macOS compie 25 anni: il sistema che satisfecho cambiò tutto per Apple Hmm, let me redo this properly. macOS compie 25 anni: il sistema operativo che cambiò tutto

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Mac OS X compie 25 anni: il sistema operativo che ha cambiato tutto

Il 24 marzo 2001 Apple lanciava ufficialmente Mac OS X, il sistema operativo che avrebbe ridefinito per sempre l’esperienza d’uso dei computer della mela morsicata. Sono passati esattamente 25 anni da quel giorno, e vale la pena ripercorrere cosa significò quel momento per l’intera industria tecnologica. Perché no, non fu un semplice aggiornamento software. Fu una rivoluzione vera e propria.

Prima del lancio ufficiale, Apple aveva già distribuito una beta pubblica nel settembre del 2000, raccogliendo feedback preziosissimi da utenti e sviluppatori. Steve Jobs, all’epoca, non usò mezzi termini: definì Mac OS X come il software più importante prodotto da Apple dai tempi del Macintosh originale del 1984. E col senno di poi, aveva ragione da vendere.

Un sistema operativo costruito su basi completamente nuove

Mac OS X rappresentava un salto generazionale enorme. Basato su architettura UNIX, mandava in pensione il classico Mac OS e introduceva novità che ancora oggi fanno parte del DNA di ogni Mac. L’interfaccia Aqua, con le sue icone traslucide e colorate, il Dock nella parte bassa dello schermo, un Finder completamente ripensato con navigazione gerarchica. Elementi che oggi sembrano scontati ma che nel 2001 lasciarono tutti a bocca aperta.

Negli Stati Uniti il prezzo di lancio era di 129 dollari. Un dettaglio curioso, considerando che dal 2013 Apple ha smesso del tutto di far pagare gli aggiornamenti del sistema operativo, a partire da OS X Mavericks.

Nel corso degli anni, Mac OS X ha cambiato anche nome. Nel 2012 è diventato semplicemente OS X, e poi nel 2016 ha assunto la denominazione attuale di macOS. Le versioni si sono susseguite con nomi evocativi ispirati prima ai felini e poi ai luoghi iconici della California: da Cheetah e Jaguar, passando per Leopard e Lion, fino ad arrivare a Sequoia nel 2024 e al prossimo macOS Tahoe previsto per il 2025.

Il tassello fondamentale della rinascita Apple

Guardando le cose con un po’ di prospettiva, Mac OS X fu uno dei pilastri della straordinaria rinascita di Apple sotto la guida di Steve Jobs, tornato in azienda alla fine degli anni Novanta. Quei primi anni del nuovo millennio furono una sequenza incredibile di colpi azzeccati: l’iMac nel 1998, l’iBook nel 1999, e poi nel 2001 il doppio colpo Mac OS X e iPod. Prodotti che, uno dopo l’altro, trasformarono un’azienda sull’orlo del fallimento nel colosso che conosciamo oggi.

C’è anche una coincidenza poetica in tutto questo. Il venticinquesimo anniversario di Mac OS X cade a pochi giorni dal cinquantesimo anniversario della fondazione di Apple, che ricorre il primo aprile del 2025. Due traguardi ravvicinati che raccontano, meglio di qualsiasi analisi, quanto quella scommessa del 2001 abbia segnato in profondità il destino dell’azienda di Cupertino e, più in generale, il modo in cui milioni di persone usano un computer ogni giorno.

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