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	<title>ricerca Hmm Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Apple al WWDC rischia di parlare troppo di intelligenza artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 12:53:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple e il rischio di parlare troppo di intelligenza artificiale al WWDC Il WWDC si avvicina e con esso una domanda che vale più di qualsiasi annuncio tecnico: quanto dovrebbe parlare Apple di intelligenza artificiale senza rischiare di sembrare una copia carbone di Google? Perché il punto è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple e il rischio di parlare troppo di intelligenza artificiale al WWDC</h2>
<p>Il <strong>WWDC</strong> si avvicina e con esso una domanda che vale più di qualsiasi annuncio tecnico: quanto dovrebbe parlare <strong>Apple</strong> di <strong>intelligenza artificiale</strong> senza rischiare di sembrare una copia carbone di Google? Perché il punto è proprio questo. Dopo la recente conferenza <strong>Google I/O</strong>, dove la parola &#8220;AI&#8221; è stata ripetuta un numero di volte che sfida le leggi della fisica, il clima attorno a queste tecnologie non è esattamente entusiastico. Anzi, a dirla tutta, sta montando un&#8217;ondata di fastidio piuttosto evidente.</p>
<p>Google, tanto per dare un&#8217;idea del momento, ha annunciato di voler ingrandire la barra di ricerca per ospitare query più lunghe pensate per l&#8217;intelligenza artificiale. Tradotto: l&#8217;obiettivo è tenere gli utenti sulla propria pagina invece di mandarli sui siti web da cui quelle risposte vengono pescate. Siti che, tra l&#8217;altro, non vedono un centesimo per il contenuto che viene riassunto e servito agli utenti senza che nessuno ci clicchi sopra. Google sta passando dall&#8217;essere un motore di ricerca a qualcosa di diverso: una specie di intermediario che dice &#8220;fidati, ho letto tutto al posto tuo&#8221; senza garantire nemmeno l&#8217;accuratezza delle informazioni. Il caso della gaffe sugli anni ne è un esempio perfetto: l&#8217;<strong>AI Overview</strong> di Google ha sostenuto che l&#8217;anno prossimo non è il 2027 ma il 2028. Un errore preso, ironia della sorte, da un post di Reddit che parlava di un precedente errore dell&#8217;intelligenza artificiale di Google. Errori che generano errori. Un loop che non ispira esattamente fiducia.</p>
<h2>Il pubblico non è poi così entusiasta dell&#8217;AI</h2>
<p>E qui si arriva al nocciolo della questione. La maggior parte delle persone comuni non ama e non vuole l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> infilata ovunque. I segnali ci sono tutti. Alle cerimonie di laurea negli Stati Uniti, gli studenti hanno iniziato a fischiare apertamente i CEO delle big tech, incluso l&#8217;ex amministratore delegato di Google <strong>Eric Schmidt</strong>, che di fronte ai fischi ha pensato bene di raddoppiare la dose di retorica tecnottimista. &#8220;Quando qualcuno ti offre un posto su un razzo, non chiedi quale posto. Sali e basta,&#8221; ha detto alla platea inferocita. Un approccio coraggioso, bisogna ammetterlo. Anche se forse non il più intelligente quando il razzo in questione sembra diretto verso destinazioni poco rassicuranti.</p>
<h2>Cosa dovrebbe fare Apple al WWDC</h2>
<p>Certo, <strong>Apple</strong> parlerà di AI al WWDC. È inevitabile. Ha registrato un sottodominio dedicato alla GenAI e si aspetta da tempo la presentazione della versione potenziata di <strong>Siri</strong>, promessa ormai due anni fa. Secondo Mark Gurman di Bloomberg, questa nuova Siri dovrebbe arrivare come beta con <strong>iOS 27</strong>. Il che, a pensarci bene, non è una novità: Siri è nata come beta nel 2011 e ci sono voluti due anni per uscirne. Forse il problema è sempre stato quello.</p>
<p>Ma al di là degli annunci tecnici, il consiglio che arriva forte e chiaro è uno solo: non aprire il rubinetto delle referenze all&#8217;intelligenza artificiale come ha fatto Google. In un momento in cui anche gli sviluppatori ammettono che l&#8217;AI sta &#8220;marcendo&#8221; il loro modo di ragionare, la scelta delle parole conta tantissimo. Apple farebbe bene a rimettere al centro gli aspetti creativi delle sue piattaforme, quelli che le persone amano davvero, quelli che ci rendono umani e che l&#8217;intelligenza artificiale sembra voler sostituire. Magari, ecco, con un approccio più elegante rispetto a quello spot &#8220;Crush&#8221; del 2024 che non è piaciuto praticamente a nessuno.</p>
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		<title>Caffeina rende le formiche più intelligenti: la scoperta sorprendente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 20:54:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[caffeina]]></category>
		<category><![CDATA[esche]]></category>
		<category><![CDATA[feromoni]]></category>
		<category><![CDATA[formiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La caffeina rende le formiche più intelligenti: una scoperta che potrebbe rivoluzionare il controllo dei parassiti La caffeina non sveglia solo gli esseri umani al mattino. A quanto pare, funziona anche sulle formiche, e gli effetti sono tutt'altro che banali. Uno studio pubblicato sulla rivista...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La caffeina rende le formiche più intelligenti: una scoperta che potrebbe rivoluzionare il controllo dei parassiti</h2>
<p>La <strong>caffeina</strong> non sveglia solo gli esseri umani al mattino. A quanto pare, funziona anche sulle <strong>formiche</strong>, e gli effetti sono tutt&#8217;altro che banali. Uno studio pubblicato sulla rivista <strong>iScience</strong> ha dimostrato che le formiche argentine, una delle specie invasive più problematiche al mondo, diventano significativamente più efficienti nel trovare il cibo quando la loro soluzione zuccherina contiene dosi moderate di caffeina. Non si muovono più velocemente, attenzione. Semplicemente, seguono percorsi più diretti, come se sapessero esattamente dove andare. Il tempo di percorrenza si riduce fino al <strong>38 percento</strong>. E questo apre scenari davvero interessanti per il <strong>controllo dei parassiti</strong>.</p>
<p>La ricerca arriva dall&#8217;Università di Regensburg, guidata dal biologo computazionale Henrique Galante. L&#8217;idea di partenza era semplice quanto geniale: se le formiche imparano più in fretta dove si trova un&#8217;esca, torneranno prima, lasceranno più <strong>tracce di feromoni</strong>, attireranno più compagne e diffonderanno il veleno nella colonia prima che qualcuna si accorga del pericolo. Le formiche argentine rappresentano un grattacapo enorme per agricoltori e gestori ambientali. Le esche avvelenate tradizionali spesso falliscono perché le colonie le ignorano o le abbandonano troppo presto. Aggiungere caffeina potrebbe cambiare radicalmente questa dinamica.</p>
<h2>Come è stato condotto l&#8217;esperimento</h2>
<p>Il gruppo di ricerca ha progettato un esperimento controllato piuttosto ingegnoso. Le formiche attraversavano un piccolo ponte costruito con mattoncini Lego per raggiungere una superficie di test, dove trovavano una goccia di soluzione zuccherina con concentrazioni diverse di <strong>caffeina</strong>: zero, 25 ppm, 250 ppm oppure 2.000 ppm. La dose più bassa corrisponde a quella presente naturalmente nelle piante, quella intermedia è paragonabile a una bevanda energetica, mentre la più alta è potenzialmente tossica. In totale, 142 formiche hanno completato quattro prove ciascuna, e tra una prova e l&#8217;altra la superficie veniva sostituita per impedire che seguissero le proprie tracce chimiche.</p>
<p>I risultati parlano chiaro. Le formiche che bevevano solo zucchero non miglioravano granché col passare delle prove. Quelle esposte a 25 ppm riducevano il tempo di foraggiamento del 28 percento a ogni visita. A 250 ppm, il miglioramento toccava il 38 percento. Per dare un&#8217;idea concreta: una formica che inizialmente impiegava 300 secondi per raggiungere il premio, con la dose intermedia arrivava a completare il percorso in appena 54 secondi nell&#8217;ultima prova. La dose più alta, invece, non produceva lo stesso beneficio.</p>
<h2>Non più veloci, ma più concentrate</h2>
<p>Il punto affascinante è che la velocità di spostamento restava identica in tutti i gruppi. Le formiche sotto effetto di caffeina non correvano di più. Prendevano semplicemente strade più dritte, con meno deviazioni, segno di una <strong>memoria spaziale</strong> potenziata e di una maggiore capacità di apprendimento. Come ha spiegato Galante, queste formiche sanno dove vogliono andare, il che significa che hanno effettivamente imparato la posizione della ricompensa.</p>
<p>Prima di entusiasmarsi troppo, va detto che servono ancora verifiche sul campo. Il team sta già testando esche potenziate con caffeina in ambienti esterni in Spagna, valutando anche come la caffeina interagisce con il veleno stesso. Ma il potenziale è enorme. Se questa strategia dovesse funzionare su larga scala, il <strong>controllo dei parassiti</strong> basato sulle esche potrebbe diventare molto più efficace, sfruttando un composto economico, abbondante e già presente in natura. A volte, le rivoluzioni partono da una tazzina. O da una goccia.</p>
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