Corvi e lupi: la scoperta che ribalta decenni di convinzioni

Date:

I corvi non seguono i lupi: una ricerca ribalta decenni di convinzioni

Per anni si è creduto che i corvi seguissero i lupi per arrivare al cibo. Una scena classica: il branco abbatte una preda, e in pochi minuti arrivano i corvi, pronti a raccogliere gli avanzi. Tempismo perfetto, quasi sospetto. E proprio quel tempismo ha alimentato la teoria più semplice e intuitiva: i corvi pedinano i lupi. Punto. Invece no. Uno studio pubblicato sulla rivista Science nel marzo 2026 racconta una storia completamente diversa, e francamente molto più affascinante. I ricercatori del Max Planck Institute of Animal Behavior, in collaborazione con l’Università di Medicina Veterinaria di Vienna e altri partner internazionali, hanno scoperto che i corvi non seguono affatto i lupi su lunghe distanze. Fanno qualcosa di molto più sofisticato: memorizzano le aree dove le uccisioni avvengono con maggiore frequenza e volano dritti lì, anche da distanze enormi. In pratica, usano la memoria spaziale per anticipare dove troveranno cibo.

Il lavoro si è svolto nel Parco Nazionale di Yellowstone, dove i lupi furono reintrodotti a metà anni ’90 dopo settant’anni di assenza. Oggi circa un quarto della popolazione di lupi porta collari GPS, il che rende il parco un laboratorio naturale straordinario. I ricercatori hanno equipaggiato 69 corvi con piccoli tracciatori GPS, un numero decisamente alto per studi di questo tipo. E catturarli non è stato semplice. «I corvi sono così attenti a ciò che li circonda che non finiscono nelle trappole facilmente», ha spiegato il dottor Matthias Loretto, primo autore dello studio. Il team ha dovuto camuffare le trappole nel paesaggio, arrivando a mascherarle con rifiuti e cibo da fast food vicino alle aree di campeggio. In parallelo, sono stati analizzati i movimenti di 20 lupi dotati di collare, concentrandosi sull’inverno, la stagione in cui corvi e lupi interagiscono di più.

Memoria, non inseguimento: ecco come i corvi trovano il cibo

I risultati hanno sorpreso anche chi li cercava. In due anni e mezzo di monitoraggio, è emerso un solo caso chiaro di un corvo che abbia seguito un lupo per più di un chilometro o più di un’ora. Uno solo. «All’inizio eravamo perplessi», ha ammesso Loretto. «Se i corvi non seguono i lupi su lunghe distanze, come fanno ad arrivare così in fretta sulle carcasse?» La risposta stava nei dati di volo. I corvi tornavano ripetutamente in zone specifiche dove le uccisioni da parte dei lupi erano più probabili. Alcuni uccelli percorrevano fino a 155 chilometri in un solo giorno, volando in linea retta verso punti precisi. Le uccisioni dei lupi tendono a concentrarsi in certe porzioni del territorio, come i fondovalle pianeggianti dove la caccia ha più successo. I corvi visitavano queste aree produttive con frequenza molto superiore rispetto a zone dove le prede cadevano raramente. Questo schema suggerisce che imparano e ricordano una sorta di mappa delle risorse a lungo termine.

Cosa ci dice tutto questo sull’intelligenza animale

Loretto ha precisato che i corvi probabilmente usano ancora segnali a breve raggio quando si trovano nelle vicinanze dei lupi. Monitorare il comportamento del branco, ascoltare gli ululati. Ma su scala più ampia, è la memoria a guidare le loro decisioni. Scelgono dove cercare in base all’esperienza passata, spostandosi anche per decine o centinaia di chilometri. Il professor John Marzluff dell’Università di Washington, coautore senior dello studio, ha messo la questione in prospettiva: i corvi non restano legati a un singolo branco di lupi. Grazie ai loro sensi acuti e alla memoria delle precedenti occasioni di alimentazione, possono scegliere tra molte opportunità sparse sul territorio. Questo cambia radicalmente il modo in cui pensiamo alla ricerca di cibo da parte degli animali spazzini. E suggerisce che forse, per troppo tempo, alcune specie sono state sottovalutate parecchio.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Elgato Prompter XL, hardware top ma il software lo frena: ecco perché

Elgato Prompter XL: hardware eccellente, software ancora da affinare Il nuovo Elgato Prompter XL rappresenta l'evoluzione naturale di un prodotto che aveva già convinto parecchi creator e professionisti del video. Schermo più grande, finiture migliorate, attenzione ai dettagli costruttivi portata a...

tvOS 26.4 su Apple TV: le novità che cambiano l’esperienza

tvOS 26.4 porta novità interessanti su Apple TV: ecco cosa cambia L'aggiornamento tvOS 26.4 è arrivato questa settimana e porta con sé una serie di funzionalità che vale la pena conoscere, soprattutto per chi usa quotidianamente la propria Apple TV. Non si tratta di una rivoluzione, sia chiaro, ma...

Apple compie 50 anni: concerti a Londra e arte digitale sulla Sydney Opera House

Apple festeggia 50 anni con eventi spettacolari a Londra e Sydney Il 50° anniversario di Apple si avvicina e la celebrazione sta assumendo proporzioni globali, con eventi che spuntano in ogni angolo del pianeta. Gli ultimi due appuntamenti si sono tenuti nel Regno Unito e in Australia, e vale la...

macOS Tahoe 26.4 blocca i comandi pericolosi nel Terminale

macOS Tahoe 26.4 blocca i comandi pericolosi nel Terminale: ecco come funziona La sicurezza del Mac fa un passo avanti importante con macOS Tahoe 26.4, che introduce una funzione pensata per proteggere chi usa il Terminale senza conoscerne a fondo i rischi. Apple ha deciso di intervenire su un...