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	<title>consumo Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>AI neurosimbolica: la svolta che taglia i consumi energetici di 100 volte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 06:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/ai-neurosimbolica-la-svolta-che-taglia-i-consumi-energetici-di-100-volte/">AI neurosimbolica: la svolta che taglia i consumi energetici di 100 volte</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;intelligenza artificiale consuma troppa energia: una svolta potrebbe cambiare tutto</h2>
<p>Il <strong>consumo energetico dell&#8217;intelligenza artificiale</strong> è diventato un problema enorme, e non è più qualcosa che si può ignorare. Solo negli Stati Uniti, i sistemi di <strong>AI</strong> e i data center hanno utilizzato circa 415 terawattora di energia nel 2024, più del 10% della produzione elettrica totale del paese. E le proiezioni dicono che entro il 2030 questa cifra potrebbe raddoppiare. Ora, un gruppo di ricercatori della <strong>Tufts University</strong> ha sviluppato un sistema che potrebbe ridurre il fabbisogno energetico dell&#8217;AI fino a 100 volte, migliorando contemporaneamente la precisione. Sembra quasi troppo bello per essere vero, eppure i numeri parlano chiaro.</p>
<p>Il team guidato da <strong>Matthias Scheutz</strong> ha lavorato su un approccio chiamato <strong>AI neurosimbolica</strong>, che fonde le classiche reti neurali con il ragionamento simbolico. In pratica, invece di affidarsi solo a enormi quantità di dati e a processi per tentativi ed errori, questo sistema cerca di replicare il modo in cui le persone affrontano i problemi: scomponendoli in passaggi logici, usando regole astratte come forma, equilibrio e sequenza. I risultati della ricerca saranno presentati alla Conferenza Internazionale di Robotica e Automazione a Vienna nel maggio 2026.</p>
<h2>Come funziona e perché i modelli tradizionali faticano</h2>
<p>A differenza dei grandi modelli linguistici come ChatGPT o Gemini, il lavoro del team si concentra sui cosiddetti modelli <strong>VLA (visual language action)</strong>, utilizzati nella robotica. Questi modelli ricevono dati visivi dalle telecamere e istruzioni dal linguaggio, poi traducono tutto in azioni fisiche: muovere un braccio robotico, ruotare le dita, impilare oggetti. Il problema è che i sistemi VLA tradizionali sono incredibilmente dispendiosi. Se un robot deve impilare dei blocchi, deve analizzare la scena, identificare ogni pezzo, capire come posizionarli. E spesso sbaglia. Le ombre possono confonderlo sulla forma di un oggetto, oppure posiziona i pezzi nel modo sbagliato facendo crollare tutto. Errori molto simili alle famose <strong>allucinazioni</strong> dei chatbot, che inventano casi legali inesistenti o generano immagini con sei dita su una mano.</p>
<p>Il ragionamento simbolico cambia le carte in tavola. Applicando regole strutturate, il sistema neurosimbolico riduce drasticamente i tentativi necessari per arrivare alla soluzione. Come ha spiegato Scheutz: un modello VLA tradizionale agisce su risultati statistici derivati da enormi set di addestramento, e questo porta a errori. Un VLA neurosimbolico applica regole che limitano il processo e raggiunge la soluzione molto più in fretta.</p>
<h2>Risultati concreti e risparmio energetico impressionante</h2>
<p>I test parlano da soli. Usando il classico rompicapo della <strong>Torre di Hanoi</strong>, il sistema neurosimbolico ha raggiunto un tasso di successo del 95%, contro il 34% dei modelli standard. Con una versione più complessa mai incontrata prima, ha comunque ottenuto il 78% di successo. I modelli tradizionali? Zero tentativi riusciti. Il tempo di addestramento è crollato: 34 minuti contro oltre un giorno e mezzo. E sul fronte energetico, l&#8217;addestramento del modello neurosimbolico ha richiesto appena l&#8217;1% dell&#8217;energia di un sistema VLA convenzionale. Durante il funzionamento, il consumo si è fermato al 5%.</p>
<p>Scheutz ha fatto un paragone efficace: quando qualcuno fa una ricerca su Google, il riassunto generato dall&#8217;<strong>AI</strong> in cima alla pagina consuma fino a 100 volte più energia rispetto alla generazione dei normali risultati di ricerca. Un&#8217;inefficienza che, moltiplicata per miliardi di richieste quotidiane, diventa insostenibile.</p>
<p>Con aziende che costruiscono data center da centinaia di megawatt, capaci di consumare quanto intere piccole città, la strada attuale basata esclusivamente su modelli linguistici e VLA rischia di non reggere a lungo. L&#8217;<strong>AI neurosimbolica</strong> offre una direzione diversa: meno forza bruta, più ragionamento strutturato. E forse è proprio quello di cui il settore ha bisogno per crescere senza divorare il pianeta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/ai-neurosimbolica-la-svolta-che-taglia-i-consumi-energetici-di-100-volte/">AI neurosimbolica: la svolta che taglia i consumi energetici di 100 volte</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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