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	<title>equipaggio Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>NASA svela l&#8217;equipaggio di Artemis III: chi volerà verso la Luna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 18:54:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Artemis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La NASA svela l'equipaggio di Artemis III: ecco chi volerà verso la Luna La missione Artemis III ha finalmente un volto, anzi quattro. La NASA ha annunciato l'equipaggio che nel 2027 affronterà una delle imprese spaziali più complesse mai tentate, un volo che non atterrerà sulla Luna ma che servirà...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La NASA svela l&#8217;equipaggio di Artemis III: ecco chi volerà verso la Luna</h2>
<p>La missione <strong>Artemis III</strong> ha finalmente un volto, anzi quattro. La <strong>NASA</strong> ha annunciato l&#8217;equipaggio che nel 2027 affronterà una delle imprese spaziali più complesse mai tentate, un volo che non atterrerà sulla Luna ma che servirà a testare tutto ciò che serve per farlo davvero nella missione successiva. E la cosa interessante è che non si tratta di una semplice passeggiata orbitale: parliamo di manovre di attracco mai provate prima, con veicoli di <strong>Blue Origin</strong> e <strong>SpaceX</strong> coinvolti contemporaneamente.</p>
<p>I quattro astronauti scelti sono <strong>Randy Bresnik</strong> come comandante, l&#8217;italiano dell&#8217;ESA <strong>Luca Parmitano</strong> come pilota, e poi Andre Douglas e <strong>Frank Rubio</strong> come specialisti di missione. Bob Hines farà da riserva. Un dettaglio che vale la pena sottolineare: Parmitano è il primo astronauta dell&#8217;<strong>Agenzia Spaziale Europea</strong> a essere selezionato per una missione Artemis, e questo la dice lunga sul peso che l&#8217;Europa ha conquistato nel programma.</p>
<p>Il piano della missione è piuttosto ambizioso. Artemis III prevede il lancio dell&#8217;equipaggio a bordo della capsula <strong>Orion</strong>, montata sul razzo SLS dal Kennedy Space Center in Florida. Una volta in orbita terrestre bassa, Orion dovrà agganciarsi prima a un prototipo del lander lunare di Blue Origin (che sarà già in orbita ad aspettarli), poi, dopo circa due giorni di test, sganciarsi e ripetere l&#8217;operazione con lo <strong>Starship</strong> di SpaceX. Due settimane nello spazio, più o meno, per verificare software, comunicazioni, sistemi di propulsione e compatibilità tra veicoli che un giorno dovranno portare esseri umani sulla superficie lunare.</p>
<h2>Un equipaggio di veterani (e una debuttante eccezione)</h2>
<p>La composizione dell&#8217;equipaggio non è casuale. Bresnik ha già due voli spaziali alle spalle, tra cui una missione sullo shuttle Atlantis e un soggiorno sulla Stazione Spaziale Internazionale. Parmitano, che nel 2019 è diventato il primo italiano a comandare la ISS, porta un&#8217;esperienza operativa enorme. Rubio detiene il record americano per la missione singola più lunga: 371 giorni consecutivi in orbita tra il 2022 e il 2023. L&#8217;unico debuttante è Douglas, selezionato dalla NASA nel 2021, con un curriculum che spazia dall&#8217;ingegneria dei sistemi alle operazioni di salvataggio della Guardia Costiera.</p>
<p>I preparativi hardware procedono in parallelo. Gli ingegneri stanno assemblando i moduli di Orion e installando il sistema di attracco che volerà per la prima volta proprio con <strong>Artemis III</strong>. Il razzo SLS è in fase di integrazione, con i motori RS 25 pronti per essere montati e i segmenti dei booster già arrivati al Kennedy Space Center. Anche lo scudo termico di Orion è sottoposto a ispezioni ultrasoniche pezzo per pezzo.</p>
<h2>Perché questa missione conta davvero</h2>
<p>Artemis III è sostanzialmente la prova generale di <strong>Artemis IV</strong>, la missione che nel 2028 dovrebbe riportare astronauti sulla superficie lunare, al Polo Sud. Ogni test di aggancio, ogni verifica dei sistemi, ogni minuto passato collegati ai lander prototipo serve a ridurre i rischi di quel momento storico. L&#8217;amministratore della NASA Jared Isaacman ha parlato di &#8220;una nuova età dell&#8217;oro dell&#8217;esplorazione&#8221;, e non è solo retorica: la coordinazione richiesta tra lanci multipli di razzi pesantissimi non ha precedenti nella storia del volo spaziale.</p>
<p>Il programma Artemis punta dichiaratamente oltre la Luna. L&#8217;obiettivo finale resta <strong>Marte</strong>, e ogni missione costruisce un pezzo di esperienza necessaria per arrivarci. Artemis III, con la sua coreografia orbitale senza precedenti, rappresenta forse il banco di prova più impegnativo prima del ritorno vero e proprio sul suolo lunare.</p>
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		<title>ISS, la perdita d&#8217;aria peggiora: la NASA lancia un nuovo allarme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 04:22:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astronauti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La perdita d'aria sulla ISS peggiora: la NASA aggiorna sulla situazione dopo l'allerta per l'equipaggio La perdita d'aria sulla ISS che va avanti ormai dal 2019 ha avuto un peggioramento significativo nei primi giorni di giugno 2026, costringendo la NASA e Roscosmos a rivedere i piani e a mettere...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La perdita d&#8217;aria sulla ISS peggiora: la NASA aggiorna sulla situazione dopo l&#8217;allerta per l&#8217;equipaggio</h2>
<p>La <strong>perdita d&#8217;aria sulla ISS</strong> che va avanti ormai dal 2019 ha avuto un peggioramento significativo nei primi giorni di giugno 2026, costringendo la <strong>NASA</strong> e <strong>Roscosmos</strong> a rivedere i piani e a mettere temporaneamente gli astronauti in una posizione di sicurezza. Una situazione che tiene col fiato sospeso chi segue le vicende della <strong>Stazione Spaziale Internazionale</strong>, perché il problema non è nuovo ma sta diventando sempre più serio.</p>
<p>Il punto critico è il tunnel di trasferimento PrK, che si trova all&#8217;interno del <strong>modulo di servizio Zvezda</strong>, il segmento russo della stazione. Le crepe in questa sezione provocano una fuoriuscita lenta ma costante di atmosfera. Negli anni, Roscosmos ha applicato sigillanti sia temporanei che permanenti per contenere i danni. Ma evidentemente non basta più.</p>
<h2>Il tasso di perdita sale durante le operazioni con la Progress 95</h2>
<p>Secondo l&#8217;ultimo aggiornamento della NASA, durante la settimana del primo giugno, mentre erano in corso operazioni cargo con la navicella <strong>Progress 95</strong>, i tecnici russi hanno rilevato un aumento preoccupante del tasso di perdita: circa un chilo al giorno di aria. Sono state anche individuate nuove aree sospette all&#8217;interno del tunnel PrK, il che ha spinto Roscosmos a pianificare un intervento più invasivo. Il piano prevedeva il taglio di una staffa per accedere meglio a una zona potenzialmente responsabile della perdita d&#8217;aria sulla ISS. Però la NASA ha segnalato che questa operazione avrebbe potuto aumentare il rischio strutturale per l&#8217;area circostante. E qui le cose si sono fatte delicate.</p>
<p>Proprio a causa di quel rischio, la NASA ha ordinato ai quattro membri dell&#8217;equipaggio <strong>SpaceX Crew 12</strong> e all&#8217;astronauta <strong>Chris Williams</strong> (arrivato a bordo della Soyuz MS 28) di assumere una postura di sicurezza rafforzata, nota come &#8220;safe haven&#8221;. In pratica, gli astronauti si sono rifugiati all&#8217;interno della capsula SpaceX Dragon mentre veniva valutata la procedura di riparazione. Una precauzione che dà l&#8217;idea di quanto la faccenda fosse presa sul serio.</p>
<h2>Roscosmos ferma tutto per raccogliere più dati</h2>
<p>Venerdì mattina, Roscosmos ha deciso di non procedere con la riparazione strutturale. La scelta è stata quella di fermarsi, raccogliere nuove misurazioni, ispezionare le aree sospette e ricontrollare i punti dove il sigillante era già stato applicato. La NASA ha fortemente appoggiato questa decisione, sottolineando l&#8217;importanza di avere un quadro più chiaro prima di intervenire su una struttura così delicata.</p>
<p>Dopo la sospensione dei lavori, l&#8217;equipaggio ha potuto abbandonare la posizione di safe haven e tornare alle <strong>normali operazioni</strong> a bordo del laboratorio orbitante. La perdita d&#8217;aria sulla ISS resta però un problema aperto, e la NASA ha confermato che continuerà a lavorare con Roscosmos e con tutti i partner internazionali della stazione per trovare una soluzione definitiva. Quello che è chiaro è che la pazienza e la prudenza, quando si è a centinaia di chilometri dalla Terra, non sono optional.</p>
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		<title>Artemis II, il rientro sulla Terra è il vero test per lo scudo termico</title>
		<link>https://tecnoapple.it/artemis-ii-il-rientro-sulla-terra-e-il-vero-test-per-lo-scudo-termico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 15:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Artemis]]></category>
		<category><![CDATA[atmosfera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Artemis II, il rientro sulla Terra è il banco di prova finale per l'equipaggio e lo scudo termico Dopo aver compiuto il giro attorno alla Luna, la missione Artemis II si avvicina al momento più critico di tutti: il ritorno a casa. E non è un modo di dire. Il rientro nell'atmosfera terrestre...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/artemis-ii-il-rientro-sulla-terra-e-il-vero-test-per-lo-scudo-termico/">Artemis II, il rientro sulla Terra è il vero test per lo scudo termico</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Artemis II, il rientro sulla Terra è il banco di prova finale per l&#8217;equipaggio e lo scudo termico</h2>
<p>Dopo aver compiuto il giro attorno alla Luna, la missione <strong>Artemis II</strong> si avvicina al momento più critico di tutti: il ritorno a casa. E non è un modo di dire. Il rientro nell&#8217;atmosfera terrestre rappresenta la fase in cui ogni cosa deve funzionare alla perfezione, perché i margini di errore sono praticamente nulli. L&#8217;equipaggio e la capsula <strong>Orion</strong> stanno per affrontare quello che ingegneri e tecnici della <strong>NASA</strong> considerano il test definitivo dell&#8217;intera missione.</p>
<p>Il punto è semplice da capire, anche senza essere esperti di ingegneria aerospaziale. Quando un veicolo rientra dallo spazio profondo, viaggia a una velocità enormemente superiore rispetto a un normale rientro dall&#8217;orbita bassa terrestre. Parliamo di circa <strong>40.000 chilometri orari</strong>. A quella velocità, l&#8217;attrito con l&#8217;atmosfera genera temperature che possono superare i 2.700 gradi Celsius. È qui che entra in gioco lo <strong>scudo termico</strong> della capsula Orion, un componente che durante la missione Artemis I (il volo senza equipaggio del 2022) aveva mostrato un&#8217;erosione leggermente diversa da quella prevista nei modelli. Un dettaglio che aveva fatto alzare più di un sopracciglio tra gli addetti ai lavori.</p>
<h2>Perché il rientro di Artemis II è così importante</h2>
<p>Questa volta, però, a bordo ci sono <strong>quattro astronauti</strong> in carne e ossa. Il che cambia tutto. La NASA ha lavorato intensamente per comprendere il comportamento anomalo dello scudo termico osservato nel test precedente, apportando modifiche e perfezionando le simulazioni. Ma una simulazione resta una simulazione. Il vero esame arriva quando la capsula attraversa l&#8217;atmosfera e deve proteggere chi c&#8217;è dentro da un inferno di calore e pressione.</p>
<p>L&#8217;equipaggio di Artemis II sa benissimo cosa li aspetta. Sono stati addestrati per gestire anche scenari fuori programma, e la <strong>fiducia nella tecnologia</strong> è alta. Ma nessuno, alla NASA, si sognerebbe di minimizzare questa fase. Il rientro è, storicamente, il momento in cui le missioni spaziali si giocano tutto. Basti pensare alla tragedia dello Space Shuttle Columbia nel 2003, causata proprio da un danno alla protezione termica.</p>
<h2>Cosa succede adesso e cosa significa per il futuro</h2>
<p>Se Artemis II supererà questa prova con successo, si aprirà la strada verso <strong>Artemis III</strong>, la missione che riporterà esseri umani sulla superficie lunare per la prima volta dopo oltre mezzo secolo. Ogni dato raccolto durante il rientro della capsula Orion sarà fondamentale per validare i sistemi e dare il via libera alle fasi successive del <strong>programma Artemis</strong>.</p>
<p>Il mondo sta guardando. E lo scudo termico, un pezzo di tecnologia che deve resistere alle condizioni più estreme immaginabili, è al centro della scena quanto gli stessi astronauti. Riportarli a casa sani e salvi non è solo un obiettivo tecnico. È una promessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/artemis-ii-il-rientro-sulla-terra-e-il-vero-test-per-lo-scudo-termico/">Artemis II, il rientro sulla Terra è il vero test per lo scudo termico</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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