p>
<p>La questione è finita davanti alla <strong>International Trade Commission</strong> (ITC), che nell&#8217;ottobre 2023 aveva emesso un ordine per bloccare l&#8217;importazione dell&#8217;Apple Watch negli Stati Uniti. Apple aveva provato a fare appello, ma nel dicembre dello stesso anno la richiesta era stata respinta. Una mossa piuttosto drastica, che per qualche settimana aveva effettivamente messo in discussione la vendita dello smartwatch più diffuso al mondo sul mercato americano.</p>
<h2>Nessun nuovo blocco per l&#8217;Apple Watch, almeno per ora</h2>
<p>Ora, con questa nuova sentenza d&#8217;appello, la situazione assume contorni più definiti. Da un lato, il verdetto favorevole a Masimo conferma che le accuse di violazione brevettuale hanno un fondamento giuridico solido. Dall&#8217;altro, la decisione del tribunale competente rende chiaro che un ulteriore divieto di vendita dell&#8217;Apple Watch non è all&#8217;orizzonte. Il che, tradotto in parole semplici, significa che chi vuole comprare un Apple Watch negli Stati Uniti può continuare a farlo senza problemi.</p>
<p>Apple nel frattempo ha già modificato il software del <strong>sensore di ossigeno nel sangue</strong> nelle versioni più recenti del dispositivo, disabilitando di fatto la funzione di pulsossimetria per aggirare le restrizioni imposte dalla ITC. Una soluzione poco elegante, certo, ma efficace dal punto di vista commerciale.</p>
<p>Resta da capire come evolverà questa vicenda nei prossimi mesi. Sei anni di battaglie legali non si risolvono con una singola sentenza, e sia Apple che Masimo sembrano intenzionate a portare avanti le rispettive posizioni fino in fondo. Quello che è certo è che l&#8217;Apple Watch continuerà a essere disponibile, anche se la questione del pulsossimetro rimane un nodo tutt&#8217;altro che sciolto.</p>
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