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	<title>M5Max Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Apple M5 Pro e M5 Max: il trucco rubato ai chip Ultra</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-m5-pro-e-m5-max-il-trucco-rubato-ai-chip-ultra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 13:52:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple M5 Pro e M5 Max: il trucco preso in prestito dai chip Ultra I nuovi Apple M5 Pro e M5 Max nascondono una scelta progettuale che vale la pena raccontare. Per raggiungere livelli di prestazioni così elevati, gli ingegneri di Cupertino hanno fatto qualcosa di insolito: hanno preso una tecnologia...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple M5 Pro e M5 Max: il trucco preso in prestito dai chip Ultra</h2>
<p>I nuovi <strong>Apple M5 Pro</strong> e <strong>M5 Max</strong> nascondono una scelta progettuale che vale la pena raccontare. Per raggiungere livelli di prestazioni così elevati, gli ingegneri di Cupertino hanno fatto qualcosa di insolito: hanno preso una tecnologia nata per i chip più grandi e costosi della famiglia e l&#8217;hanno portata un gradino più in basso, dove nessuno se lo aspettava.</p>
<p>Il concetto chiave si chiama <strong>UltraFusion</strong>, un&#8217;architettura di interconnessione che Apple aveva sviluppato inizialmente per i suoi processori Ultra. In pratica, si tratta di una tecnica che permette di impilare e collegare più die di silicio tra loro con una larghezza di banda enorme e una latenza bassissima. Fino a oggi, questa soluzione era riservata ai chip di fascia altissima come l&#8217;<strong>M2 Ultra</strong> e l&#8217;M3 Ultra, pensati per workstation e configurazioni professionali estreme.</p>
<h2>Come funziona il design a die impilati</h2>
<p>Anand Shimpi, figura storica del mondo tech e oggi parte del dipartimento <strong>Hardware Technologies di Apple</strong>, ha spiegato in un&#8217;intervista rilasciata a Heise Online (poi ripresa da WCCFTech) che l&#8217;esperienza maturata con UltraFusion è stata fondamentale. Quella tecnologia ha insegnato al team come gestire la comunicazione tra blocchi di silicio separati senza sacrificare velocità o efficienza energetica.</p>
<p>Il risultato? I nuovi M5 Pro e M5 Max sfruttano un approccio a <strong>die impilati</strong> (stacked dies) che consente di aumentare la densità dei transistor e la potenza di calcolo senza far esplodere le dimensioni fisiche del chip. È un po&#8217; come costruire un palazzo in verticale quando lo spazio a terra è limitato. La comunicazione tra i vari livelli avviene con una velocità tale che, dal punto di vista del software, tutto sembra un unico blocco monolitico.</p>
<h2>Perché questa scelta cambia le carte in tavola</h2>
<p>La cosa davvero interessante è il principio alla base della decisione. Apple avrebbe potuto limitarsi a ridimensionare i chip Ultra per creare versioni meno potenti. Invece ha fatto il contrario: ha preso la lezione appresa costruendo i processori più complessi e l&#8217;ha applicata ai modelli che finiscono dentro i <strong>MacBook Pro</strong> e le altre macchine di fascia alta ma non estrema.</p>
<p>Questo significa che chi acquista un portatile con M5 Pro o M5 Max beneficia, almeno in parte, della stessa filosofia ingegneristica dei sistemi da migliaia di euro. Le <strong>prestazioni</strong> ne guadagnano in modo tangibile, soprattutto nei carichi di lavoro che richiedono grande banda passante tra CPU e GPU, come il rendering video, la compilazione di codice pesante o i flussi di lavoro legati all&#8217;intelligenza artificiale.</p>
<p>Apple, insomma, continua a far circolare le idee migliori all&#8217;interno della propria linea di processori. E il fatto che l&#8217;architettura UltraFusion stia filtrando verso il basso è un segnale chiaro: nei prossimi anni, la distinzione tra chip &#8220;normali&#8221; e chip Ultra potrebbe assottigliarsi parecchio.</p>
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		<title>MacBook M5 Pro e M5 Max: ora gestiscono fino a 4 monitor con un cavo</title>
		<link>https://tecnoapple.it/macbook-m5-pro-e-m5-max-ora-gestiscono-fino-a-4-monitor-con-un-cavo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 13:54:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MacBook con chip M5 Pro e M5 Max: finalmente più monitor esterni con un solo cavo La gestione dei monitor esterni su Mac è sempre stata una nota dolente per chi lavora con configurazioni multischermo. Apple non ha mai supportato il protocollo Multi-Stream Transport (MST) su macOS, costringendo gli...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>MacBook con chip M5 Pro e M5 Max: finalmente più monitor esterni con un solo cavo</h2>
<p>La gestione dei <strong>monitor esterni su Mac</strong> è sempre stata una nota dolente per chi lavora con configurazioni multischermo. Apple non ha mai supportato il protocollo <strong>Multi-Stream Transport (MST)</strong> su macOS, costringendo gli utenti a ricorrere a soluzioni alternative, spesso poco eleganti. Ma con l&#8217;arrivo dei nuovi <strong>chip M5 Pro</strong> e <strong>M5 Max</strong>, le cose cambiano parecchio. Per la prima volta, i MacBook di fascia alta riescono a gestire tre o addirittura quattro display esterni attraverso una singola connessione <strong>Thunderbolt 5</strong>. Un salto enorme rispetto al limite storico di due schermi, che avvicinava i portatili Apple più a delle workstation chiuse che a delle piattaforme flessibili per il multitasking visivo.</p>
<p>In pratica, chi sviluppa software, chi fa editing video, chi semplicemente ha bisogno di tanto spazio visivo sulla scrivania ora può farlo con meno cavi e senza dover installare software come <strong>DisplayLink</strong>, che comprimeva i segnali video per aggirare le restrizioni di macOS ma con qualche compromesso sulla qualità dell&#8217;immagine.</p>
<h2>Cosa cambia con i nuovi chip e le docking station Thunderbolt 5</h2>
<p>Il cuore della questione è semplice. Un MacBook con <strong>M5 Pro</strong> gestisce fino a tre display esterni tramite un solo cavo Thunderbolt. Un MacBook con <strong>M5 Max</strong> arriva a quattro. I modelli precedenti, compresi M4 Pro e M4 Max, si fermavano a due. E chi aveva un chip M1, M2 o l&#8217;A18 Pro del MacBook Neo poteva collegare un solo monitor senza ricorrere a workaround.</p>
<p>Dove questa novità diventa davvero concreta è nel mondo delle <strong>docking station Thunderbolt 5</strong>. CalDigit ha confermato che i suoi dock TS5, TS5 Plus e l&#8217;Element 5 Hub ora supportano tre schermi con M5 Pro e quattro con M5 Max. Per il quarto monitor serve il <strong>daisy chaining</strong>, cioè collegare un display all&#8217;altro in cascata, e i monitor coinvolti devono supportare questa funzionalità via USB-C, come il nuovo Apple Studio Display.</p>
<p>Anche Satechi, con il suo CubeDock Thunderbolt 5 attualmente in fase di test, conferma il supporto a tre display esterni su M5 Pro e Max. Plugable ha ottenuto risultati positivi con la sua TBT-UDT3, anche se per ora consiglia di non superare tre monitor 4K a 60Hz in attesa di verificare le prestazioni a refresh rate più alti. Sonnet, dal canto suo, ha testato il SuperDock Echo 21 con un M5 Pro alimentando tre display 4K a 144Hz senza problemi, e sta aspettando un M5 Max per provare la configurazione a quattro schermi. Kensington ha ribadito che i suoi dock Thunderbolt 5 supportano tre monitor per entrambi i chip, mentre quelli Thunderbolt 4 restano bloccati a due.</p>
<h2>Come fa Apple a supportare più display senza MST</h2>
<p>La domanda tecnica che molti si pongono è legittima: se Apple continua a non implementare MST su macOS, come è possibile che i nuovi chip riescano a pilotare così tanti schermi? La risposta sembra risiedere nel <strong>DisplayPort tunnelling</strong> di Thunderbolt 5. Questa tecnologia incapsula i segnali video e audio nativi DisplayPort in pacchetti USB4, trasportandoli su un unico cavo USB-C con una larghezza di banda molto elevata. In sostanza, funziona come una sorta di ripetitore ad alta efficienza.</p>
<p>Secondo Kensington, la capacità di gestire fino a quattro display potrebbe essere un effetto collaterale delle potenzialità di daisy chaining offerte da Thunderbolt 5. Se un utente dispone di quattro monitor Thunderbolt, può collegarli in cascata tra loro e ottenere l&#8217;estensione su tutti. CalDigit la pensa in modo simile, attribuendo il merito al tunnelling DisplayPort piuttosto che a un vero supporto MST.</p>
<p>Come i nuovi processori Apple riescano esattamente a piegare queste specifiche tecniche a proprio vantaggio resta, per il momento, un dettaglio che nessuno ha chiarito del tutto. Quello che conta, però, è il risultato: chi sceglie un <strong>MacBook Pro con M5 Pro o M5 Max</strong> oggi ha accesso a configurazioni multischermo che fino a pochi mesi fa erano semplicemente impossibili senza compromessi.</p>
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		<title>MacBook Pro M5 Max batte l&#8217;M3 Ultra: i benchmark non mentono</title>
		<link>https://tecnoapple.it/macbook-pro-m5-max-batte-lm3-ultra-i-benchmark-non-mentono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 23:27:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>MacBook Pro con M5 Max: i benchmark parlano chiaro I primi benchmark del MacBook Pro con M5 Max stanno già facendo il giro della rete, e i numeri raccontano una storia piuttosto eloquente. Il nuovo chip di fascia alta firmato Apple, pensato per spingere al massimo le prestazioni dei portatili...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>MacBook Pro con M5 Max: i benchmark parlano chiaro</h2>
<p>I primi <strong>benchmark del MacBook Pro con M5 Max</strong> stanno già facendo il giro della rete, e i numeri raccontano una storia piuttosto eloquente. Il nuovo chip di fascia alta firmato Apple, pensato per spingere al massimo le prestazioni dei portatili professionali, si sta rivelando un avversario temibile persino per il fratello maggiore della generazione precedente, l&#8217;<strong>M3 Ultra</strong>. E questo, va detto, non è un dettaglio da poco.</p>
<p>Tutto è partito da un post apparso su Reddit, nel subreddit dedicato ai <strong>MacBook Pro</strong>, dove un utente ha condiviso i risultati comparsi nel database pubblico di <strong>Geekbench</strong>. Il dispositivo identificato come Mac 17,7 sembra corrispondere a un modello da 16 pollici equipaggiato proprio con il chip <strong>M5 Max</strong>. I reviewer che hanno ricevuto le unità in anteprima stanno evidentemente mettendo alla prova la macchina, e i dati hanno iniziato a trapelare prima ancora delle recensioni complete.</p>
<h2>Prestazioni che sfidano la generazione Ultra</h2>
<p>Quello che colpisce davvero è il livello raggiunto da questo processore. Quando un chip &#8220;Max&#8221; riesce a competere con un Ultra della generazione precedente, significa che Apple ha fatto un salto in avanti significativo nell&#8217;architettura. L&#8217;<strong>M5 Max</strong> non è semplicemente un aggiornamento incrementale: i punteggi suggeriscono miglioramenti concreti sia in single core che in multi core, il tipo di progresso che si avverte nell&#8217;uso quotidiano e nei carichi di lavoro pesanti.</p>
<p>Per chi lavora con editing video, rendering 3D, compilazione di codice complesso o qualsiasi flusso di lavoro che richieda potenza bruta, questi numeri rappresentano una conferma importante. Il <strong>MacBook Pro</strong> da 16 pollici con questo chip potrebbe diventare la scelta più sensata per professionisti che fino a ieri dovevano necessariamente guardare alle configurazioni Ultra o addirittura al <strong>Mac Studio</strong> per ottenere prestazioni paragonabili.</p>
<p>Va anche considerato il contesto. Pochi giorni prima erano emersi i benchmark dell&#8217;<strong>iPad Air con M4</strong>, e il fatto che Apple stia aggiornando tutta la lineup in modo così aggressivo racconta una strategia chiara: ogni fascia di prodotto deve fare un passo avanti deciso, senza eccezioni.</p>
<h2>Cosa aspettarsi nelle prossime settimane</h2>
<p>Ovviamente i benchmark sintetici non raccontano tutta la storia. Bisognerà attendere le recensioni approfondite per capire come l&#8217;<strong>M5 Max</strong> si comporta nella gestione termica, nell&#8217;autonomia della batteria e nelle prestazioni sostenute nel tempo. Un conto è un picco di potenza su un test di pochi minuti, un altro è mantenere quelle prestazioni durante un&#8217;esportazione video di mezz&#8217;ora con il portatile sulle ginocchia.</p>
<p>Detto questo, i segnali iniziali sono più che incoraggianti. Il <strong>MacBook Pro con M5 Max</strong> sembra posizionarsi come una delle macchine portatili più potenti mai realizzate da Apple. E il fatto che riesca a tenere testa a un chip Ultra, tradizionalmente riservato a desktop e workstation, dice molto sulla direzione che sta prendendo la linea <strong>Apple Silicon</strong>.</p>
<p>Per chi stava valutando un aggiornamento, questi benchmark offrono un primo assaggio concreto. Il resto lo diranno i test sul campo, che non dovrebbero farsi attendere troppo.</p>
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		<title>M5 Max, i primi benchmark lasciano tutti a bocca aperta</title>
		<link>https://tecnoapple.it/m5-max-i-primi-benchmark-lasciano-tutti-a-bocca-aperta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 23:09:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I primi benchmark dell'M5 Max sono arrivati e i numeri fanno parlare I risultati dei benchmark M5 Max hanno iniziato a circolare in rete, e quello che emerge è un quadro piuttosto chiaro: il nuovo chip di Apple segna un salto importante sia nelle prestazioni della CPU che in quelle della GPU. Non...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>I primi benchmark dell&#8217;M5 Max sono arrivati e i numeri fanno parlare</h2>
<p>I risultati dei <strong>benchmark M5 Max</strong> hanno iniziato a circolare in rete, e quello che emerge è un quadro piuttosto chiaro: il nuovo chip di Apple segna un salto importante sia nelle prestazioni della <strong>CPU</strong> che in quelle della <strong>GPU</strong>. Non si tratta di miglioramenti marginali, quelli che ogni anno vengono spacciati per rivoluzioni. Stavolta i numeri raccontano qualcosa di diverso.</p>
<p>La notizia è stata rilanciata da diverse fonti, tra cui <strong>Cult of Mac</strong>, e ha immediatamente acceso il dibattito tra chi segue da vicino l&#8217;evoluzione dei processori Apple Silicon. Del resto, ogni volta che Cupertino presenta un nuovo chip della famiglia M, la domanda è sempre la stessa: quanto migliora davvero rispetto alla generazione precedente? Nel caso dell&#8217;<strong>M5 Max</strong>, la risposta sembra essere &#8220;parecchio&#8221;.</p>
<h2>Cosa dicono i numeri del benchmark M5 Max</h2>
<p>Entrando nel merito dei risultati, i primi test sintetici mostrano guadagni significativi nelle operazioni multi core lato CPU. Questo significa che le attività più pesanti, come il rendering video, la compilazione di codice o i flussi di lavoro creativi complessi, dovrebbero beneficiarne in modo tangibile. Non è roba che interessa solo agli ingegneri: chiunque lavori con <strong>Final Cut Pro</strong>, Logic o applicazioni di modellazione 3D potrebbe percepire la differenza nel quotidiano.</p>
<p>Sul fronte <strong>GPU</strong>, il salto appare ancora più marcato. Le prestazioni grafiche dell&#8217;M5 Max sembrano posizionare il chip in una fascia che fino a poco tempo fa era riservata a soluzioni desktop dedicate. Certo, i benchmark sintetici vanno sempre presi con un pizzico di cautela, perché le prestazioni reali dipendono da mille fattori: ottimizzazione software, gestione termica, carico di lavoro effettivo. Ma come indicazione di tendenza, questi numeri sono difficili da ignorare.</p>
<p>Vale la pena ricordare che il <strong>chip M5 Max</strong> rappresenta la variante più potente della nuova generazione, quella destinata ai MacBook Pro di fascia alta e, con ogni probabilità, anche ai futuri <strong>Mac Studio</strong>. Apple ha costruito negli ultimi anni una strategia chiara: ogni generazione di Apple Silicon deve alzare l&#8217;asticella in modo percepibile, soprattutto per i professionisti che giustificano investimenti importanti sulle proprie macchine da lavoro.</p>
<h2>Cosa cambia per chi sta valutando un acquisto</h2>
<p>Per chi sta aspettando il momento giusto per aggiornare il proprio setup, questi primi <strong>benchmark</strong> dell&#8217;M5 Max offrono un elemento concreto su cui ragionare. Se i risultati verranno confermati anche nei test sul campo e nelle recensioni approfondite, potremmo trovarci di fronte al processore portatile più potente mai realizzato da <strong>Apple</strong>. Non è un&#8217;affermazione da fare a cuor leggero, ma i dati preliminari puntano in quella direzione.</p>
<p>C&#8217;è poi un aspetto che spesso viene sottovalutato: l&#8217;efficienza energetica. I chip Apple Silicon si sono sempre distinti non solo per la potenza bruta, ma per il rapporto tra prestazioni e consumi. Se l&#8217;M5 Max riesce a offrire questi miglioramenti mantenendo o addirittura migliorando l&#8217;autonomia della batteria, allora il quadro diventa ancora più interessante.</p>
<p>Ovviamente mancano ancora le conferme ufficiali, i test indipendenti su larga scala e soprattutto le prove d&#8217;uso prolungato. Ma una cosa si può già dire: il <strong>benchmark M5 Max</strong> ha messo in chiaro che Apple non ha intenzione di rallentare. E per chi lavora con strumenti che richiedono potenza vera, questa è una notizia che vale la pena tenere d&#8217;occhio.</p>
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		<title>Apple M5 Max: il primo benchmark svela numeri da record assoluto</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-m5-max-il-primo-benchmark-svela-numeri-da-record-assoluto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 22:53:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo benchmark del chip M5 Max è già qui, e i numeri fanno impressione Il MacBook Pro con chip M5 Max non sarà disponibile prima dell'11 marzo, eppure qualcuno ha già messo le mani su un modello e ha fatto girare un test su Geekbench. I risultati? Se verranno confermati, si parla di nuovi...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il primo benchmark del chip M5 Max è già qui, e i numeri fanno impressione</h2>
<p>Il <strong>MacBook Pro con chip M5 Max</strong> non sarà disponibile prima dell&#8217;11 marzo, eppure qualcuno ha già messo le mani su un modello e ha fatto girare un test su <strong>Geekbench</strong>. I risultati? Se verranno confermati, si parla di nuovi record assoluti nel panorama Mac.</p>
<p>Prima di entrare nei dettagli, vale la pena ricordare una cosa: i benchmark che spuntano prima del lancio ufficiale vanno sempre presi con le pinze. Succede spesso, è successo anche pochi giorni fa con un presunto test dell&#8217;iPad Air con <strong>chip M4</strong>. Detto questo, i numeri che sono comparsi nelle ultime ore meritano attenzione, perché raccontano una storia piuttosto chiara sulla direzione che Apple sta prendendo con la nuova generazione di silicio.</p>
<p>Il test in questione riguarda un <strong>M5 Max a 18 core</strong>, eseguito su un modello identificato come Mac17,7, che corrisponde al prossimo <strong>MacBook Pro da 16 pollici</strong>. Il punteggio in single core si attesta a 4.268, mentre il multi core raggiunge quota 29.233. Per capire cosa significano questi numeri, basta confrontarli con il predecessore diretto: l&#8217;M4 Max a 16 core presente nel MacBook Pro 16 pollici del 2024, che su Geekbench fa registrare una media di 3.915 in single core e 25.702 in multi core. Tradotto in percentuali, si parla di un incremento di circa il 9% nelle prestazioni a singolo core e del 13,7% nel multi core. Non è un salto generazionale enorme, ma è un miglioramento solido e costante, in linea con la filosofia iterativa di Apple.</p>
<h2>Come si posiziona rispetto al Mac Studio e al punteggio Metal</h2>
<p>Il confronto diventa ancora più interessante se si guarda al <strong>Mac Studio 2025</strong>. L&#8217;M4 Max a 14 core montato nel Mac Studio ottiene 4.015 in single core e 23.560 in multi core, mentre la variante a 16 core arriva a 4.028 e 26.166. In entrambi i casi, il nuovo M5 Max li supera con un margine apprezzabile. Quando i MacBook Pro con questo chip arriveranno nelle mani degli utenti e i test si moltiplicheranno, è molto probabile che il chip <strong>M5 Max</strong> si piazzi in cima alla classifica dei <strong>Mac Benchmarks di Geekbench</strong>, sia in single core che in multi core.</p>
<p>C&#8217;è poi il dato sul punteggio <strong>Metal</strong>, che misura le prestazioni grafiche. Qui l&#8217;M5 Max ha totalizzato 232.718 punti, un risultato che lo colloca al secondo posto nella classifica Metal di Geekbench. L&#8217;unico chip che lo precede è l&#8217;M3 Ultra del Mac Studio 2025, quello con 32 core CPU e 80 core GPU. Considerando che stiamo parlando di un chip pensato per un portatile e non per una workstation desktop, il risultato è notevole.</p>
<h2>Una sorpresa anche dal MacBook Neo</h2>
<p>Oltre ai risultati del MacBook Pro con M5 Max, su Geekbench sono apparsi anche i primi test del cosiddetto <strong>MacBook Neo</strong>, il nuovo portatile economico di Apple equipaggiato con un chip <strong>A18</strong>. I punteggi parlano di 3.461 in single core e 8.668 in multi core. L&#8217;incremento rispetto al chip A18 montato sull&#8217;iPhone 16 Pro è minimo, circa lo 0,5%, il che suggerisce che la versione del processore nel MacBook Neo sia sostanzialmente identica a quella degli smartphone, senza particolari ottimizzazioni per il fattore forma notebook.</p>
<p>Resta da vedere se, una volta che questi dispositivi saranno effettivamente sul mercato e migliaia di utenti eseguiranno i propri test, le medie confermeranno questi primi numeri. La storia recente insegna che i benchmark pre lancio tendono ad essere abbastanza affidabili nel caso dei prodotti Apple, ma qualche variazione è sempre possibile. Quello che appare chiaro fin da ora è che il <strong>chip M5 Max</strong> rappresenta un altro passo avanti concreto, soprattutto per chi lavora con carichi multi thread intensivi e ha bisogno di potenza grafica in un formato portatile.</p>
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		<title># M5 Max polverizza ogni record: il primo benchmark è impressionante</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 20:02:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p># Il chip **M5 Max** di Apple polverizza ogni record nel primo benchmark pubblico Quando un processore riesce a battere non solo il suo predecessore diretto, ma anche chip con il doppio dei core, è il caso di fermarsi un attimo e capire cosa sta succedendo. Il primo risultato **Geekbench 6** per il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il chip <strong>M5 Max</strong> di Apple polverizza ogni record nel primo benchmark pubblico</h2>
<p>Quando un processore riesce a battere non solo il suo predecessore diretto, ma anche chip con il doppio dei core, è il caso di fermarsi un attimo e capire cosa sta succedendo. Il primo risultato <strong>Geekbench 6</strong> per il <strong>MacBook Pro 16 pollici</strong> equipaggiato con il nuovo <strong>M5 Max</strong> è apparso oggi, e i numeri parlano chiaro: siamo davanti a un salto generazionale che merita attenzione.</p>
<p>Nel dettaglio, il chip <strong>M5 Max</strong> con <strong>CPU a 18 core</strong> ha raggiunto un punteggio multi-core di <strong>29.233 punti</strong>. Per dare un contesto a questo numero: supera i 27.726 punti ottenuti dal chip <strong>M3 Ultra</strong> montato nel <strong>Mac Studio</strong>, che di core ne ha ben 32. Parliamo di un processore che, con poco più della metà dei core, riesce a essere circa il 5% più veloce. E rispetto al precedente <strong>M4 Max</strong> con CPU a 16 core? Il vantaggio si attesta tra il 14% e il 15%. Non male, davvero non male.</p>
<h2>Prestazioni single-core e GPU: i dettagli che contano</h2>
<p>Sul fronte del punteggio <strong>single-core</strong>, l&#8217;M5 Max ha toccato quota 4.268, un valore in linea con il chip M5 standard presente nel modello base del MacBook Pro 14 pollici uscito lo scorso ottobre. Questo lo rende il processore consumer con il punteggio single-core più alto mai registrato nel database Geekbench, superando anche la serie <strong>AMD Ryzen 9</strong>. Un dato che racconta quanto Apple stia spingendo sull&#8217;efficienza per singolo core, oltre che sulla potenza bruta.</p>
<p>Passando alla parte grafica, il chip M5 Max con <strong>GPU a 40 core</strong> ha ottenuto punteggi <strong>Metal</strong> di 218.772 e 232.718 in due test distinti. Numeri impressionanti, anche se restano tra il 5% e il 10% al di sotto dello score medio dell&#8217;M3 Ultra nella sua configurazione più potente (245.053). Tuttavia, rispetto all&#8217;M4 Max nella variante top, il guadagno supera il 20%. Quindi chi aggiorna da un M4 Max troverà un miglioramento tangibile su entrambi i fronti, CPU e GPU.</p>
<h2>Cosa significano questi numeri nella pratica</h2>
<p>Vale la pena sottolineare una cosa: questo risultato su Geekbench non è ancora confermato ufficialmente, quindi va preso con un minimo di cautela. Detto questo, i numeri sono perfettamente coerenti con quanto <strong>Apple</strong> stessa ha dichiarato durante la presentazione, promettendo fino al 15% in più di prestazioni CPU e fino al 20% in più lato GPU rispetto all&#8217;M4 Max. Quando le promesse del marketing coincidono con i benchmark indipendenti, è sempre un buon segno.</p>
<p>Il chip M5 Max si posiziona ora come il <strong>silicio Apple più veloce</strong> mai prodotto e, stando ai dati disponibili, come il processore consumer più performante in assoluto nel database Geekbench. Un traguardo notevole per un chip destinato a un portatile, non a una workstation desktop.</p>
<p>I nuovi modelli di <strong>MacBook Pro</strong> con chip <strong>M5 Pro</strong> e M5 Max sono già disponibili in preordine. Le consegne ai clienti e la disponibilità nei negozi partiranno dall&#8217;<strong>11 marzo</strong>. Per chi lavora con flussi intensivi, dalla produzione video al rendering 3D fino allo sviluppo software pesante, potrebbe essere il momento giusto per valutare seriamente un aggiornamento. I numeri, almeno sulla carta, parlano una lingua piuttosto convincente.</p>
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