Liquid Glass, sei mesi dopo: il design di Apple divide ancora
Il nuovo linguaggio visivo di Apple, battezzato Liquid Glass, continua a far discutere anche a sei mesi dal lancio ufficiale. Chi pensava che le polemiche si sarebbero spente in fretta si sbagliava di grosso. Il dibattito è vivo, acceso, e non sembra destinato a placarsi tanto presto. Eppure, ridurre tutto a un “piace o non piace” sarebbe superficiale, perché la questione è più sfumata di così.
Partiamo da un dato di fatto che spesso viene ignorato: non è vero che tutti odiano Liquid Glass. Questa narrazione si è diffusa rapidamente online, ma la realtà racconta qualcosa di diverso. Ci sono utenti entusiasti, altri perplessi, altri ancora che hanno imparato ad apprezzarlo con il tempo. Quello che è certo è che Apple non ha mai pensato di fare marcia indietro. Il design è qui per restare, e la strategia dell’azienda di Cupertino è sempre stata quella di rilasciare una base e poi raffinarla progressivamente, versione dopo versione.
Evoluzioni in arrivo con iOS 27 e oltre
Secondo quanto emerge, Apple starebbe già valutando alcune modifiche e mitigazioni per iOS 27 e le versioni successive. Nulla di drastico, nessuna retromarcia clamorosa, ma aggiustamenti mirati per rispondere ai feedback più ricorrenti. È un copione già visto, a dire il vero. Quando nel 2013 venne introdotto iOS 7 con quel redesign radicale firmato Jony Ive, le reazioni furono altrettanto polarizzanti. Il flat design venne accolto con scetticismo da molti, eppure nel giro di qualche anno divenne lo standard che tutti davano per scontato. Liquid Glass sembra percorrere una traiettoria simile.
C’è poi un aspetto che rende tutto ancora più interessante: i Mac con touchscreen. Se davvero Apple sta preparando il terreno per questa evoluzione, allora Liquid Glass assume un significato completamente diverso. Non sarebbe solo una scelta estetica, ma una decisione funzionale pensata per un ecosistema in cui le dita interagiscono direttamente con lo schermo. In quest’ottica, trasparenze, sfumature e superfici che rispondono visivamente al tocco acquistano una logica precisa.
Un design che guarda al futuro, non al presente
Forse il problema principale di Liquid Glass è che è arrivato un po’ in anticipo rispetto alla direzione hardware di Apple. Chi oggi lo giudica solo su iPhone e Mac tradizionali non sta vedendo il quadro completo. E poi, ammettiamolo: quei render dei modelli di Apple Park con le superfici in Liquid Glass sono oggettivamente affascinanti. Anche chi critica il design più aspramente, probabilmente ne vorrebbe uno sulla scrivania.
Il punto è che Apple ragiona sempre sul lungo periodo. Liquid Glass non è il prodotto finito, è il punto di partenza. E la storia insegna che giudicare troppo presto le scelte di Cupertino è quasi sempre un errore.


