MacBook Neo senza touchscreen: l’analista smentisce le sue stesse indiscrezioni
Il MacBook Neo di seconda generazione non avrà un touchscreen. A dirlo è lo stesso analista che, solo pochi mesi fa, aveva lanciato proprio quella voce. Una retromarcia che, a pensarci bene, ha perfettamente senso.
Partiamo dal contesto. Il MacBook Neo nasce con un obiettivo molto preciso: portare Apple a competere direttamente con i notebook economici, quelli nella fascia di prezzo dei Chromebook. Un territorio che Cupertino ha sempre guardato con un certo distacco, preferendo posizionarsi nella fascia alta del mercato. Con il Neo, però, la strategia cambia. Il punto è offrire un portatile Apple a un costo di produzione il più contenuto possibile, mantenendo quell’esperienza d’uso che ci si aspetta dal marchio.
Ed è proprio qui che la questione touchscreen diventa interessante. Il noto analista di TF Securities, Ming-Chi Kuo, verso la fine del 2025 aveva suggerito che la seconda generazione del MacBook Neo avrebbe potuto integrare il supporto al tocco sullo schermo. L’idea, sulla carta, non era nemmeno così assurda: si parlava di integrare il layer touch direttamente nel pannello IPS, esattamente come Apple fa da anni con l’iPad base. Una soluzione collaudata, relativamente economica, che avrebbe potuto funzionare.
Perché il touchscreen non arriverà sul MacBook Neo
Eppure lo stesso Kuo ha fatto marcia indietro, smentendo di fatto la sua precedente previsione. E quando un analista si corregge da solo, vale la pena capire il perché. La risposta più logica è anche la più semplice: ogni componente aggiuntivo fa lievitare i costi. E su un prodotto pensato per essere il più accessibile possibile nella gamma Apple, anche un elemento apparentemente banale come un layer touch può fare la differenza tra un prezzo competitivo e uno che non lo è più.
Il primo MacBook Neo ha già dimostrato che Apple riesce a tenere i costi di produzione molto bassi. Aggiungere il touchscreen alla seconda generazione avrebbe significato complicare la catena produttiva, aumentare il prezzo finale o ridurre i margini. Nessuna di queste opzioni piace particolarmente a Cupertino.
C’è anche un altro aspetto da considerare. Apple ha sempre mantenuto una separazione piuttosto netta tra l’esperienza touch, riservata a iPad e iPhone, e quella basata su trackpad e tastiera dei Mac. Portare il tocco sul MacBook Neo avrebbe in qualche modo sfumato quel confine, creando una sovrapposizione che probabilmente l’azienda non è ancora pronta a gestire, almeno non su un prodotto entry level.
La seconda generazione del MacBook Neo, dunque, punterà su altri miglioramenti. Forse un chip più efficiente, forse una batteria più capiente. Ma lo schermo resterà quello che è: un buon pannello IPS senza funzionalità touch. Per chi sperava nel contrario, toccherà aspettare tempi migliori. O semplicemente comprare un iPad.


