Mac Studio, Apple taglia la configurazione da 512GB e alza i prezzi della memoria
La notizia ha colto di sorpresa parecchi utenti del mondo Apple. Il Mac Studio perde la configurazione con 512GB di memoria dal listino ufficiale, e nel frattempo il prezzo per l’upgrade a 256GB sale di ben 400 dollari. Una mossa che fa discutere, soprattutto tra chi utilizza questa macchina per carichi di lavoro professionali pesanti.
La segnalazione arriva da Cult of Mac, fonte sempre piuttosto affidabile quando si parla di novità legate all’ecosistema di Cupertino. E il tempismo non è casuale: Apple sta chiaramente riposizionando il Mac Studio all’interno della propria gamma, con scelte che puntano a semplificare il catalogo ma che, nei fatti, rendono più costoso ottenere configurazioni ad alte prestazioni.
Cosa cambia in concreto per chi vuole un Mac Studio
Fino a poco tempo fa, chi aveva bisogno di un quantitativo enorme di memoria unificata poteva spingersi fino a 512GB sul Mac Studio equipaggiato con chip M2 Ultra (o il suo successore). Ora quella opzione semplicemente non esiste più. Apple ha rimosso la configurazione dal proprio store online senza troppi annunci, com’è nel suo stile quando si tratta di aggiustamenti silenziosi al catalogo.
Il punto dolente, però, non è solo la rimozione. L’upgrade da 128GB a 256GB di RAM adesso costa 400 dollari in più rispetto a prima. Per chi lavora con modelli di intelligenza artificiale in locale, rendering 3D complessi o progetti video in 8K, questo aumento di prezzo non è proprio trascurabile. Parliamo di professionisti che scelgono il Mac Studio proprio perché offre potenza da workstation in un formato compatto, e che ora si trovano a dover spendere di più per ottenere meno opzioni.
Una strategia che lascia qualche dubbio
La domanda che molti si stanno ponendo è semplice: perché? Una possibile spiegazione riguarda i costi di produzione dei chip con memoria unificata ad alta capacità. Produrre configurazioni da 512GB richiede bin di memoria HBM di qualità elevata, e i rendimenti produttivi non sono sempre ottimali. Eliminare quella fascia potrebbe essere una scelta dettata più dalla supply chain che dal marketing.
C’è anche chi ipotizza che Apple stia preparando il terreno per una nuova generazione di Mac Studio con chip M4 Ultra o M5, dove magari la configurazione da 512GB tornerà con specifiche aggiornate e, prevedibilmente, un prezzo ancora più alto. Sarebbe coerente con la filosofia Apple degli ultimi anni: offrire il massimo delle prestazioni, ma sempre a un costo premium che cresce di generazione in generazione.
Nel frattempo, chi aveva messo gli occhi su un Mac Studio con 512GB di memoria si trova davanti a un bivio. Cercare unità ricondizionate o ancora disponibili presso rivenditori terzi, oppure accontentarsi dei 256GB e pagare comunque di più. Non esattamente la situazione ideale per chi deve pianificare investimenti hardware a lungo termine.
Quello che è certo è che il Mac Studio resta una macchina straordinaria per rapporto potenza e dimensioni. Ma le ultime mosse di Apple sul fronte dei prezzi e delle configurazioni disponibili rendono la scelta un po’ più amara per i professionisti più esigenti. E in un mercato dove le alternative nel mondo delle workstation compatte iniziano a farsi interessanti, non è detto che tutti continuino a guardare solo verso Cupertino.


