Apple TV: il debutto di un prodotto che nessuno aveva chiesto
Il 21 marzo 2007, Apple fece una scommessa che all’epoca sembrava quasi ovvia. Dopo aver rivoluzionato il modo in cui le persone ascoltavano musica con l’iPod e trasformato iTunes in una piattaforma dominante per i contenuti digitali, il passo successivo pareva logico: portare tutto quel mondo nel salotto di casa. Nacque così Apple TV, un piccolo dispositivo pensato per collegare la libreria multimediale di iTunes direttamente al televisore. L’idea, sulla carta, aveva senso. Nella pratica, però, le cose andarono diversamente.
Un set top box arrivato troppo presto
Il problema di Apple TV al lancio non era tanto il concetto, quanto il contesto. Nel 2007 lo streaming video come lo conosciamo oggi semplicemente non esisteva. Netflix spediva ancora DVD per posta, YouTube era una creatura appena nata e la banda larga in molte case non era abbastanza veloce da garantire un’esperienza fluida. Il dispositivo di Apple funzionava essenzialmente come un ponte tra il computer e la TV: bisognava sincronizzare i contenuti acquistati su iTunes, e l’offerta era comunque limitata. Per molti utenti rappresentava una spesa difficile da giustificare, considerando che il catalogo disponibile non era poi così ricco e le alternative, anche se meno eleganti, costavano meno.
Steve Jobs stesso, durante una presentazione interna, definì Apple TV un “hobby”. Una parola rivelatrice, che la dice lunga su quanto anche all’interno di Cupertino ci fosse consapevolezza dei limiti del prodotto. Il set top box non riuscì a conquistare il mercato e le vendite furono deludenti, lontanissime dai numeri a cui Apple aveva abituato il pubblico con altri lanci.
Un flop che ha seminato qualcosa
Sarebbe però ingiusto liquidare quella prima Apple TV come un semplice fallimento. Quel dispositivo rappresentò il primo tentativo serio di un grande produttore tecnologico di immaginare il televisore come qualcosa di più di un semplice schermo passivo. L’intuizione era giusta, solo che il mondo non era ancora pronto. Servivano connessioni più veloci, un catalogo di contenuti enormemente più ampio e, soprattutto, un cambio di mentalità da parte degli utenti.
Negli anni successivi Apple ha continuato a lavorare sul progetto, ripensandolo più volte. Le generazioni successive di Apple TV hanno progressivamente guadagnato terreno, fino ad arrivare al lancio di Apple TV Plus, il servizio di streaming proprietario che oggi compete con Netflix, Disney Plus e Amazon Prime Video. Quel piccolo scatolotto del 2007, insomma, non ha conquistato il salotto come sperava Apple. Ma ha piantato un seme che, con molta pazienza e parecchie iterazioni, alla fine ha dato i suoi frutti. A volte essere troppo in anticipo sui tempi è quasi peggio che arrivare in ritardo. Quasi.


