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	<title>sotterraneo Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Rete fungina sotterranea: 110 quadrilioni di km mappati per la prima volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:24:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto i nostri piedi si nasconde un'autostrada fungina da 110 quadrilioni di chilometri Una rete fungina sotterranea di proporzioni quasi inconcepibili si estende sotto la superficie terrestre, e per la prima volta nella storia qualcuno è riuscito a mapparla. Parliamo di circa 110 quadrilioni di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Sotto i nostri piedi si nasconde un&#8217;autostrada fungina da 110 quadrilioni di chilometri</h2>
<p>Una <strong>rete fungina sotterranea</strong> di proporzioni quasi inconcepibili si estende sotto la superficie terrestre, e per la prima volta nella storia qualcuno è riuscito a mapparla. Parliamo di circa 110 quadrilioni di chilometri di filamenti microscopici che collegano piante, spostano carbonio e sostengono ecosistemi interi. Se il numero sembra astratto, basta pensare che equivale a quasi un miliardo di volte la distanza tra la Terra e il Sole. Roba da far girare la testa.</p>
<p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <strong>Science</strong> nel giugno 2026, è opera di un team internazionale coordinato dalla <strong>Society for the Protection of Underground Networks</strong> (SPUN). I ricercatori hanno analizzato oltre 16.000 campioni di suolo raccolti in tutto il mondo, combinando i dati con modelli di apprendimento automatico per stimare la densità della rete fungina anche nelle zone dove non esistevano misurazioni dirette. Il risultato è la prima mappa globale di quella che gli scienziati chiamano l&#8217;infrastruttura micorrizica arbuscolare: i <strong>funghi micorrizici arbuscolari</strong>, noti come funghi AM, che formano partnership con circa il 70% delle specie vegetali del pianeta.</p>
<p>Il meccanismo è elegante nella sua semplicità. Le piante forniscono ai funghi il carbonio prodotto attraverso la fotosintesi. In cambio, i funghi restituiscono nutrienti e acqua, espandendo l&#8217;area di assorbimento delle radici fino a 100 volte. Questa rete fungina sotterranea trasferisce ogni anno circa <strong>4 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente</strong> nel suolo, una cifra pari all&#8217;11% di tutte le emissioni di anidride carbonica legate alle attività umane.</p>
<h2>Praterie a rischio e terreni agricoli impoveriti</h2>
<p>Uno dei dati più significativi dello studio riguarda la distribuzione di questa rete fungina. Le <strong>praterie</strong> ospitano circa il 40% dell&#8217;intera biomassa micorrizica arbuscolare del pianeta. Zone come le pianure alluvionali del Sud Sudan, le Everglades in Florida e l&#8217;altopiano tibetano presentano densità particolarmente elevate. Eppure, le praterie restano tra gli ecosistemi meno protetti al mondo e vengono convertite in terreni agricoli a un ritmo quattro volte superiore rispetto alle foreste.</p>
<p>E qui emerge il problema. Nei grandi <strong>terreni agricoli</strong>, la densità della rete fungina risulta inferiore di circa il 50% rispetto agli ecosistemi naturali. Meno funghi significa meno capacità del suolo di immagazzinare carbonio, riciclare nutrienti e resistere agli stress ambientali. Il 95% degli hotspot di biodiversità per i funghi AM si trova al di fuori delle aree protette: un dato che dovrebbe far riflettere chi si occupa di politiche ambientali e climatiche.</p>
<h2>Un sistema circolatorio planetario ancora in gran parte sconosciuto</h2>
<p>Gli scienziati descrivono spesso le <strong>reti micorriziche</strong> come un vero e proprio sistema circolatorio della Terra. E non è solo una metafora suggestiva. Ricerche precedenti dello stesso gruppo avevano misurato la velocità con cui il carbonio si muove attraverso questi filamenti viventi: 120 micrometri al secondo, una velocità che dall&#8217;interno della rete equivarrebbe a circa 400 chilometri orari.</p>
<p>Il nuovo studio ha anche stimato la massa complessiva della rete fungina globale: circa 300 megatonnellate di carbonio, qualcosa come quattro o sei volte il peso di tutti gli esseri umani viventi. Il dottor Justin Stewart, primo autore dello studio, ha sintetizzato bene la portata della scoperta: in un solo cucchiaino di terreno possono esserci fino a 10 metri di <strong>rete micorrizica</strong>.</p>
<p>Per rendere tutto questo visibile, il team ha collaborato con il designer Moritz Stefaner per creare la Mycorrhizal Infrastructure Map, una visualizzazione interattiva che permette di esplorare la scala di questa infrastruttura nascosta. I dati sono pubblici e disponibili per governi e decisori politici.</p>
<p>Come ha sottolineato la biologa evoluzionista Toby Kiers, direttrice di SPUN e recente vincitrice del Tyler Prize: i <strong>funghi</strong> sono stati ignorati troppo a lungo nelle strategie climatiche e di conservazione. Forse è arrivato il momento di guardare con più attenzione a quello che succede sotto i nostri piedi.</p>
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		<title>Great Salt Lake: scoperto un enorme serbatoio di acqua dolce nascosto</title>
		<link>https://tecnoapple.it/great-salt-lake-scoperto-un-enorme-serbatoio-di-acqua-dolce-nascosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 02:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[geologia]]></category>
		<category><![CDATA[lago]]></category>
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		<category><![CDATA[Utah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un enorme serbatoio di acqua dolce nascosto sotto il Great Salt Lake Un serbatoio di acqua dolce di dimensioni impressionanti si nasconde nelle profondità del Great Salt Lake, e la sua scoperta potrebbe cambiare parecchie cose. Non solo dal punto di vista scientifico, ma anche in termini pratici,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/great-salt-lake-scoperto-un-enorme-serbatoio-di-acqua-dolce-nascosto/">Great Salt Lake: scoperto un enorme serbatoio di acqua dolce nascosto</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un enorme serbatoio di acqua dolce nascosto sotto il Great Salt Lake</h2>
<p>Un <strong>serbatoio di acqua dolce</strong> di dimensioni impressionanti si nasconde nelle profondità del <strong>Great Salt Lake</strong>, e la sua scoperta potrebbe cambiare parecchie cose. Non solo dal punto di vista scientifico, ma anche in termini pratici, perché questo bacino sotterraneo potrebbe offrire una soluzione concreta a un problema ambientale sempre più urgente: le <strong>polveri tossiche</strong> che si sollevano dal letto prosciugato del lago.</p>
<p>La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori della <strong>University of Utah</strong>, che ha utilizzato una tecnologia chiamata <strong>rilevamento elettromagnetico aereo</strong> (AEM) per mappare le formazioni geologiche sotto Farmington Bay e Antelope Island, lungo il margine sudorientale del lago. Quello che hanno trovato ha sorpreso anche gli esperti più navigati: l&#8217;acqua dolce riempie i sedimenti sotto la superficie ipersalina del Great Salt Lake, raggiungendo profondità comprese tra 3 e 4 chilometri. Parliamo di circa 10.000 e 13.000 piedi, per dare un&#8217;idea della portata.</p>
<p>Tutto è partito dall&#8217;osservazione di strani tumuli circolari comparsi negli ultimi anni sul fondale esposto di Farmington Bay. Strutture larghe dai 50 ai 100 metri, ricoperte di fitte canne palustri alte quasi 5 metri. L&#8217;acqua dolce, spinta dalla pressione sotterranea, stava letteralmente venendo a galla attraverso fratture nello strato impermeabile sotto il lago. Come ha spiegato Michael Zhdanov, autore principale dello studio e professore di geologia e geofisica, è la prima volta che la tecnologia AEM riesce a rilevare acqua dolce sotto il sottile strato di acqua salata conduttiva che caratterizza la superficie del Great Salt Lake.</p>
<h2>L&#8217;acqua dolce si muove in modo inaspettato</h2>
<p>I risultati, pubblicati sulla rivista <strong>Scientific Reports</strong> (affiliata a Nature), fanno parte di un progetto di ricerca più ampio finanziato dal Dipartimento delle Risorse Naturali dello Utah. E qui viene la parte davvero interessante. Normalmente, gli idrologi si aspetterebbero che la salamoia, essendo più densa dell&#8217;acqua dolce, occupi tutto il volume sotto il lago. L&#8217;acqua dolce dalle montagne dovrebbe restare ai margini, alla periferia. Invece no.</p>
<p>L&#8217;idrologo Bill Johnson, coautore degli studi, ha descritto questa anomalia con una certa meraviglia. L&#8217;acqua dolce si estende molto più verso l&#8217;interno del lago di quanto chiunque avesse previsto, e potrebbe trovarsi addirittura sotto l&#8217;intero bacino. Nessuno lo sa ancora con certezza. Esiste quello che sembra essere un grande volume di acqua dolce che scorre in profondità sotto quella lente salina superficiale, un comportamento che sfida i modelli idrologici tradizionali.</p>
<p>Il team di ricerca ha anche sviluppato un metodo per creare <strong>immagini tridimensionali</strong> dettagliate del sottosuolo combinando dati elettromagnetici aerei con misurazioni magnetiche. Il modello tomografico risultante mostra che il basamento roccioso sotto la piana è relativamente superficiale (meno di 200 metri) prima di sprofondare bruscamente a profondità di 3 o 4 chilometri. Questa transizione brusca avviene proprio sotto uno dei tumuli di canne palustri e segna un confine strutturale importante che richiede ulteriori indagini.</p>
<h2>Una possibile arma contro le polveri tossiche del lago</h2>
<p>C&#8217;è un risvolto pratico che rende questa scoperta ancora più rilevante. Con il calo dei livelli del Great Salt Lake, circa 800 miglia quadrate di fondale esposto sono diventate una fonte crescente di <strong>inquinamento da polveri</strong> che colpisce le comunità vicine. Queste polveri contengono <strong>metalli nocivi</strong>, e rappresentano un pericolo reale per la salute pubblica.</p>
<p>Johnson e i colleghi stanno valutando se l&#8217;acqua dolce artesiana sotterranea possa essere utilizzata in sicurezza per bagnare i punti critici e abbattere le polveri senza perturbare troppo il sistema idrico sotterraneo. Come ha sottolineato lo stesso Johnson, riempire completamente Farmington Bay e altre parti della piana probabilmente non sarà possibile, quindi questa risorsa nascosta potrebbe essere un modo intelligente per affrontare il problema nelle zone più elevate dove la polvere continua a formarsi.</p>
<p>Lo studio iniziale ha coperto solo una piccola sezione del lago, ma Zhdanov ritiene fattibile estendere i rilevamenti aerei all&#8217;intera superficie del Great Salt Lake, che si estende per circa 1.500 miglia quadrate. Un&#8217;indagine completa potrebbe supportare decisioni di gestione idrica regionale e guidare sforzi simili per localizzare riserve di acqua dolce sotto laghi terminali in tutto il mondo. La prossima sfida è ottenere i finanziamenti per farlo davvero.</p>
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