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	<title>eccentricità Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Buco nero e stella di neutroni: lo scontro su orbita ovale cambia tutto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 06:15:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un buco nero e una stella di neutroni si sono scontrati su un'orbita ovale: una scoperta che cambia le carte in tavola La collisione tra un buco nero e una stella di neutroni non è certo una novità nel panorama dell'astrofisica moderna. Ma quando l'orbita su cui i due oggetti si sono avvicinati...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un buco nero e una stella di neutroni si sono scontrati su un&#8217;orbita ovale: una scoperta che cambia le carte in tavola</h2>
<p>La <strong>collisione tra un buco nero e una stella di neutroni</strong> non è certo una novità nel panorama dell&#8217;astrofisica moderna. Ma quando l&#8217;orbita su cui i due oggetti si sono avvicinati prima di fondersi risulta essere ovale anziché circolare, beh, la faccenda diventa decisamente più interessante. Un gruppo di scienziati dell&#8217;Università di Birmingham, della Universidad Autónoma de Madrid e del Max Planck Institute for Gravitational Physics ha analizzato il segnale dell&#8217;evento <strong>GW200105</strong>, rilevato dai rivelatori di <strong>onde gravitazionali</strong> LIGO e Virgo, e ha scoperto qualcosa che nessuno si aspettava davvero di trovare. I risultati sono stati pubblicati l&#8217;11 marzo 2026 su The Astrophysical Journal Letters.</p>
<p>Fino a oggi, la comunità scientifica dava per scontato che coppie di questo tipo, una <strong>stella di neutroni</strong> e un <strong>buco nero</strong> in rotta di collisione, si stabilizzassero su orbite quasi perfettamente circolari ben prima della fusione. È un&#8217;aspettativa ragionevole, fondata su decenni di modelli teorici. Eppure la nuova analisi racconta una storia diversa: poco prima di fondersi e generare un buco nero con una massa pari a circa 13 volte quella del Sole, i due corpi stavano ancora percorrendo un&#8217;orbita con una forma allungata, ellittica. Una cosa mai osservata prima in un evento di questo tipo.</p>
<h2>Cosa rivela davvero questa orbita anomala</h2>
<p>Per arrivare a questa conclusione, il team ha utilizzato un nuovo modello sviluppato presso l&#8217;Institute of Gravitational Wave Astronomy dell&#8217;Università di Birmingham. Grazie a questo strumento, è stato possibile misurare contemporaneamente due parametri fondamentali: l&#8217;<strong>eccentricità orbitale</strong>, cioè quanto l&#8217;orbita fosse &#8220;stirata&#8221;, e la precessione, ovvero l&#8217;eventuale oscillazione legata alla rotazione degli oggetti. È la prima volta che entrambi gli effetti vengono misurati insieme in un evento che coinvolge una stella di neutroni e un buco nero.</p>
<p>Come ha spiegato Geraint Pratten, ricercatore dell&#8217;Università di Birmingham: la forma ellittica dell&#8217;orbita poco prima della fusione indica che questo sistema non si è evoluto in modo tranquillo e isolato, ma è stato quasi certamente modellato da <strong>interazioni gravitazionali</strong> con altre stelle, o magari da un terzo oggetto compagno. In pratica, un ambiente stellare caotico e affollato.</p>
<h2>Le vecchie analisi erano sbagliate (e ora sappiamo perché)</h2>
<p>Il passaggio chiave della ricerca è stato un&#8217;analisi bayesiana che ha messo a confronto migliaia di modelli teorici con il segnale gravitazionale reale. Il risultato? L&#8217;ipotesi di un&#8217;orbita circolare è stata esclusa con una <strong>confidenza del 99,5%</strong>. Non proprio un margine trascurabile.</p>
<p>Le analisi precedenti di GW200105 partivano dal presupposto che l&#8217;orbita fosse circolare. Questo errore di base aveva portato a sottostimare la massa del buco nero e sovrastimare quella della stella di neutroni. La nuova analisi corregge queste misurazioni e, tra l&#8217;altro, non trova evidenze significative di precessione, il che suggerisce che la forma ovale dell&#8217;orbita risalga alla formazione stessa del sistema e non sia un effetto legato allo spin.</p>
<p>Gonzalo Morras, della Universidad Autónoma de Madrid, lo ha detto in modo piuttosto netto: questa è una prova convincente del fatto che non tutte le coppie stella di neutroni e buco nero condividono la stessa origine. L&#8217;orbita eccentrica punta verso un ambiente di nascita dove molte stelle interagiscono gravitazionalmente tra loro.</p>
<p>La scoperta apre scenari nuovi e meno ordinati rispetto a quanto si pensava. Non esiste un unico percorso che porta a questi <strong>merger cosmici</strong>. Esistono probabilmente più scenari di formazione, alcuni plasmati da ambienti stellari densi e turbolenti. Man mano che i rivelatori di onde gravitazionali diventeranno più sensibili e identificheranno nuovi eventi, è lecito aspettarsi altre sorprese. E forse qualche altra certezza da rivedere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/buco-nero-e-stella-di-neutroni-lo-scontro-su-orbita-ovale-cambia-tutto/">Buco nero e stella di neutroni: lo scontro su orbita ovale cambia tutto</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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