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	<title>gamma Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Via Lattea, il bagliore gamma al centro potrebbe essere materia oscura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 19:53:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il misterioso bagliore gamma al centro della Via Lattea potrebbe davvero essere materia oscura Quella strana luminescenza di raggi gamma che avvolge il cuore della Via Lattea continua a far discutere astrofisici di mezzo mondo. E ora, grazie a una nuova analisi potenziata dal machine learning, la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il misterioso bagliore gamma al centro della Via Lattea potrebbe davvero essere materia oscura</h2>
<p>Quella strana luminescenza di <strong>raggi gamma</strong> che avvolge il cuore della <strong>Via Lattea</strong> continua a far discutere astrofisici di mezzo mondo. E ora, grazie a una nuova analisi potenziata dal <strong>machine learning</strong>, la possibilità che si tratti di un segnale legato alla <strong>materia oscura</strong> torna prepotentemente in gioco. Un team di ricercatori dell&#8217;Università di Vienna e del Lawrence Berkeley National Laboratory ha rimesso in discussione le conclusioni di molti studi precedenti, e il risultato è stato pubblicato su Physical Review Letters alla fine di giugno 2026.</p>
<p>Il fenomeno in questione si chiama <strong>Galactic Center Excess</strong> (GCE): un alone diffuso e quasi sferico di raggi gamma che si estende per migliaia di anni luce attorno al centro galattico. Da oltre un decennio, la comunità scientifica si divide tra chi lo attribuisce a una popolazione nascosta di <strong>pulsar millisecondo</strong>, cioè stelle di neutroni che ruotano a velocità impressionanti emettendo radiazioni ad alta energia, e chi invece lo considera un possibile indizio della materia oscura che si autoannichila. Il problema è che nessuno è mai riuscito a mettere la parola fine al dibattito. Il centro della Via Lattea è una regione talmente affollata e luminosa nel cielo gamma che interpretare qualsiasi segnale diventa un esercizio quasi impossibile.</p>
<h2>Cosa cambia con il nuovo approccio basato sull&#8217;intelligenza artificiale</h2>
<p>Ed è proprio qui che entra in scena il lavoro del gruppo guidato da Florian List. Il team ha sviluppato un sistema di machine learning addestrato su oltre un milione di osservazioni simulate di raggi gamma. La vera novità, però, sta in un dettaglio che sembra banale ma non lo è affatto: per la prima volta, l&#8217;analisi ha valutato contemporaneamente sia la distribuzione spaziale del segnale sia l&#8217;energia dei singoli fotoni. Gli studi precedenti, in sostanza, guardavano solo dove arrivava il segnale, non come era fatto dal punto di vista energetico.</p>
<p>E i risultati cambiano parecchio. Le analisi passate suggerivano che il bagliore provenisse da sorgenti puntiformi relativamente luminose ma non ancora risolte individualmente. Con il nuovo metodo, invece, emerge che queste ipotetiche sorgenti dovrebbero essere così deboli da risultare praticamente indistinguibili dall&#8217;emissione che ci si aspetterebbe dalla <strong>materia oscura</strong> che si annichila. Come ha spiegato Nick Rodd, coautore dello studio, a quel livello di debolezza la distinzione tra le due spiegazioni diventa quasi irrilevante.</p>
<h2>Il nodo delle pulsar e il futuro della ricerca</h2>
<p>C&#8217;è poi la questione dei numeri. Se davvero le pulsar millisecondo fossero responsabili del Galactic Center Excess, secondo questa analisi ne servirebbero almeno <strong>35.000</strong> stipate nel centro della Via Lattea. Una cifra enorme, molto superiore alle poche centinaia o poche migliaia ipotizzate da altri studi. E questo rende la spiegazione basata sulle pulsar decisamente meno convincente di quanto sembrasse fino a poco tempo fa.</p>
<p>Nessuno sta gridando alla scoperta definitiva, va detto chiaramente. Lo stesso List ha sottolineato che il loro lavoro non dimostra che la materia oscura sia responsabile del segnale. Però indebolisce in modo significativo uno degli argomenti più forti che erano stati usati per escluderla. E in un campo dove ogni piccolo spostamento dell&#8217;ago della bilancia conta, questo è già un risultato notevole. La fonte del <strong>bagliore gamma</strong> al centro della Via Lattea resta per ora sconosciuta, ma la partita della materia oscura è tutt&#8217;altro che chiusa.</p>
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		<title>James Webb scopre un&#8217;esplosione cosmica di 7 ore che sfida la fisica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 19:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisici]]></category>
		<category><![CDATA[buco]]></category>
		<category><![CDATA[cosmica]]></category>
		<category><![CDATA[esplosione]]></category>
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		<category><![CDATA[telescopio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un'esplosione cosmica che sfida le leggi della fisica Il telescopio James Webb ha individuato un'esplosione cosmica talmente anomala da mettere in discussione ciò che gli astrofisici credevano di sapere. L'evento, catalogato come GRB 250702B, è un lampo di raggi gamma durato ben sette ore, quando...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-unesplosione-cosmica-di-7-ore-che-sfida-la-fisica/">James Webb scopre un&#8217;esplosione cosmica di 7 ore che sfida la fisica</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un&#8217;esplosione cosmica che sfida le leggi della fisica</h2>
<p>Il <strong>telescopio James Webb</strong> ha individuato un&#8217;esplosione cosmica talmente anomala da mettere in discussione ciò che gli astrofisici credevano di sapere. L&#8217;evento, catalogato come <strong>GRB 250702B</strong>, è un lampo di raggi gamma durato ben sette ore, quando normalmente fenomeni del genere si esauriscono in meno di un minuto. Parliamo di qualcosa che ha lasciato la comunità scientifica internazionale senza risposte certe, almeno per ora.</p>
<p>Rilevato per la prima volta il 2 luglio dal <strong>telescopio spaziale Fermi</strong> della NASA, il segnale ha subito attirato l&#8217;attenzione di osservatori sparsi in tutto il mondo. La potenza dell&#8217;evento era tale che nessun singolo strumento poteva raccontare la storia completa. Sono serviti dati combinati da telescopi spaziali e terrestri: raggi gamma, raggi X, luce infrarossa e segnali radio. Nulla di visibile a occhio nudo, ovviamente. Come ha spiegato Huei Sears, ricercatrice post dottorato alla Rutgers University, «questo oggetto mostra proprietà estreme difficili da spiegare. Di solito questi lampi finiscono in meno di un minuto, ma GRB 250702B è durato ore e ha persino mostrato segni di attività nei raggi X già un giorno prima».</p>
<h2>Le ipotesi dei ricercatori: buchi neri protagonisti</h2>
<p>Gli scienziati stanno valutando diverse spiegazioni per questa esplosione record. La prima possibilità è che si tratti di un <strong>lampo di raggi gamma</strong> estremamente fuori scala. La seconda chiama in causa un cosiddetto <strong>evento di distruzione mareale</strong>, cioè un buco nero migliaia di volte più massiccio del Sole che fa letteralmente a pezzi una stella troppo vicina. Esiste poi un&#8217;idea ancora più bizzarra: un buco nero di dimensioni ridotte che si sarebbe fuso con una stella di elio già spogliata dei suoi strati esterni, divorandola dall&#8217;interno.</p>
<p>La NASA ha anche diffuso un&#8217;animazione che illustra uno scenario possibile. Un <strong>buco nero</strong> con massa pari a circa tre volte quella del Sole, con un orizzonte degli eventi largo appena 18 chilometri, orbita attorno a una stella compagna fino a fondersi con essa. Il risultato? Getti potentissimi di energia sparati nello spazio a velocità prossime a quella della luce. Eliza Neights, astronoma del Goddard Space Flight Center della NASA, ha definito l&#8217;evento «un&#8217;esplosione diversa da qualsiasi altra osservata negli ultimi 50 anni».</p>
<h2>Una galassia lontana e ancora tanti punti interrogativi</h2>
<p>Le immagini catturate dal <strong>telescopio Hubble</strong> hanno rivelato una galassia insolita nella posizione del lampo. Inizialmente sembrava che due galassie stessero fondendosi, oppure che una singola galassia fosse tagliata in due da una banda scura di polvere. Le osservazioni successive del telescopio James Webb hanno chiarito che la galassia si trova a circa 8 miliardi di anni luce da noi. Significa che GRB 250702B è esploso molto prima che la Terra si formasse.</p>
<p>Sears ha guidato osservazioni di follow up usando la <strong>NIRCam</strong> di Webb, lo strumento principale per l&#8217;imaging nel vicino infrarosso, alcuni mesi dopo l&#8217;evento. «Vediamo una galassia molto grande con una fascia di polvere», ha spiegato. «La struttura è così complessa che non è chiaro al cento per cento se resti qualcosa da vedere dell&#8217;esplosione. E se c&#8217;è, è davvero debole».</p>
<p>Questo dato sembra rafforzare l&#8217;ipotesi che GRB 250702B sia stato effettivamente un lampo di raggi gamma piuttosto che un evento di distruzione mareale. Ma la comunità scientifica resta divisa. «Molti degli studi su questa esplosione forniscono spiegazioni diverse e a volte contraddittorie», ha ammesso Sears. «È ancora presto per capire cosa sia realmente accaduto». Quel che è certo è che il telescopio James Webb, supportato anche dall&#8217;Agenzia Spaziale Europea e da quella canadese, ha regalato alla scienza un enigma che potrebbe portare alla scoperta di fenomeni cosmici completamente nuovi. E questo, per chi studia l&#8217;universo, vale più di qualsiasi risposta definitiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/james-webb-scopre-unesplosione-cosmica-di-7-ore-che-sfida-la-fisica/">James Webb scopre un&#8217;esplosione cosmica di 7 ore che sfida la fisica</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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