Google sta sviluppando un’app nativa di Gemini per Mac
L’arrivo di un’app Gemini per Mac è ormai questione di tempo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Google sta lavorando a un’applicazione dedicata per macOS che permetterà di utilizzare il proprio assistente AI senza passare dal browser. Una mossa che, a ben guardare, era praticamente inevitabile.
Fino ad oggi chi usa un Mac e vuole interagire con Gemini deve aprire una finestra del browser e collegarsi al sito. Non esattamente il massimo della comodità, soprattutto considerando che i concorrenti diretti, come ChatGPT di OpenAI e Claude di Anthropic, offrono già da tempo app native per Mac perfettamente integrate nel sistema. Google, insomma, si trovava in una posizione di svantaggio oggettivo, e ora sta cercando di colmare il divario.
Cosa sappiamo della versione beta
Questa settimana Google ha distribuito una versione preliminare dell’app Gemini per Mac a un gruppo ristretto di beta tester, raccogliendo i primi feedback. Stando alle informazioni disponibili, l’app al momento include soltanto le funzionalità definite “critiche”, il che lascia intendere che molto altro verrà aggiunto prima del lancio ufficiale. Nessuna data di rilascio è stata comunicata.
Dal punto di vista dell’aspetto, l’app sembra richiamare da vicino le versioni già disponibili per iPhone e iPad. Tra le funzioni presenti ci sono la ricerca sul web, l’analisi di documenti caricati e la possibilità di mantenere uno storico delle conversazioni. Google sta anche chiedendo ai tester di provare strumenti di generazione di contenuti, dalle immagini ai grafici, passando per video e musica, oltre a valutare le capacità dell’AI su domande matematiche e analisi di informazioni.
Desktop Intelligence e l’integrazione con macOS
L’elemento più interessante è probabilmente la funzione chiamata Desktop Intelligence. Si tratta di una caratteristica che permetterà a Gemini di integrarsi con le altre app installate sul Mac, leggendo il contenuto dello schermo per personalizzare le risposte e completare attività in modo contestuale. Un approccio simile a quello già adottato da Claude con la funzione Cowork.
Nel codice dell’app è stata trovata una descrizione piuttosto chiara del funzionamento: quando l’utente attiva Desktop Intelligence, Gemini può “vedere ciò che vede l’utente”, come il contesto dello schermo, e attingere contenuti direttamente dalle app aperte per migliorare l’esperienza. Tutto questo, precisa Google, avviene solo quando Gemini è effettivamente in uso.
Vale la pena notare che anche Apple si sta muovendo in questa direzione. Con iOS 27 e macOS 27, Cupertino prevede di lanciare un chatbot Siri potenziato che punta a competere direttamente con Gemini, Claude e ChatGPT. E qui c’è un dettaglio curioso: Apple ha stretto una partnership proprio con Google, e il nuovo Siri utilizzerà un modello AI sviluppato dal colosso di Mountain View. Il panorama dell’intelligenza artificiale su Mac, nei prossimi mesi, si farà decisamente più affollato.


