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	<title>CAR Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Cellule immunitarie contro il cancro: la scoperta che cambia tutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 00:53:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cellule immunitarie contro il cancro: la svolta arriva dalla USC Una nuova tecnica per produrre cellule immunitarie in quantità praticamente illimitata potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si combattono i tumori. Il gruppo di ricerca della Keck School of Medicine della USC ha pubblicato...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/cellule-immunitarie-contro-il-cancro-la-scoperta-che-cambia-tutto/">Cellule immunitarie contro il cancro: la scoperta che cambia tutto</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cellule immunitarie contro il cancro: la svolta arriva dalla USC</h2>
<p>Una nuova tecnica per produrre <strong>cellule immunitarie</strong> in quantità praticamente illimitata potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui si combattono i tumori. Il gruppo di ricerca della <strong>Keck School of Medicine della USC</strong> ha pubblicato sulla rivista Cell uno studio che, a dirla tutta, ha il sapore di uno di quei momenti in cui la scienza fa un salto in avanti difficile da ignorare. Il punto centrale riguarda i cosiddetti <strong>progenitori granulocitari monocitari (GMP)</strong>, cellule precursori del sistema immunitario che finora erano rimaste un po&#8217; nell&#8217;ombra. Il team guidato dal professor Qi-Long Ying è riuscito a far crescere e moltiplicare questi progenitori in laboratorio per periodi prolungati, mantenendo intatta la loro capacità di generare <strong>macrofagi</strong> funzionali e altre cellule immunitarie pronte a combattere.</p>
<p>La cosa interessante è che questi GMP possono anche essere ingegnerizzati geneticamente. In pratica, è possibile equipaggiarli con un <strong>recettore antigenico chimerico (CAR)</strong>, lo stesso tipo di tecnologia già usata nelle terapie CAR-T, ma applicata a un tipo cellulare diverso e potenzialmente più versatile contro i <strong>tumori solidi</strong>. I macrofagi, infatti, hanno una caratteristica che le cellule T non possiedono: riescono a infiltrarsi naturalmente nei tumori, a fagocitare le cellule cancerose e a orchestrare risposte immunitarie più ampie. Il problema, fino ad ora, era che i macrofagi maturi sono difficili da coltivare, complicati da modificare geneticamente e tendono a degradarsi durante il congelamento. Partire dai GMP, che si trovano a uno stadio di sviluppo precedente, aggira tutti questi ostacoli.</p>
<h2>Dai test sugli animali a una piattaforma terapeutica universale</h2>
<p>Nei test condotti su modelli animali, i GMP ingegnerizzati si sono insediati nel <strong>midollo osseo</strong> e nei tessuti ematopoietici, producendo in modo continuo macrofagi e altre cellule immunitarie. Questo dettaglio è cruciale: le terapie basate su macrofagi maturi soffrono di un problema di durata, perché le cellule si esauriscono rapidamente una volta somministrate. Con i GMP, invece, esiste una fonte rinnovabile che continua a rifornire l&#8217;organismo dall&#8217;interno.</p>
<p>I risultati nei topi con tumori del sangue e tumori solidi sono stati promettenti. I GMP dotati sia del CAR sia di un segnale aggiuntivo capace di attivare le cellule immunitarie circostanti hanno mostrato effetti ancora più marcati nel rallentare la progressione della malattia. E qui arriva un aspetto che potrebbe avere un impatto enorme sulla pratica clinica: quel segnale aggiuntivo funziona anche quando donatore e ricevente non sono compatibili dal punto di vista immunologico. Questo apre la strada a <strong>terapie pronte all&#8217;uso</strong>, prodotte in anticipo da cellule di donatori e somministrabili a più pazienti senza dover creare un trattamento personalizzato ogni volta.</p>
<h2>Non solo oncologia: le applicazioni possibili</h2>
<p>La piattaforma sviluppata alla USC non si ferma al cancro. Il gruppo di ricerca ha testato l&#8217;approccio anche su topi affetti da <strong>malattia granulomatosa cronica</strong>, un disordine immunitario ereditario. Il trattamento con GMP ha ripristinato la capacità degli animali di combattere le infezioni batteriche, dimostrando che la tecnologia potrebbe avere applicazioni nelle immunodeficienze e potenzialmente in molte altre condizioni.</p>
<p>Il laboratorio di Ravi Majeti alla Stanford University ha riprodotto in modo indipendente i risultati, confermando l&#8217;affidabilità del sistema. Come ha sottolineato lo stesso Majeti, il metodo di espansione e ingegnerizzazione dei GMP apre la porta a numerose <strong>applicazioni traslazionali</strong>, in modo simile a quanto è già avvenuto con l&#8217;espansione e l&#8217;ingegnerizzazione delle cellule T. La sensazione è che questa sia una di quelle scoperte destinate a generare un filone di ricerca molto ampio nei prossimi anni. Resta da vedere come si comporteranno le cellule immunitarie ingegnerizzate negli studi clinici sull&#8217;essere umano, ma le premesse sono solide e il potenziale terapeutico difficile da sottovalutare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/cellule-immunitarie-contro-il-cancro-la-scoperta-che-cambia-tutto/">Cellule immunitarie contro il cancro: la scoperta che cambia tutto</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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