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	<title>filtrazione Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Membrane da un nanometro: la tecnologia che può cambiare la filtrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 20:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Membrane con pori da un nanometro: la tecnologia che potrebbe rivoluzionare la filtrazione industriale</h2>
<p>Una <strong>membrana di nuova generazione</strong> con pori perfettamente uniformi da un nanometro potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui le industrie filtrano l&#8217;acqua e purificano le sostanze chimiche. La notizia arriva da un gruppo di ricercatori che ha messo insieme competenze da istituti di primo livello: il CSIR Central Salt and Marine Chemicals Research Institute, l&#8217;Indian Institute of Technology Gandhinagar, la Nanyang Technological University di Singapore e l&#8217;S N Bose National Centre for Basic Sciences. Lo studio, pubblicato sul <strong>Journal of the American Chemical Society</strong>, descrive queste membrane chiamate <strong>POMbranes</strong>, ispirate ai sistemi biologici, capaci di separare molecole con una precisione che le tecnologie attuali si sognano.</p>
<p>Il problema di fondo è noto a chi lavora nel settore manifatturiero. I processi di <strong>separazione industriale</strong> rappresentano tra il 40% e il 50% del consumo energetico globale dell&#8217;industria. Distillazione, evaporazione e metodi tradizionali funzionano, certo, ma consumano quantità enormi di energia e producono emissioni significative. Le membrane polimeriche convenzionali offrono un&#8217;alternativa più pulita, però soffrono di un difetto strutturale: i loro pori hanno dimensioni irregolari e tendono a degradarsi nel tempo, perdendo efficacia proprio quando servirebbero di più.</p>
<h2>Come funzionano le POMbranes e perché sono diverse</h2>
<p>Le <strong>POMbranes</strong> partono da un&#8217;idea tanto elegante quanto efficace. I ricercatori hanno utilizzato cluster di <strong>poliossometalato</strong>, piccole strutture metalliche a forma di corona che presentano un&#8217;apertura naturale di esattamente un nanometro. Questa apertura non si deforma e non si degrada, risolvendo di fatto il problema principale dei filtri tradizionali in plastica. Per costruire una membrana funzionante, miliardi di queste strutture ad anello sono state disposte in uno strato continuo e privo di difetti. Il trucco sta nell&#8217;aver agganciato catene chimiche flessibili ai cluster: una volta posizionati sull&#8217;acqua, si auto organizzano formando un film ultrasottile su larga scala. Modificando la lunghezza delle catene, il team ha potuto controllare quanto strettamente i cluster si impacchettano tra loro, costringendo le molecole a passare esclusivamente attraverso i <strong>fori da un nanometro</strong>.</p>
<p>I test hanno dimostrato che queste membrane riescono a distinguere molecole che differiscono di appena 100 o 200 Dalton. Per dare un&#8217;idea della portata: le prestazioni di separazione risultano quasi dieci volte superiori rispetto alle tecnologie esistenti. E non è solo questione di precisione. Le <strong>POMbranes</strong> si mantengono flessibili, stabili a diversi livelli di acidità e producibili in fogli di grandi dimensioni, tutti requisiti fondamentali per un&#8217;adozione su scala industriale.</p>
<h2>Applicazioni concrete: dal tessile alla farmaceutica</h2>
<p>Le ricadute pratiche più immediate riguardano settori che già oggi generano sfide ambientali enormi. L&#8217;industria tessile, ad esempio, produce grandi volumi di acque reflue contaminate durante le operazioni di tintura e finitura. Le nuove membrane potrebbero rimuovere selettivamente le molecole di colorante permettendo il <strong>riutilizzo dell&#8217;acqua</strong>, riducendo sia la domanda di acqua dolce sia i rifiuti chimici. Un aspetto particolarmente rilevante se si considera che il mercato del <strong>trattamento delle acque reflue</strong> è in continua espansione.</p>
<p>Anche la <strong>produzione farmaceutica</strong> potrebbe trarne vantaggio significativo. La purificazione dei farmaci e il recupero dei solventi sono processi ad alto consumo energetico e richiedono standard qualitativi rigidissimi. Membrane altamente selettive come queste potrebbero abbattere i consumi mantenendo intatta la qualità del prodotto finale.</p>
<p>Quello che rende le POMbranes particolarmente interessanti è la loro versatilità. Non parliamo di una soluzione pensata per un singolo problema, ma di una <strong>piattaforma tecnologica</strong> adattabile a molteplici contesti, dal trattamento delle acque alla chimica avanzata. Il principio di fondo, poi, ha qualcosa di affascinante: prendere un meccanismo che la natura usa da sempre, il controllo preciso a scala molecolare come quello delle acquaporine, e trasformarlo in una tecnologia scalabile per l&#8217;industria moderna.</p>
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		<title>Semi di moringa contro le microplastiche: la soluzione naturale che funziona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[coagulazione]]></category>
		<category><![CDATA[depurazione]]></category>
		<category><![CDATA[filtrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Semi di moringa contro le microplastiche nell'acqua potabile: una soluzione naturale che funziona davvero Rimuovere le microplastiche dall'acqua potabile con un semplice seme. Sembra una di quelle promesse troppo belle per essere vere, eppure un gruppo di ricercatori brasiliani ha dimostrato che i...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Semi di moringa contro le microplastiche nell&#8217;acqua potabile: una soluzione naturale che funziona davvero</h2>
<p>Rimuovere le <strong>microplastiche</strong> dall&#8217;acqua potabile con un semplice seme. Sembra una di quelle promesse troppo belle per essere vere, eppure un gruppo di ricercatori brasiliani ha dimostrato che i <strong>semi di moringa</strong> possono fare esattamente questo, con risultati paragonabili (e in certi casi superiori) ai trattamenti chimici tradizionali. Lo studio, pubblicato sulla rivista ACS Omega della American Chemical Society, arriva dall&#8217;Istituto di Scienza e Tecnologia dell&#8217;Università Statale di San Paolo (ICT UNESP) e apre scenari interessanti soprattutto per le comunità più piccole, dove i costi di depurazione restano un problema serio.</p>
<p>La <strong>moringa oleifera</strong>, originaria dell&#8217;India e diffusa in molte regioni tropicali, è già conosciuta per le sue proprietà nutritive. Foglie e semi vengono consumati come alimento in mezzo mondo. Ma da anni la ricerca scientifica ne esplora anche il potenziale nella <strong>purificazione dell&#8217;acqua</strong>. E i risultati di questo nuovo studio confermano che quel potenziale è tutt&#8217;altro che teorico.</p>
<h2>Come funziona il processo e perché è così efficace</h2>
<p>Il meccanismo alla base è quello della <strong>coagulazione</strong>. Le microplastiche disperse nell&#8217;acqua portano una carica elettrica negativa, il che le fa respingere tra loro e le rende difficili da catturare con i normali filtri. L&#8217;estratto salino ricavato dai semi di moringa neutralizza queste cariche, facendo sì che le particelle si aggreghino in gruppi più grandi, molto più semplici da rimuovere attraverso la <strong>filtrazione</strong>.</p>
<p>Gabrielle Batista, prima autrice dello studio, ha spiegato che l&#8217;estratto di moringa ha mostrato prestazioni simili al <strong>solfato di alluminio</strong>, il coagulante chimico più usato negli impianti di trattamento. Nelle acque più alcaline, la moringa ha addirittura fatto meglio. Il punto debole? Un leggero aumento della materia organica disciolta, che potrebbe rendere il processo un po&#8217; più costoso su larga scala. Ma su scala ridotta, come nelle proprietà rurali o nei piccoli centri abitati, il metodo risulta conveniente ed efficiente.</p>
<p>Per testare il tutto, il team ha contaminato acqua di rubinetto con <strong>microplastiche di PVC</strong>, scelte perché considerate tra le più pericolose per la salute umana, con proprietà mutagene e cancerogene note. Le particelle sono state esposte a radiazioni ultraviolette per simulare l&#8217;invecchiamento naturale, così da riflettere meglio le condizioni reali. L&#8217;acqua contaminata è stata poi trattata con un sistema Jar Test, che replica i processi di depurazione su piccola scala. I risultati, misurati tramite microscopia elettronica a scansione e analisi laser, hanno confermato livelli di rimozione delle microplastiche del tutto comparabili tra moringa e solfato di alluminio.</p>
<h2>Dalla teoria alla pratica: test su fonti idriche reali</h2>
<p>Il gruppo di ricerca, guidato dal professor Adriano Gonçalves dos Reis, non si è fermato al laboratorio. Sono già in corso test sull&#8217;acqua prelevata dal fiume Paraíba do Sul, che rifornisce la città di São José dos Campos. I primi risultati suggeriscono che i <strong>semi di moringa</strong> funzionano bene anche nelle condizioni reali di trattamento delle acque naturali.</p>
<p>Come ha sottolineato Reis, le preoccupazioni sanitarie e normative riguardo ai coagulanti a base di alluminio e ferro stanno crescendo. Non sono biodegradabili, lasciano tossicità residua e comportano rischi per la salute. La ricerca di alternative sostenibili si è quindi intensificata, e la moringa rappresenta una delle opzioni più promettenti. Costa poco, è accessibile, e soprattutto funziona. Per le piccole comunità che non possono permettersi impianti sofisticati, potrebbe fare davvero la differenza nella lotta contro le <strong>microplastiche nell&#8217;acqua potabile</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/semi-di-moringa-contro-le-microplastiche-la-soluzione-naturale-che-funziona/">Semi di moringa contro le microplastiche: la soluzione naturale che funziona</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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