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	<title>ricavi Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>iPhone 17 è la lineup più popolare nella storia di Apple: i numeri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 05:24:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>iPhone 17, la lineup più popolare nella storia di Apple La lineup di iPhone 17 sta riscrivendo ogni record nella storia di Apple. Nessuna generazione precedente aveva generato una domanda così forte, e i numeri lo confermano trimestre dopo trimestre con ricavi record che continuano a sorprendere...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>iPhone 17, la lineup più popolare nella storia di Apple</h2>
<p>La lineup di <strong>iPhone 17</strong> sta riscrivendo ogni record nella storia di Apple. Nessuna generazione precedente aveva generato una domanda così forte, e i numeri lo confermano trimestre dopo trimestre con <strong>ricavi record</strong> che continuano a sorprendere analisti e osservatori del settore.</p>
<p>Non è un&#8217;esagerazione. Quando si parla della gamma iPhone 17, si parla del momento più alto mai raggiunto da <strong>Apple</strong> in termini di vendite e interesse da parte del pubblico. E la cosa interessante è che questo successo non sembra rallentare, anzi. Ogni nuovo trimestre porta con sé dati finanziari che superano le aspettative, alimentati proprio dalla domanda costante per questa generazione di smartphone.</p>
<h2>Cosa sta spingendo la domanda di iPhone 17</h2>
<p>Ci sono diversi fattori dietro questo fenomeno. La <strong>lineup iPhone 17</strong> ha saputo intercettare un momento preciso del mercato, quello in cui milioni di utenti erano pronti ad aggiornare dispositivi ormai datati. Il ciclo di sostituzione, unito a novità tecnologiche percepite come realmente utili, ha creato una tempesta perfetta per le vendite.</p>
<p>Va detto che Apple ha anche lavorato molto sulla <strong>diversificazione della gamma</strong>. Offrire modelli con fasce di prezzo e caratteristiche differenti permette di coprire un pubblico molto più ampio rispetto al passato. Chi cerca il massimo delle prestazioni trova quello che vuole, e chi preferisce un dispositivo più accessibile non resta a bocca asciutta. Questa strategia, apparentemente semplice, ha un impatto enorme sui volumi complessivi.</p>
<p>Il risultato è che iPhone 17 non domina solo un segmento, ma praticamente tutto il mercato degli <strong>smartphone premium</strong>. E questo si riflette direttamente nei bilanci trimestrali di Apple, dove la divisione iPhone resta il motore principale della crescita.</p>
<h2>Ricavi record e prospettive future</h2>
<p>Il dato più significativo riguarda proprio i <strong>risultati finanziari</strong>. Apple ha riportato ricavi record in ogni trimestre successivo al lancio della gamma, un traguardo che nessuna generazione precedente era riuscita a raggiungere con questa costanza. Non si tratta di un singolo trimestre esplosivo seguito da un calo, ma di una crescita sostenuta nel tempo.</p>
<p>Questo tipo di performance racconta qualcosa di più profondo sulla forza del <strong>brand Apple</strong> e sulla capacità dell&#8217;azienda di mantenere alta l&#8217;attenzione anche dopo il picco iniziale del lancio. Il passaparola, la soddisfazione degli utenti e un ecosistema sempre più integrato fanno il resto.</p>
<p>Resta da vedere se le prossime generazioni riusciranno a replicare o superare questi numeri. Ma per ora, la lineup iPhone 17 si è guadagnata un posto nella storia come la più popolare e redditizia che Apple abbia mai prodotto. Un risultato che, onestamente, in pochi avevano previsto con questa portata.</p>
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		<title>Apple registra ricavi record nel trimestre di marzo: il motivo sorprende</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-registra-ricavi-record-nel-trimestre-di-marzo-il-motivo-sorprende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 02:53:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple registra ricavi record nel trimestre di marzo: merito anche dell'iPhone e di una crescita trasversale I numeri parlano chiaro, e questa volta sono davvero impressionanti. Apple ha chiuso il trimestre di marzo con ricavi record, superando ogni aspettativa e confermando un momento di forma...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple registra ricavi record nel trimestre di marzo: merito anche dell&#8217;iPhone e di una crescita trasversale</h2>
<p>I numeri parlano chiaro, e questa volta sono davvero impressionanti. <strong>Apple</strong> ha chiuso il trimestre di marzo con <strong>ricavi record</strong>, superando ogni aspettativa e confermando un momento di forma straordinario per l&#8217;azienda di Cupertino. Non si tratta di un singolo prodotto che traina tutto il resto, ma di una crescita diffusa su praticamente ogni divisione del business. Un segnale che, a quanto pare, la strategia sta funzionando su più fronti contemporaneamente.</p>
<p>Il contributo più evidente arriva naturalmente dalla linea <strong>iPhone</strong>, che continua a rappresentare il cuore pulsante dei ricavi di Apple. Le vendite dello smartphone di punta hanno dato una spinta significativa ai risultati trimestrali, consolidando ancora una volta il ruolo centrale del dispositivo nel portafoglio prodotti dell&#8217;azienda. Ma sarebbe riduttivo fermarsi qui, perché la vera notizia è un&#8217;altra: la crescita non dipende solo dal telefono.</p>
<h2>Una crescita che tocca ogni angolo dell&#8217;ecosistema</h2>
<p>Quello che rende questo trimestre davvero notevole è il fatto che Apple stia vedendo numeri positivi in modo trasversale. I <strong>servizi</strong>, ormai da tempo seconda colonna portante dei conti, hanno continuato la loro corsa verso l&#8217;alto. Abbonamenti, App Store, Apple Music, iCloud e tutto il comparto digitale stanno generando entrate sempre più consistenti, trimestre dopo trimestre. Ed è una tendenza che non sembra volersi fermare.</p>
<p>Anche il comparto <strong>Mac</strong> e <strong>iPad</strong> ha mostrato segnali incoraggianti. Dopo periodi altalenanti, entrambe le linee di prodotto sembrano aver ritrovato slancio, probabilmente anche grazie ai chip della famiglia Apple Silicon che continuano a rendere questi dispositivi estremamente competitivi. I wearable, con Apple Watch e AirPods in testa, aggiungono poi un ulteriore tassello a un quadro complessivamente molto solido.</p>
<h2>Cosa significa tutto questo per il futuro di Apple</h2>
<p>Raggiungere <strong>ricavi record</strong> in un trimestre storicamente meno forte rispetto a quello natalizio dice molto sulla salute dell&#8217;azienda. Apple sta dimostrando di saper diversificare le proprie fonti di guadagno in modo efficace, riducendo gradualmente la dipendenza da un singolo prodotto. Certo, l&#8217;iPhone resta fondamentale, nessuno lo mette in discussione. Però avere più motori che spingono nella stessa direzione rende il tutto molto più sostenibile nel lungo periodo.</p>
<p>Il mercato ha accolto positivamente questi risultati, e gli investitori sembrano fiduciosi. La capacità di <strong>Cupertino</strong> di innovare e al tempo stesso mantenere margini elevati resta uno dei punti di forza più evidenti. Con l&#8217;arrivo dei nuovi prodotti attesi nella seconda metà dell&#8217;anno, le aspettative sono già alte. E se il trend di questo trimestre è un&#8217;indicazione di quello che verrà, Apple sembra avere tutte le carte in regola per continuare a sorprendere.</p>
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		<title>Apple nel mirino della Polonia: in arrivo una tassa sui servizi digitali al 3%</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-nel-mirino-della-polonia-in-arrivo-una-tassa-sui-servizi-digitali-al-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Polonia prepara una tassa sui servizi digitali: Apple tra le aziende nel mirino La digital services tax torna al centro del dibattito europeo, e questa volta è la Polonia a muoversi con decisione. Il governo polacco ha annunciato l'intenzione di avviare la stesura di una legge che prevede...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>La Polonia prepara una tassa sui servizi digitali: Apple tra le aziende nel mirino</h2>
<p>La <strong>digital services tax</strong> torna al centro del dibattito europeo, e questa volta è la <strong>Polonia</strong> a muoversi con decisione. Il governo polacco ha annunciato l&#8217;intenzione di avviare la stesura di una legge che prevede un&#8217;imposta fino al 3% sui ricavi derivanti da determinati <strong>servizi digitali</strong>, una mossa che potrebbe colpire direttamente <strong>Apple</strong> e altri colossi tecnologici statunitensi attivi nel paese.</p>
<p>A dare la notizia è stato il vice primo ministro e ministro per la Digitalizzazione, Krzysztof Gawkowski, che ha parlato apertamente di un problema di concorrenza sleale. Il concetto è semplice: le aziende polacche pagano le tasse sulle proprie attività nel paese, mentre le grandi piattaforme straniere operano sul mercato locale senza contribuire in modo equivalente. Questo, secondo Gawkowski, riduce la competitività delle imprese domestiche, limita la sovranità digitale della Polonia e sottrae risorse al bilancio statale che potrebbero essere reinvestite nel potenziale tecnologico del paese.</p>
<h2>Chi verrebbe colpito e come funzionerebbe la tassa</h2>
<p>La proposta di legge andrebbe a tassare le aziende che generano ricavi dalla <strong>pubblicità online</strong> mirata, dalle piattaforme che mettono in contatto utenti per comprare e vendere beni o servizi, e dalla vendita di dati degli utenti. Ma non tutte le aziende sarebbero coinvolte: la soglia è piuttosto alta. Si parla di società con un fatturato globale superiore a 1 miliardo di euro e ricavi in Polonia oltre i 6,79 milioni di dollari annui.</p>
<p>Con queste premesse, diversi servizi di <strong>Apple</strong> potrebbero rientrare nel perimetro della tassa. L&#8217;<strong>App Store</strong>, Apple Music, Apple TV+, Apple Books, Apple Podcasts e il business pubblicitario in crescita dell&#8217;azienda di Cupertino sono tutti potenzialmente interessati. Detto questo, la bozza prevede anche esenzioni piuttosto ampie: per esempio, le interfacce digitali il cui scopo principale è fornire contenuti di proprietà del fornitore, oppure i negozi online in cui il venditore non agisce da intermediario. Apple potrebbe provare a far valere alcune di queste eccezioni per parte dei propri servizi, anche se il testo lascia parecchio margine di interpretazione.</p>
<h2>Un segnale che va oltre la Polonia</h2>
<p>Non è solo Apple a dover prestare attenzione. Anche <strong>Alphabet</strong>, Meta e Amazon verrebbero probabilmente coinvolte qualora la legge venisse approvata nella forma attuale. La cosa interessante è il tempismo: la Polonia si muove proprio pochi mesi dopo che la <strong>Commissione Europea</strong> ha fatto marcia indietro sui propri piani per una tassa digitale simile a livello comunitario. Sembra quasi che, di fronte all&#8217;inerzia di Bruxelles, i singoli stati membri stiano decidendo di agire per conto proprio.</p>
<p>Resta da vedere come reagiranno le big tech e se la legislazione finale manterrà la struttura attuale o verrà ammorbidita durante il percorso parlamentare. Quello che è certo è che il tema della tassazione dei servizi digitali non ha nessuna intenzione di sparire dall&#8217;agenda politica europea. E la Polonia, con questa mossa, manda un messaggio piuttosto chiaro.</p>
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		<title>Apple e Big Tech: la Polonia prepara una tassa del 3% sui ricavi</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-e-big-tech-la-polonia-prepara-una-tassa-del-3-sui-ricavi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 18:25:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Polonia prepara una tassa sui ricavi delle Big Tech: cosa cambia per Apple e le altre La digital services tax sta per diventare realtà anche in Polonia. Il governo polacco ha deciso di andare avanti con la stesura di un disegno di legge che prevede una tassazione del 3% sui ricavi generati da...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La Polonia prepara una tassa sui ricavi delle Big Tech: cosa cambia per Apple e le altre</h2>
<p>La <strong>digital services tax</strong> sta per diventare realtà anche in Polonia. Il governo polacco ha deciso di andare avanti con la stesura di un disegno di legge che prevede una tassazione del 3% sui ricavi generati da pubblicità online, piattaforme utente e servizi basati sui dati. Una mossa che punta dritto ai colossi della tecnologia, ma che lascia aperte alcune zone grigie non trascurabili.</p>
<p>Il progetto di legge fissa soglie piuttosto precise: saranno coinvolte solo le aziende con un <strong>fatturato globale</strong> superiore a 1,16 miliardi di dollari e con ricavi sul territorio polacco di almeno 6,8 milioni di dollari. Numeri che, va detto, tagliano fuori le realtà più piccole e puntano chiaramente verso i grandi nomi della Silicon Valley. <strong>Apple</strong>, Google, Meta e le altre principali società tecnologiche statunitensi rientrano senza troppi dubbi in quei parametri.</p>
<h2>Apple potrebbe davvero essere colpita?</h2>
<p>Qui la faccenda si fa interessante. Perché se sulla carta le <strong>Big Tech</strong> rientrano tutte nei requisiti, la struttura della tassa lascia abbastanza margine di manovra per chi volesse contestare la propria posizione. Apple, per esempio, potrebbe argomentare che una parte significativa dei propri ricavi in Polonia non derivi direttamente da pubblicità online o dalla vendita di dati degli utenti, ma dalla vendita di hardware e software. È una distinzione sottile, certo, ma nel mondo fiscale le sfumature contano parecchio.</p>
<p>Il <strong>prelievo del 3%</strong> si applicherebbe ai ricavi e non agli utili, il che rende la misura particolarmente pesante per quelle aziende che operano con margini più contenuti su determinati servizi digitali. La Polonia segue in questo senso una strada già tracciata da altri Paesi europei, tra cui Francia e Italia, che hanno introdotto meccanismi simili negli ultimi anni per cercare di far contribuire le multinazionali tech al gettito fiscale locale.</p>
<h2>Il contesto europeo e le possibili reazioni</h2>
<p>La decisione della <strong>Polonia</strong> arriva in un momento in cui il dibattito sulla tassazione digitale a livello internazionale è tutt&#8217;altro che risolto. L&#8217;OCSE lavora da tempo a un accordo globale, ma i progressi sono lenti e molti Paesi hanno scelto di procedere in autonomia. Il rischio, già visto in passato, è quello di tensioni commerciali con gli <strong>Stati Uniti</strong>, che hanno sempre visto queste tasse come discriminatorie nei confronti delle proprie aziende.</p>
<p>Per Apple e le altre Big Tech, comunque, l&#8217;ennesima digital services tax in Europa rappresenta un segnale ormai impossibile da ignorare. Le regole del gioco stanno cambiando, anche se la partita su chi debba pagare quanto, e soprattutto come, è ancora tutta da giocare.</p>
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		<title>Apple taglia il target: lo slittamento di iPhone 18 cambia tutto</title>
		<link>https://tecnoapple.it/apple-taglia-il-target-lo-slittamento-di-iphone-18-cambia-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:54:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bank of America rivede al ribasso il target su Apple: cosa c'entra l'iPhone 18 Il **target price di Apple** secondo **Bank of America** scende leggermente, passando da 325 a 320 dollari per azione. Una limatura minima, quasi simbolica, ma che racconta qualcosa di più ampio su come stiano cambiando...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-taglia-il-target-lo-slittamento-di-iphone-18-cambia-tutto/">Apple taglia il target: lo slittamento di iPhone 18 cambia tutto</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Bank of America rivede al ribasso il target su Apple: cosa c&#8217;entra l&#8217;iPhone 18</h2>
<p>Il <strong>target price di Apple</strong> secondo <strong>Bank of America</strong> scende leggermente, passando da 325 a 320 dollari per azione. Una limatura minima, quasi simbolica, ma che racconta qualcosa di più ampio su come stiano cambiando le tempistiche di lancio dei prossimi <strong>iPhone</strong>. E il motivo ha un nome preciso: lo slittamento dell&#8217;<strong>iPhone 18</strong> non Pro, che potrebbe arrivare soltanto nella primavera del 2027.</p>
<p>La banca americana mantiene comunque una visione complessivamente positiva sul titolo <strong>Apple</strong>. Non si tratta di un cambio di rotta drastico, anzi. Basta guardare la storia recente per capirlo: nell&#8217;ottobre 2025, gli analisti di <strong>BoA</strong> avevano alzato con decisione il loro obiettivo da 270 a 320 dollari, spinti dalla fiducia nella strategia di lungo periodo della società di Cupertino. Poi, a novembre, un ulteriore ritocco verso l&#8217;alto fino a 325 dollari. Adesso si torna esattamente al livello precedente, 320 dollari. Una correzione che vale appena cinque dollari e che, nei fatti, non cambia granché il quadro generale.</p>
<h2>Perché lo slittamento dell&#8217;iPhone 18 pesa sulle previsioni</h2>
<p>Il punto centrale della nota inviata agli investitori martedì riguarda il <strong>calendario dei lanci Apple</strong> per i prossimi anni. Con l&#8217;arrivo previsto dell&#8217;<strong>iPhone Fold</strong> in autunno, la lineup subirebbe una riorganizzazione importante. I modelli non Pro della gamma iPhone 18 verrebbero posticipati rispetto alla finestra tradizionale di settembre, scivolando verso i primi mesi del 2027.</p>
<p>Questo tipo di spostamento ha conseguenze dirette sulle <strong>stime di ricavi trimestrali</strong>. Quando un prodotto che genera volumi enormi come un iPhone non Pro viene rimandato di qualche mese, gli analisti sono costretti a rivedere le proiezioni su quel periodo specifico. Anche se la domanda complessiva resta intatta, il momento in cui quei ricavi entrano nei bilanci cambia, e tanto basta per giustificare un aggiustamento del <strong>prezzo obiettivo</strong>.</p>
<h2>Apple resta una scommessa solida per Wall Street</h2>
<p>Va detto chiaramente: una riduzione di cinque dollari sul target non rappresenta un segnale di allarme. <strong>Bank of America</strong> continua a considerare Apple un investimento attraente, e la visione di fondo non è cambiata. La fiducia nella <strong>strategia a lungo termine</strong> dell&#8217;azienda resta salda, soprattutto considerando l&#8217;espansione verso nuovi formati come il tanto atteso dispositivo pieghevole.</p>
<p>Quello che emerge da questa vicenda è piuttosto un promemoria su quanto il <strong>ciclo di prodotto</strong> di Apple sia diventato complesso. Non basta più ragionare su un singolo lancio autunnale. Con l&#8217;iPhone Fold che entra in scena e i modelli non Pro che si spostano, la cadenza tradizionale si frammenta. E gli analisti di <strong>Wall Street</strong>, giustamente, ne tengono conto nelle loro valutazioni, anche quando il ritocco è così contenuto da sembrare quasi irrilevante.</p>
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		<title>iPhone, Tim Cook svela il futuro: cosa ha in mente Apple</title>
		<link>https://tecnoapple.it/iphone-tim-cook-svela-il-futuro-cosa-ha-in-mente-apple/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 02:53:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tim Cook e il futuro dell'iPhone: "C'è ancora tantissimo che possiamo fare" Il futuro dell'iPhone secondo Tim Cook non è affatto in discussione. Durante un'intervista con Nikias Molina alla Grand Central Terminal di New York, il CEO di Apple ha voluto ribadire un concetto che potrebbe sembrare...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/iphone-tim-cook-svela-il-futuro-cosa-ha-in-mente-apple/">iPhone, Tim Cook svela il futuro: cosa ha in mente Apple</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Tim Cook e il futuro dell&#8217;iPhone: &#8220;C&#8217;è ancora tantissimo che possiamo fare&#8221;</h2>
<p>Il <strong>futuro dell&#8217;iPhone</strong> secondo <strong>Tim Cook</strong> non è affatto in discussione. Durante un&#8217;intervista con Nikias Molina alla Grand Central Terminal di New York, il CEO di <strong>Apple</strong> ha voluto ribadire un concetto che potrebbe sembrare scontato ma che, a pensarci bene, non lo è per niente: lo smartphone che ha cambiato tutto ha ancora moltissima strada davanti.</p>
<p>&#8220;C&#8217;è ancora tantissimo che possiamo fare con l&#8217;iPhone&#8221;, ha dichiarato Cook. &#8220;Continuerà a essere il centro della vita digitale delle persone.&#8221; Parole che suonano come il classico ottimismo aziendale, certo. Ma il punto interessante è un altro. Apple sta investendo pesantemente in nuove direzioni: il <strong>spatial computing</strong> con il Vision Pro, gli <strong>occhiali a realtà aumentata</strong> su cui si lavora da anni, persino un misterioso pendente alimentato dall&#8217;intelligenza artificiale e privo di schermo. Eppure, nonostante tutto questo fermento, Cook continua a puntare sull&#8217;iPhone come dispositivo cardine. E i numeri gli danno ragione in modo piuttosto clamoroso.</p>
<h2>Numeri da capogiro e un compleanno importante</h2>
<p>L&#8217;ultimo trimestre ha registrato <strong>ricavi iPhone</strong> pari a 85,2 miliardi di dollari, un record assoluto. Cook ha definito la domanda durante quel periodo &#8220;semplicemente sbalorditiva&#8221;, con risultati mai visti prima in ogni singolo segmento geografico. Non male per un prodotto che il prossimo anno compirà vent&#8217;anni.</p>
<p>Ed è proprio questo il dettaglio che colpisce di più. Dopo due decenni, l&#8217;iPhone non mostra segni di rallentamento. Anzi, sembra avere raggiunto una maturità che, paradossalmente, gli consente di crescere ancora. Quando un dispositivo riesce a stabilire record di vendite dopo quasi vent&#8217;anni dal lancio, qualcosa di profondo sta succedendo nel rapporto tra quel prodotto e chi lo utilizza ogni giorno.</p>
<h2>L&#8217;iPhone resterà al centro? Cook non ha dubbi</h2>
<p>La vera domanda, naturalmente, è se esisterà mai qualcosa capace di rimpiazzare l&#8217;iPhone e gli <strong>smartphone</strong> in generale. Cook su questo fronte appare tranquillissimo. &#8220;L&#8217;iPhone sarà in circolazione ancora per molto, molto tempo&#8221;, ha detto senza esitazione.</p>
<p>C&#8217;è da chiedersi se questa sicurezza derivi da una visione strategica concreta o dalla semplice consapevolezza che, al momento, nessun altro dispositivo riesce a replicare quel mix di utilità, ecosistema e abitudine quotidiana che l&#8217;<strong>iPhone</strong> rappresenta. Probabilmente entrambe le cose. Intanto, l&#8217;attesa cresce per quello che sarà il prossimo capitolo della saga: l&#8217;<strong>iPhone 17</strong>, atteso con grande curiosità da analisti e appassionati, potrebbe rappresentare un&#8217;ulteriore evoluzione di una formula che, evidentemente, funziona ancora alla grande.</p>
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