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	<title>Geekbench Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>MacBook Pro M5 Max batte l&#8217;M3 Ultra: i benchmark non mentono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 23:27:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MacBook Pro con M5 Max: i benchmark parlano chiaro I primi benchmark del MacBook Pro con M5 Max stanno già facendo il giro della rete, e i numeri raccontano una storia piuttosto eloquente. Il nuovo chip di fascia alta firmato Apple, pensato per spingere al massimo le prestazioni dei portatili...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>MacBook Pro con M5 Max: i benchmark parlano chiaro</h2>
<p>I primi <strong>benchmark del MacBook Pro con M5 Max</strong> stanno già facendo il giro della rete, e i numeri raccontano una storia piuttosto eloquente. Il nuovo chip di fascia alta firmato Apple, pensato per spingere al massimo le prestazioni dei portatili professionali, si sta rivelando un avversario temibile persino per il fratello maggiore della generazione precedente, l&#8217;<strong>M3 Ultra</strong>. E questo, va detto, non è un dettaglio da poco.</p>
<p>Tutto è partito da un post apparso su Reddit, nel subreddit dedicato ai <strong>MacBook Pro</strong>, dove un utente ha condiviso i risultati comparsi nel database pubblico di <strong>Geekbench</strong>. Il dispositivo identificato come Mac 17,7 sembra corrispondere a un modello da 16 pollici equipaggiato proprio con il chip <strong>M5 Max</strong>. I reviewer che hanno ricevuto le unità in anteprima stanno evidentemente mettendo alla prova la macchina, e i dati hanno iniziato a trapelare prima ancora delle recensioni complete.</p>
<h2>Prestazioni che sfidano la generazione Ultra</h2>
<p>Quello che colpisce davvero è il livello raggiunto da questo processore. Quando un chip &#8220;Max&#8221; riesce a competere con un Ultra della generazione precedente, significa che Apple ha fatto un salto in avanti significativo nell&#8217;architettura. L&#8217;<strong>M5 Max</strong> non è semplicemente un aggiornamento incrementale: i punteggi suggeriscono miglioramenti concreti sia in single core che in multi core, il tipo di progresso che si avverte nell&#8217;uso quotidiano e nei carichi di lavoro pesanti.</p>
<p>Per chi lavora con editing video, rendering 3D, compilazione di codice complesso o qualsiasi flusso di lavoro che richieda potenza bruta, questi numeri rappresentano una conferma importante. Il <strong>MacBook Pro</strong> da 16 pollici con questo chip potrebbe diventare la scelta più sensata per professionisti che fino a ieri dovevano necessariamente guardare alle configurazioni Ultra o addirittura al <strong>Mac Studio</strong> per ottenere prestazioni paragonabili.</p>
<p>Va anche considerato il contesto. Pochi giorni prima erano emersi i benchmark dell&#8217;<strong>iPad Air con M4</strong>, e il fatto che Apple stia aggiornando tutta la lineup in modo così aggressivo racconta una strategia chiara: ogni fascia di prodotto deve fare un passo avanti deciso, senza eccezioni.</p>
<h2>Cosa aspettarsi nelle prossime settimane</h2>
<p>Ovviamente i benchmark sintetici non raccontano tutta la storia. Bisognerà attendere le recensioni approfondite per capire come l&#8217;<strong>M5 Max</strong> si comporta nella gestione termica, nell&#8217;autonomia della batteria e nelle prestazioni sostenute nel tempo. Un conto è un picco di potenza su un test di pochi minuti, un altro è mantenere quelle prestazioni durante un&#8217;esportazione video di mezz&#8217;ora con il portatile sulle ginocchia.</p>
<p>Detto questo, i segnali iniziali sono più che incoraggianti. Il <strong>MacBook Pro con M5 Max</strong> sembra posizionarsi come una delle macchine portatili più potenti mai realizzate da Apple. E il fatto che riesca a tenere testa a un chip Ultra, tradizionalmente riservato a desktop e workstation, dice molto sulla direzione che sta prendendo la linea <strong>Apple Silicon</strong>.</p>
<p>Per chi stava valutando un aggiornamento, questi benchmark offrono un primo assaggio concreto. Il resto lo diranno i test sul campo, che non dovrebbero farsi attendere troppo.</p>
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		<title>iPad Air con M4: i benchmark Geekbench svelano le differenze col Pro</title>
		<link>https://tecnoapple.it/ipad-air-con-m4-i-benchmark-geekbench-svelano-le-differenze-col-pro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 23:19:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>iPad Air con M4: i benchmark Geekbench confermano cosa aspettarsi Il nuovo iPad Air con M4 è arrivato nelle mani dei primi tester, e come sempre succede in questi casi, qualcuno ha subito lanciato Geekbench per capire che numeri porta a casa. I risultati? Interessanti, ma non esattamente...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>iPad Air con M4: i benchmark Geekbench confermano cosa aspettarsi</h2>
<p>Il nuovo <strong>iPad Air con M4</strong> è arrivato nelle mani dei primi tester, e come sempre succede in questi casi, qualcuno ha subito lanciato <strong>Geekbench</strong> per capire che numeri porta a casa. I risultati? Interessanti, ma non esattamente sorprendenti per chi segue da vicino il mondo Apple.</p>
<p>Partiamo da un fatto che vale la pena chiarire subito: il chip <strong>M4</strong> montato sull&#8217;iPad Air non è la stessa configurazione che si trova sull&#8217;<strong>iPad Pro</strong>. Apple ha una lunga tradizione nel differenziare le varianti dei propri processori a seconda del dispositivo, e questa volta non fa eccezione. Il modello identificato nei database di Geekbench come iPad 16,11 corrisponde proprio al nuovo iPad Air con M4, come segnalato per primo dal sito MacRumors.</p>
<p>Quello che emerge dai punteggi è una macchina comunque molto capace, ma con un posizionamento chiaro nella gamma. Non siamo di fronte a un dispositivo che vuole competere testa a testa con il Pro, piuttosto a un tablet che offre un <strong>salto generazionale</strong> rispetto al modello precedente mantenendo un prezzo più accessibile.</p>
<h2>Prestazioni solide, ma con qualche differenza rispetto al Pro</h2>
<p>Quando Apple ha presentato ufficialmente il prodotto, era lecito aspettarsi che il chip M4 dell&#8217;iPad Air avesse qualche limitazione rispetto alla versione completa. E i benchmark lo confermano. Le differenze si notano soprattutto nei test multi core e nella parte <strong>GPU</strong>, dove l&#8217;iPad Pro continua a mantenere un vantaggio tangibile.</p>
<p>Detto questo, per la stragrande maggioranza degli utenti queste differenze non cambiano granché nella vita di tutti i giorni. Chi usa il tablet per lavoro, per studiare, per gestire documenti o anche per un po&#8217; di editing fotografico troverà nell&#8217;<strong>iPad Air con M4</strong> una potenza più che sufficiente. La distinzione vera riguarda chi ha bisogno di spremere ogni singolo ciclo di clock, magari per rendering video complessi o applicazioni professionali molto pesanti.</p>
<p>È un po&#8217; lo schema che Apple ripete da anni: offrire lo stesso processore su più livelli di prodotto, ma con configurazioni leggermente diverse. Più core GPU attivi sul Pro, magari frequenze leggermente differenti. Niente di drammatico, ma abbastanza da giustificare il <strong>divario di prezzo</strong> tra le due linee.</p>
<h2>Cosa significano davvero questi numeri</h2>
<p>I test di Geekbench, va detto, raccontano solo una parte della storia. Sono utili per avere un confronto rapido e standardizzato, ma l&#8217;esperienza reale dipende da tanti altri fattori: gestione termica, ottimizzazione software, velocità della memoria e del sistema di archiviazione. Apple è storicamente molto brava a far rendere i propri chip oltre quello che i semplici numeri suggerirebbero.</p>
<p>Il passaggio al chip M4 per l&#8217;<strong>iPad Air</strong> resta comunque un aggiornamento significativo. Chi arriva da un modello con M1 o M2 noterà miglioramenti concreti, specialmente nell&#8217;efficienza energetica e nelle operazioni legate al <strong>machine learning</strong>, un ambito su cui Apple sta puntando tantissimo con ogni nuova generazione di silicio.</p>
<p>Ora la palla passa ai recensori che stanno testando il dispositivo sul campo. I benchmark sono solo l&#8217;antipasto. La vera domanda è quanto queste prestazioni si traducano in un&#8217;esperienza quotidiana fluida e reattiva, e su questo fronte Apple raramente delude. Per chi stava aspettando il momento giusto per aggiornare il proprio tablet senza spendere cifre da iPad Pro, il nuovo iPad Air con M4 sembra posizionarsi esattamente dove ci si aspettava: un gradino sotto il top di gamma, ma con pochissimo di cui lamentarsi.</p>
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		<title>iPhone 17e: i benchmark del chip A19 sorprendono tutti</title>
		<link>https://tecnoapple.it/iphone-17e-i-benchmark-del-chip-a19-sorprendono-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 23:08:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il chip A19 dell'iPhone 17e messo alla prova: i primi benchmark raccontano una storia interessante Stanno emergendo i primi risultati su Geekbench per il chip A19 montato sul nuovo iPhone 17e, e i numeri meritano attenzione. Dopo i test preliminari che nelle scorse settimane avevano coinvolto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il chip A19 dell&#8217;iPhone 17e messo alla prova: i primi benchmark raccontano una storia interessante</h2>
<p>Stanno emergendo i primi risultati su <strong>Geekbench</strong> per il <strong>chip A19</strong> montato sul nuovo <strong>iPhone 17e</strong>, e i numeri meritano attenzione. Dopo i test preliminari che nelle scorse settimane avevano coinvolto l&#8217;iPad Air con chip M4, il chip M5 Max e il MacBook Neo, ora è il turno dello smartphone più accessibile della nuova lineup Apple. E le prestazioni, almeno sulla carta, sembrano tutt&#8217;altro che da &#8220;modello economico&#8221;.</p>
<p>Prima di tuffarsi nei numeri, vale la pena ricordare una cosa: i risultati di Geekbench per prodotti non ancora disponibili al pubblico vanno sempre presi con le dovute cautele. Detto questo, il campione iniziale conta già 11 test attribuiti al dispositivo, il che permette di farsi un&#8217;idea ragionevolmente solida.</p>
<p>Il chip A19 dell&#8217;iPhone 17e presenta una configurazione con <strong>CPU a 6 core</strong>, <strong>GPU a 4 core</strong> e un <strong>Neural Engine a 16 core</strong>. Una dotazione che, sulla carta, lo colloca in una fascia decisamente competitiva anche rispetto a modelli posizionati più in alto nel listino.</p>
<h2>Come se la cava nei test rispetto alla concorrenza interna</h2>
<p>Guardando alle medie, l&#8217;iPhone 17e totalizza circa <strong>3.320 punti in single core</strong> e 8.373 in multi core. I punteggi singoli oscillano parecchio, va detto: si va da 3.001 a 3.607 nel single core e da 6.657 a 9.241 nel multi core. Una forbice piuttosto ampia che rende difficile, almeno per ora, stabilire un posizionamento definitivo.</p>
<p>Ma le medie raccontano comunque qualcosa di significativo. Quel punteggio di 3.320 in single core piazza l&#8217;iPhone 17e davanti all&#8217;<strong>iPhone 16e</strong> e al suo chip A18 (che si fermava a 3.241), e persino un soffio avanti rispetto all&#8217;iPhone 16 standard con chip A19 (3.319). Un solo punto di differenza, certo, ma simbolicamente rilevante.</p>
<p>Sul fronte multi core la storia si ripete. Gli 8.373 punti medi superano non solo l&#8217;iPhone 16e (7.977), ma anche l&#8217;iPhone 16 (8.280) e l&#8217;iPhone 16 Plus (8.266). Per un dispositivo pensato come opzione più economica, non è affatto male.</p>
<h2>Il Metal score è dove le cose si fanno davvero interessanti</h2>
<p>Se i risultati CPU sono incoraggianti, è nel <strong>Metal score</strong> che il chip A19 dell&#8217;iPhone 17e mostra i muscoli in modo più evidente. Con soli 4 test disponibili al momento, la media si attesta a 31.163 punti, con un range che va da 30.831 a 31.597.</p>
<p>Per mettere questo dato in prospettiva: l&#8217;iPhone 16e con chip A18 raggiungeva 23.895 punti. L&#8217;iPhone 16 si fermava a 27.666, mentre l&#8217;iPhone 16 Plus arrivava a 27.722. Parliamo di un vantaggio nell&#8217;ordine del 12 o 13 percento rispetto ai modelli standard della generazione precedente e di oltre il 30 percento rispetto al predecessore diretto. Un salto notevole, soprattutto considerando che il Metal score riflette le <strong>prestazioni grafiche</strong>, quindi gaming, elaborazione di immagini e tutto ciò che riguarda il comparto visivo.</p>
<p>Naturalmente, resta da capire se questi numeri verranno confermati una volta che l&#8217;iPhone 17e sarà effettivamente nelle mani degli utenti e i test si moltiplicheranno. I benchmark preliminari hanno la cattiva abitudine di essere ottimisti, a volte. Altre volte, però, anticipano con precisione quello che poi si ritrova nella realtà quotidiana.</p>
<p>Quello che già si può dire è che Apple sembra aver fatto un lavoro notevole nel posizionare il chip A19 all&#8217;interno dell&#8217;iPhone 17e. La linea tra modello &#8220;economico&#8221; e modello standard si assottiglia sempre di più, almeno dal punto di vista delle <strong>prestazioni pure</strong>. E per chi stava aspettando un motivo convincente per considerare il modello &#8220;e&#8221; come una scelta intelligente piuttosto che un compromesso, questi primi numeri potrebbero rappresentare esattamente quel motivo.</p>
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		<title>Apple M5 Max: il primo benchmark svela numeri da record assoluto</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-m5-max-il-primo-benchmark-svela-numeri-da-record-assoluto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 22:53:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo benchmark del chip M5 Max è già qui, e i numeri fanno impressione Il MacBook Pro con chip M5 Max non sarà disponibile prima dell'11 marzo, eppure qualcuno ha già messo le mani su un modello e ha fatto girare un test su Geekbench. I risultati? Se verranno confermati, si parla di nuovi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il primo benchmark del chip M5 Max è già qui, e i numeri fanno impressione</h2>
<p>Il <strong>MacBook Pro con chip M5 Max</strong> non sarà disponibile prima dell&#8217;11 marzo, eppure qualcuno ha già messo le mani su un modello e ha fatto girare un test su <strong>Geekbench</strong>. I risultati? Se verranno confermati, si parla di nuovi record assoluti nel panorama Mac.</p>
<p>Prima di entrare nei dettagli, vale la pena ricordare una cosa: i benchmark che spuntano prima del lancio ufficiale vanno sempre presi con le pinze. Succede spesso, è successo anche pochi giorni fa con un presunto test dell&#8217;iPad Air con <strong>chip M4</strong>. Detto questo, i numeri che sono comparsi nelle ultime ore meritano attenzione, perché raccontano una storia piuttosto chiara sulla direzione che Apple sta prendendo con la nuova generazione di silicio.</p>
<p>Il test in questione riguarda un <strong>M5 Max a 18 core</strong>, eseguito su un modello identificato come Mac17,7, che corrisponde al prossimo <strong>MacBook Pro da 16 pollici</strong>. Il punteggio in single core si attesta a 4.268, mentre il multi core raggiunge quota 29.233. Per capire cosa significano questi numeri, basta confrontarli con il predecessore diretto: l&#8217;M4 Max a 16 core presente nel MacBook Pro 16 pollici del 2024, che su Geekbench fa registrare una media di 3.915 in single core e 25.702 in multi core. Tradotto in percentuali, si parla di un incremento di circa il 9% nelle prestazioni a singolo core e del 13,7% nel multi core. Non è un salto generazionale enorme, ma è un miglioramento solido e costante, in linea con la filosofia iterativa di Apple.</p>
<h2>Come si posiziona rispetto al Mac Studio e al punteggio Metal</h2>
<p>Il confronto diventa ancora più interessante se si guarda al <strong>Mac Studio 2025</strong>. L&#8217;M4 Max a 14 core montato nel Mac Studio ottiene 4.015 in single core e 23.560 in multi core, mentre la variante a 16 core arriva a 4.028 e 26.166. In entrambi i casi, il nuovo M5 Max li supera con un margine apprezzabile. Quando i MacBook Pro con questo chip arriveranno nelle mani degli utenti e i test si moltiplicheranno, è molto probabile che il chip <strong>M5 Max</strong> si piazzi in cima alla classifica dei <strong>Mac Benchmarks di Geekbench</strong>, sia in single core che in multi core.</p>
<p>C&#8217;è poi il dato sul punteggio <strong>Metal</strong>, che misura le prestazioni grafiche. Qui l&#8217;M5 Max ha totalizzato 232.718 punti, un risultato che lo colloca al secondo posto nella classifica Metal di Geekbench. L&#8217;unico chip che lo precede è l&#8217;M3 Ultra del Mac Studio 2025, quello con 32 core CPU e 80 core GPU. Considerando che stiamo parlando di un chip pensato per un portatile e non per una workstation desktop, il risultato è notevole.</p>
<h2>Una sorpresa anche dal MacBook Neo</h2>
<p>Oltre ai risultati del MacBook Pro con M5 Max, su Geekbench sono apparsi anche i primi test del cosiddetto <strong>MacBook Neo</strong>, il nuovo portatile economico di Apple equipaggiato con un chip <strong>A18</strong>. I punteggi parlano di 3.461 in single core e 8.668 in multi core. L&#8217;incremento rispetto al chip A18 montato sull&#8217;iPhone 16 Pro è minimo, circa lo 0,5%, il che suggerisce che la versione del processore nel MacBook Neo sia sostanzialmente identica a quella degli smartphone, senza particolari ottimizzazioni per il fattore forma notebook.</p>
<p>Resta da vedere se, una volta che questi dispositivi saranno effettivamente sul mercato e migliaia di utenti eseguiranno i propri test, le medie confermeranno questi primi numeri. La storia recente insegna che i benchmark pre lancio tendono ad essere abbastanza affidabili nel caso dei prodotti Apple, ma qualche variazione è sempre possibile. Quello che appare chiaro fin da ora è che il <strong>chip M5 Max</strong> rappresenta un altro passo avanti concreto, soprattutto per chi lavora con carichi multi thread intensivi e ha bisogno di potenza grafica in un formato portatile.</p>
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		<item>
		<title>iPhone 17e: i benchmark del chip A19 nascondono una sorpresa</title>
		<link>https://tecnoapple.it/iphone-17e-i-benchmark-del-chip-a19-nascondono-una-sorpresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:08:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p># iPhone 17e: i primi benchmark svelano le prestazioni del chip A19, con una piccola sorpresa I primi **benchmark dell'iPhone 17e** sono appena comparsi nel database di Geekbench 6, e offrono finalmente uno sguardo concreto su cosa aspettarsi dal nuovo modello economico di Apple. I numeri parlano...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/iphone-17e-i-benchmark-del-chip-a19-nascondono-una-sorpresa/">iPhone 17e: i benchmark del chip A19 nascondono una sorpresa</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>iPhone 17e: i primi benchmark svelano le prestazioni del chip A19, con una piccola sorpresa</h2>
<p>I primi <strong>benchmark dell&#8217;iPhone 17e</strong> sono appena comparsi nel database di <strong>Geekbench 6</strong>, e offrono finalmente uno sguardo concreto su cosa aspettarsi dal nuovo modello economico di Apple. I numeri parlano chiaro, ma nascondono anche un dettaglio che vale la pena approfondire.</p>
<p>Partiamo dal dato più rilevante: nel test multi-core della CPU, l&#8217;<strong>iPhone 17e</strong> ha raggiunto un punteggio massimo di <strong>9.241 punti</strong>. Un risultato che, a tutti gli effetti, lo piazza praticamente sullo stesso livello dell&#8217;iPhone 17 standard, il quale con lo stesso <strong>chip A19</strong> ottiene una media di 9.249 punti. La differenza è talmente risicata da essere irrilevante nell&#8217;uso quotidiano. E questo, per un dispositivo che si posiziona come alternativa più accessibile, è una notizia davvero notevole.</p>
<h2>La GPU a 4 core: quanto conta davvero?</h2>
<p>Ecco, però, la piccola sorpresa. Mentre l&#8217;<strong>iPhone 17</strong> monta una GPU a 5 core, il modello <strong>17e</strong> si ferma a 4 core. Cosa significa in termini pratici? Nei test Metal di Geekbench, il 17e ha ottenuto punteggi compresi tra 31.000 e 31.500 punti, contro i circa 37.000 dell&#8217;iPhone 17 standard. Una differenza che sulla carta esiste, ma che nella vita reale la maggior parte degli utenti difficilmente noterà. Vale la pena ricordare che anche il precedente <strong>iPhone 16e</strong>, equipaggiato con chip A18, aveva una GPU a 4 core. Non è quindi una novità per questa linea di prodotto.</p>
<p>Per mettere tutto in prospettiva, ecco un confronto rapido tra i punteggi multi-core di alcuni modelli recenti: l&#8217;<strong>iPhone 17 Pro</strong> con <strong>A19 Pro</strong> guida la classifica con 9.805 punti, seguito dall&#8217;iPhone 17 e dall&#8217;iPhone 17e praticamente appaiati attorno a 9.250. Più indietro troviamo l&#8217;iPhone 16 Pro con A18 Pro a 8.625 e l&#8217;iPhone 16e a 7.977. Il salto generazionale rispetto all&#8217;iPhone 15 Pro, fermo a 7.199, è davvero significativo.</p>
<h2>Cosa cambia rispetto al modello precedente</h2>
<p>L&#8217;<strong>iPhone 17e</strong> non si limita ad aggiornare il processore. Il design resta sostanzialmente quello dell&#8217;iPhone 16e, ma sotto la scocca cambia parecchio. Oltre al chip A19, arriva il supporto a <strong>MagSafe</strong> per la ricarica wireless magnetica e gli accessori compatibili, il modem di seconda generazione <strong>C1X</strong> sviluppato da Apple per una connettività 5G più veloce, e il raddoppio dello storage di base che passa a <strong>256 GB</strong>. Tutti aggiornamenti che, messi insieme, rendono il pacchetto complessivo decisamente più competitivo.</p>
<p>Sul fronte del prezzo, Apple ha mantenuto la stessa soglia di ingresso del predecessore: <strong>599 dollari</strong> negli Stati Uniti. I preordini dell&#8217;iPhone 17e sono partiti il 4 marzo, mentre la disponibilità effettiva nei negozi è fissata per l&#8217;11 marzo 2025. Un posizionamento interessante, considerando che le prestazioni CPU sono ora praticamente identiche a quelle del modello standard. La vera domanda che resta è se quel core GPU in meno rappresenti un compromesso accettabile. Per la stragrande maggioranza delle persone, la risposta sembra essere sì, senza troppi dubbi.</p>
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		<title># MacBook Air M5: i benchmark svelano quanto è davvero più veloce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:07:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p># Il nuovo MacBook Air con chip M5 è davvero più veloce? I benchmark parlano chiaro Quanto conta davvero il passaggio al **chip M5** nel nuovo **MacBook Air**? Adesso ci sono i numeri, e la risposta è piuttosto netta. Grazie a un test **Geekbench 6** condiviso dal giornalista Lance Ulanoff di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il nuovo MacBook Air con chip M5 è davvero più veloce? I benchmark parlano chiaro</h2>
<p>Quanto conta davvero il passaggio al <strong>chip M5</strong> nel nuovo <strong>MacBook Air</strong>? Adesso ci sono i numeri, e la risposta è piuttosto netta. Grazie a un test <strong>Geekbench 6</strong> condiviso dal giornalista Lance Ulanoff di TechRadar, possiamo finalmente mettere a confronto le prestazioni del nuovo modello con quelle della generazione precedente equipaggiata con il <strong>chip M4</strong>. Il risultato? Un balzo in avanti del 15% nelle performance multi core della CPU. Non è una rivoluzione, certo, ma è esattamente quello che <strong>Apple</strong> aveva promesso quando presentò il processore M5 lo scorso ottobre.</p>
<p>Il <strong>MacBook Air con M5</strong> monta una CPU a 10 core e ha raggiunto un punteggio di 17.073 nel test multi core di Geekbench 6. Per fare un confronto diretto, il MacBook Air con chip M4 si attesta su una media di 14.731 punti nello stesso benchmark. Parliamo di un guadagno concreto, percepibile soprattutto nei carichi di lavoro più pesanti che sfruttano tutti i core disponibili. Per chi arriva da un <strong>MacBook Air M3</strong>, il salto è ancora più significativo: quel modello si fermava a circa 12.020 punti.</p>
<h2>Come si posiziona rispetto ai MacBook Pro</h2>
<p>Qui la faccenda si fa interessante. Il <strong>MacBook Air M5</strong> riesce a superare persino il MacBook Pro con chip <strong>M3 Pro</strong> di un paio di generazioni fa, battendolo di circa il 16%. Questo significa che un portatile ultrasottile e senza ventola oggi offre più potenza bruta di un Pro che fino a poco tempo fa era considerato una macchina da lavoro seria. Però, attenzione: i modelli <strong>MacBook Pro</strong> con chip <strong>M4 Pro</strong> e superiori restano ancora nettamente avanti. Il MacBook Pro con M4 Pro tocca i 22.490 punti, mentre il mostro con <strong>M5 Max</strong> vola a 29.233. Sono categorie diverse, ovviamente, ma è utile capire dove si colloca il nuovo Air nella gerarchia Apple.</p>
<p>Guardando la classifica completa dei punteggi multi core, il MacBook Air M5 si piazza in una posizione molto solida nella fascia media della gamma Mac. Sta sopra tutti i vecchi Pro con chip M2 Max e M2 Pro (rispettivamente 14.740 e 14.451 punti) e ovviamente stacca di parecchio i modelli Air delle generazioni passate. Chi usa ancora un <strong>MacBook Air M1</strong>, fermo a 8.342 punti, troverebbe nel nuovo modello una macchina letteralmente due volte più potente nei carichi multi core.</p>
<h2>Vale la pena l&#8217;aggiornamento?</h2>
<p>La domanda che tutti si fanno è sempre la stessa: conviene passare al nuovo modello? Per chi ha un MacBook Air M4, il 15% in più potrebbe non giustificare la spesa. Sono miglioramenti reali ma non trasformativi nell&#8217;uso quotidiano. Diverso il discorso per chi arriva da un M2 o, ancora di più, da un M1: in quel caso il <strong>salto generazionale</strong> è enorme e si sente in ogni operazione, dalla compilazione di codice al montaggio video leggero.</p>
<p>Il nuovo <strong>MacBook Air</strong> è già disponibile in preordine e arriverà ufficialmente mercoledì 12 marzo. Apple continua a seguire la sua strategia consolidata: miglioramenti incrementali ma costanti, anno dopo anno, che rendono ogni generazione leggermente più appetibile della precedente. Niente colpi di scena, niente miracoli. Solo un portatile che fa quello che promette, con i <strong>benchmark</strong> a dimostrarlo nero su bianco. E per il segmento ultraportatile, resta molto difficile trovare di meglio.</p>
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		<title>MacBook Neo: i primi benchmark svelano prestazioni sorprendenti</title>
		<link>https://tecnoapple.it/macbook-neo-i-primi-benchmark-svelano-prestazioni-sorprendenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:02:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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					<description><![CDATA[<p># I primi benchmark del MacBook Neo sono arrivati: ecco come si confronta con il resto della gamma Apple I risultati dei **benchmark del MacBook Neo** stanno facendo il giro della rete, e le sorprese, a dire il vero, sono poche. Il nuovo portatile economico di Apple monta lo stesso **chip A18 Pro**...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>I primi benchmark del MacBook Neo sono arrivati: ecco come si confronta con il resto della gamma Apple</h2>
<p>I risultati dei <strong>benchmark del MacBook Neo</strong> stanno facendo il giro della rete, e le sorprese, a dire il vero, sono poche. Il nuovo portatile economico di Apple monta lo stesso <strong>chip A18 Pro</strong> a 6 core che già si trova nell&#8217;<strong>iPhone 16 Pro</strong>, con una piccola differenza: un core GPU in meno. E i numeri lo confermano in modo piuttosto eloquente.</p>
<p>Nei test <strong>Geekbench</strong>, il <strong>MacBook Neo</strong> ha totalizzato 3461 punti in single core, 8668 in multi core e 31286 nel test Metal dedicato alla grafica. Numeri che, messi fianco a fianco con quelli dell&#8217;iPhone 16 Pro (3445 single core, 8624 multi core, 32575 Metal), raccontano una storia molto chiara: le prestazioni della CPU sono sostanzialmente identiche. Il leggero calo nel punteggio <strong>Metal</strong> si spiega proprio con quel core GPU mancante, niente di drammatico.</p>
<h2>Come se la cava rispetto ai Mac con chip Apple Silicon</h2>
<p>Ed è qui che il discorso si fa interessante. Se si guarda al <strong>MacBook Air con chip M1</strong>, il MacBook Neo lo supera nettamente in single core (3461 contro 2346), mentre in multi core i due dispositivi viaggiano praticamente alla pari (8668 contro 8342). Le prestazioni in single core del Neo si avvicinano molto di più a quelle dei chip <strong>M3</strong> e <strong>M4</strong>, il che non è affatto male per una macchina che parte da 599 dollari.</p>
<p>Per capire il significato reale di questi numeri bisogna guardare al pubblico a cui il <strong>MacBook Neo</strong> si rivolge. Chi compra questo portatile probabilmente naviga sul web, lavora con documenti, guarda contenuti in streaming. Tutte attività dove la <strong>velocità single core</strong> conta molto più della potenza bruta multi core. Nessuno si aspetta che il Neo faccia editing video professionale o modellazione 3D, e Apple lo sa benissimo.</p>
<h2>La strategia di Apple: non competere con sé stessa</h2>
<p>Un dettaglio curioso riguarda il <strong>posizionamento commerciale</strong>. Apple non confronta mai il MacBook Neo con altri Mac, iPad o iPhone nei propri materiali di marketing. Il bersaglio dichiarato sono i PC Windows e i <strong>Chromebook</strong> nella stessa fascia di prezzo. Secondo la casa di Cupertino, il chip A18 Pro è fino al 50% più veloce nelle attività quotidiane rispetto al PC più venduto con processore Intel Core Ultra 5. E quando si parla di <strong>intelligenza artificiale</strong> on device, il vantaggio salirebbe fino a tre volte tanto, con il fotoritocco che beneficerebbe di prestazioni doppie.</p>
<p>Per ora è disponibile un solo risultato nei database dei benchmark, quindi le medie potrebbero spostarsi leggermente quando altre unità del <strong>MacBook Neo</strong> verranno testate. Ma i numeri che si vedono oggi sono perfettamente coerenti con le aspettative. Il portatile è già disponibile per il <strong>preordine</strong> a un prezzo di partenza di 599 dollari, con il lancio ufficiale fissato per l&#8217;11 marzo.</p>
<p>Chi cercava un Mac economico che fosse più di un giocattolo adesso ha qualcosa di concreto su cui ragionare. Il MacBook Neo non rivoluziona nulla, ma occupa uno spazio che fino a ieri restava scoperto nella gamma Apple, e lo fa con numeri che, almeno sulla carta, reggono il confronto.</p>
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		<title># M5 Max polverizza ogni record: il primo benchmark è impressionante</title>
		<link>https://tecnoapple.it/m5-max-polverizza-ogni-record-il-primo-benchmark-e-impressionante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:02:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[single-core]]></category>
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					<description><![CDATA[<p># Il chip **M5 Max** di Apple polverizza ogni record nel primo benchmark pubblico Quando un processore riesce a battere non solo il suo predecessore diretto, ma anche chip con il doppio dei core, è il caso di fermarsi un attimo e capire cosa sta succedendo. Il primo risultato **Geekbench 6** per il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il chip <strong>M5 Max</strong> di Apple polverizza ogni record nel primo benchmark pubblico</h2>
<p>Quando un processore riesce a battere non solo il suo predecessore diretto, ma anche chip con il doppio dei core, è il caso di fermarsi un attimo e capire cosa sta succedendo. Il primo risultato <strong>Geekbench 6</strong> per il <strong>MacBook Pro 16 pollici</strong> equipaggiato con il nuovo <strong>M5 Max</strong> è apparso oggi, e i numeri parlano chiaro: siamo davanti a un salto generazionale che merita attenzione.</p>
<p>Nel dettaglio, il chip <strong>M5 Max</strong> con <strong>CPU a 18 core</strong> ha raggiunto un punteggio multi-core di <strong>29.233 punti</strong>. Per dare un contesto a questo numero: supera i 27.726 punti ottenuti dal chip <strong>M3 Ultra</strong> montato nel <strong>Mac Studio</strong>, che di core ne ha ben 32. Parliamo di un processore che, con poco più della metà dei core, riesce a essere circa il 5% più veloce. E rispetto al precedente <strong>M4 Max</strong> con CPU a 16 core? Il vantaggio si attesta tra il 14% e il 15%. Non male, davvero non male.</p>
<h2>Prestazioni single-core e GPU: i dettagli che contano</h2>
<p>Sul fronte del punteggio <strong>single-core</strong>, l&#8217;M5 Max ha toccato quota 4.268, un valore in linea con il chip M5 standard presente nel modello base del MacBook Pro 14 pollici uscito lo scorso ottobre. Questo lo rende il processore consumer con il punteggio single-core più alto mai registrato nel database Geekbench, superando anche la serie <strong>AMD Ryzen 9</strong>. Un dato che racconta quanto Apple stia spingendo sull&#8217;efficienza per singolo core, oltre che sulla potenza bruta.</p>
<p>Passando alla parte grafica, il chip M5 Max con <strong>GPU a 40 core</strong> ha ottenuto punteggi <strong>Metal</strong> di 218.772 e 232.718 in due test distinti. Numeri impressionanti, anche se restano tra il 5% e il 10% al di sotto dello score medio dell&#8217;M3 Ultra nella sua configurazione più potente (245.053). Tuttavia, rispetto all&#8217;M4 Max nella variante top, il guadagno supera il 20%. Quindi chi aggiorna da un M4 Max troverà un miglioramento tangibile su entrambi i fronti, CPU e GPU.</p>
<h2>Cosa significano questi numeri nella pratica</h2>
<p>Vale la pena sottolineare una cosa: questo risultato su Geekbench non è ancora confermato ufficialmente, quindi va preso con un minimo di cautela. Detto questo, i numeri sono perfettamente coerenti con quanto <strong>Apple</strong> stessa ha dichiarato durante la presentazione, promettendo fino al 15% in più di prestazioni CPU e fino al 20% in più lato GPU rispetto all&#8217;M4 Max. Quando le promesse del marketing coincidono con i benchmark indipendenti, è sempre un buon segno.</p>
<p>Il chip M5 Max si posiziona ora come il <strong>silicio Apple più veloce</strong> mai prodotto e, stando ai dati disponibili, come il processore consumer più performante in assoluto nel database Geekbench. Un traguardo notevole per un chip destinato a un portatile, non a una workstation desktop.</p>
<p>I nuovi modelli di <strong>MacBook Pro</strong> con chip <strong>M5 Pro</strong> e M5 Max sono già disponibili in preordine. Le consegne ai clienti e la disponibilità nei negozi partiranno dall&#8217;<strong>11 marzo</strong>. Per chi lavora con flussi intensivi, dalla produzione video al rendering 3D fino allo sviluppo software pesante, potrebbe essere il momento giusto per valutare seriamente un aggiornamento. I numeri, almeno sulla carta, parlano una lingua piuttosto convincente.</p>
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