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	<title>parentale Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Apple WWDC 2025: marcia indietro su Liquid Glass e AI con cautela</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 14:53:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple WWDC 2025, tra Liquid Glass rivisto e la corsa all'intelligenza artificiale La WWDC 2025 di Apple è stata tutto fuorché prevedibile. Il keynote annuale, andato in scena in formato virtuale, ha offerto uno spettacolo curioso: un'azienda che, senza ammetterlo apertamente, ha fatto marcia...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple WWDC 2025, tra Liquid Glass rivisto e la corsa all&#8217;intelligenza artificiale</h2>
<p>La <strong>WWDC 2025</strong> di Apple è stata tutto fuorché prevedibile. Il keynote annuale, andato in scena in formato virtuale, ha offerto uno spettacolo curioso: un&#8217;azienda che, senza ammetterlo apertamente, ha fatto marcia indietro su parecchie scelte controverse. E lo ha fatto con una certa eleganza, va detto.</p>
<p>Partiamo da <strong>Liquid Glass</strong>. Apple non ha esattamente ritirato il contestatissimo design, ma ha introdotto uno slider che permette di regolarne l&#8217;intensità. Si va da un estremo in cui tutto si fonde in un groviglio visivo quasi incomprensibile, fino a un livello dove finalmente si riesce a distinguere qualcosa. Un compromesso, certo, ma accolto con un certo sollievo dalla comunità. A questo si aggiungono la rimozione delle icone dai menu di <strong>macOS</strong>, altra nota dolente per gli utenti storici del Mac, e la standardizzazione dei raggi degli angoli delle finestre. Con <strong>macOS Golden Gate</strong> già all&#8217;orizzonte, Tahoe rischia seriamente di essere la versione che molti salteranno a piè pari.</p>
<h2>Controllo parentale potenziato e il tema AI affrontato con cautela</h2>
<p>Una sorpresa genuina è arrivata dalla lunga sezione dedicata ai <strong>controlli parentali</strong>. Apple ha speso una porzione significativa del keynote per illustrare miglioramenti attesi da anni, pensati per proteggere i minori da contenuti sessualmente espliciti, violenti o carichi di odio. Funzionalità necessarie, anche se non prive di zone grigie: il rischio di abuso da parte di genitori poco rispettosi dell&#8217;identità dei propri figli resta una preoccupazione concreta.</p>
<p>Fatto sta che, per quasi trenta minuti, l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> è rimasta sullo sfondo. Un fatto insolito nel 2025. Quando finalmente è emersa, lo ha fatto in un contesto preciso: come qualcosa da cui i genitori potrebbero voler proteggere i propri figli. <strong>Craig Federighi</strong> ha persino lanciato una frecciatina ai concorrenti, dichiarando che sembra proprio che alcuni stiano correndo avanti con l&#8217;AI solo per il gusto di farlo. Un&#8217;affermazione che ha il sapore di chi ha visto i video delle platee che fischiano ogni volta che qualcuno pronuncia quelle due lettere.</p>
<h2>Siri, feste da organizzare e funzioni concrete</h2>
<p>Naturalmente, dopo quel preambolo, Apple ha comunque dedicato il resto del keynote all&#8217;AI. Ma lo ha fatto con un tono diverso, cercando di legare ogni funzionalità a benefici concreti e alla tutela della <strong>privacy</strong>, piuttosto che limitarsi a sventolare la bandiera dell&#8217;innovazione fine a sé stessa.</p>
<p>La prima demo di <strong>Siri</strong> potenziata dall&#8217;AI? Organizzare una festa. Sì, esattamente come aveva mostrato Google al suo evento poche settimane prima. A quanto pare, il grande problema irrisolto dell&#8217;umanità nel 2025 è mandare un invito via email, pianificare un menu e generare un&#8217;immagine per l&#8217;occasione. Due keynote in due mesi sullo stesso identico scenario lasciano perplessi, ma le big tech sembrano convintissime che sia questa la frontiera.</p>
<p>Al netto dell&#8217;ironia, Apple ha presentato anche funzionalità più interessanti. La possibilità di <strong>riformulare le foto</strong> è apparsa davvero promettente, così come il creatore di estensioni per Safari e le nuove opzioni per l&#8217;organizzazione delle schede. Strumenti che potrebbero effettivamente risultare utili nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>Il mercato azionario, con il suo tempismo impeccabile, ha reagito facendo crollare il titolo Apple non appena sono iniziate le demo di Siri. Se Wall Street non ha gradito, forse significa che il keynote era davvero pensato per le persone reali. Definire questa una &#8220;Snow Leopard year&#8221;, cioè un anno dedicato a sistemare ciò che non funziona piuttosto che a inseguire rivoluzioni, non è affatto un insulto. È probabilmente il miglior complimento possibile.</p>
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		<title>WhatsApp lancia gli account per preadolescenti: ecco come funzionano</title>
		<link>https://tecnoapple.it/whatsapp-lancia-gli-account-per-preadolescenti-ecco-come-funzionano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:48:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[crittografia]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>WhatsApp lancia gli account per preadolescenti gestiti dai genitori Gli account WhatsApp per preadolescenti sono finalmente realtà. La piattaforma di messaggistica più usata al mondo ha appena annunciato una novità che molte famiglie aspettavano da tempo: la possibilità di creare profili dedicati...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>WhatsApp lancia gli account per preadolescenti gestiti dai genitori</h2>
<p>Gli <strong>account WhatsApp per preadolescenti</strong> sono finalmente realtà. La piattaforma di messaggistica più usata al mondo ha appena annunciato una novità che molte famiglie aspettavano da tempo: la possibilità di creare profili dedicati ai più piccoli, con un sistema di <strong>controllo parentale</strong> integrato direttamente nell&#8217;app. Una mossa che arriva in un momento in cui il dibattito sulla sicurezza digitale dei minori è più acceso che mai.</p>
<p>Il funzionamento è piuttosto semplice, almeno sulla carta. Il genitore o il tutore legale deve avere il proprio dispositivo accanto al telefono destinato al figlio. I due account vengono collegati, e da quel momento è l&#8217;adulto a decidere le regole del gioco. Chi può contattare il minore, a quali <strong>gruppi WhatsApp</strong> può unirsi, come vengono gestite le richieste di messaggi da parte di contatti sconosciuti. Tutto passa attraverso un <strong>PIN parentale</strong> impostato sul dispositivo del ragazzo, che impedisce modifiche non autorizzate alle impostazioni di privacy.</p>
<p>Ed è proprio qui che la cosa si fa interessante. Perché WhatsApp ha voluto chiarire un punto che stava a cuore a molti: nonostante i genitori abbiano il controllo su chi può scrivere al proprio figlio, il contenuto delle conversazioni resta privato. La <strong>crittografia end-to-end</strong> non viene toccata, il che significa che nessuno, nemmeno WhatsApp stessa, può leggere o ascoltare i messaggi scambiati. Un equilibrio delicato tra protezione e rispetto della privacy, che non era affatto scontato.</p>
<h2>Una risposta concreta alla questione dei minori online</h2>
<p>Questa funzionalità rappresenta un cambio di passo per <strong>WhatsApp</strong>, che fino a oggi non offriva strumenti specifici per gestire l&#8217;uso della piattaforma da parte dei più giovani. Gli account per preadolescenti arrivano in un periodo in cui diverse autorità europee, comprese quelle italiane, stanno alzando la pressione sulle big tech affinché facciano di più per tutelare i <strong>minori sui social</strong> e sulle app di messaggistica.</p>
<p>Va detto che il sistema non è perfetto. Funziona bene finché il genitore è effettivamente coinvolto nella gestione quotidiana, e richiede una certa familiarità con le impostazioni dell&#8217;app. Ma rispetto al nulla che esisteva prima, è un passo avanti significativo. Tra le altre novità recenti di WhatsApp ci sono anche la cronologia dei messaggi nei gruppi, le chiamate vocali e video via web e una modalità anti spyware, tutti segnali che la piattaforma sta investendo parecchio su sicurezza e <strong>funzionalità avanzate</strong>.</p>
<p>Per chi volesse approfondire, sul sito di supporto ufficiale di WhatsApp sono disponibili guide dettagliate su come configurare e gestire questi nuovi account. La sensazione è che questa sia solo la prima versione di uno strumento destinato a evolversi, magari integrando filtri più granulari o report periodici per i genitori. Per ora, però, il messaggio è chiaro: WhatsApp vuole che anche le famiglie con figli piccoli possano usare la piattaforma senza dover scegliere tra comodità e tranquillità.</p>
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