Le terme naturali delle scimmie delle nevi nascondono effetti sorprendenti sul loro corpo
Le scimmie delle nevi del Giappone, quelle che tutti abbiamo visto almeno una volta in foto mentre se ne stanno immerse fino al collo nelle pozze fumanti, fanno qualcosa di molto più complesso di quello che sembra. Non si tratta solo di scaldarsi quando fuori fa un freddo pazzesco. Secondo uno studio condotto dall’Università di Kyoto e pubblicato sulla rivista Primates nel marzo 2026, quei bagni caldi stanno silenziosamente modificando l’ecosistema invisibile che vive sopra e dentro di loro. Parliamo di parassiti, pidocchi e batteri intestinali. Roba che non si vede a occhio nudo, ma che racconta tantissimo sulla salute di questi animali.
La cosa che colpisce di più, forse, è quanto sia controintuitivo il risultato principale. Verrebbe da pensare che condividere una vasca calda con decine di altri individui aumenti il rischio di trasmettere malattie o parassiti. Invece no. Le scimmie delle nevi che fanno il bagno regolarmente nelle sorgenti termali non mostrano tassi di infezione parassitaria più alti rispetto a quelle che restano all’asciutto. Questo dato, da solo, mette in discussione parecchie assunzioni che la scienza dava quasi per scontate.
Cosa succede davvero sotto la superficie dell’acqua
Il team guidato dal ricercatore Abdullah Langgeng si è spostato al Parco delle Scimmie di Jigokudani, nella prefettura di Nagano, e per due inverni consecutivi ha osservato un gruppo di femmine di macaco giapponese. Alcune si immergevano spesso, altre quasi mai. La squadra ha combinato osservazioni dirette del comportamento con analisi dei parassiti e sequenziamento del microbioma intestinale. Un lavoro certosino, perché l’obiettivo era capire se il bagno termale influenzi quello che in gergo scientifico si chiama “olobionte”, cioè il sistema biologico composto dall’animale e da tutti i microrganismi che ci vivono associati.
E qualcosa è emerso. Le scimmie delle nevi che si immergevano mostravano pattern diversi nella distribuzione dei pidocchi sul corpo. Come se l’acqua calda interferisse con l’attività dei parassiti esterni o con i punti in cui depongono le uova. Sul fronte intestinale, la diversità complessiva dei batteri era simile tra i due gruppi, ma alcune specie batteriche risultavano più comuni nelle scimmie che evitavano le terme. Un segnale sottile, certo, ma significativo.
Langgeng lo ha detto in modo piuttosto chiaro: il comportamento non è solo una risposta all’ambiente. Fa molto di più. Modifica attivamente il modo in cui questi animali interagiscono con i microbi e i parassiti che portano addosso. Non è una cosa da poco, se ci si pensa.
Lezioni che valgono anche per gli esseri umani
Questa ricerca rappresenta uno dei primi studi a collegare un comportamento naturale in un primate selvatico con cambiamenti misurabili sia negli ectoparassiti sia nel microbioma intestinale. E apre una finestra interessante anche per noi. Le abitudini igieniche umane, il bagno in primis, influenzano l’esposizione ai microbi in modi che spesso sottovalutiamo. L’idea che condividere fonti d’acqua porti automaticamente a un aumento delle malattie viene messa in discussione, almeno in condizioni naturali.
Le scimmie delle nevi di Jigokudani, insomma, stanno facendo qualcosa che va oltre il semplice comfort termico. Ogni volta che scivolano dentro quelle pozze fumanti, stanno rimodellando un equilibrio biologico delicatissimo. Un equilibrio che la scienza sta appena iniziando a comprendere, e che potrebbe offrire spunti preziosi su come il comportamento abbia plasmato, nel corso dell’evoluzione, la salute di molte specie sociali. Compresa la nostra.


