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	<title>kernel Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>macOS ha un bug assurdo: internet si blocca dopo 49 giorni esatti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2026 07:52:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un bug in macOS blocca la connessione internet dopo 49 giorni esatti Un bug in macOS piuttosto bizzarro è stato scoperto di recente dallo sviluppatore software Photon, e riguarda qualcosa che nessuno si aspetterebbe: lasciare il proprio Mac acceso troppo a lungo. Sembra assurdo, eppure il problema...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un bug in macOS blocca la connessione internet dopo 49 giorni esatti</h2>
<p>Un <strong>bug in macOS</strong> piuttosto bizzarro è stato scoperto di recente dallo sviluppatore software Photon, e riguarda qualcosa che nessuno si aspetterebbe: lasciare il proprio <strong>Mac</strong> acceso troppo a lungo. Sembra assurdo, eppure il problema è reale e documentato. Se un Mac connesso a internet resta attivo per esattamente 49 giorni, 17 ore, 2 minuti e 47 secondi, la <strong>connessione internet</strong> smette semplicemente di funzionare. Nessun avviso, nessun errore evidente. Il collegamento si interrompe e basta.</p>
<p>La soluzione? Riavviare il Mac. Questo resetta le connessioni e riporta tutto alla normalità. Il problema, però, è che il conto alla rovescia riparte da zero. Quindi, dopo altri 49 giorni e rotti, ecco che il bug si ripresenta puntuale come un orologio svizzero. Un ciclo che si ripete all&#8217;infinito finché qualcuno non interviene sulla causa alla radice.</p>
<h2>Da dove nasce il problema nel kernel XNU</h2>
<p>Photon ha pubblicato un&#8217;analisi tecnica piuttosto dettagliata. Il cuore della questione sta in un <strong>overflow di un intero a 32 bit</strong> nel kernel XNU di macOS. In parole più semplici, il sistema tiene traccia dei timestamp del protocollo <strong>TCP</strong> (quello che gestisce buona parte del traffico internet) usando un contatore che ha un limite massimo. Dopo circa 49 giorni, quel contatore &#8220;sfora&#8221; e il meccanismo di gestione delle connessioni va in tilt.</p>
<p>La buona notizia è che la stragrande maggioranza degli utenti non ha mai incontrato questo <strong>bug in macOS</strong> per un motivo banale: quasi tutti riavviano il proprio Mac molto prima di raggiungere quella soglia. Aggiornamenti di sistema, installazioni software, o anche solo un normale spegnimento notturno bastano a resettare il contatore. Apple ha rilasciato da poco <strong>macOS 26.4.1</strong>, arrivato appena due settimane dopo macOS 26.4, e ciascuno di questi aggiornamenti richiede un riavvio. Quindi chi tiene il sistema aggiornato è al sicuro quasi per definizione.</p>
<h2>Chi dovrebbe preoccuparsi davvero</h2>
<p>Il discorso cambia per chi utilizza un Mac come <strong>server</strong> o per qualsiasi attività che richiede un funzionamento continuativo senza interruzioni. In questi casi, il consiglio è semplice: programmare un riavvio periodico a intervalli ragionevoli, ben prima di arrivare a quella fatidica soglia dei 49 giorni. Non è il massimo dell&#8217;eleganza, ma funziona.</p>
<p>Per controllare da quanto tempo il proprio Mac è acceso, basta aprire il <strong>Terminale</strong> e digitare &#8220;uptime&#8221; seguito dal tasto Invio. In alternativa, esistono utility come Particulars e iStatMenus che mostrano le stesse informazioni con un&#8217;interfaccia più comoda.</p>
<p>Photon ha dichiarato di essere al lavoro su una correzione, anche se non è chiaro se Apple sia stata formalmente avvisata del problema. Non si sa nemmeno con certezza quali versioni di macOS siano affette dal bug. Quello che sembra ragionevole aspettarsi è che Apple integri una correzione in un futuro aggiornamento del sistema operativo. Nel frattempo, un riavvio ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno.</p>
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		<title>Mac OS X su Nintendo Wii: il progetto folle che funziona davvero</title>
		<link>https://tecnoapple.it/mac-os-x-su-nintendo-wii-il-progetto-folle-che-funziona-davvero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 12:23:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mac OS X su Nintendo Wii: il progetto folle che funziona davvero Quella vecchia Nintendo Wii dimenticata in un cassetto potrebbe avere una seconda vita decisamente inaspettata. Lo sviluppatore Bryan Keller ha trovato il modo di far girare Mac OS X sulla celebre console di Nintendo, e il risultato è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Mac OS X su Nintendo Wii: il progetto folle che funziona davvero</h2>
<p>Quella vecchia <strong>Nintendo Wii</strong> dimenticata in un cassetto potrebbe avere una seconda vita decisamente inaspettata. Lo sviluppatore <strong>Bryan Keller</strong> ha trovato il modo di far girare <strong>Mac OS X</strong> sulla celebre console di Nintendo, e il risultato è tanto assurdo quanto affascinante. Non si tratta di un semplice esperimento da laboratorio, ma di un progetto documentato nei minimi dettagli che sta facendo il giro della comunità tech.</p>
<p>Parliamoci chiaro: non basta prendere una copia di Mac OS X e caricarla sulla Wii come se niente fosse. La faccenda è parecchio più complicata. Keller ha dovuto scrivere da zero un <strong>bootloader</strong> personalizzato, mettere mano al kernel del sistema operativo Apple e creare driver su misura per l&#8217;hardware della console. Un lavoro enorme, fatto con una pazienza che rasenta la follia. La versione scelta per questo esperimento è <strong>Mac OS X Cheetah</strong>, la primissima release del sistema operativo di Cupertino, che quest&#8217;anno compie 25 anni dalla sua uscita originale. Una scelta quasi poetica, se ci si pensa.</p>
<h2>Le sfide tecniche dietro al progetto</h2>
<p>Nel suo blog post, Keller racconta ogni passaggio con una trasparenza rara. Una delle prime decisioni importanti ha riguardato il metodo di avvio: piuttosto che adattare soluzioni già esistenti, lo sviluppatore ha preferito scrivere un bootloader completamente nuovo. Una scelta coraggiosa, che però gli ha dato il controllo totale sul processo.</p>
<p>L&#8217;ostacolo più insidioso? Il chip <strong>Hollywood</strong> della Wii. Questo componente gestisce praticamente tutto: dalla GPU all&#8217;USB, passando per diverse altre funzioni hardware. Scrivere driver compatibili per farlo dialogare con Mac OS X ha richiesto un lavoro di reverse engineering non banale. Eppure Keller ci è riuscito, dimostrando che con le competenze giuste e una buona dose di ostinazione, anche l&#8217;impresa più improbabile diventa possibile.</p>
<h2>Perché vale la pena leggere il blog di Keller</h2>
<p>Anche chi non ha la minima intenzione di trasformare la propria Wii in un <strong>Mac vintage</strong> troverà il racconto di Keller incredibilmente interessante. Il blog post è una finestra su come nasce e si sviluppa un progetto del genere: i problemi che spuntano fuori quando meno te li aspetti, le soluzioni creative, i vicoli ciechi e i momenti in cui tutto finalmente funziona. È il tipo di lettura che ricorda perché il mondo dello sviluppo software resta uno dei più creativi in assoluto.</p>
<p>Per chi invece volesse sporcarsi le mani e provare a replicare l&#8217;esperimento, Keller ha messo a disposizione tutto il necessario su <strong>GitHub</strong>: codice sorgente, istruzioni e documentazione. Un invito aperto a chiunque abbia una Nintendo Wii inutilizzata e la voglia di trasformarla in qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato.</p>
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		<title>iOS 26.4: quasi 40 falle di sicurezza corrette, ecco perché aggiornare subito</title>
		<link>https://tecnoapple.it/ios-26-4-quasi-40-falle-di-sicurezza-corrette-ecco-perche-aggiornare-subito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 15:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aggiornamento iOS 26.4: perché installarlo subito è fondamentale L'arrivo di iOS 26.4 porta con sé una manciata di novità gradevoli, tra emoji fresche e un miglioramento nella precisione della tastiera. Niente di clamoroso, a dirla tutta. La nuova Siri che molti aspettavano non si è ancora fatta...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/ios-26-4-quasi-40-falle-di-sicurezza-corrette-ecco-perche-aggiornare-subito/">iOS 26.4: quasi 40 falle di sicurezza corrette, ecco perché aggiornare subito</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Aggiornamento iOS 26.4: perché installarlo subito è fondamentale</h2>
<p>L&#8217;arrivo di <strong>iOS 26.4</strong> porta con sé una manciata di novità gradevoli, tra emoji fresche e un miglioramento nella precisione della tastiera. Niente di clamoroso, a dirla tutta. La nuova <strong>Siri</strong> che molti aspettavano non si è ancora fatta vivo. Eppure, anche chi se ne infischia delle faccine e delle correzioni automatiche dovrebbe prendere molto seriamente questo aggiornamento. Il motivo? Quasi <strong>40 correzioni di sicurezza</strong> che Apple ha documentato nella sua pagina ufficiale dedicata ai rilasci di sicurezza. E non si tratta di roba da poco.</p>
<h2>Una lista di vulnerabilità che fa riflettere</h2>
<p>La pagina <strong>Apple Security Releases</strong> elenca una serie di fix che spazia dal relativamente banale al davvero critico. Si parte, per esempio, da un problema nel Crash Reporter che poteva permettere a un&#8217;app di scoprire quali altre applicazioni fossero installate sul dispositivo. Fastidioso, certo, ma gestibile. Poi si sale di livello, e parecchio: una delle correzioni più importanti di <strong>iOS 26.4</strong> riguarda una falla che consentiva a chiunque avesse accesso fisico al dispositivo di mettere le mani sugli elementi del <strong>Keychain</strong>, ovvero il portachiavi dove vengono custodite password, credenziali e dati sensibili. Roba seria.</p>
<p>E non finisce qui. Ci sono aggiornamenti per le app preinstallate, interventi su componenti di rete fondamentali, la chiusura di importanti <strong>vulnerabilità WebKit</strong> e ben quattro patch a livello kernel. Per chi non mastica troppo il gergo tecnico: il kernel è il cuore del sistema operativo, e quando si interviene lì significa che la questione è tutt&#8217;altro che superficiale. Anche <strong>iPadOS 26.4</strong> riceve lo stesso trattamento, mentre per <strong>macOS Tahoe 26.4</strong> la lista delle correzioni è ancora più lunga.</p>
<h2>Nessuna scusa per rimandare</h2>
<p>Va detto che, al momento, nessuna di queste vulnerabilità risulta sfruttata attivamente. Questo è un buon segnale, ma non è affatto un motivo per prendersela comoda. Le falle di sicurezza note e documentate pubblicamente diventano un bersaglio ancora più appetibile per i malintenzionati, proprio perché i dettagli tecnici sono ormai disponibili. Aspettare equivale a lasciare la porta socchiusa sapendo che qualcuno ha già la mappa di casa.</p>
<p>Installare <strong>iOS 26.4</strong> è semplice e richiede pochi minuti. Basta aprire Impostazioni, toccare Generali, poi Aggiornamento Software e seguire le indicazioni a schermo. Lo stesso vale per iPad. Il consiglio, spassionato e senza giri di parole, è di farlo il prima possibile. A meno che non esista una ragione davvero valida per rimandare, questo è uno di quegli aggiornamenti che meritano priorità assoluta.</p>
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