<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Silverpit Archivi - Tecnoapple</title>
	<atom:link href="https://tecnoapple.it/tag/silverpit/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://tecnoapple.it/tag/silverpit/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Jun 2026 07:24:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.1</generator>
	<item>
		<title>Asteroide nel Mare del Nord: lo tsunami di 100 metri confermato dopo 20 anni</title>
		<link>https://tecnoapple.it/asteroide-nel-mare-del-nord-lo-tsunami-di-100-metri-confermato-dopo-20-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 07:24:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[asteroide]]></category>
		<category><![CDATA[cratere]]></category>
		<category><![CDATA[fondale]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[quarzo]]></category>
		<category><![CDATA[Silverpit]]></category>
		<category><![CDATA[sismiche]]></category>
		<category><![CDATA[tsunami]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/asteroide-nel-mare-del-nord-lo-tsunami-di-100-metri-confermato-dopo-20-anni/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un asteroide colpì il Mare del Nord e scatenò uno tsunami di 100 metri Il cratere Silverpit ha finalmente una storia ufficiale, e non è per niente tranquilla. Un gruppo di scienziati guidato dal dottor Uisdean Nicholson della Heriot-Watt University di Edimburgo ha confermato che un asteroide largo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/asteroide-nel-mare-del-nord-lo-tsunami-di-100-metri-confermato-dopo-20-anni/">Asteroide nel Mare del Nord: lo tsunami di 100 metri confermato dopo 20 anni</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un asteroide colpì il Mare del Nord e scatenò uno tsunami di 100 metri</h2>
<p>Il <strong>cratere Silverpit</strong> ha finalmente una storia ufficiale, e non è per niente tranquilla. Un gruppo di scienziati guidato dal dottor Uisdean Nicholson della <strong>Heriot-Watt University</strong> di Edimburgo ha confermato che un <strong>asteroide</strong> largo circa 160 metri si schiantò sul fondale del <strong>Mare del Nord</strong> tra 43 e 46 milioni di anni fa, generando uno <strong>tsunami</strong> alto oltre 100 metri. Una parete d&#8217;acqua più alta di molti grattacieli moderni. La notizia, pubblicata sulla rivista <strong>Nature Communications</strong>, chiude un dibattito che andava avanti da oltre vent&#8217;anni e che nel 2009 aveva persino portato i geologi a votare formalmente sull&#8217;origine della struttura. E la maggioranza, allora, aveva bocciato l&#8217;ipotesi dell&#8217;impatto. Ora sappiamo che si sbagliavano.</p>
<h2>Un cratere nascosto sotto il fondale marino</h2>
<p>Il <strong>cratere Silverpit</strong> si trova circa 700 metri sotto il fondale del Mare del Nord meridionale, a una ottantina di chilometri dalla costa dello Yorkshire. Scoperto nel 2002, ha subito diviso la comunità scientifica. La struttura principale si estende per circa tre chilometri di diametro, ma è circondata da un anello di faglie circolari che arriva a coprire quasi 20 chilometri. La forma circolare, il picco centrale, il pattern delle fratture: tutto sembrava compatibile con un impatto ad altissima velocità. Eppure una parte dei ricercatori sosteneva che il cratere fosse il risultato di processi geologici più banali, come lo spostamento di depositi salini sotterranei o fenomeni vulcanici. Per risolvere la questione, il team ha utilizzato nuove <strong>immagini sismiche</strong> ad alta risoluzione, una sorta di ecografia del sottosuolo terrestre. E quello che hanno trovato nei campioni di roccia prelevati da un pozzo petrolifero esplorativo ha chiuso ogni discussione: cristalli di quarzo e feldspato con segni di shock estremo. Queste microstrutture si formano solo quando la roccia viene sottoposta a pressioni enormi, impossibili da raggiungere con la normale attività geologica. È la prova definitiva, il cosiddetto &#8220;proiettile d&#8217;argento&#8221; come lo ha definito il professor Gareth Collins dell&#8217;Imperial College di Londra, coautore dello studio.</p>
<h2>L&#8217;impatto e le sue conseguenze devastanti</h2>
<p>Secondo le simulazioni numeriche sviluppate dal team, l&#8217;asteroide arrivò da ovest con un angolo basso e colpì il fondale a velocità impressionante. Nel giro di pochi minuti, l&#8217;impatto generò una cortina di roccia e acqua alta un chilometro e mezzo che poi collassò nel mare, producendo lo tsunami di oltre 100 metri. Per dare un&#8217;idea delle proporzioni: parliamo di un muro d&#8217;acqua alto più di 330 piedi, capace di ridisegnare completamente la geografia costiera dell&#8217;epoca. Certo, l&#8217;asteroide era piccolo rispetto a quello che causò l&#8217;estinzione dei dinosauri 66 milioni di anni fa, ma bastò a provocare una distruzione straordinaria. Il <strong>cratere Silverpit</strong> entra così nel ristretto club dei <strong>crateri da impatto</strong> confermati, accanto a strutture celebri come il cratere di Chicxulub in Messico e il cratere Nadir al largo dell&#8217;Africa occidentale. Un club piuttosto esclusivo: sulla Terra esistono circa 200 crateri da impatto confermati sulla terraferma e solo 33 identificati sotto gli oceani. Il motivo è semplice. Il nostro pianeta è geologicamente irrequieto. Tettonica delle placche, erosione, attività vulcanica: nel corso di milioni di anni questi processi cancellano quasi tutte le tracce degli impatti antichi. Ecco perché ogni cratere preservato rappresenta un&#8217;opportunità scientifica preziosa per capire come gli <strong>asteroidi</strong> abbiano plasmato la storia della Terra e, soprattutto, per prepararsi a quello che potrebbe accadere in futuro. La ricerca è stata finanziata dal Natural Environment Research Council del Regno Unito.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/asteroide-nel-mare-del-nord-lo-tsunami-di-100-metri-confermato-dopo-20-anni/">Asteroide nel Mare del Nord: lo tsunami di 100 metri confermato dopo 20 anni</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cratere Silverpit: l&#8217;asteroide che scatenò uno tsunami di 100 metri</title>
		<link>https://tecnoapple.it/cratere-silverpit-lasteroide-che-scateno-uno-tsunami-di-100-metri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 08:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[asteroide]]></category>
		<category><![CDATA[cratere]]></category>
		<category><![CDATA[fondale]]></category>
		<category><![CDATA[geologi]]></category>
		<category><![CDATA[impatto]]></category>
		<category><![CDATA[Silverpit]]></category>
		<category><![CDATA[sismiche]]></category>
		<category><![CDATA[tsunami]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://tecnoapple.it/index.php/2026/03/11/cratere-silverpit-lasteroide-che-scateno-uno-tsunami-di-100-metri/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un asteroide colossale colpì il Mare del Nord e scatenò uno tsunami di 100 metri Il cratere Silverpit, nascosto sotto il fondale del Mare del Nord, ha finalmente una storia certa. E che storia. Un asteroide largo circa 160 metri si schiantò sul fondale marino tra 43 e 46 milioni di anni fa,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/cratere-silverpit-lasteroide-che-scateno-uno-tsunami-di-100-metri/">Cratere Silverpit: l&#8217;asteroide che scatenò uno tsunami di 100 metri</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un asteroide colossale colpì il Mare del Nord e scatenò uno tsunami di 100 metri</h2>
<p>Il <strong>cratere Silverpit</strong>, nascosto sotto il fondale del <strong>Mare del Nord</strong>, ha finalmente una storia certa. E che storia. Un <strong>asteroide</strong> largo circa 160 metri si schiantò sul fondale marino tra 43 e 46 milioni di anni fa, generando uno <strong>tsunami</strong> alto oltre 100 metri. Per più di vent&#8217;anni la comunità scientifica si è divisa sull&#8217;origine di questa struttura geologica sepolta a circa 700 metri sotto il fondale, a circa 130 chilometri dalla costa dello Yorkshire. Adesso, grazie a nuove immagini sismiche e alla scoperta di minerali &#8220;scioccati&#8221; nei campioni di roccia, la questione è stata risolta in modo definitivo. Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Nature Communications</strong>, è stato guidato dal dottor Uisdean Nicholson della <strong>Heriot-Watt University</strong> di Edimburgo, con il supporto del Natural Environment Research Council.</p>
<h2>Un cratere nascosto e un dibattito lungo due decenni</h2>
<p>Il <strong>cratere Silverpit</strong> fu identificato per la prima volta nel 2002. Largo circa tre chilometri, circondato da un anello di faglie concentriche che si estende per una ventina di chilometri, ha subito attirato l&#8217;attenzione dei geologi. La forma circolare, il picco centrale e quelle faglie ad anello ricordavano troppo da vicino i crateri da impatto conosciuti per essere ignorati. Eppure, non tutti erano convinti.</p>
<p>Alcuni scienziati proponevano spiegazioni alternative: movimenti sotterranei di sale che avrebbero deformato gli strati rocciosi, oppure attività vulcanica capace di provocare un collasso del fondale. Nel dicembre 2009, durante una votazione tra geologi, la maggioranza respinse addirittura l&#8217;ipotesi dell&#8217;impatto di un asteroide. Un verdetto che oggi appare ribaltato in modo clamoroso.</p>
<p>Il team di Nicholson ha analizzato dati sismici di nuova generazione insieme a campioni geologici prelevati da un pozzo petrolifero nella zona del cratere. Nei campioni sono stati trovati cristalli di quarzo e feldspato con segni di &#8220;shock&#8221;, ovvero una microstruttura interna che si forma esclusivamente sotto pressioni estreme, quelle tipiche di un impatto ad altissima velocità. Trovarli è stata un&#8217;impresa notevole, una vera ricerca dell&#8217;ago nel pagliaio, come l&#8217;ha definita lo stesso Nicholson. Ma quei minerali rappresentano la prova definitiva: nessun altro processo geologico conosciuto può produrre quel tipo di deformazione.</p>
<h2>L&#8217;impatto e le sue conseguenze devastanti</h2>
<p>Secondo le ricostruzioni, l&#8217;<strong>asteroide</strong> colpì il fondale marino con un angolo basso, provenendo da ovest. Nel giro di pochi minuti dall&#8217;impatto si sollevò una cortina di roccia e acqua alta un chilometro e mezzo, che poi ricadde nel mare generando uno tsunami con onde superiori ai 100 metri. Una forza distruttiva difficile anche solo da immaginare, capace di propagarsi rapidamente attraverso l&#8217;intera regione circostante.</p>
<p>Il professor Gareth Collins dell&#8217;Imperial College di Londra, che aveva partecipato al dibattito del 2009 e ha contribuito alle simulazioni numeriche del nuovo studio, ha commentato con una certa soddisfazione. Collins ha sempre ritenuto che l&#8217;ipotesi dell&#8217;impatto fosse la spiegazione più semplice e coerente con le osservazioni disponibili. Trovare finalmente la prova decisiva permette ora alla comunità scientifica di concentrarsi su qualcosa di ancora più affascinante: capire come gli impatti modellano i pianeti sotto la superficie, un aspetto estremamente difficile da studiare su altri corpi celesti.</p>
<p>Il <strong>cratere Silverpit</strong> entra così nel ristretto club delle strutture da impatto confermate. Sulla Terra ne esistono circa 200 sulla terraferma e appena 33 sono state identificate sotto gli oceani. La ragione è semplice: la tettonica delle placche e l&#8217;erosione cancellano quasi ogni traccia di questi eventi nel corso dei milioni di anni. Silverpit, eccezionalmente ben conservato sotto gli strati sedimentari del Mare del Nord, offre un&#8217;opportunità rara per studiare la dinamica degli impatti asteroidi e, soprattutto, per capire cosa potrebbe accadere in caso di una futura collisione.</p>
<p>A livello di importanza, questo cratere si colloca accanto a strutture ben più celebri come il <strong>cratere di Chicxulub</strong> in Messico, legato all&#8217;estinzione dei dinosauri, e il cratere Nadir al largo dell&#8217;Africa occidentale, identificato di recente come un altro sito di impatto. Certo, le dimensioni di Silverpit sono decisamente più contenute, ma il suo valore scientifico resta enorme. Ogni cratere confermato aggiunge un tassello alla comprensione della storia violenta del nostro pianeta, e questo in particolare racconta di un giorno lontanissimo in cui il Mare del Nord fu teatro di qualcosa di assolutamente catastrofico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/cratere-silverpit-lasteroide-che-scateno-uno-tsunami-di-100-metri/">Cratere Silverpit: l&#8217;asteroide che scatenò uno tsunami di 100 metri</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
