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	<title>DMA Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Apple Intelligence in Europa: Tim Cook chiama l&#8217;UE, cosa potrebbe cambiare</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-intelligence-in-europa-tim-cook-chiama-lue-cosa-potrebbe-cambiare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 04:25:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tim Cook e la partita sull'intelligenza artificiale Apple in Europa La questione dell'intelligenza artificiale di Apple in Europa è tutt'altro che risolta, ma qualcosa si muove. Il CEO di Apple, Tim Cook, ha avuto una videochiamata con Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Tim Cook e la partita sull&#8217;intelligenza artificiale Apple in Europa</h2>
<p>La questione dell&#8217;<strong>intelligenza artificiale di Apple</strong> in Europa è tutt&#8217;altro che risolta, ma qualcosa si muove. Il CEO di Apple, <strong>Tim Cook</strong>, ha avuto una videochiamata con <strong>Henna Virkkunen</strong>, vicepresidente esecutiva della <strong>Commissione Europea</strong>, per discutere del possibile lancio delle nuove funzioni AI nel Vecchio Continente. Un incontro definito &#8220;costruttivo&#8221; da fonti vicine alla conversazione, secondo quanto riportato dal Financial Times e ripreso da 9to5Mac.</p>
<p>Il contesto è piuttosto chiaro. Durante la <strong>WWDC 2026</strong>, Apple ha presentato i nuovi Apple Foundation Models, il cuore pulsante della sua strategia sull&#8217;intelligenza artificiale. Ma c&#8217;è stato un dettaglio che non è passato inosservato: l&#8217;ultimo terzo della presentazione, dedicato proprio a queste funzionalità, non riguardava gli utenti europei. Nemmeno lontanamente. Quelle feature, così come sono state progettate, non possono essere lanciate nell&#8217;Unione Europea perché rischiano di violare il <strong>Digital Markets Act</strong>, la normativa europea sui mercati digitali.</p>
<h2>Cosa c&#8217;è davvero in gioco tra Apple e l&#8217;UE</h2>
<p>Il problema non è banale. Il DMA impone regole precise su come i grandi operatori tecnologici gestiscono dati, accesso ai servizi e interoperabilità. Apple, con il suo ecosistema chiuso e controllato, si trova in una posizione complicata ogni volta che l&#8217;Europa alza l&#8217;asticella della regolamentazione. E le nuove funzioni AI, che promettono un&#8217;integrazione profonda tra dispositivi, app e servizi cloud, toccano esattamente quei nervi scoperti.</p>
<p>La telefonata tra <strong>Tim Cook</strong> e Virkkunen sembra essere il primo passo concreto per trovare un compromesso. Le persone a conoscenza dei dettagli hanno spiegato che la discussione si è concentrata su come Apple potrebbe adattare i propri strumenti di intelligenza artificiale per rispettare le regole europee senza snaturarli completamente. Non è una cosa semplice, e chiunque abbia seguito le tensioni tra Cupertino e Bruxelles negli ultimi anni sa bene che queste trattative possono durare mesi.</p>
<h2>Il nuovo ruolo di Cook e le prossime mosse</h2>
<p>C&#8217;è anche un altro elemento interessante. Tim Cook si prepara a passare al ruolo di Executive Chairman, una posizione che lo vedrà occuparsi principalmente delle relazioni con i governi e le istituzioni. Questa telefonata con la Commissione Europea sembra quasi un&#8217;anteprima di quello che sarà il suo lavoro quotidiano nel prossimo futuro. E francamente, considerando quanto è delicata la situazione dell&#8217;<strong>Apple AI in Europa</strong>, serviva qualcuno con il suo peso specifico a gestire la conversazione.</p>
<p>Gli utenti europei, nel frattempo, restano a guardare. La speranza è che da questo dialogo nascano soluzioni concrete, magari entro la fine dell&#8217;anno. Ma conoscendo i tempi della burocrazia europea e la testardaggine di Apple nel proteggere la propria visione di prodotto, è difficile fare previsioni troppo ottimistiche. Quello che è certo è che la partita è aperta, e ora almeno le due parti si stanno parlando.</p>
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		<title>Siri AI in Europa: Tim Cook incontra l&#8217;UE per sbloccare lo stallo</title>
		<link>https://tecnoapple.it/siri-ai-in-europa-tim-cook-incontra-lue-per-sbloccare-lo-stallo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:54:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siri AI e l'Europa: tra trattative, ritardi e tensioni normative La nuova Siri AI è stata senza dubbio la protagonista dell'ultimo evento WWDC di Apple, una versione potenziata e ribattezzata dell'assistente vocale che per anni ha faticato a tenere il passo con la concorrenza. Il software è stato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Siri AI e l&#8217;Europa: tra trattative, ritardi e tensioni normative</h2>
<p>La nuova <strong>Siri AI</strong> è stata senza dubbio la protagonista dell&#8217;ultimo evento <strong>WWDC</strong> di Apple, una versione potenziata e ribattezzata dell&#8217;assistente vocale che per anni ha faticato a tenere il passo con la concorrenza. Il software è stato subito rilasciato in beta, raccogliendo reazioni tutto sommato positive, e arriverà al grande pubblico in autunno con gli aggiornamenti di <strong>OS 27</strong>. Però non tutti potranno festeggiare allo stesso modo.</p>
<p>In una lettera aperta piuttosto pungente, pubblicata lo stesso giorno dell&#8217;annuncio, Apple ha spiegato che Siri AI subirà ritardi per chi possiede <strong>iPhone</strong> e <strong>iPad</strong> nell&#8217;Unione Europea. Il motivo? Il solito nodo gordiano del <strong>Digital Markets Act</strong>, la normativa europea sulla concorrenza digitale che ormai da tempo è fonte di frizioni tra Bruxelles e i colossi della tecnologia. Craig Federighi, in una dichiarazione ufficiale, ha parlato chiaro: il rifiuto dell&#8217;UE di confrontarsi in modo costruttivo su soluzioni che tutelino privacy e sicurezza fa sì che al momento non esista una tempistica per il lancio di Siri AI su iOS e iPadOS nel mercato europeo. La funzionalità arriverà comunque agli utenti europei tramite macOS 27 e visionOS 27, ma oltre a questo regna l&#8217;incertezza.</p>
<p>Uno scenario che fa male un po&#8217; a tutti. Apple perde una fetta importante di utenti per la sua piattaforma di punta. Gli utenti europei restano bloccati con la versione attuale di Siri, che onestamente lascia molto a desiderare. E probabilmente anche l&#8217;UE ci rimette, perché nell&#8217;opinione pubblica finisce per prendersi gran parte della colpa.</p>
<h2>Un dialogo che potrebbe sbloccare la situazione</h2>
<p>Ecco perché la notizia di questa settimana ha un certo peso. Come riportato da Reuters, il CEO di Apple <strong>Tim Cook</strong> ha avuto un colloquio con Henna Virkkunen, commissaria europea per la tecnologia. Un portavoce dell&#8217;UE ha confermato l&#8217;incontro, definendolo &#8220;uno scambio costruttivo su temi di interesse comune, sul quale il lavoro prosegue.&#8221; Parole misurate, certo, ma che lasciano intravedere uno spiraglio. E del resto già nella lettera aperta Apple aveva insistito sulla volontà di portare Siri AI anche nel vecchio continente, continuando il dialogo con i regolatori.</p>
<p>Il Financial Times aggiunge un dettaglio interessante: l&#8217;incontro è stato virtuale e ha toccato il tema di come lanciare la nuova Siri in Europa senza incappare in multe milionarie per violazione delle regole sulla concorrenza. Cook, tra l&#8217;altro, ha solo due mesi rimasti come CEO prima di passare il testimone a John Ternus il primo settembre. Ma non sparirà dalla scena: nel ruolo di presidente esecutivo del consiglio di amministrazione, continuerà probabilmente a occuparsi proprio di questo tipo di relazioni politiche.</p>
<h2>Anche il Regno Unito alza la voce</h2>
<p>Come se non bastasse, Apple deve guardarsi anche dall&#8217;altra sponda della Manica. Il <strong>Regno Unito</strong>, che non fa più parte dell&#8217;UE ma ha trovato un metodo piuttosto efficace per trattare con i giganti tech: ispirarsi alle mosse di Bruxelles. La <strong>CMA</strong> (Competition and Markets Authority) britannica, dopo aver ottenuto concessioni sugli app store a febbraio, ora vuole andare oltre. Propone di permettere agli sviluppatori di indirizzare gli utenti verso metodi di pagamento alternativi a quelli gestiti dai proprietari degli store, e chiede ad Apple di aprire i sistemi NFC dell&#8217;iPhone per consentire ad altre aziende di utilizzare Apple Wallet. Apple ha respinto queste proposte, sostenendo che quando gli utenti vengono dirottati lontano dalla propria infrastruttura di pagamento perdono le protezioni su cui fanno affidamento. Una partita che si gioca su più tavoli, insomma, e che nei prossimi mesi definirà il rapporto tra Apple e l&#8217;intero mercato europeo.</p>
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		<title>iCloud sotto indagine in Italia: cosa rischia Apple con il Digital Markets Act</title>
		<link>https://tecnoapple.it/icloud-sotto-indagine-in-italia-cosa-rischia-apple-con-il-digital-markets-act/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 01:56:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Italia apre un'indagine su iCloud: Apple di nuovo nel mirino del Digital Markets Act Il **Digital Markets Act** continua a creare grattacapi ad **Apple**, e stavolta il fronte si è aperto proprio in Italia. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato l'avvio di un'indagine...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;Italia apre un&#8217;indagine su iCloud: Apple di nuovo nel mirino del Digital Markets Act</h2>
<p>Il <strong>Digital Markets Act</strong> continua a creare grattacapi ad <strong>Apple</strong>, e stavolta il fronte si è aperto proprio in Italia. L&#8217;Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha annunciato l&#8217;avvio di un&#8217;indagine formale che riguarda <strong>iCloud</strong> e il mercato del <strong>cloud storage</strong>, un tema che potrebbe avere conseguenze molto concrete per milioni di utenti.</p>
<p>La notizia è arrivata martedì con un comunicato ufficiale dell&#8217;<strong>AGCM</strong>, che ha reso noto di aver aperto un procedimento nei confronti di tre soggetti: Apple Inc, Apple Distribution International Ltd e Apple Italia. Il cuore della questione è piuttosto specifico ma tutt&#8217;altro che banale. Si vuole capire se Apple rispetta davvero i requisiti di <strong>interoperabilità</strong> previsti dal Digital Markets Act, soprattutto quando si parla di servizi di archiviazione in cloud.</p>
<h2>Cosa prevede il Digital Markets Act e perché Apple è coinvolta</h2>
<p>Per chi non segue queste vicende quotidianamente, vale la pena fare un passo indietro. Il <strong>DMA</strong> è la normativa europea entrata in vigore per regolare il comportamento delle grandi piattaforme digitali, i cosiddetti gatekeeper. L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore concorrenza e offrire agli utenti più libertà di scelta. Apple, con il suo ecosistema notoriamente chiuso, è finita sotto la lente dei regolatori praticamente dal primo giorno.</p>
<p>Il punto dolente, in questo caso, riguarda iCloud. La domanda che l&#8217;autorità italiana si pone è abbastanza diretta: gli utenti possono davvero migrare i propri dati verso servizi di <strong>cloud storage</strong> alternativi senza ostacoli? Oppure esistono barriere tecniche o pratiche che rendono questa operazione più complicata del dovuto? L&#8217;interoperabilità, in fondo, è proprio questo: la possibilità concreta di far dialogare sistemi diversi senza muri invisibili.</p>
<h2>Un quadro europeo sempre più complesso per Apple</h2>
<p>Questa indagine italiana non nasce dal nulla. Si inserisce in un contesto europeo dove Apple ha già dovuto affrontare pressioni significative. Dall&#8217;apertura agli store alternativi su <strong>iPhone</strong> fino alle modifiche al sistema di pagamento in app, il Digital Markets Act sta ridisegnando le regole del gioco pezzo dopo pezzo. E ogni Paese membro può condurre le proprie verifiche, il che moltiplica i fronti aperti.</p>
<p>La mossa dell&#8217;AGCM dimostra che anche l&#8217;Italia intende fare la sua parte nel far rispettare la normativa. Non si tratta di una semplice formalità burocratica. Se l&#8217;indagine dovesse confermare violazioni dei requisiti di interoperabilità, Apple potrebbe trovarsi costretta a modificare il funzionamento di <strong>iCloud</strong> sul mercato europeo, con potenziali ricadute positive per la concorrenza nel settore del cloud storage.</p>
<p>Resta da vedere come Apple risponderà. L&#8217;azienda di Cupertino ha sempre sostenuto di rispettare le normative locali, ma la storia recente suggerisce che il braccio di ferro con i regolatori europei è ancora lontano dall&#8217;esaurirsi. Per gli utenti, alla fine, la vera partita si gioca sulla possibilità di avere più scelta e meno vincoli. Ed è esattamente quello che il <strong>Digital Markets Act</strong> promette di garantire.</p>
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		<title>iOS 27 blocca Siri AI in Europa: ecco perché Apple ha deciso così</title>
		<link>https://tecnoapple.it/ios-27-blocca-siri-ai-in-europa-ecco-perche-apple-ha-deciso-cosi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 07:54:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple blocca le funzioni AI di Siri in Europa: cosa sta succedendo con iOS 27 La notizia ha fatto il giro del web in poche ore e, diciamolo, non è esattamente una sorpresa per chi segue da vicino le dinamiche tra i big tech e Bruxelles. Apple ha confermato che gli utenti europei di iPhone e iPad...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/ios-27-blocca-siri-ai-in-europa-ecco-perche-apple-ha-deciso-cosi/">iOS 27 blocca Siri AI in Europa: ecco perché Apple ha deciso così</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple blocca le funzioni AI di Siri in Europa: cosa sta succedendo con iOS 27</h2>
<p>La notizia ha fatto il giro del web in poche ore e, diciamolo, non è esattamente una sorpresa per chi segue da vicino le dinamiche tra i big tech e Bruxelles. <strong>Apple</strong> ha confermato che gli utenti europei di <strong>iPhone</strong> e <strong>iPad</strong> non avranno accesso alle nuove funzionalità di intelligenza artificiale di <strong>Siri</strong> con il lancio di <strong>iOS 27</strong>. Il motivo? Le dispute ancora aperte con l&#8217;Unione Europea sul <strong>Digital Markets Act</strong>, il regolamento che da un paio d&#8217;anni sta ridisegnando le regole del gioco per le piattaforme digitali nel vecchio continente.</p>
<p>Non è la prima volta che Apple decide di trattenere funzioni dal mercato europeo. Era già successo con Apple Intelligence lo scorso anno, quando il debutto in Europa era slittato di mesi rispetto agli Stati Uniti. Stavolta però il segnale è più netto: non si parla di un ritardo, ma di un vero e proprio blocco. E questo cambia parecchio la prospettiva.</p>
<h2>Perché l&#8217;Europa resta fuori dai giochi</h2>
<p>Il nodo è tutto nel rapporto tra Apple e la <strong>Commissione Europea</strong>. Il Digital Markets Act impone alle grandi piattaforme di aprire i propri ecosistemi, garantendo maggiore interoperabilità e accesso ai servizi di terze parti. Apple ha sempre sostenuto che alcune di queste richieste mettono a rischio la sicurezza e la privacy degli utenti, e su questo punto le due parti non riescono a trovare un punto d&#8217;incontro.</p>
<p>Il risultato pratico è che chi possiede un iPhone o un iPad nell&#8217;Unione Europea si ritroverà con una versione di <strong>iOS 27</strong> priva delle funzionalità AI più avanzate integrate in Siri. Parliamo di capacità che negli Stati Uniti trasformeranno l&#8217;assistente vocale in qualcosa di molto più simile a un vero assistente personale intelligente: comprensione del contesto, azioni concatenate tra app, risposte più naturali e consapevoli.</p>
<p>Non è un dettaglio da poco. Chi compra un dispositivo Apple premium si aspetta di avere tutto il pacchetto, e scoprire che una fetta importante dell&#8217;esperienza software non sarà disponibile nel proprio paese genera comprensibilmente frustrazione.</p>
<h2>Uno stallo che penalizza tutti</h2>
<p>La situazione mette in luce un problema strutturale. Da un lato c&#8217;è un regolamento europeo pensato per tutelare la concorrenza e i diritti dei consumatori. Dall&#8217;altro c&#8217;è un&#8217;azienda che, a torto o a ragione, usa queste restrizioni come leva per non distribuire le proprie <strong>novità AI</strong> nel mercato europeo. E nel mezzo ci stanno gli utenti, che pagano lo stesso prezzo per un prodotto che offre meno.</p>
<p>La speranza è che le trattative tra Apple e le autorità europee portino a qualche forma di compromesso nei prossimi mesi. Ma al momento nessuna delle due parti sembra voler fare il primo passo. E mentre lo stallo continua, milioni di utenti europei restano a guardare, con un Siri che nel 2025 suona ancora come quello del 2023.</p>
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		<title>Apple contro l&#8217;Unione Europea: il DMA diventa una guerra aperta</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-contro-lunione-europea-il-dma-diventa-una-guerra-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 10:23:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il DMA e la battaglia tra Apple e l'Unione Europea: cosa sta succedendo davvero Il Digital Markets Act, meglio noto come DMA, continua a far discutere. E non poco. La normativa europea, pensata per garantire più concorrenza e libertà di scelta nel mondo digitale, sta diventando una spina nel fianco...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-contro-lunione-europea-il-dma-diventa-una-guerra-aperta/">Apple contro l&#8217;Unione Europea: il DMA diventa una guerra aperta</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il DMA e la battaglia tra Apple e l&#8217;Unione Europea: cosa sta succedendo davvero</h2>
<p>Il <strong>Digital Markets Act</strong>, meglio noto come <strong>DMA</strong>, continua a far discutere. E non poco. La normativa europea, pensata per garantire più concorrenza e libertà di scelta nel mondo digitale, sta diventando una spina nel fianco per le grandi aziende tecnologiche. Ma è con <strong>Apple</strong> che il braccio di ferro si è fatto più intenso, quasi personale. La legislazione, entrata in vigore a maggio 2023, obbliga i cosiddetti &#8220;gatekeeper&#8221; a rendere le proprie piattaforme più aperte e interoperabili. E per chi ha costruito un impero su ecosistemi chiusi, come quello di <strong>iOS</strong>, la cosa non è esattamente una passeggiata.</p>
<p>Il DMA ha già prodotto effetti concreti. Grazie a questa normativa, gli utenti europei possono installare app da fonti non ufficiali (il famoso &#8220;sideloading&#8221;) e persino eliminare l&#8217;<strong>App Store</strong> dal proprio iPhone. A marzo 2025, l&#8217;Unione Europea ha ordinato ad Apple di aprire le funzionalità di connettività di iOS, una decisione che l&#8217;azienda di Cupertino ha definito &#8220;dannosa per i prodotti e per gli utenti europei.&#8221; Poi, ad aprile dello stesso anno, è arrivata una multa da circa 570 milioni di dollari per violazione del DMA nelle condizioni contrattuali legate alla distribuzione alternativa delle app. Insomma, non proprio un periodo tranquillo.</p>
<h2>La risposta di Apple: accuse di autoreferenzialità alla Commissione Europea</h2>
<p>La <strong>Commissione Europea</strong>, dal canto suo, ha pubblicato alla fine di aprile una revisione dei primi due anni del DMA, dipingendolo come un successo su tutta la linea. Secondo il documento, la normativa avrebbe già migliorato la contendibilità e l&#8217;equità dei mercati digitali, modificato in modo significativo i comportamenti dei gatekeeper e rafforzato l&#8217;autonomia degli utenti finali.</p>
<p>Apple, però, non la pensa così. In un&#8217;intervista rilasciata al quotidiano tedesco Handelsblatt, <strong>Kyle Andeer</strong>, responsabile della conformità e vicepresidente dell&#8217;area legale di Apple, ha definito quella revisione &#8220;autoreferenziale.&#8221; La critica è netta: chi ha scritto la legge sta valutando il proprio operato, e il risultato è prevedibilmente lusinghiero. Andeer ha poi specificato che il DMA non ha ancora provocato perdite di fatturato per Apple, sottolineando però quel &#8220;ancora&#8221; con una certa enfasi. La preoccupazione più grande riguarda la <strong>privacy degli utenti</strong>. Secondo Andeer, i requisiti di interoperabilità del DMA potrebbero consentire a società come Meta di accedere ai dati di connessione Wi-Fi degli utenti iOS, costruendo profili estremamente dettagliati senza alcun consenso esplicito. &#8220;È una vulnerabilità che minaccia la privacy,&#8221; ha dichiarato, aggiungendo che Apple avrebbe già segnalato il problema all&#8217;UE senza ottenere risposte soddisfacenti.</p>
<h2>Il futuro del DMA: nessun passo indietro in vista</h2>
<p>Nonostante le proteste, l&#8217;Unione Europea non sembra intenzionata a fare marcia indietro sul <strong>DMA</strong>. La normativa resta saldamente in piedi e, anzi, potrebbe diventare ancora più stringente nei prossimi anni. Apple ha avuto maggiore fortuna negli Stati Uniti, dove la scorsa settimana è riuscita a far naufragare un disegno di legge simile in California in poco più di un mese. Ma il mercato europeo è un&#8217;altra storia, con regole diverse e una volontà politica che, almeno per ora, non accenna a piegarsi alle pressioni delle big tech.</p>
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		<item>
		<title>Apple TV e Siri nel mirino del DMA: i broadcaster europei chiedono regole</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-tv-e-siri-nel-mirino-del-dma-i-broadcaster-europei-chiedono-regole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:55:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le emittenti europee vogliono che Apple TV e Siri finiscano sotto la lente del DMA Una coalizione formata dai più grandi broadcaster del continente sta facendo pressione su Bruxelles perché i sistemi operativi delle smart TV e gli assistenti virtuali come Siri vengano sottoposti alla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le emittenti europee vogliono che Apple TV e Siri finiscano sotto la lente del DMA</h2>
<p>Una coalizione formata dai più grandi broadcaster del continente sta facendo pressione su Bruxelles perché i sistemi operativi delle <strong>smart TV</strong> e gli <strong>assistenti virtuali</strong> come <strong>Siri</strong> vengano sottoposti alla regolamentazione più severa che l&#8217;Unione Europea abbia mai prodotto in ambito tecnologico. Il bersaglio è chiaro: piattaforme come <strong>Apple TV</strong>, ma anche Google, Amazon e Samsung, dovrebbero essere classificate come gatekeeper ai sensi del <strong>Digital Markets Act</strong>, il cosiddetto DMA.</p>
<p>A muoversi è stata l&#8217;ACT, l&#8217;associazione che rappresenta i servizi di televisione commerciale e video on demand in Europa, con membri del calibro di Disney, NBCUniversal, Paramount+ e Sky. La lettera, inviata lunedì alla commissaria antitrust Teresa Ribera, non lascia molto spazio all&#8217;immaginazione. I broadcaster vogliono che i sistemi operativi delle smart TV vengano trattati alla stregua di piattaforme dominanti, con tutti gli obblighi che ne derivano: niente più auto preferenza nei risultati, maggiore interoperabilità, regole più stringenti.</p>
<p>A supporto della richiesta, l&#8217;ACT ha presentato dati di mercato piuttosto eloquenti. La quota di <strong>Android TV</strong> è passata dal 16 al 23 percento tra il 2019 e il 2024, mentre Amazon Fire OS è salita dal 5 al 12 percento. Il sistema Tizen di Samsung detiene il 24 percento, anche se curiosamente la quota di Apple TV non viene citata nel documento.</p>
<h2>Assistenti vocali nel mirino: Alexa e Siri sotto osservazione</h2>
<p>La questione non si ferma alle televisioni. L&#8217;ACT punta il dito anche contro gli assistenti vocali come Alexa e Siri, sostenendo che l&#8217;assenza di regolamentazione li abbia trasformati in gatekeeper di fatto per i contenuti multimediali. Che si tratti di smartphone, altoparlanti intelligenti o sistemi di infotainment nelle auto, questi assistenti decidono cosa viene proposto per primo, e questo secondo i broadcaster è un problema enorme.</p>
<p>La <strong>Commissione Europea</strong> ha confermato di aver ricevuto la lettera e di averla presa in esame. Da parte loro, Apple, Google, Amazon e Samsung per ora non hanno commentato. Vale la pena ricordare che l&#8217;App Store, iOS e Safari di Apple sono già classificati come gatekeeper sotto il DMA. Una revisione separata su Apple Maps e Apple Ads si è chiusa il mese scorso senza che nessuno dei due servizi raggiungesse la soglia necessaria per via del basso utilizzo in Europa.</p>
<h2>La strada per la designazione qualitativa: precedenti e ostacoli</h2>
<p>Il punto più interessante della vicenda riguarda il metodo. I broadcaster chiedono alla Commissione di applicare il DMA sulla base di criteri qualitativi, anche laddove le piattaforme non raggiungano le soglie numeriche previste dal regolamento, ovvero 45 milioni di utenti attivi mensili nell&#8217;UE e una <strong>valutazione di mercato</strong> superiore a 75 miliardi di euro.</p>
<p>Sembra una forzatura, eppure il DMA prevede esattamente questa possibilità. La Commissione può designare un&#8217;azienda come gatekeeper valutando fattori come le dimensioni della piattaforma, il numero di utenti business, gli effetti di rete e le caratteristiche strutturali del mercato. È esattamente quello che è successo con iPadOS, classificato come gatekeeper pur non avendo raggiunto le soglie quantitative.</p>
<p>Nella pratica, però, Bruxelles potrebbe muoversi con cautela. Questo approccio è molto più complesso da difendere in tribunale rispetto ai numeri puri. Apple quasi certamente contesterebbe una simile designazione per Apple TV, considerando che la sua quota di mercato nel settore delle smart TV appare contenuta. Per Siri il discorso potrebbe essere diverso: l&#8217;assistente è profondamente integrato nell&#8217;ecosistema iPhone, e l&#8217;UE considera già quella piattaforma un gatekeeper a tutti gli effetti. La partita, insomma, è appena cominciata.</p>
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		<title>Apple TV nel mirino dell&#8217;Europa: potrebbe diventare un gatekeeper</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-tv-nel-mirino-delleuropa-potrebbe-diventare-un-gatekeeper/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 02:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[ACT]]></category>
		<category><![CDATA[AppleTV]]></category>
		<category><![CDATA[DMA]]></category>
		<category><![CDATA[gatekeeper]]></category>
		<category><![CDATA[regolamentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il gruppo delle TV commerciali europee chiede regole più severe per i set-top box, e nel mirino finisce anche Apple TV L'Apple TV è finita di nuovo al centro di una discussione che riguarda la regolamentazione europea dei mercati digitali. Stavolta non si parla di App Store o di pagamenti, ma di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il gruppo delle TV commerciali europee chiede regole più severe per i set-top box, e nel mirino finisce anche Apple TV</h2>
<p>L&#8217;<strong>Apple TV</strong> è finita di nuovo al centro di una discussione che riguarda la regolamentazione europea dei mercati digitali. Stavolta non si parla di App Store o di pagamenti, ma di qualcosa di apparentemente più semplice: i <strong>set-top box</strong> e le smart TV. E il punto è che, secondo un&#8217;importante associazione di settore, questi dispositivi andrebbero trattati come veri e propri <strong>gatekeeper</strong>, esattamente come già succede per i grandi marketplace e i sistemi operativi mobili.</p>
<p>A sollevare la questione è stata l&#8217;<strong>ACT</strong>, ovvero l&#8217;Association of Commercial Television and Video on Demand Services in Europe. Si tratta di un organismo che rappresenta le principali emittenti televisive commerciali e i servizi di video on demand del continente. In pratica, chi produce e distribuisce contenuti televisivi e streaming su larga scala. Stando a quanto riportato da <strong>Reuters</strong>, l&#8217;ACT ha scritto direttamente a Teresa Ribera, la responsabile antitrust dell&#8217;Unione Europea, chiedendo che i set-top box e le smart TV vengano inclusi nel perimetro del <strong>Digital Markets Act</strong> (il famoso DMA).</p>
<h2>Perché Apple TV viene tirata in ballo</h2>
<p>Ora, la cosa curiosa è che Apple TV viene menzionata in questa vicenda nonostante non domini affatto il mercato dei set-top box in termini di quota. Il dispositivo di Apple è considerato probabilmente il miglior modo per accedere e fruire di contenuti in streaming, con una qualità costruttiva e un&#8217;integrazione software che pochi rivali possono eguagliare. Ma il prezzo è decisamente più alto rispetto alla concorrenza, e questo spinge la maggior parte dei consumatori verso alternative più economiche, come i dispositivi Amazon Fire TV o i Chromecast di Google.</p>
<p>Eppure, proprio per il modo in cui Apple gestisce il suo <strong>ecosistema</strong>, chiuso e fortemente controllato, il brand viene spesso raggruppato insieme ai leader di mercato. Poco importa che i numeri raccontino una storia diversa: la percezione di controllo e la capacità di influenzare il comportamento degli utenti all&#8217;interno della piattaforma bastano a giustificarne l&#8217;inclusione nel dibattito.</p>
<h2>Cosa potrebbe cambiare con il DMA applicato ai dispositivi TV</h2>
<p>Se la richiesta dell&#8217;ACT venisse accolta, significherebbe che i produttori di set-top box e <strong>smart TV</strong> dovrebbero rispettare obblighi molto più stringenti in termini di apertura, interoperabilità e accesso ai contenuti di terze parti. In sostanza, le stesse regole che oggi si applicano agli app store e ai browser mobili potrebbero estendersi anche al salotto di casa.</p>
<p>Per Apple TV, questo scenario potrebbe tradursi in nuovi vincoli su come vengono gestite le app, i pagamenti e la distribuzione dei contenuti all&#8217;interno del dispositivo. Nulla è ancora deciso, ma il segnale politico è chiaro: l&#8217;Europa vuole ampliare il raggio d&#8217;azione del DMA, e il mondo della televisione connessa è il prossimo terreno di gioco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-tv-nel-mirino-delleuropa-potrebbe-diventare-un-gatekeeper/">Apple TV nel mirino dell&#8217;Europa: potrebbe diventare un gatekeeper</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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