﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>critica Archivi - Tecnoapple</title>
	<atom:link href="https://tecnoapple.it/tag/critica/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tecnoapple.it/tag/critica/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 07 Jun 2026 10:53:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Intelligenza artificiale: il problema enorme che nessuno vuole vedere</title>
		<link>https://tecnoapple.it/intelligenza-artificiale-il-problema-enorme-che-nessuno-vuole-vedere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2026 10:53:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[automazione Wait]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[machine-learning]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/intelligenza-artificiale-il-problema-enorme-che-nessuno-vuole-vedere/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il problema con l'intelligenza artificiale, secondo chi non la ama affatto C'è un problema enorme con l'intelligenza artificiale, e non riguarda solo la tecnologia in sé. Il punto è che distinguere le tendenze tech destinate a durare da quelle passeggere, nel momento in cui esplodono, è...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/intelligenza-artificiale-il-problema-enorme-che-nessuno-vuole-vedere/">Intelligenza artificiale: il problema enorme che nessuno vuole vedere</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il problema con l&#8217;intelligenza artificiale, secondo chi non la ama affatto</h2>
<p>C&#8217;è un problema enorme con l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>, e non riguarda solo la tecnologia in sé. Il punto è che distinguere le tendenze tech destinate a durare da quelle passeggere, nel momento in cui esplodono, è praticamente impossibile. Col senno di poi sembra scontato che le <strong>stampanti 3D</strong> avrebbero rivoluzionato interi settori industriali, mentre le TV 3D sarebbero finite nel dimenticatoio. Eppure entrambe, inspiegabilmente nel secondo caso, venivano celebrate come il futuro da schiere di evangelisti appassionati. Se si dovesse costruire una scala di rilevanza a lungo termine, con gli MP3 da una parte e gli <strong>NFT</strong> dall&#8217;altra, dove finirebbe l&#8217;intelligenza artificiale? Probabilmente molto vicina agli MP3. Nel senso che resterà rilevante a lungo. Solo che molte delle cose che cambierà nel mondo saranno, ecco, spaventosamente negative.</p>
<p>Va detto chiaramente: l&#8217;<strong>AI</strong> non è inutile in ogni singola applicazione. Dalla diagnostica medica alla trascrizione di riunioni, ci sono ambiti in cui funziona bene. Ma quasi sempre serve un essere umano che supervisioni l&#8217;output e verifichi che non ci siano allucinazioni. E molte delle cose che oggi vengono spacciate come magia dell&#8217;intelligenza artificiale esistevano già prima che diventasse un termine da riunione con gli azionisti. Si parlava di <strong>machine learning</strong> quando si discuteva di riconoscimento vocale. Ed è un peccato che <strong>Siri</strong> abbia perso la bussola proprio in quell&#8217;ambito, perché la tecnologia in generale è stata uno strumento enorme per comodità e accessibilità.</p>
<h2>Quando i costi superano i benefici</h2>
<p>Il vero problema non è che l&#8217;intelligenza artificiale non abbia vantaggi. È che quei vantaggi stanno venendo clamorosamente oscurati dai costi. L&#8217;AI è al suo peggio quando il pensiero critico umano non viene applicato, e questo succede sempre più spesso. Quando la tecnologia sostituisce il ragionamento umano invece di potenziarlo, finisce per diminuire la capacità critica di chi la usa. La ricerca lo ha dimostrato. L&#8217;intelligenza artificiale rende più probabile la diffusione di <strong>disinformazione</strong>, e poi ci rende anche meno capaci di riconoscerla quando ci arriva davanti.</p>
<p>C&#8217;è poi l&#8217;impatto sul mercato del lavoro, soprattutto tra i professionisti alle prime armi. Gli effetti sul settore legale, per esempio, diventeranno evidenti solo col tempo, quando gli avvocati senior andranno in pensione senza poter essere sostituiti. E poi ci sono i giganteschi <strong>data center</strong> che consumano energia, occupano spazio, generano rumore, siccità e inquinamento. Come se non bastasse, la fame infrastrutturale dell&#8217;AI è anche responsabile della carenza di componenti che sta colpendo il resto dell&#8217;industria tecnologica.</p>
<p>Tutto questo per una tecnologia che ruba arte e fa sembrare identici i post su LinkedIn di chiunque.</p>
<h2>Apple, il WWDC 2026 e la speranza di chi vuole solo usare il proprio iPhone</h2>
<p>La buona notizia è che non tutti stanno comprando la narrazione. La settimana scorsa è emerso che la recente svolta di <strong>Google</strong> verso una ricerca sempre più basata sull&#8217;AI ha generato una resistenza significativa. Le installazioni su iPhone di <strong>DuckDuckGo</strong>, un motore di ricerca che punta sulla privacy piuttosto che sull&#8217;intelligenza artificiale, sono schizzate verso l&#8217;alto.</p>
<p>Ma forse la ribellione dovrà aspettare ancora un po&#8217;. Al keynote del <strong>WWDC 2026</strong> di lunedì, <strong>Apple</strong> dovrebbe presentare un approccio ancora più ossessionato dall&#8217;AI per le sue piattaforme software. Qualcosa sarà utile, come il tanto atteso rinnovamento funzionale di Siri. Ma molto altro rischia di essere pura postura per gli azionisti, più che per chi usa davvero i dispositivi.</p>
<p>Non tutti sono ossessionati dall&#8217;intelligenza artificiale. Non tutti possiedono azioni di <strong>OpenAI</strong> o usano ChatGPT per rispondere di nascosto ai messaggi degli amici. Qualcuno vuole semplicemente fare cose divertenti e utili col proprio iPhone, senza la sensazione di star contribuendo al declino della civiltà. Sarebbe bello se Apple se ne ricordasse.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/intelligenza-artificiale-il-problema-enorme-che-nessuno-vuole-vedere/">Intelligenza artificiale: il problema enorme che nessuno vuole vedere</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Apple TV+ e i suoi flop: anche Cupertino sbaglia (e si nota)</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-tv-e-i-suoi-flop-anche-cupertino-sbaglia-e-si-nota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 20:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[catalogo]]></category>
		<category><![CDATA[critica]]></category>
		<category><![CDATA[flop]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma]]></category>
		<category><![CDATA[produzioni]]></category>
		<category><![CDATA[qualità]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/apple-tv-e-i-suoi-flop-anche-cupertino-sbaglia-e-si-nota/</guid>

					<description><![CDATA[<p>I flop di Apple TV: quando anche il colosso di Cupertino sbaglia Apple TV+ si è costruita negli anni una reputazione solida, fatta di produzioni curate, cast stellari e storie che spesso finiscono dritte nelle liste dei migliori contenuti in streaming. Eppure, anche una piattaforma con le spalle...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-tv-e-i-suoi-flop-anche-cupertino-sbaglia-e-si-nota/">Apple TV+ e i suoi flop: anche Cupertino sbaglia (e si nota)</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>I flop di Apple TV: quando anche il colosso di Cupertino sbaglia</h2>
<p><strong>Apple TV+</strong> si è costruita negli anni una reputazione solida, fatta di produzioni curate, cast stellari e storie che spesso finiscono dritte nelle liste dei migliori contenuti in streaming. Eppure, anche una piattaforma con le spalle così larghe ogni tanto inciampa. E non di poco. Esistono infatti diversi <strong>show e film di Apple TV</strong> che hanno ricevuto valutazioni decisamente basse, sia dalla critica che dal pubblico, dimostrando che nemmeno i budget generosi e i nomi altisonanti bastano a garantire un successo.</p>
<p>La cosa interessante è che Apple, a differenza di altri servizi di streaming, ha sempre puntato sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Il catalogo di <strong>Apple TV+</strong> è relativamente contenuto se paragonato a quello di Netflix o Prime Video. Questo significa che ogni titolo ha più visibilità, più aspettative addosso. E quando qualcosa non funziona, si nota eccome. Non c&#8217;è la possibilità di nascondere un flop sotto una valanga di nuove uscite settimanali.</p>
<h2>Cosa non ha funzionato nei peggiori titoli della piattaforma</h2>
<p>Analizzando i <strong>titoli peggio valutati</strong> del servizio, emerge un pattern che vale la pena osservare. In molti casi si tratta di progetti ambiziosi, magari con premesse affascinanti, che però si perdono nell&#8217;esecuzione. Sceneggiature che non reggono il ritmo, personaggi scritti in modo superficiale, oppure semplicemente idee che sulla carta sembravano geniali ma sullo schermo non hanno funzionato come previsto.</p>
<p>Alcuni di questi contenuti hanno sofferto anche di un problema di <strong>aspettative gonfiate</strong>. Quando Apple annuncia un nuovo progetto con un regista pluripremiato o un attore da Oscar, il pubblico si aspetta qualcosa di memorabile. E se il risultato è mediocre, la delusione colpisce ancora più forte. È un meccanismo che chiunque segua il mondo dello <strong>streaming</strong> conosce bene, ma che su Apple TV+ diventa particolarmente evidente proprio per la natura selettiva del catalogo.</p>
<h2>Anche i giganti sbagliano, e va bene così</h2>
<p>Detto questo, sarebbe ingiusto ridurre <strong>Apple TV+</strong> ai suoi momenti peggiori. La piattaforma continua a sfornare produzioni di altissimo livello e ha vinto premi prestigiosi in più occasioni. Ma riconoscere che esistono dei <strong>film e serie flop</strong> nel catalogo non è una critica fine a sé stessa. È piuttosto un promemoria: nel mondo dell&#8217;intrattenimento, nessuno ha la formula magica. Nemmeno la <strong>società più ricca del pianeta</strong>.</p>
<p>I dati parlano chiaro. Le valutazioni su piattaforme come <strong>Rotten Tomatoes</strong> e IMDb mostrano che alcuni titoli Apple non hanno superato soglie di gradimento accettabili. E il pubblico, che oggi ha una scelta praticamente infinita, non perdona facilmente. Chi vuole restare competitivo nel panorama dello streaming deve accettare che ogni tanto un progetto andrà male. L&#8217;importante è imparare dalla lezione e continuare a investire su storie che meritano davvero di essere raccontate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-tv-e-i-suoi-flop-anche-cupertino-sbaglia-e-si-nota/">Apple TV+ e i suoi flop: anche Cupertino sbaglia (e si nota)</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
