Impatto ambientale del cibo: gli errori che quasi tutti commettono

Date:

Quanto ne sappiamo davvero sull’impatto ambientale del cibo?

L’impatto ambientale del cibo è uno di quegli argomenti su cui quasi tutti hanno un’opinione, ma pochissimi hanno le idee davvero chiare. Lo conferma uno studio appena pubblicato sulla rivista Journal of Cleaner Production, condotto dai ricercatori dell’Università di Nottingham, che ha messo in luce una serie di equivoci piuttosto diffusi. Il dato più interessante? Le persone tendono a sopravvalutare l’effetto negativo dei cibi ultraprocessati e a sottovalutare quello di alimenti apparentemente “innocui”, come la frutta secca. E quando si parla di carne, pochi si rendono conto di quanto enorme sia la differenza tra manzo e pollo.

Lo studio ha coinvolto 168 partecipanti nel Regno Unito, a cui è stato chiesto di classificare un’ampia gamma di prodotti da supermercato in base al loro impatto ambientale. Il risultato è stato piuttosto eloquente: la maggior parte delle persone ragiona per categorie molto semplici, tipo “animale contro vegetale” oppure “naturale contro processato”, senza considerare il quadro completo. E questo porta a giudizi parecchio sballati.

Come si misura davvero l’impatto ambientale del cibo

Per valutare l’impatto ambientale di un alimento, gli scienziati utilizzano un metodo chiamato analisi del ciclo di vita, che traccia ogni fase dalla produzione allo smaltimento. Si considerano fattori come il consumo di acqua, l’uso di fertilizzanti, le emissioni di gas serra (espresse in equivalenti di CO2), l’occupazione di suolo e l’energia impiegata. Un approccio completo, insomma, che va ben oltre l’intuizione del consumatore medio.

Ed è proprio qui che nascono le sorprese. Molti partecipanti allo studio sono rimasti spiazzati nello scoprire che le noci, ad esempio, richiedono quantità enormi di acqua per essere prodotte. O che l’impatto della carne bovina è di gran lunga superiore a quello di altri tipi di carne. Queste scoperte hanno spinto diversi partecipanti a dichiarare la volontà di modificare le proprie abitudini di acquisto, il che è già un segnale incoraggiante.

Etichette ambientali: la soluzione che manca

Daniel Fletcher, ricercatore post dottorato presso la School of Psychology dell’Università di Nottingham e autore principale dello studio, ha sottolineato un punto cruciale: le persone faticano a confrontare categorie diverse di prodotti. Mettere sullo stesso piano un formaggio industriale e un sacchetto di mandorle, dal punto di vista ambientale, risulta complicato per chi non ha gli strumenti giusti. Per questo i ricercatori propongono l’introduzione di etichette ambientali con un sistema di valutazione semplice, simile a una scala dalla A alla E, che permetterebbe ai consumatori di fare scelte alimentari sostenibili in modo più consapevole.

La professoressa Alexa Spence, coautrice della ricerca, ha aggiunto che questo è il primo studio a esaminare le percezioni delle persone su una gamma così ampia di prodotti di uso quotidiano. E il messaggio che ne emerge è chiaro: senza informazioni accessibili e ben presentate, anche chi ha le migliori intenzioni finisce per fare scelte basate su convinzioni errate. L’impatto ambientale del cibo resta un tema su cui c’è ancora molto da lavorare, soprattutto sul fronte della comunicazione al consumatore. Non basta sapere che esiste un problema: serve capirlo nel modo giusto per poter agire di conseguenza.

Share post:

Subscribe

spot_imgspot_img

Popular

More like this
Related

Apple Park si prepara per la festa più grande di sempre: 50 anni di Apple

Apple Park si prepara per la festa più grande di sempre: 50 anni di Apple Il 50° anniversario di Apple sta per raggiungere il suo momento clou, e il palcoscenico scelto non poteva che essere quello più iconico: Apple Park, il quartier generale di Cupertino, in California. Dopo settimane di...

John Ternus: il nome che tutti sussurrano per il futuro di Apple

John Ternus e il futuro della leadership Apple dopo Tim Cook La successione alla guida di Apple è uno di quei temi che ciclicamente torna a far parlare di sé, e stavolta il nome che circola con più insistenza è quello di John Ternus. Non si tratta di voci campate in aria: Ternus è da tempo...

Samsung Galaxy S26 può inviare file a iPhone e Mac tramite AirDrop

AirDrop arriva su Samsung Galaxy S26: condivisione diretta con iPhone e Mac La compatibilità con AirDrop sta per sbarcare sui dispositivi Samsung Galaxy S26, e la notizia è di quelle che cambiano davvero le abitudini quotidiane di chi vive in un ecosistema misto tra Android e Apple. Samsung ha...

Alzheimer, scoperto l’interruttore della morte nel cervello: si può spegnere

Scoperto un "interruttore della morte" nel cervello legato all'Alzheimer Una scoperta che potrebbe cambiare radicalmente la comprensione della malattia di Alzheimer arriva da un gruppo di ricercatori dell'Università di Heidelberg. Gli scienziati hanno individuato quello che hanno definito un vero e...