La scommessa più curiosa della storia Apple: il Newton MessagePad e una cantina di vini
Il Newton MessagePad è uno di quei prodotti che ha segnato la storia di Apple ben prima che l’azienda diventasse il colosso che tutti conosciamo oggi. E la sua nascita è legata a un aneddoto che vale la pena raccontare, perché mescola tecnologia, ambizione e una buona dose di follia imprenditoriale. Il 25 marzo 1993, durante una fase cruciale dello sviluppo del dispositivo, il dirigente Apple Gaston Bastiaens fece una scommessa piuttosto singolare: promise che il Newton MessagePad sarebbe stato pronto e spedito prima della fine dell’estate. La posta in gioco? Niente di meno che la sua intera cantina di vini. Non proprio una scommessa da poco, considerando che parliamo di un alto dirigente con gusti evidentemente raffinati.
Quando la tecnologia si giocava a colpi di bottiglie pregiate
Questa storia, riportata da Cult of Mac, racconta molto dello spirito che animava Apple in quegli anni. Il Newton MessagePad era un progetto ambiziosissimo, uno dei primi tentativi concreti di creare un assistente digitale personale. Un dispositivo che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto rivoluzionare il modo in cui le persone prendevano appunti, gestivano contatti e organizzavano la propria vita quotidiana. Il fatto che Bastiaens fosse disposto a mettere sul piatto qualcosa di così personale come la propria collezione di vini dice tanto sulla fiducia che il team nutriva verso il progetto. Oppure, a seconda di come la si guardi, sulla pressione enorme che gravava sulle spalle di chi lavorava al dispositivo.
Un prodotto controverso che ha lasciato il segno
Il Newton MessagePad alla fine arrivò davvero sul mercato nell’estate del 1993, anche se il suo percorso commerciale fu tutt’altro che trionfale. Il riconoscimento della scrittura a mano, la funzione più pubblicizzata, funzionava in modo talmente impreciso da diventare oggetto di battute e parodie. Eppure, guardandolo con gli occhi di oggi, quel dispositivo anticipava concetti che sarebbero diventati centrali solo molti anni dopo con l’arrivo dell’iPhone e dell’iPad. Il Newton MessagePad era in pratica un tablet ante litteram, nato troppo presto per un mercato che non era ancora pronto a comprenderlo. Bastiaens, con la sua scommessa, aveva dimostrato almeno una cosa: ci credeva sul serio. Se poi abbia effettivamente consegnato le chiavi della cantina al vincitore della scommessa, beh, questo resta uno di quei dettagli che la storia della tecnologia non ha mai chiarito del tutto. Ma l’episodio resta un piccolo gioiello narrativo, capace di ricordare che dietro ogni grande prodotto tecnologico ci sono sempre persone reali, con le loro passioni, le loro debolezze e qualche bottiglia di troppo in palio.


