﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>fossa Archivi - Tecnoapple</title>
	<atom:link href="https://tecnoapple.it/tag/fossa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tecnoapple.it/tag/fossa/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Apr 2026 09:53:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>Peste di Giustiniano: scoperta la prima fossa comune confermata scientificamente</title>
		<link>https://tecnoapple.it/peste-di-giustiniano-scoperta-la-prima-fossa-comune-confermata-scientificamente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[bizantino]]></category>
		<category><![CDATA[fossa]]></category>
		<category><![CDATA[Giustiniano]]></category>
		<category><![CDATA[Jerash]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[peste]]></category>
		<category><![CDATA[sepoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/peste-di-giustiniano-scoperta-la-prima-fossa-comune-confermata-scientificamente/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una fossa comune antica svela gli effetti devastanti della Peste di Giustiniano Una scoperta archeologica straordinaria sta riscrivendo quello che sapevamo sulla Peste di Giustiniano, una delle prime pandemie documentate nella storia dell'umanità. Nel sito dell'antica città di Jerash, in Giordania,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/peste-di-giustiniano-scoperta-la-prima-fossa-comune-confermata-scientificamente/">Peste di Giustiniano: scoperta la prima fossa comune confermata scientificamente</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una fossa comune antica svela gli effetti devastanti della Peste di Giustiniano</h2>
<p>Una scoperta archeologica straordinaria sta riscrivendo quello che sapevamo sulla <strong>Peste di Giustiniano</strong>, una delle prime pandemie documentate nella storia dell&#8217;umanità. Nel sito dell&#8217;antica città di <strong>Jerash</strong>, in Giordania, un gruppo interdisciplinare guidato dalla University of South Florida ha confermato l&#8217;esistenza di una <strong>fossa comune</strong> legata proprio a quell&#8217;epidemia che, tra il 541 e il 750 d.C., uccise milioni di persone nell&#8217;Impero Bizantino. Non si tratta di una semplice scoperta di ossa e reperti: quello che emerge da questa ricerca, pubblicata sul <strong>Journal of Archaeological Science</strong>, è il racconto umano di una crisi sanitaria che ha stravolto intere comunità. Come ha spiegato Rays H. Y. Jiang, professore associato e responsabile dello studio, l&#8217;obiettivo era andare oltre l&#8217;identificazione del patogeno per capire chi fossero davvero le persone colpite, come vivessero e cosa significasse morire durante una pandemia dentro una città reale.</p>
<h2>La prima fossa comune da pandemia confermata scientificamente</h2>
<p>Fino a oggi, i racconti storici descrivevano epidemie terribili nell&#8217;era bizantina, ma mancavano prove solide. Diversi siti sospettati di essere <strong>sepolture di massa</strong> legate alla peste non avevano mai ricevuto una conferma definitiva. Jerash cambia tutto. Per la prima volta, una fossa comune legata alla Peste di Giustiniano è stata verificata sia attraverso evidenze archeologiche sia tramite <strong>analisi genetiche</strong>. Centinaia di individui sono stati sepolti nel giro di pochi giorni, ammassati sopra detriti di ceramica in un&#8217;area pubblica abbandonata, probabilmente un antico ippodromo. Non si tratta quindi di un cimitero cresciuto nel tempo, ma di un evento singolo, improvviso e drammatico. La ricerca si inserisce in una serie di studi più ampia: i lavori precedenti si erano concentrati sullo <em>Yersinia pestis</em>, il batterio responsabile della <strong>peste bubbonica</strong>. Questa nuova fase, invece, guarda agli effetti sociali della malattia, sia nel breve che nel lungo periodo.</p>
<h2>Mobilità, connessioni nascoste e lezioni per il presente</h2>
<p>Uno degli aspetti più affascinanti dello studio riguarda la questione della <strong>mobilità delle popolazioni antiche</strong>. I dati genetici e storici indicano che le persone si spostavano e si mescolavano tra regioni diverse, eppure le sepolture tradizionali suggerivano comunità sostanzialmente stanziali. La fossa comune di Jerash dimostra che entrambe le cose potevano coesistere. In condizioni normali, la migrazione avveniva lentamente, nell&#8217;arco di generazioni, e si confondeva con la vita quotidiana. Durante una crisi come la Peste di Giustiniano, però, individui provenienti da contesti diversi e con storie di mobilità si ritrovavano uniti in un unico luogo di sepoltura. Quelle connessioni invisibili diventavano improvvisamente evidenti. Jiang ha sottolineato un punto che vale la pena tenere a mente: le pandemie non sono solo eventi biologici, sono eventi sociali. Rivelano chi è vulnerabile e perché. Città dense, spostamenti frequenti, cambiamenti ambientali giocavano un ruolo allora esattamente come lo giocano oggi. Collegando le evidenze biologiche dei corpi al contesto archeologico, il team è riuscito a restituire una dimensione profondamente umana a quella che altrimenti resterebbe solo una nota a margine nei libri di storia. Il sito di <strong>Jerash</strong> trasforma un segnale genetico in una storia fatta di persone vere, di una città che ha affrontato l&#8217;impensabile. E forse, guardando a quei giorni lontani 1.500 anni, si può capire qualcosa di più anche sulle fragilità del mondo contemporaneo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/peste-di-giustiniano-scoperta-la-prima-fossa-comune-confermata-scientificamente/">Peste di Giustiniano: scoperta la prima fossa comune confermata scientificamente</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gomolava, la fossa comune dell&#8217;Età del Ferro svela un massacro agghiacciante</title>
		<link>https://tecnoapple.it/gomolava-la-fossa-comune-delleta-del-ferro-svela-un-massacro-agghiacciante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2026 13:22:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[ferro]]></category>
		<category><![CDATA[fossa]]></category>
		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[preistoria]]></category>
		<category><![CDATA[Serbia]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/index.php/2026/03/10/gomolava-la-fossa-comune-delleta-del-ferro-svela-un-massacro-agghiacciante/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una fossa comune dell'Età del Ferro svela il massacro di donne e bambini in Serbia Una scoperta archeologica agghiacciante sta riscrivendo quello che sapevamo sulla violenza organizzata nella preistoria europea. Il sito di Gomolava, nella Serbia settentrionale, ha restituito i resti di oltre 77...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/gomolava-la-fossa-comune-delleta-del-ferro-svela-un-massacro-agghiacciante/">Gomolava, la fossa comune dell&#8217;Età del Ferro svela un massacro agghiacciante</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una fossa comune dell&#8217;Età del Ferro svela il massacro di donne e bambini in Serbia</h2>
<p>Una scoperta archeologica agghiacciante sta riscrivendo quello che sapevamo sulla violenza organizzata nella preistoria europea. Il sito di <strong>Gomolava</strong>, nella Serbia settentrionale, ha restituito i resti di oltre 77 persone, per la maggior parte donne e bambini, uccise deliberatamente circa <strong>2.800 anni fa</strong> in quello che appare come un vero e proprio <strong>massacro dell&#8217;Età del Ferro</strong>. Non un attacco casuale, non una scaramuccia sfuggita di mano. Qualcosa di molto più calcolato, molto più freddo.</p>
<p>La ricerca, pubblicata sulla rivista <strong>Nature Human Behaviour</strong> e guidata da un team internazionale coordinato dallo University College Dublin, dalla University of Edinburgh, dalla University of Copenhagen e dal Museo della Vojvodina, ha utilizzato analisi genetiche, isotopiche e osteologiche per ricostruire la dinamica di un evento che ancora oggi fa venire i brividi. Le ferite riscontrate sui corpi, tra traumi da corpo contundente e ferite da taglio, non lasciano spazio a interpretazioni ambigue. Queste persone sono state uccise con violenza sistematica, in un atto che i ricercatori definiscono organizzato e su larga scala.</p>
<p>Quello che ha sorpreso di più gli archeologi è un dato emerso dall&#8217;<strong>analisi del DNA</strong>. Le vittime non erano imparentate tra loro. Nemmeno alla lontana. Come ha spiegato il professor Barry Molloy dello UCD School of Archaeology, di solito quando si trova una fossa comune preistorica con un profilo demografico di questo tipo ci si aspetta di avere davanti famiglie provenienti dallo stesso villaggio. Ma a Gomolava la maggioranza delle persone studiate non condivideva legami di parentela neppure risalendo di diverse generazioni. Un dato, questo, assolutamente insolito per una <strong>fossa comune preistorica</strong>.</p>
<h2>Vittime selezionate da comunità diverse: un messaggio brutale</h2>
<p>Il profilo delle vittime racconta una storia precisa. Su 77 individui, 40 erano bambini tra uno e dodici anni, 11 adolescenti e 24 adulti. L&#8217;87% era di sesso femminile. Anche tra i bambini, la maggior parte erano femmine. L&#8217;unico neonato trovato nella fossa era maschio. Questa composizione demografica non è casuale. In molti contesti antichi, durante le razzie i giovani venivano catturati e ridotti in schiavitù. La scelta di ucciderli, secondo i ricercatori, suggerisce che chi ha commesso il massacro volesse lanciare un <strong>avvertimento brutale</strong> alle comunità rivali.</p>
<p>Le analisi isotopiche condotte su denti e ossa hanno rivelato differenze significative nelle diete infantili delle vittime, il che rafforza l&#8217;ipotesi che provenissero da <strong>insediamenti diversi</strong>. Potrebbero essere state catturate o sfollate con la forza prima di essere uccise. Tutto punta verso un episodio di violenza calcolata, inserito in un contesto di aspre lotte territoriali nel bacino dei Carpazi durante la transizione dall&#8217;Età del Bronzo a quella del Ferro.</p>
<h2>Un rituale funebre che complica tutto</h2>
<p>E qui arriva l&#8217;aspetto forse più inquietante dell&#8217;intera vicenda. La sepoltura non segue lo schema tipico delle fosse comuni preistoriche, dove i corpi venivano gettati in fretta in una buca, magari dai sopravvissuti o dagli stessi assassini. A Gomolava i corpi sono stati deposti in una casa semisotterranea dismessa, ma con cura. Le vittime avevano ancora addosso i propri oggetti personali, tra cui <strong>gioielli in bronzo</strong> e recipienti in ceramica. Nessuno le ha depredate. Anzi, sono state fatte offerte e quello che appare come un rituale rispettoso.</p>
<p>Nella fossa sono stati trovati anche resti animali, tra cui un vitello macellato, oltre a pietre per la macinatura del grano spezzate e semi bruciati a copertura della sepoltura. Come ha sottolineato la dottoressa Linda Fibiger della University of Edinburgh, le uccisioni brutali e la successiva commemorazione dell&#8217;evento possono essere lette entrambe come un tentativo potente di riequilibrare i rapporti di forza e affermare il <strong>dominio su terre e risorse</strong>.</p>
<p>Il team di ricerca ritiene che il massacro sia avvenuto durante un periodo di forte instabilità, quando le comunità stavano ricostruendo insediamenti fortificati e rivendicando il controllo su territori contesi. Questa dinamica potrebbe aver innescato conflitti con gruppi vicini o con pastori nomadi che dipendevano dall&#8217;accesso stagionale alle stesse terre. La scoperta di Gomolava ci ricorda che la violenza organizzata non è un&#8217;invenzione moderna, e che l&#8217;<strong>Età del Ferro</strong> in Europa fu attraversata da episodi di brutalità collettiva molto più strutturati di quanto si pensasse fino a pochi anni fa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/gomolava-la-fossa-comune-delleta-del-ferro-svela-un-massacro-agghiacciante/">Gomolava, la fossa comune dell&#8217;Età del Ferro svela un massacro agghiacciante</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
