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	<title>satellitare Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>NASA PExT: un veicolo spaziale può ora passare da una rete satellitare all&#8217;altra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 15:22:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La NASA ha dimostrato che un veicolo spaziale può passare da una rete satellitare all'altra Le comunicazioni spaziali stanno per cambiare radicalmente. La NASA ha completato con successo la fase primaria di una missione sperimentale che dimostra una cosa apparentemente semplice ma, nei fatti,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La NASA ha dimostrato che un veicolo spaziale può passare da una rete satellitare all&#8217;altra</h2>
<p>Le <strong>comunicazioni spaziali</strong> stanno per cambiare radicalmente. La <strong>NASA</strong> ha completato con successo la fase primaria di una missione sperimentale che dimostra una cosa apparentemente semplice ma, nei fatti, rivoluzionaria: un singolo veicolo spaziale può connettersi e trasmettere dati attraverso <strong>reti satellitari multiple</strong>, sia governative che commerciali, senza restare vincolato a un unico sistema. Il terminale protagonista di questa svolta si chiama <strong>PExT</strong>, acronimo di Polylingual Experimental Terminal, ed è stato lanciato il 23 luglio 2025 a bordo del veicolo BARD di York Space Systems. Fino a oggi, le comunicazioni nello spazio hanno sempre funzionato con una logica piuttosto rigida: ogni missione si appoggiava a una sola rete. PExT ribalta questo schema sfruttando lo spettro in <strong>banda Ka</strong>, ampiamente diffuso, per far transitare i dati su più sistemi satellitari in modo fluido. Gli obiettivi principali della missione sono stati raggiunti già nel dicembre 2025, quando il terminale ha trasmesso con successo informazioni verso la Terra attraverso il sistema Tracking and Relay Satellite della NASA e le reti commerciali gestite da <strong>Viasat</strong> e SES Space and Defense. Dopo quel traguardo, a gennaio 2026 è partita una fase operativa estesa, con l&#8217;obiettivo di spingere ancora più in là le capacità del sistema.</p>
<h2>Connessioni dirette con la Terra e nuove collaborazioni</h2>
<p>La fase successiva della missione PExT prevede qualcosa di ancora più ambizioso: testare <strong>collegamenti diretti tra veicolo spaziale e stazioni a terra</strong>, utilizzando la rete mondiale di SSC Space. In pratica, si punta a completare oltre 50 connessioni dirette con la Terra passando dalla stazione partner di Weilheim, in Germania. L&#8217;idea di fondo è piuttosto chiara. Le future missioni spaziali dovrebbero poter scegliere, a seconda delle circostanze, se instradare i dati attraverso satelliti relay oppure comunicare direttamente con le stazioni al suolo. Questa flessibilità migliorerebbe la copertura, rafforzerebbe l&#8217;affidabilità e renderebbe le operazioni molto più efficienti. E non finisce qui. La NASA sta collaborando anche con Aalyria Technologies per sperimentare la gestione dei servizi di comunicazione tramite la piattaforma software <strong>Spacetime</strong>. Si tratta di un approccio coordinato che consente di pianificare, gestire e fornire servizi di comunicazione per più missioni contemporaneamente attraverso un unico framework condiviso. L&#8217;obiettivo è dimostrare che questo metodo può semplificare le operazioni, offrire maggiore visibilità sui servizi disponibili e garantire un supporto comunicativo affidabile per l&#8217;intera durata di una missione.</p>
<h2>Verso un ecosistema spaziale più connesso</h2>
<p>Questo lavoro si inserisce in un quadro più ampio. La collaborazione tra Aalyria e la Defense Innovation Unit statunitense, nell&#8217;ambito del programma Hybrid Space Architecture, punta a creare un ecosistema di comunicazioni spaziali dove sistemi governativi e commerciali possano lavorare insieme senza attriti. La NASA, partecipando a questo sforzo, sta beneficiando degli investimenti fatti per sviluppare la piattaforma Spacetime e costruisce su quanto già realizzato con il programma NextSTEP 2. Il progetto PExT è finanziato e gestito dal programma <strong>Space Communications and Navigation</strong> (SCaN) della NASA, in collaborazione con il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory. Al di là delle dimostrazioni attuali, tutto questo lavoro serve a validare architetture di comunicazione commerciali che un giorno potrebbero supportare missioni in <strong>orbita terrestre bassa</strong> e, col tempo, anche molto più lontano nello spazio. È il tipo di infrastruttura che non fa notizia quanto un allunaggio, ma senza la quale nessuna missione futura potrà davvero funzionare come previsto.</p>
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		<title>Apple Watch Series 12 potrebbe cambiare tutto: ecco perché</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 10:55:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[connettività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Apple Watch Series 12: finalmente aggiornamenti che contano davvero? Dopo anni in cui ogni nuova generazione sembrava poco più di un ritocco estetico o di una specifica tecnica aggiornata quasi per obbligo, l'Apple Watch Series 12 potrebbe rappresentare una svolta concreta. Le indiscrezioni che...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple Watch Series 12: finalmente aggiornamenti che contano davvero?</h2>
<p>Dopo anni in cui ogni nuova generazione sembrava poco più di un ritocco estetico o di una specifica tecnica aggiornata quasi per obbligo, l&#8217;<strong>Apple Watch Series 12</strong> potrebbe rappresentare una svolta concreta. Le indiscrezioni che circolano in queste settimane, rilanciate anche da Cult of Mac, parlano di novità tutt&#8217;altro che marginali: un <strong>chip più veloce</strong> e, soprattutto, la <strong>connettività satellitare</strong> integrata direttamente nel quadrante da polso.</p>
<p>Chi segue il mondo degli smartwatch sa bene che Apple ha dominato il mercato per anni, ma sa anche che le ultime generazioni hanno lasciato un po&#8217; di amaro in bocca. Un sensore in più qui, un display leggermente più luminoso là. Roba che, diciamolo, non giustificava sempre il passaggio al modello successivo. Con l&#8217;Apple Watch Series 12, però, il discorso potrebbe cambiare parecchio.</p>
<h2>Cosa sappiamo sulle novità in arrivo</h2>
<p>Il punto centrale è proprio quel <strong>processore di nuova generazione</strong> che dovrebbe garantire prestazioni nettamente superiori. Non si parla solo di velocità pura nell&#8217;aprire le app o nel gestire le notifiche, ma di una piattaforma capace di reggere funzionalità più complesse legate alla <strong>salute</strong> e al monitoraggio biometrico avanzato. È il tipo di miglioramento che si sente nell&#8217;uso quotidiano, non solo nelle schede tecniche.</p>
<p>E poi c&#8217;è la questione della <strong>connettività via satellite</strong>. Apple ha già introdotto questa tecnologia sugli iPhone più recenti, permettendo di inviare messaggi di emergenza anche senza copertura cellulare. Portarla sull&#8217;Apple Watch Series 12 significherebbe offrire un livello di sicurezza completamente nuovo per chi fa sport all&#8217;aperto, escursionismo o semplicemente si trova in zone con scarsa copertura di rete. Pensare di poter lanciare un <strong>SOS satellitare</strong> direttamente dal polso, senza bisogno dello smartphone nelle vicinanze, è qualcosa che cambia la percezione stessa di cosa può fare un orologio smart.</p>
<h2>Un aggiornamento che potrebbe valere davvero la pena</h2>
<p>Ovviamente, fino a quando Apple non confermerà ufficialmente le specifiche, tutto resta nel territorio delle voci di corridoio. Ma la direzione sembra chiara. L&#8217;azienda di Cupertino ha bisogno di dare una scossa alla propria linea di <strong>wearable</strong>, e l&#8217;Apple Watch Series 12 ha tutte le carte in regola per farlo. Il mercato degli smartwatch è sempre più competitivo, con Samsung e Google che spingono forte sulle proprie piattaforme, e restare fermi non è un&#8217;opzione.</p>
<p>Quello che rende queste indiscrezioni particolarmente interessanti è che non si tratta di fronzoli. Un chip migliore e la connettività satellitare sono funzionalità concrete, che rispondono a esigenze reali. Se Apple riuscirà a mantenere le promesse che queste voci lasciano intravedere, potrebbe essere il primo aggiornamento in diversi anni a convincere anche chi aveva deciso di saltare un giro. E forse anche due.</p>
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		<title>Amazon compra Globalstar: cosa cambia per la connettività satellitare di iPhone</title>
		<link>https://tecnoapple.it/amazon-compra-globalstar-cosa-cambia-per-la-connettivita-satellitare-di-iphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 01:55:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
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		<category><![CDATA[connettività]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amazon acquisisce Globalstar: cosa cambia per la connettività satellitare di iPhone e Apple Watch La connettività satellitare degli iPhone e degli Apple Watch sta per cambiare padrone. Amazon ha annunciato martedì l'acquisizione di Globalstar, il provider di servizi satellitari che fino ad oggi ha...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Amazon acquisisce Globalstar: cosa cambia per la connettività satellitare di iPhone e Apple Watch</h2>
<p>La <strong>connettività satellitare</strong> degli <strong>iPhone</strong> e degli <strong>Apple Watch</strong> sta per cambiare padrone. Amazon ha annunciato martedì l&#8217;acquisizione di <strong>Globalstar</strong>, il provider di servizi satellitari che fino ad oggi ha garantito la copertura fuori rete cellulare per i dispositivi Apple. Un passaggio di consegne importante, che porta tutta l&#8217;infrastruttura sotto il cappello di <strong>Amazon Leo</strong>, la rete internet satellitare del colosso di Seattle.</p>
<p>Apple aveva introdotto l&#8217;accesso satellitare nel 2022, a partire dalla serie iPhone 14. Non si trattava di una connessione pensata per navigare o guardare video: era, ed è tuttora, una funzione di sicurezza. Permette di contattare i servizi di emergenza, inviare messaggi a familiari e amici, richiedere assistenza stradale e condividere la propria posizione quando ci si trova fuori dalla copertura cellulare tradizionale. Una di quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembrano superflue, finché non servono davvero.</p>
<p>Panos Panay, Senior VP di Amazon, ha scritto su X una frase piuttosto diretta: &#8220;I clienti Apple sono già connessi anche fuori copertura cellulare, e in futuro lo faranno tramite i satelliti di Amazon Leo.&#8221; Il messaggio è chiaro. Amazon non vuole solo ereditare un servizio esistente, ma farlo evolvere.</p>
<h2>Il nodo del costo: resterà gratuito?</h2>
<p>Qui viene la parte che interessa di più a chi possiede un <strong>iPhone</strong>. Fino ad oggi, la copertura satellitare è stata offerta gratuitamente. Quando Apple la lanciò, parlò di un periodo di prova di due anni. Poi arrivò un&#8217;estensione con iPhone 15 nel 2023. E ancora un&#8217;altra nel settembre 2025, che copre i possessori di iPhone 14 e 15 fino al 9 settembre 2026. Chi ha un <strong>iPhone 16</strong> o modelli successivi, così come chi possiede un Apple Watch Ultra 3, gode di copertura gratuita fino a settembre 2028.</p>
<p>Nell&#8217;annuncio di martedì, Amazon ha confermato di aver firmato un accordo con <strong>Apple</strong> per fornire connettività satellitare &#8220;per le funzionalità attuali e future di iPhone e Apple Watch.&#8221; Però, e questo è il punto, non ci sono dettagli su cosa succederà dopo la scadenza della copertura gratuita. Nessuno ha detto esplicitamente se il servizio resterà incluso o se diventerà un <strong>abbonamento a pagamento</strong>. Il silenzio su questo aspetto lascia spazio a più di qualche dubbio.</p>
<h2>Il futuro della rete satellitare di Amazon</h2>
<p>C&#8217;è anche un altro elemento interessante. Amazon ha dichiarato che entro la fine dell&#8217;anno lancerà il proprio sistema satellitare di nuova generazione, progettato per la comunicazione diretta con i dispositivi. Secondo l&#8217;azienda, questa tecnologia offrirà un&#8217;efficienza nettamente superiore rispetto ai sistemi tradizionali, traducendosi in velocità maggiori e prestazioni migliori per gli utenti.</p>
<p>Se le promesse verranno mantenute, il passaggio da Globalstar ad <strong>Amazon Leo</strong> potrebbe rappresentare un salto di qualità notevole per tutti coloro che si affidano alla connettività satellitare nei momenti critici. Resta da capire a quale prezzo, nel senso più letterale del termine.</p>
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