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	<title>KAIST Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Polvere spray che ferma le emorragie in un secondo: la svolta dal KAIST</title>
		<link>https://tecnoapple.it/polvere-spray-che-ferma-le-emorragie-in-un-secondo-la-svolta-dal-kaist/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 13:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[biocompatibile]]></category>
		<category><![CDATA[emorragia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una polvere spray che ferma le emorragie in un secondo: la svolta dal KAIST Fermare un'emorragia potenzialmente letale in appena un secondo. Sembra fantascienza, eppure è esattamente quello che promette una nuova polvere emostatica spray sviluppata dai ricercatori del KAIST, il prestigioso istituto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una polvere spray che ferma le emorragie in un secondo: la svolta dal KAIST</h2>
<p>Fermare un&#8217;emorragia potenzialmente letale in appena un secondo. Sembra fantascienza, eppure è esattamente quello che promette una nuova <strong>polvere emostatica spray</strong> sviluppata dai ricercatori del <strong>KAIST</strong>, il prestigioso istituto di scienza e tecnologia della Corea del Sud. Il concetto è tanto semplice quanto geniale: spruzzare la polvere sulla ferita, e nel giro di un battito di ciglia si forma un gel resistente che blocca il sanguinamento. Anche su ferite profonde, irregolari, di quelle che i prodotti tradizionali faticano enormemente a gestire.</p>
<p>La perdita eccessiva di sangue resta la prima causa di morte nelle ferite da combattimento. Ed è proprio dal mondo militare che nasce questa innovazione. Al progetto ha partecipato direttamente un Maggiore dell&#8217;esercito sudcoreano, il che ha permesso di progettare la tecnologia pensando a condizioni operative reali: campi di battaglia, zone disastrate, situazioni in cui ogni secondo conta davvero. Ma le applicazioni vanno ben oltre il contesto bellico: <strong>ambulanze</strong>, ospedali, interventi chirurgici, risposta alle catastrofi naturali, assistenza sanitaria nei paesi in via di sviluppo.</p>
<h2>Come funziona la polvere AGCL e perché è diversa da tutto il resto</h2>
<p>I classici cerotti emostatici hanno un problema strutturale: sono piatti. Su una ferita profonda o dalla forma complessa, semplicemente non funzionano bene. La <strong>polvere AGCL</strong> supera questo limite perché si adatta a qualsiasi geometria della ferita. Una volta a contatto con il sangue, reagisce con i cationi come il calcio e si trasforma in gel in circa un secondo, sigillando la lesione in modo tridimensionale.</p>
<p>Non si tratta solo di creare una barriera fisica. Il team guidato dal Professor Steve Park e dal Professor Sangyong Jon ha sfruttato <strong>reazioni ioniche naturali</strong> del sangue per ottenere un effetto emostatico chimico e biologico insieme. La polvere combina ingredienti biocompatibili di derivazione naturale: alginato e gomma gellano per la gelificazione ultrarapida, chitosano per potenziare l&#8217;interazione con i componenti ematici. Il risultato? Una capacità di assorbimento superiore a sette volte il proprio peso in sangue, con una forza adesiva che supera i 40kPa. Abbastanza da resistere a una pressione decisa della mano.</p>
<h2>Sicurezza, durata e potenziale per la medicina d&#8217;emergenza</h2>
<p>I test di laboratorio raccontano numeri rassicuranti: tasso di emolisi sotto il 3%, vitalità cellulare oltre il 99%, effetto <strong>antibatterico</strong> al 99,9%. Gli studi sugli animali hanno confermato una guarigione rapida con rigenerazione migliorata di vasi sanguigni e collagene. Negli esperimenti su lesioni epatiche chirurgiche, la polvere emostatica spray ha ridotto sia la perdita di sangue sia il tempo necessario per arrestare l&#8217;emorragia rispetto ai prodotti commerciali. E la funzionalità del fegato è tornata alla normalità entro due settimane, senza alcuna evidenza di tossicità sistemica.</p>
<p>C&#8217;è poi un aspetto pratico che fa la differenza sul campo: la <strong>durabilità</strong>. La polvere AGCL mantiene le sue prestazioni per due anni anche conservata a temperatura ambiente e in condizioni di alta umidità. Significa poterla tenere in un kit di primo soccorso militare o in un&#8217;ambulanza senza preoccuparsi che perda efficacia.</p>
<p>Il progetto rappresenta un caso emblematico di tecnologia nata per la <strong>difesa nazionale</strong> e poi estesa all&#8217;uso civile, sulla scia di innovazioni storiche come il GPS. La ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Advanced Functional Materials nell&#8217;ottobre 2025, ha ricevuto riconoscimenti importanti tra cui il KAIST Q-Day President&#8217;s Award 2025. Come ha dichiarato il Maggiore Kyusoon Park, dottorando coinvolto nel progetto, il cuore della guerra moderna sta nel ridurre al minimo la perdita di vite umane. E questa polvere emostatica spray potrebbe fare esattamente quello, tanto sul campo di battaglia quanto in una sala operatoria.</p>
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		<title>Onde di densità di carica: cosa succede davvero nei materiali quantistici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 14:53:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[carica]]></category>
		<category><![CDATA[CDW]]></category>
		<category><![CDATA[elettroni]]></category>
		<category><![CDATA[KAIST]]></category>
		<category><![CDATA[microscopia]]></category>
		<category><![CDATA[nanotecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[onde]]></category>
		<category><![CDATA[quantistici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Onde di carica e disordine: cosa succede davvero dentro i materiali quantistici Le onde di densità di carica sono uno dei fenomeni più affascinanti della fisica della materia condensata, eppure nessuno era mai riuscito a osservare dal vivo come si formano, si spezzano e sopravvivono nei materiali...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/onde-di-densita-di-carica-cosa-succede-davvero-nei-materiali-quantistici/">Onde di densità di carica: cosa succede davvero nei materiali quantistici</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Onde di carica e disordine: cosa succede davvero dentro i materiali quantistici</h2>
<p>Le <strong>onde di densità di carica</strong> sono uno dei fenomeni più affascinanti della fisica della materia condensata, eppure nessuno era mai riuscito a osservare dal vivo come si formano, si spezzano e sopravvivono nei <strong>materiali quantistici</strong>. Fino ad ora. Un gruppo di ricercatori guidato dal KAIST (Korea Advanced Institute of Science and Technology), in collaborazione con la Stanford University, ha raggiunto un risultato che cambia parecchio le carte in tavola: per la prima volta è stato possibile visualizzare direttamente come questi schemi elettronici evolvono nello spazio durante una transizione di fase. E il quadro che ne emerge è molto più caotico e irregolare di quanto chiunque si aspettasse.</p>
<p>Quando si parla di <strong>onde di densità di carica</strong> (in inglese charge density waves, o CDW), ci si riferisce a uno stato in cui gli elettroni si dispongono in strutture ripetitive a basse temperature. Sono note da tempo, studiate in decine di laboratori nel mondo. Eppure capire cosa succede davvero a livello nanometrico, nel momento esatto in cui l&#8217;ordine elettronico si forma o si dissolve, restava un problema aperto. Il team del professor Yongsoo Yang ha usato un <strong>microscopio elettronico raffreddato a elio liquido</strong> combinato con una tecnica chiamata 4D-STEM (microscopia elettronica a trasmissione a scansione in quattro dimensioni). Una combinazione che ha permesso di creare mappe dettagliatissime dell&#8217;ordine elettronico, mostrando non solo dove esiste, ma quanto è forte e come si connette da una regione all&#8217;altra del materiale.</p>
<h2>Schemi a macchie e il ruolo nascosto delle deformazioni</h2>
<p>Le immagini ottenute raccontano una storia sorprendente. L&#8217;<strong>ordine elettronico</strong> non si distribuisce in modo uniforme. Alcune zone mostrano pattern chiari e ben definiti, mentre regioni adiacenti ne sono completamente prive. È un po&#8217; come guardare un lago che ghiaccia a chiazze sparse, invece di coprirsi tutto insieme. E la causa di questa irregolarità? Piccole <strong>deformazioni reticolari</strong>, distorsioni nella struttura cristallina talmente minuscole da sfuggire ai metodi ottici tradizionali, ma sufficienti a indebolire in modo significativo l&#8217;ampiezza delle onde di densità di carica.</p>
<p>C&#8217;è poi un dato che ha colto di sorpresa anche gli stessi ricercatori. Piccole sacche di ordine CDW sopravvivono anche al di sopra della <strong>temperatura di transizione</strong>, là dove teoricamente l&#8217;ordine a lungo raggio dovrebbe scomparire del tutto. Questo significa che la transizione non è un evento netto, un interruttore che scatta. Piuttosto, l&#8217;ordine elettronico perde coerenza spaziale in modo graduale, quasi riluttante. È una sfumatura importante, perché suggerisce meccanismi di stabilizzazione locale che finora erano solo ipotizzati.</p>
<h2>Un nuovo modo di guardare la materia quantistica</h2>
<p>Il contributo più rilevante dello studio, pubblicato su <strong>Physical Review Letters</strong> nell&#8217;aprile 2026, riguarda la prima misurazione diretta delle <strong>correlazioni spaziali</strong> nell&#8217;ampiezza delle onde di densità di carica. In pratica, i ricercatori hanno potuto quantificare come la forza dell&#8217;ordine elettronico in un punto si relaziona con quella di un punto vicino, osservando il progressivo disfacimento della coerenza attraverso la transizione. Un livello di dettaglio che le tecniche di diffrazione o le sonde a scansione convenzionali non erano in grado di offrire.</p>
<p>Yongsoo Yang ha sottolineato come, fino a questo momento, la coerenza spaziale delle onde di densità di carica venisse dedotta solo indirettamente. L&#8217;approccio sviluppato dal suo gruppo apre la strada a una comprensione molto più concreta di come l&#8217;ordine collettivo degli elettroni nasce, resiste e alla fine cede nei <strong>materiali quantistici</strong> reali. E considerando che le CDW interagiscono con altri stati elettronici fondamentali, compresa la superconduttività, questa nuova capacità di osservazione potrebbe avere ricadute ben oltre il singolo esperimento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/onde-di-densita-di-carica-cosa-succede-davvero-nei-materiali-quantistici/">Onde di densità di carica: cosa succede davvero nei materiali quantistici</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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