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	<title>Utah Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Terremoti nel mantello terrestre: la scoperta che riscrive la geologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 22:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terremoto impossibile che ha riscritto le regole della geologia Un terremoto profondo che non avrebbe dovuto esistere è stato confermato da un gruppo di scienziati della University of Utah, ribaltando decenni di convinzioni su dove i sismi possano effettivamente verificarsi. La storia parte da...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il terremoto impossibile che ha riscritto le regole della geologia</h2>
<p>Un <strong>terremoto profondo</strong> che non avrebbe dovuto esistere è stato confermato da un gruppo di scienziati della <strong>University of Utah</strong>, ribaltando decenni di convinzioni su dove i sismi possano effettivamente verificarsi. La storia parte da lontano, dal 24 febbraio 1979, quando una scossa di magnitudo 3.8 colpì il sottosuolo dello Utah settentrionale, vicino alla cittadina di Randolph. Nessuno la sentì in superficie. E proprio questo dettaglio, insieme a dati sismici piuttosto anomali, avrebbe dovuto far drizzare le antenne a tutti.</p>
<p>All&#8217;epoca, il ricercatore George Zandt calcolò che quel <strong>terremoto</strong> aveva avuto origine a circa 90 chilometri sotto il livello del mare. Non nella crosta terrestre, dove ci si aspetterebbe un sisma, ma nel <strong>mantello superiore</strong> della Terra. Un luogo dove la roccia, secondo la fisica conosciuta, dovrebbe deformarsi lentamente, quasi come un caramello morbido, e non fratturarsi di colpo. Zandt provò a convincere la comunità scientifica, ma senza successo. La scoperta finì dimenticata per decenni.</p>
<h2>Quarant&#8217;anni dopo, i dati parlano chiaro</h2>
<p>Le cose sono cambiate quando il professor <strong>Keith Koper</strong>, che dirige le stazioni sismografiche dell&#8217;Università dello Utah, ha deciso di riesaminare i vecchi dati sismici. Il suo team, con il contributo dello studente Sean Hutchings, ha analizzato le registrazioni del terremoto del 1979 insieme ad altri otto eventi sospetti avvenuti nello Utah settentrionale e nel sudovest del Wyoming. Il risultato? Tutti e nove i sismi avevano avuto origine ben al di sotto della crosta terrestre, fornendo prove solide dell&#8217;esistenza dei cosiddetti <strong>terremoti continentali del mantello</strong>.</p>
<p>A rafforzare ulteriormente questa scoperta è arrivato un nuovo evento sismico il 10 settembre 2025, vicino a Maeser, nel bacino dell&#8217;Uinta. Una scossa di magnitudo 4.1 originatasi a circa 68 chilometri di profondità, ben oltre la <strong>discontinuità di Mohorovičić</strong> (il confine tra crosta e mantello). I ricercatori lo hanno definito un &#8220;evento continentale del mantello archetipico&#8221; in uno studio pubblicato su The Seismic Record.</p>
<p>La domanda che tutti si pongono è piuttosto diretta: come può accadere un terremoto in un ambiente dove temperature superiori ai 700 gradi Celsius e pressioni enormi dovrebbero impedire qualsiasi frattura improvvisa? Koper lo spiega con un&#8217;immagine efficace: a quelle profondità la roccia si comporta come una caramella mou, ma su scale temporali di milioni di anni. Eppure qualcosa la fa spezzare.</p>
<h2>Il ruolo del Cratone del Wyoming</h2>
<p>La chiave sta nel <strong>Cratone del Wyoming</strong>, un blocco antico e stabile della litosfera terrestre che si estende sotto parti del Wyoming e degli stati vicini. Koper lo paragona a un iceberg: la parte visibile è poca cosa rispetto alla &#8220;chiglia&#8221; che affonda nel mantello. Questa struttura si trova in una zona di transizione tra la regione occidentale degli Stati Uniti, tettonicamente molto attiva, e l&#8217;interno più stabile della placca nordamericana.</p>
<p>Su scale geologiche, il flusso del mantello colpisce il cratone e viene deviato attorno ad esso. È proprio questa interazione a generare tassi di deformazione più elevati e <strong>stress aggiuntivi</strong>, creando le condizioni per questi terremoti profondi che non dovrebbero esistere.</p>
<p>C&#8217;è un aspetto che rende la faccenda ancora più inquietante: nessuno sa quanto possano diventare potenti questi <strong>sismi del mantello</strong>. Con i terremoti superficiali, gli scienziati possono misurare le faglie e stimare la magnitudo massima. Per quelli profondi non esistono riferimenti. Non ci sono faglie mappabili, non ci sono foreshock né aftershock. Questi terremoti colpiscono da soli, senza preavviso.</p>
<p>Zandt, ormai in pensione, è tornato in attività per collaborare alla nuova ricerca. I risultati sono stati pubblicati su <strong>Geophysical Research Letters</strong> e su The Seismic Record, aprendo un capitolo completamente nuovo nella comprensione della sismologia continentale. Quello che sembrava un dato anomalo e trascurabile del 1979 si è rivelato la prima tessera di un puzzle che gli scienziati stanno solo ora iniziando a comporre.</p>
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		<title>Great Salt Lake: scoperto un enorme serbatoio di acqua dolce nascosto</title>
		<link>https://tecnoapple.it/great-salt-lake-scoperto-un-enorme-serbatoio-di-acqua-dolce-nascosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 02:24:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[geologia]]></category>
		<category><![CDATA[lago]]></category>
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		<category><![CDATA[sotterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[Utah]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un enorme serbatoio di acqua dolce nascosto sotto il Great Salt Lake Un serbatoio di acqua dolce di dimensioni impressionanti si nasconde nelle profondità del Great Salt Lake, e la sua scoperta potrebbe cambiare parecchie cose. Non solo dal punto di vista scientifico, ma anche in termini pratici,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un enorme serbatoio di acqua dolce nascosto sotto il Great Salt Lake</h2>
<p>Un <strong>serbatoio di acqua dolce</strong> di dimensioni impressionanti si nasconde nelle profondità del <strong>Great Salt Lake</strong>, e la sua scoperta potrebbe cambiare parecchie cose. Non solo dal punto di vista scientifico, ma anche in termini pratici, perché questo bacino sotterraneo potrebbe offrire una soluzione concreta a un problema ambientale sempre più urgente: le <strong>polveri tossiche</strong> che si sollevano dal letto prosciugato del lago.</p>
<p>La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori della <strong>University of Utah</strong>, che ha utilizzato una tecnologia chiamata <strong>rilevamento elettromagnetico aereo</strong> (AEM) per mappare le formazioni geologiche sotto Farmington Bay e Antelope Island, lungo il margine sudorientale del lago. Quello che hanno trovato ha sorpreso anche gli esperti più navigati: l&#8217;acqua dolce riempie i sedimenti sotto la superficie ipersalina del Great Salt Lake, raggiungendo profondità comprese tra 3 e 4 chilometri. Parliamo di circa 10.000 e 13.000 piedi, per dare un&#8217;idea della portata.</p>
<p>Tutto è partito dall&#8217;osservazione di strani tumuli circolari comparsi negli ultimi anni sul fondale esposto di Farmington Bay. Strutture larghe dai 50 ai 100 metri, ricoperte di fitte canne palustri alte quasi 5 metri. L&#8217;acqua dolce, spinta dalla pressione sotterranea, stava letteralmente venendo a galla attraverso fratture nello strato impermeabile sotto il lago. Come ha spiegato Michael Zhdanov, autore principale dello studio e professore di geologia e geofisica, è la prima volta che la tecnologia AEM riesce a rilevare acqua dolce sotto il sottile strato di acqua salata conduttiva che caratterizza la superficie del Great Salt Lake.</p>
<h2>L&#8217;acqua dolce si muove in modo inaspettato</h2>
<p>I risultati, pubblicati sulla rivista <strong>Scientific Reports</strong> (affiliata a Nature), fanno parte di un progetto di ricerca più ampio finanziato dal Dipartimento delle Risorse Naturali dello Utah. E qui viene la parte davvero interessante. Normalmente, gli idrologi si aspetterebbero che la salamoia, essendo più densa dell&#8217;acqua dolce, occupi tutto il volume sotto il lago. L&#8217;acqua dolce dalle montagne dovrebbe restare ai margini, alla periferia. Invece no.</p>
<p>L&#8217;idrologo Bill Johnson, coautore degli studi, ha descritto questa anomalia con una certa meraviglia. L&#8217;acqua dolce si estende molto più verso l&#8217;interno del lago di quanto chiunque avesse previsto, e potrebbe trovarsi addirittura sotto l&#8217;intero bacino. Nessuno lo sa ancora con certezza. Esiste quello che sembra essere un grande volume di acqua dolce che scorre in profondità sotto quella lente salina superficiale, un comportamento che sfida i modelli idrologici tradizionali.</p>
<p>Il team di ricerca ha anche sviluppato un metodo per creare <strong>immagini tridimensionali</strong> dettagliate del sottosuolo combinando dati elettromagnetici aerei con misurazioni magnetiche. Il modello tomografico risultante mostra che il basamento roccioso sotto la piana è relativamente superficiale (meno di 200 metri) prima di sprofondare bruscamente a profondità di 3 o 4 chilometri. Questa transizione brusca avviene proprio sotto uno dei tumuli di canne palustri e segna un confine strutturale importante che richiede ulteriori indagini.</p>
<h2>Una possibile arma contro le polveri tossiche del lago</h2>
<p>C&#8217;è un risvolto pratico che rende questa scoperta ancora più rilevante. Con il calo dei livelli del Great Salt Lake, circa 800 miglia quadrate di fondale esposto sono diventate una fonte crescente di <strong>inquinamento da polveri</strong> che colpisce le comunità vicine. Queste polveri contengono <strong>metalli nocivi</strong>, e rappresentano un pericolo reale per la salute pubblica.</p>
<p>Johnson e i colleghi stanno valutando se l&#8217;acqua dolce artesiana sotterranea possa essere utilizzata in sicurezza per bagnare i punti critici e abbattere le polveri senza perturbare troppo il sistema idrico sotterraneo. Come ha sottolineato lo stesso Johnson, riempire completamente Farmington Bay e altre parti della piana probabilmente non sarà possibile, quindi questa risorsa nascosta potrebbe essere un modo intelligente per affrontare il problema nelle zone più elevate dove la polvere continua a formarsi.</p>
<p>Lo studio iniziale ha coperto solo una piccola sezione del lago, ma Zhdanov ritiene fattibile estendere i rilevamenti aerei all&#8217;intera superficie del Great Salt Lake, che si estende per circa 1.500 miglia quadrate. Un&#8217;indagine completa potrebbe supportare decisioni di gestione idrica regionale e guidare sforzi simili per localizzare riserve di acqua dolce sotto laghi terminali in tutto il mondo. La prossima sfida è ottenere i finanziamenti per farlo davvero.</p>
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