Pennacchi giganti nascosti sotto la calotta della Groenlandia: la scoperta che cambia tutto
Strutture enormi e vorticose, sepolte sotto chilometri di ghiaccio, sono rimaste un enigma per oltre dieci anni. Ora un gruppo di scienziati sembra aver finalmente capito cosa sono quei misteriosi pennacchi nella calotta glaciale della Groenlandia, e la risposta è tanto semplice quanto sorprendente: si tratta di convezione termica, lo stesso principio fisico che fa muovere il materiale rovente nel mantello terrestre. Solo che qui parliamo di ghiaccio, non di roccia fusa.
La ricerca, condotta dall’Università di Bergen in collaborazione con la NASA, l’Università di Oxford e il Politecnico di Zurigo, è stata pubblicata sulla rivista The Cryosphere, dove gli editori l’hanno selezionata come articolo di rilievo. E a ragione: quello che emerge dallo studio potrebbe cambiare il modo in cui vengono calcolate le proiezioni sull’innalzamento del livello del mare.
In parole povere, il ghiaccio profondo sotto la Groenlandia si comporta un po’ come una pentola d’acqua che bolle. Le differenze di temperatura tra gli strati più profondi e quelli più superficiali generano movimenti lenti e circolari, creando queste strutture a forma di pennacchio che erano state rilevate ma mai spiegate in modo convincente. Andreas Born, professore al Bjerknes Centre for Climate Research, studia le calotte glaciali dell’emisfero nord da oltre quindici anni e ammette candidamente che l’idea del ghiaccio che si muove come pasta in ebollizione è “tanto folle quanto affascinante”.
Ghiaccio dieci volte più morbido del previsto
La parte davvero interessante riguarda le proprietà fisiche del ghiaccio. Secondo lo studio, il ghiaccio nelle profondità della Groenlandia settentrionale potrebbe essere circa dieci volte più morbido di quanto si pensasse finora. Robert Law, glaciologo e primo autore della ricerca, spiega che il ghiaccio è almeno un milione di volte più morbido del mantello terrestre, e questo rende la fisica della convezione perfettamente plausibile anche in un contesto glaciale. “È come un affascinante scherzo della natura”, dice Law.
Però attenzione: ghiaccio più morbido non significa automaticamente scioglimento più rapido. Law tiene a precisare che comprendere meglio la fisica del ghiaccio è fondamentale per fare previsioni più accurate, ma che servono ulteriori studi per capire se e come questa scoperta influenzi concretamente la velocità con cui la calotta si riduce.
Perché questa scoperta conta davvero
La Groenlandia finisce spesso nei titoli dei giornali per questioni legate a geopolitica, risorse minerarie e cambiamento climatico. Questa ricerca non prevede scenari catastrofici imminenti, ma aggiunge un tassello cruciale alla comprensione di quanto sia complessa e dinamica la calotta glaciale. Born sottolinea che la scoperta potrebbe essere la chiave per ridurre le incertezze nei modelli che stimano il bilancio di massa futuro della calotta e, di conseguenza, l’innalzamento del livello del mare.
Law chiude con una riflessione che vale la pena riportare: la calotta glaciale della Groenlandia ha più di mille anni, ed è l’unica al mondo ad avere una cultura e una popolazione permanente ai suoi margini. Più cose si scoprono sui processi nascosti dentro quel ghiaccio, meglio ci si potrà preparare ai cambiamenti che arriveranno lungo le coste di tutto il pianeta. E francamente, dopo questa scoperta, la lista delle cose da capire si è fatta ancora più lunga e interessante.


