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	<title>radiofrequenze Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>WiFi può identificarti senza smartphone: la scoperta che fa paura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 06:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il WiFi comune può identificare le persone con una precisione quasi perfetta La sorveglianza tramite WiFi non è più fantascienza. Un gruppo di ricercatori tedeschi del Karlsruher Institut für Technologie (KIT) ha dimostrato che i normali router WiFi, quelli che tutti hanno in casa o al bar sotto...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/wifi-puo-identificarti-senza-smartphone-la-scoperta-che-fa-paura/">WiFi può identificarti senza smartphone: la scoperta che fa paura</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il WiFi comune può identificare le persone con una precisione quasi perfetta</h2>
<p>La <strong>sorveglianza tramite WiFi</strong> non è più fantascienza. Un gruppo di ricercatori tedeschi del Karlsruher Institut für Technologie (KIT) ha dimostrato che i normali <strong>router WiFi</strong>, quelli che tutti hanno in casa o al bar sotto l&#8217;ufficio, possono riconoscere e tracciare le persone con una precisione che sfiora il 100%. Senza telecamere, senza app installate, senza che la persona porti con sé alcun dispositivo acceso. Basta analizzare il modo in cui le <strong>onde radio</strong> rimbalzano sui corpi presenti nella stanza.</p>
<p>Il professor Thorsten Strufe, del KASTEL (l&#8217;istituto per la sicurezza informatica del KIT), lo spiega in modo piuttosto diretto: il sistema funziona come una telecamera, solo che al posto della luce usa le onde radio. E qui sta il punto inquietante. Spegnere lo smartphone non serve a nulla. Finché ci sono altri dispositivi connessi alla rete nelle vicinanze, il segnale generato è sufficiente perché il sistema faccia il suo lavoro.</p>
<h2>Ogni router potrebbe diventare uno strumento di sorveglianza invisibile</h2>
<p>Julian Todt, altro ricercatore coinvolto nel progetto, non usa giri di parole: questa tecnologia trasforma ogni <strong>router</strong> in un potenziale mezzo di <strong>sorveglianza invisibile</strong>. Il suo esempio è concreto e fa riflettere. Passare regolarmente davanti a un bar con una rete WiFi attiva potrebbe bastare per essere identificati senza rendersene conto, e poi riconosciuti altrove da autorità o aziende.</p>
<p>La cosa che rende tutto ancora più preoccupante è che non servono hardware particolari o sensori costosi. Il metodo si basa su dati che i dispositivi connessi inviano normalmente al router, i cosiddetti <strong>beamforming feedback information</strong> (BFI). Queste informazioni vengono trasmesse senza crittografia, il che significa che chiunque si trovi nel raggio del segnale può potenzialmente intercettarle. Da lì, un sistema di <strong>intelligenza artificiale</strong> addestrato riesce a costruire una sorta di impronta digitale della persona, riconoscendola in pochi secondi.</p>
<h2>Precisione quasi totale e enormi rischi per la privacy</h2>
<p>Nei test condotti su 197 partecipanti, il sistema ha identificato gli individui con una precisione vicina al 100%, indipendentemente dall&#8217;angolo di osservazione o dal modo in cui le persone camminavano. Un risultato che apre scenari enormi, non tutti rassicuranti. Le <strong>reti wireless</strong> sono ormai ovunque: case, uffici, ristoranti, aeroporti, spazi pubblici. Questo dà alla tecnologia una portata potenzialmente sterminata.</p>
<p>Strufe stesso sottolinea che la tecnologia è potente ma comporta rischi seri per i <strong>diritti fondamentali</strong>, in particolare per la privacy. Il team è particolarmente preoccupato per l&#8217;uso che potrebbe esserne fatto in paesi autoritari, dove governi potrebbero monitorare manifestanti o tracciare cittadini senza che questi ne abbiano la minima percezione. Per questo i ricercatori chiedono che vengano integrate protezioni più solide nel prossimo standard <strong>IEEE 802.11bf</strong> per il WiFi.</p>
<p>Il progetto, finanziato nell&#8217;ambito del programma Helmholtz &#8220;Engineering Secure Systems&#8221;, verrà presentato alla conferenza ACM CCS di Taipei. E a quel punto, il dibattito su cosa significhi davvero avere un router WiFi acceso diventerà molto più urgente di quanto chiunque avesse immaginato.</p>
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