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	<title>magnetar Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Magnetar, osservata per la prima volta la nascita di una stella impossibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La nascita di una magnetar osservata per la prima volta nella storia dell'astronomia Un segnale anomalo proveniente da una supernova lontana ha permesso agli astronomi di assistere alla nascita di una magnetar, confermando per la prima volta in modo diretto che questi oggetti cosmici...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La nascita di una magnetar osservata per la prima volta nella storia dell&#8217;astronomia</h2>
<p>Un segnale anomalo proveniente da una supernova lontana ha permesso agli astronomi di assistere alla <strong>nascita di una magnetar</strong>, confermando per la prima volta in modo diretto che questi oggetti cosmici incredibilmente magnetici alimentano le esplosioni stellari più luminose dell&#8217;universo. La scoperta, pubblicata sulla rivista <strong>Nature</strong> nel luglio 2026, rappresenta anche il primo caso in cui la <strong>relatività generale di Einstein</strong> è stata utilizzata per spiegare la meccanica di una supernova. Un traguardo che ribalta anni di ipotesi mai confermate e che apre scenari nuovi nella comprensione delle esplosioni stellari.</p>
<p>Tutto ruota attorno a un tipo particolare di stella di neutroni: la magnetar, un corpo celeste largo appena 16 chilometri circa ma dotato di un campo magnetico mostruoso, da 100 a 1.000 volte più intenso rispetto a quello di una pulsar comune. L&#8217;idea che una <strong>magnetar</strong> potesse nascere dal collasso del nucleo di una stella massiccia e alimentare le cosiddette <strong>supernovae superluminose</strong> era stata proposta nel 2010 dal fisico teorico Dan Kasen dell&#8217;Università della California a Berkeley. Ma fino a oggi nessuno era riuscito a dimostrarlo con evidenze osservative solide.</p>
<h2>Il &#8220;cinguettio&#8221; cosmico che ha risolto il mistero</h2>
<p>Il merito della svolta va a Joseph Farah, dottorando presso l&#8217;Università della California a Santa Barbara e il Las Cumbres Observatory. Studiando una supernova scoperta nel dicembre 2024 e catalogata come <strong>SN 2024afav</strong>, esplosa a circa un miliardo di anni luce dalla Terra, Farah ha notato qualcosa di strano. Dopo il picco di luminosità, raggiunto circa 50 giorni dopo l&#8217;esplosione, la luce della supernova non si è affievolita in modo regolare. Al contrario, ha oscillato ripetutamente, generando quattro gobbe distinte nella curva di luce. Gli intervalli tra queste oscillazioni si sono accorciati progressivamente, creando un pattern che Farah ha paragonato al cinguettio di un uccello. Un &#8220;chirp&#8221; cosmico, insomma.</p>
<p>L&#8217;osservazione è stata possibile grazie alla rete mondiale di 27 telescopi del <strong>Las Cumbres Observatory</strong>, che ha monitorato l&#8217;esplosione per oltre 200 giorni. Supernovae superluminose precedenti avevano mostrato al massimo una o due oscillazioni, spiegate solitamente con onde d&#8217;urto che colpivano gusci di gas circostanti. Quattro oscillazioni distinte non si erano mai viste prima.</p>
<h2>Quando Einstein entra in una supernova</h2>
<p>Il modello elaborato da Farah suggerisce che parte del materiale espulso dall&#8217;esplosione sia ricaduto verso la magnetar appena nata, formando un disco di accrescimento inclinato rispetto all&#8217;asse di rotazione della stella di neutroni. Ed è qui che entra in gioco la <strong>relatività generale</strong>. La magnetar, ruotando oltre mille volte al secondo, trascina con sé il tessuto dello spaziotempo circostante, provocando un fenomeno noto come <strong>precessione di Lense-Thirring</strong>. Questo effetto fa oscillare il disco inclinato, che periodicamente blocca e riflette la luce della magnetar, funzionando come una sorta di faro cosmico intermittente. Man mano che il disco spiraleggia verso l&#8217;interno, l&#8217;oscillazione accelera e i lampi di luce arrivano sempre più ravvicinati: ecco spiegato il cinguettio.</p>
<p>Il team ha stimato che la stella di neutroni compie una rotazione completa ogni 4,2 millisecondi e possiede un campo magnetico circa 300 bilioni di volte più forte di quello terrestre. Caratteristiche che la identificano inequivocabilmente come una magnetar.</p>
<p>Alex Filippenko, professore di astronomia a Berkeley e coautore dello studio, ha definito la scoperta &#8220;la pistola fumante&#8221; che mancava. E Kasen, il teorico che sedici anni fa aveva formulato l&#8217;ipotesi, ha commentato con una metafora efficace: per anni l&#8217;idea della magnetar era sembrata quasi un trucco da prestigiatore, un motore nascosto dietro strati di detriti stellari. Questo segnale è come se quel motore avesse finalmente tirato via il sipario.</p>
<p>Gli astronomi si aspettano che il futuro <strong>Osservatorio Vera C. Rubin</strong> possa scovare molte altre supernovae &#8220;cinguettanti&#8221;, aprendo un filone di ricerca completamente nuovo. Non tutte le supernovae superluminose saranno spiegate dalle magnetar, certo. Alcune potrebbero essere alimentate dall&#8217;interazione con materiale circumstellare, altre dalla formazione di buchi neri. Ma da oggi, almeno per una parte di queste esplosioni straordinarie, la risposta ha finalmente un nome.</p>
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		<title>NASA Fermi svela il segreto delle supernove più potenti dell&#8217;universo</title>
		<link>https://tecnoapple.it/nasa-fermi-svela-il-segreto-delle-supernove-piu-potenti-delluniverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 10:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisica]]></category>
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		<category><![CDATA[magnetar]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il telescopio Fermi della NASA svela il segreto delle supernove più potenti dell'universo Qualcosa di straordinario si nasconde dietro le esplosioni stellari più luminose mai osservate, e il telescopio Fermi della NASA potrebbe aver finalmente trovato la risposta. Un team internazionale di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il telescopio Fermi della NASA svela il segreto delle supernove più potenti dell&#8217;universo</h2>
<p>Qualcosa di straordinario si nasconde dietro le esplosioni stellari più luminose mai osservate, e il <strong>telescopio Fermi della NASA</strong> potrebbe aver finalmente trovato la risposta. Un team internazionale di ricercatori ha analizzato anni di dati raccolti dal Fermi Gamma-ray Space Telescope e ha individuato quella che sembra essere la prima conferma di un segnale in <strong>raggi gamma</strong> proveniente da una <strong>supernova superluminosa</strong>. Il colpevole? Una <strong>magnetar</strong>, ovvero una stella di neutroni appena nata con campi magnetici di una potenza quasi inconcepibile. Lo studio, pubblicato sulla rivista Astronomy &amp; Astrophysics nel maggio 2026, cambia le carte in tavola per chi studia questi fenomeni cosmici estremi.</p>
<p>L&#8217;evento sotto osservazione si chiama <strong>SN 2017egm</strong> ed è esploso nella galassia NGC 3191, a circa 440 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione dell&#8217;Orsa Maggiore. Nonostante quella distanza enorme, resta una delle supernove superluminose più vicine mai osservate. E proprio questa relativa vicinanza ha permesso al telescopio Fermi di catturare un segnale che gli astronomi cercavano da quasi vent&#8217;anni senza mai trovare una conferma definitiva. Come ha spiegato Fabio Acero, ricercatore del CNRS e dell&#8217;Università Paris-Saclay nonché autore principale dello studio, migliaia di supernove erano state analizzate nei dati del Fermi senza mai ottenere risultati certi. Fino a ora.</p>
<h2>La magnetar come motore nascosto</h2>
<p>Ma cosa rende una supernova superluminosa così diversa dalle altre? Le <strong>supernove a collasso del nucleo</strong> si verificano quando una stella massiccia esaurisce il combustibile che sostiene il proprio centro. Il nucleo collassa su sé stesso per effetto della gravità e innesca un&#8217;esplosione violentissima, lasciando dietro di sé una stella di neutroni oppure un buco nero. Negli ultimi due decenni, gli astronomi hanno catalogato quasi 400 esemplari di supernove superluminose, capaci di brillare almeno dieci volte più delle supernove ordinarie in luce visibile.</p>
<p>La spiegazione più convincente chiama in causa proprio le magnetar. Si tratta di stelle di neutroni con campi magnetici fino a mille volte più intensi rispetto a quelli delle stelle di neutroni comuni, qualcosa come diecimila miliardi di volte la forza di un magnete da frigorifero. Una magnetar appena formata può ruotare centinaia di volte al secondo, generando un flusso potentissimo di elettroni e positroni (le controparti di antimateria degli elettroni). Questo flusso crea una nube di materiale ad altissima energia chiamata <strong>nebulosa di vento da magnetar</strong>, al cui interno le interazioni tra particelle producono raggi gamma in diversi modi.</p>
<p>Gran parte di quell&#8217;energia gamma resta intrappolata nei detriti della supernova e viene convertita in luce visibile a energia più bassa. Ecco perché l&#8217;esplosione appare così straordinariamente brillante. Circa tre mesi dopo il collasso, però, man mano che i detriti si espandono e si raffreddano, i raggi gamma cominciano a fuoriuscire. Ed è esattamente quello che il telescopio Fermi ha registrato nel caso di SN 2017egm.</p>
<h2>Nuove prospettive per il futuro</h2>
<p>Il modello della magnetar riproduce bene la luminosità della supernova e i tempi di arrivo dei raggi gamma nei primi mesi, anche se nelle fasi successive la luce visibile si attenua in modo piuttosto irregolare. Secondo i ricercatori, altri processi potrebbero aver influenzato l&#8217;evoluzione dell&#8217;evento: materiale che ricade verso la magnetar, oppure collisioni tra l&#8217;onda d&#8217;urto in espansione e materia espulsa dalla stella secoli prima dell&#8217;esplosione.</p>
<p>Guardando avanti, il team ha stimato che il futuro <strong>Cerenkov Telescope Array Observatory</strong> sarà in grado di individuare supernove simili a SN 2017egm fino a distanze di circa 500 milioni di anni luce con una cinquantina di ore di osservazione. La collaborazione tra osservatori a terra e telescopi spaziali della NASA promette di aprire una finestra del tutto nuova su queste esplosioni stellari e sugli oggetti estremi che le alimentano. Come ha sottolineato Judy Racusin, vice scienziata di progetto della missione Fermi al Goddard Space Flight Center, osservare i raggi gamma dalle supernove offrirà un modo inedito per esplorarne i meccanismi più profondi.</p>
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		<title>RBFLOAT, il lampo radio più luminoso mai rilevato: cosa lo rende unico</title>
		<link>https://tecnoapple.it/rbfloat-il-lampo-radio-piu-luminoso-mai-rilevato-cosa-lo-rende-unico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 11:54:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il lampo radio più luminoso mai rilevato arriva da una galassia vicina Un fast radio burst di potenza senza precedenti è stato individuato da un team di astronomi grazie a una nuova rete di telescopi, e la cosa sta facendo parecchio rumore nella comunità scientifica. Il lampo, soprannominato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il lampo radio più luminoso mai rilevato arriva da una galassia vicina</h2>
<p>Un <strong>fast radio burst</strong> di potenza senza precedenti è stato individuato da un team di astronomi grazie a una nuova rete di telescopi, e la cosa sta facendo parecchio rumore nella comunità scientifica. Il lampo, soprannominato <strong>RBFLOAT</strong>, è durato una frazione di secondo ma in quel brevissimo istante ha superato in luminosità ogni altra sorgente radio della sua galassia ospite. Parliamo di qualcosa che, nel campo della radioastronomia, non si era mai visto a questi livelli.</p>
<p>A intercettare il segnale è stato il sistema di telescopi <strong>CHIME Outrigger</strong>, una rete progettata proprio per localizzare con precisione l&#8217;origine dei fast radio burst. Fino a poco tempo fa, individuare da dove provenissero questi lampi cosmici era un problema enorme: durano talmente poco che spesso gli strumenti non facevano in tempo a triangolare la posizione. Con CHIME Outrigger le cose stanno cambiando, e RBFLOAT ne è la prova più spettacolare.</p>
<h2>Le osservazioni con il James Webb e un comportamento anomalo</h2>
<p>Dopo la rilevazione iniziale, il team ha puntato il <strong>James Webb Space Telescope</strong> verso la posizione esatta del lampo. E qualcosa è saltato fuori: un debole segnale infrarosso, proprio lì dove RBFLOAT aveva brillato per quell&#8217;istante fugace. Un dettaglio che potrebbe rivelarsi fondamentale per capire cosa genera questi eventi. La galassia da cui proviene il burst si trova relativamente vicina a noi in termini cosmici, il che rende tutto ancora più interessante per le osservazioni di follow up.</p>
<p>Ma la parte davvero curiosa è un&#8217;altra. RBFLOAT non mostra alcun segno di <strong>ripetizione</strong>. Molti fast radio burst conosciuti tendono a ripresentarsi, magari in modo irregolare, e questo ha portato gli scienziati a collegare il fenomeno a determinate sorgenti come le magnetar. Un lampo singolo, così potente e senza repliche, mette in discussione parecchi modelli teorici attualmente accettati.</p>
<h2>Cosa significa per la comprensione dei lampi radio veloci</h2>
<p>La scoperta di RBFLOAT potrebbe costringere la comunità astronomica a riconsiderare le <strong>cause dei fast radio burst</strong>. Se eventi del genere possono verificarsi una sola volta e con un&#8217;energia così estrema, forse non tutte le spiegazioni proposte finora reggono. Potrebbe trattarsi di fenomeni catastrofici e irripetibili, oppure di meccanismi ancora del tutto sconosciuti.</p>
<p>Quello che è certo è che strumenti come CHIME Outrigger e il <strong>James Webb</strong> stanno aprendo una finestra nuova su questi misteri cosmici. Ogni fast radio burst localizzato con precisione è un pezzo in più del puzzle. E RBFLOAT, con la sua luminosità record e il suo comportamento fuori dagli schemi, potrebbe essere il pezzo più importante trovato finora.</p>
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		<title>Supernova emette un cinguettio cosmico: la prova dei magnetar è arrivata</title>
		<link>https://tecnoapple.it/supernova-emette-un-cinguettio-cosmico-la-prova-dei-magnetar-e-arrivata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 17:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[astrofisica]]></category>
		<category><![CDATA[chirp]]></category>
		<category><![CDATA[esplosione]]></category>
		<category><![CDATA[luminosità]]></category>
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		<category><![CDATA[neutroni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una supernova che "cinguetta": la conferma della teoria sui magnetar Una supernova che emette un segnale simile a un cinguettio, accelerando nel tempo come il suono prodotto dalla fusione di due buchi neri. Sembra fantascienza, eppure è esattamente quello che un gruppo di astronomi ha osservato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Una supernova che &#8220;cinguetta&#8221;: la conferma della teoria sui magnetar</h2>
<p>Una <strong>supernova</strong> che emette un segnale simile a un cinguettio, accelerando nel tempo come il suono prodotto dalla fusione di due buchi neri. Sembra fantascienza, eppure è esattamente quello che un gruppo di astronomi ha osservato analizzando un&#8217;esplosione stellare avvenuta a circa un miliardo di anni luce dalla Terra. La scoperta, pubblicata sulla rivista <strong>Nature</strong> a marzo 2026, rappresenta una svolta notevole nella comprensione di cosa alimenta le esplosioni stellari più luminose dell&#8217;universo.</p>
<p>Il protagonista della storia è Joseph Farah, dottorando alla <strong>UC Santa Barbara</strong>, che durante lo studio della <strong>supernova SN 2024afav</strong> ha notato qualcosa di strano. La luminosità dell&#8217;evento non seguiva il classico schema: brillare, poi spegnersi gradualmente. Al contrario, mostrava una serie di picchi ripetuti che diventavano sempre più ravvicinati. Un pattern troppo regolare per essere casuale, troppo strutturato per essere spiegato dai modelli esistenti. Farah lo ha descritto come un <strong>&#8220;chirp&#8221;</strong>, un cinguettio cosmico che nessuno aveva mai osservato prima in una supernova.</p>
<h2>Cosa succede dentro l&#8217;esplosione</h2>
<p>Per capire la portata della scoperta, serve un po&#8217; di contesto. Quando una stella massiccia esaurisce il proprio combustibile nucleare, il suo nucleo collassa e genera un&#8217;esplosione devastante. La maggior parte delle supernovae segue un andamento piuttosto prevedibile. Esiste però una categoria rara, le <strong>supernovae superluminose</strong>, che brillano da 10 a 100 volte più del normale. Nessuno aveva ancora capito con certezza cosa le rendesse così potenti.</p>
<p>Una delle ipotesi più accreditate chiamava in causa i <strong>magnetar</strong>, stelle di neutroni che ruotano a velocità impressionante e possiedono campi magnetici enormi. In teoria, un magnetar al centro dell&#8217;esplosione potrebbe iniettare energia nel materiale circostante, rendendo la supernova eccezionalmente luminosa. Mancava però la prova definitiva. E soprattutto, nessun modello riusciva a spiegare quei misteriosi picchi di luminosità che alcune supernovae superluminose mostravano.</p>
<p>Farah ha proposto un meccanismo elegante. Parte del materiale espulso dall&#8217;esplosione ricade verso il magnetar formando un <strong>disco di accrescimento</strong> inclinato. A causa di un effetto previsto dalla <strong>relatività generale</strong> noto come precessione di Lense e Thirring, la rotazione del magnetar deforma lo spaziotempo circostante, facendo oscillare il disco. Questo movimento crea un effetto simile a un faro cosmico che lampeggia a intervalli sempre più brevi man mano che il disco si avvicina alla stella di neutroni. Ed ecco spiegato il cinguettio.</p>
<h2>La prova del nove e il futuro delle osservazioni</h2>
<p>Il team ha testato diverse spiegazioni alternative, compresi effetti puramente newtoniani e precessioni legate al campo magnetico, ma solo la <strong>precessione di Lense e Thirring</strong> corrispondeva perfettamente ai dati osservati. È la prima volta in assoluto che la relatività generale viene utilizzata per descrivere la meccanica interna di una supernova.</p>
<p>Fondamentale per la scoperta è stata la rete globale di telescopi del <strong>Las Cumbres Observatory</strong>, che ha monitorato SN 2024afav per oltre 200 giorni, adattando le strategie di osservazione in tempo reale. Andy Howell, supervisore di Farah, ha definito il risultato &#8220;la pistola fumante&#8221; che lega definitivamente i magnetar alle supernovae superluminose, spiegando tutto attraverso la teoria fisica meglio verificata in astrofisica.</p>
<p>Con l&#8217;arrivo del <strong>Vera C. Rubin Observatory</strong> in Cile, che genererà circa 10 terabyte di dati ogni notte per un programma della durata di dieci anni, è probabile che supernovae &#8220;cinguettanti&#8221; come questa verranno individuate con frequenza crescente. Una nuova finestra sull&#8217;universo si è appena spalancata, e il suono che arriva da laggiù è, letteralmente, un cinguettio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/supernova-emette-un-cinguettio-cosmico-la-prova-dei-magnetar-e-arrivata/">Supernova emette un cinguettio cosmico: la prova dei magnetar è arrivata</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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