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	<title>osservazioni Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>3I/ATLAS, 74 milioni di segnali analizzati: nessuna traccia aliena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 19:25:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un visitatore interstellare ha messo in moto la ricerca di tecnologia aliena Quando un oggetto arriva da un altro sistema stellare, la tentazione di cercarne l'origine è irresistibile. Ed è esattamente quello che è successo con 3I/ATLAS, il terzo oggetto interstellare mai osservato nel nostro...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/3i-atlas-74-milioni-di-segnali-analizzati-nessuna-traccia-aliena/">3I/ATLAS, 74 milioni di segnali analizzati: nessuna traccia aliena</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un visitatore interstellare ha messo in moto la ricerca di tecnologia aliena</h2>
<p>Quando un oggetto arriva da un altro sistema stellare, la tentazione di cercarne l&#8217;origine è irresistibile. Ed è esattamente quello che è successo con <strong>3I/ATLAS</strong>, il terzo oggetto interstellare mai osservato nel nostro Sistema Solare, che ha spinto gli scienziati del <strong>SETI Institute</strong> a puntare le antenne e andare a caccia di segnali radio di natura tecnologica. Il risultato? Nessuna traccia di <strong>tecnologia extraterrestre</strong>. Ma la storia non finisce qui, anzi: è proprio da queste osservazioni &#8220;negative&#8221; che emergono le informazioni più interessanti.</p>
<p>Il team di ricerca ha utilizzato l&#8217;<strong>Allen Telescope Array</strong> (ATA), situato presso l&#8217;Hat Creek Radio Observatory nella California settentrionale, per analizzare un ampio spettro di frequenze radio, da 1 a 9 gigahertz. Si tratta di una banda perfetta per intercettare trasmissioni a banda stretta, quel tipo di segnali che in natura non si producono e che, se rilevati, rappresenterebbero una prova concreta di tecnologia. Le osservazioni di <strong>3I/ATLAS</strong> sono durate oltre sette ore e sono partite in meno di 24 ore dall&#8217;annuncio della scoperta dell&#8217;oggetto. Una reattività impressionante.</p>
<h2>74 milioni di segnali passati al setaccio</h2>
<p>Numeri alla mano, durante la campagna osservativa sono stati rilevati quasi <strong>74 milioni di segnali a banda stretta</strong>. Una cifra che fa girare la testa, ma che va messa in prospettiva: la stragrande maggioranza era riconducibile a interferenze prodotte dalla tecnologia terrestre. Satelliti, dispositivi elettronici, infrastrutture di comunicazione. Dopo aver scartato tutto ciò che aveva un&#8217;origine chiaramente umana e aver filtrato solo i segnali coerenti con il moto dell&#8217;oggetto, ne sono rimasti circa 200. E anche quelli, dopo un&#8217;analisi approfondita, si sono rivelati di origine terrestre. Zero anomalie. Zero <strong>tecnosegnali</strong>.</p>
<p>Eppure, questo tipo di risultato ha un valore enorme. Ha permesso di stabilire nuovi limiti sulla potenza di un eventuale trasmettitore presente sull&#8217;oggetto o nelle sue vicinanze: qualsiasi segnale più forte di 10 fino a 110 watt sarebbe stato rilevato. Per dare un&#8217;idea, parliamo della potenza di un comune elettrodomestico. Insomma, se 3I/ATLAS avesse avuto a bordo qualcosa che trasmetteva, con ogni probabilità lo avremmo captato.</p>
<h2>Perché continuare a cercare ha senso</h2>
<p>3I/ATLAS è stato identificato per la prima volta nel luglio 2025 e segue le orme di <strong>1I/&#8217;Oumuamua</strong> e 2I/Borisov, gli unici altri oggetti interstellari confermati. Ciascuno di questi visitatori cosmici offre un&#8217;opportunità unica per studiare materiale formatosi attorno ad altre stelle, e quindi per capire meglio come nascono e si evolvono i sistemi planetari lontani dal nostro.</p>
<p>Come ha sottolineato la dottoressa <strong>Sofia Sheikh</strong>, autrice principale dello studio pubblicato su The Astronomical Journal, un giorno anche le sonde Voyager saranno artefatti extraterrestri in sistemi stellari altrui. Capire la distribuzione naturale di questi oggetti è fondamentale per riconoscere eventuali anomalie che potrebbero, un domani, tradire un&#8217;origine artificiale. La co-autrice Valeria Garcia Lopez ha poi aggiunto un punto chiave: con la tecnologia attuale sarebbe davvero realistico intercettare un segnale, motivo per cui vale la pena continuare a cercare <strong>segnali di vita intelligente</strong> anche dove non ce li si aspetta.</p>
<p>Ogni nuovo oggetto interstellare che attraversa il Sistema Solare è, di fatto, un&#8217;altra possibilità. E la capacità dell&#8217;Allen Telescope Array di attivarsi rapidamente rende questo tipo di indagini sempre più praticabili. La prossima volta, chissà, la risposta potrebbe essere diversa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/3i-atlas-74-milioni-di-segnali-analizzati-nessuna-traccia-aliena/">3I/ATLAS, 74 milioni di segnali analizzati: nessuna traccia aliena</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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