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	<title>proiezione Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Freud aveva ragione? Le neuroscienze moderne gli danno un motivo in più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 04:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le neuroscienze moderne stanno riscoprendo le intuizioni di Freud: cosa dice un nuovo studio Che le neuroscienze moderne potessero finire per dare ragione a Sigmund Freud è qualcosa che, fino a pochi anni fa, avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio nel mondo accademico. Eppure un nuovo studio...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/freud-aveva-ragione-le-neuroscienze-moderne-gli-danno-un-motivo-in-piu/">Freud aveva ragione? Le neuroscienze moderne gli danno un motivo in più</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Le neuroscienze moderne stanno riscoprendo le intuizioni di Freud: cosa dice un nuovo studio</h2>
<p>Che le <strong>neuroscienze moderne</strong> potessero finire per dare ragione a <strong>Sigmund Freud</strong> è qualcosa che, fino a pochi anni fa, avrebbe fatto alzare più di un sopracciglio nel mondo accademico. Eppure un nuovo studio pubblicato sulla rivista Entropy sostiene esattamente questo: il modello oggi dominante per spiegare come funziona il <strong>cervello</strong> ha somiglianze impressionanti con idee che la <strong>psicoanalisi</strong> esplora da oltre 130 anni. Non si tratta di una riabilitazione acritica di Freud, sia chiaro. Ma il lavoro firmato da Erik Stänicke, Bendik Hovet, Line Indrevoll Stänicke e altri colleghi dell&#8217;Università di Oslo apre una porta che in molti preferivano tenere chiusa.</p>
<p>Al centro di tutto c&#8217;è il cosiddetto <strong>paradigma predittivo</strong>. Secondo questa teoria, il cervello non si limita a ricevere informazioni dall&#8217;esterno e reagire. Fa qualcosa di molto più sofisticato: genera continuamente previsioni su quello che sta per succedere, e poi le aggiorna confrontandole con ciò che effettivamente percepisce attraverso i sensi. Questo processo, secondo le neuroscienze moderne, governa la percezione, il comportamento e persino la regolazione delle emozioni. Ora, la cosa interessante è che la psicoanalisi descrive meccanismi molto simili da oltre un secolo, solo che lo fa dal punto di vista dell&#8217;esperienza soggettiva, non dei circuiti neuronali.</p>
<h2>Proiezioni, aspettative e schemi relazionali</h2>
<p>Un esempio concreto che lo studio mette in evidenza riguarda il concetto psicoanalitico di <strong>proiezione</strong>. Quando qualcuno attribuisce intenzioni, emozioni o qualità ad altre persone, il cervello sta fondamentalmente modellando l&#8217;esperienza del mondo in base ad aspettative già consolidate. Stänicke lo spiega in modo piuttosto diretto: le interazioni passate plasmano ciò che ci si aspetta dalle relazioni future. E questo corrisponde a quella che i neuroscienziati chiamano &#8220;inferenza attiva&#8221;, cioè il tentativo del cervello di far combaciare la realtà con le proprie previsioni.</p>
<p>Entrambi i campi, poi, descrivono la mente come un sistema che cerca stabilità e prevedibilità. Nel modello predittivo si parla di riduzione dell&#8217;incertezza. In psicoanalisi si parla della tendenza a ricreare schemi relazionali familiari, anche quando questi sono disfunzionali. Pensare a chi si aspetta automaticamente critiche o ostilità dagli altri, e finisce per interpretare ogni situazione attraverso quel filtro, anche quando la realtà non lo giustifica affatto. Ecco, secondo i ricercatori, questi <strong>modelli mentali</strong> rigidi persistono proprio perché riducono l&#8217;incertezza. Anche se distorcono la percezione della realtà.</p>
<h2>Perché questo dialogo tra neuroscienze e psicoanalisi conta davvero</h2>
<p>La parte forse più rilevante dello studio riguarda le implicazioni per la comprensione dei <strong>disturbi mentali</strong>. Sintomi persistenti come idee paranoiche o una voce critica interiorizzata possono essere letti come modelli predittivi stabili ma poco flessibili. E qui le neuroscienze moderne e la psicoanalisi convergono in modo sorprendente: entrambe spiegano perché il cambiamento psicologico profondo richiede tempo. Le aspettative non sono solo credenze consapevoli. Sono schemi radicati nella memoria procedurale, che si esprimono nel modo in cui le persone si relazionano con gli altri. Per questo, secondo Stänicke, la <strong>psicoterapia</strong> deve spesso lavorare sulla relazione stessa: nuove esperienze nel rapporto tra terapeuta e paziente possono gradualmente modificare pattern relazionali consolidati.</p>
<p>Quello che emerge da questo lavoro è che unire le due prospettive potrebbe portare a una psicologia più completa. Le neuroscienze offrirebbero una base biologica alle intuizioni psicoanalitiche, mentre la psicoanalisi aiuterebbe le neuroscienze a capire come le previsioni del cervello vengono vissute, interpretate e tradotte nella vita quotidiana. Non è poco, se si pensa a quanto questi due mondi si sono guardati con diffidenza per decenni.</p>
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		<title>Apple trasforma la Sydney Opera House in una tela gigante con iPad</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-trasforma-la-sydney-opera-house-in-una-tela-gigante-con-ipad/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 22:55:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Apple e la Sydney Opera House: quando l'iPad diventa una tela gigante La Apple Pencil e l'iPad sono ormai strumenti imprescindibili per chi lavora nell'illustrazione digitale. E ogni tanto arriva un progetto che lo dimostra in modo spettacolare, quasi teatrale. È il caso della collaborazione appena...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple e la Sydney Opera House: quando l&#8217;iPad diventa una tela gigante</h2>
<p>La <strong>Apple Pencil</strong> e l&#8217;<strong>iPad</strong> sono ormai strumenti imprescindibili per chi lavora nell&#8217;illustrazione digitale. E ogni tanto arriva un progetto che lo dimostra in modo spettacolare, quasi teatrale. È il caso della collaborazione appena annunciata tra <strong>Apple</strong> e la <strong>Sydney Opera House</strong>, che trasformerà le iconiche vele dell&#8217;edificio australiano in una gigantesca tela luminosa. Un&#8217;iniziativa che mescola arte, tecnologia e partecipazione pubblica in un modo piuttosto raro da vedere.</p>
<p>Il progetto si chiama <strong>Illuminating Creativity</strong> e prevede la proiezione di opere d&#8217;arte digitali sulle vele orientali della Bennelong, quelle che affacciano sul porto di Sydney. Le serate di proiezione sono previste per il 25, 26 e 27 marzo 2025, con orari leggermente diversi: alle 20:30 la prima sera, alle 20:00 le successive. Si tratta di un evento che inaugura quella che Apple definisce una collaborazione della durata di un anno intero con la Opera House. Non proprio una cosa da poco.</p>
<h2>Dieci artisti emergenti e Procreate protagonisti</h2>
<p>Al centro del progetto ci sono dieci artisti australiani emergenti, selezionati per creare opere originali, sia statiche che animate, utilizzando l&#8217;app <strong>Procreate</strong> su iPad. Procreate, per chi non lo conoscesse, è probabilmente il software di illustrazione più amato su iPad, una di quelle app che da sole giustificano l&#8217;acquisto del dispositivo per chi lavora nel mondo creativo. E qui viene usata per produrre contenuti che finiranno proiettati su uno degli edifici più riconoscibili del pianeta.</p>
<p>Ma la cosa interessante è che non si tratta solo di un palcoscenico per professionisti. Apple ha aperto le porte anche al pubblico. Dal 9 al 15 marzo, chiunque potrà partecipare a sessioni gratuite <strong>Today at Apple</strong> negli Apple Store di tutta l&#8217;Australia, creare la propria opera digitale su iPad e sottoporla per essere eventualmente inclusa nella proiezione finale. Le opere selezionate, sia quelle commissionate ai dieci artisti sia quelle inviate dal pubblico, verranno curate e proiettate insieme durante le tre serate.</p>
<p>È una mossa intelligente da parte di Apple. Da un lato celebra il talento emergente australiano, dall&#8217;altro rende tangibile e visibile ciò che si può fare con un iPad e una Apple Pencil. Non è solo marketing, anche se ovviamente lo è anche quello. È un modo per dire: guardate, questi strumenti non sono giocattoli, sono mezzi espressivi seri, capaci di produrre arte che finisce sulle vele della Sydney Opera House.</p>
<h2>L&#8217;iPad come strumento creativo, sul serio</h2>
<p>Progetti come Illuminating Creativity fanno qualcosa di utile per tutto l&#8217;ecosistema creativo digitale. Danno visibilità a strumenti che spesso vengono sottovalutati o relegati alla categoria &#8220;accessori carini&#8221;. L&#8217;<strong>iPad</strong> con Procreate è invece una combinazione potentissima, usata quotidianamente da illustratori, designer, animatori. E quando un&#8217;istituzione culturale del calibro della Sydney Opera House decide di abbracciare questo linguaggio, il messaggio è forte e chiaro.</p>
<p>Le sessioni Today at Apple, poi, rappresentano un punto di contatto diretto tra il brand e la comunità. Non serve essere artisti navigati per partecipare. Basta presentarsi in un Apple Store australiano durante la settimana dedicata e provare. Che poi la propria creazione finisca proiettata su uno degli edifici più fotografati al mondo, beh, sarebbe un bel ricordo da portarsi a casa.</p>
<p>Resta da vedere come si svilupperà questa collaborazione nel corso dell&#8217;anno. Apple ha parlato di un impegno prolungato, il che lascia immaginare altri eventi, altre proiezioni, forse altri artisti coinvolti. Per ora, l&#8217;appuntamento è a fine marzo a Sydney. E per chi non potrà esserci dal vivo, è probabile che le immagini di quelle vele illuminate faranno il giro del web in poche ore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-trasforma-la-sydney-opera-house-in-una-tela-gigante-con-ipad/">Apple trasforma la Sydney Opera House in una tela gigante con iPad</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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