James Webb svela una nebulosa a forma di cervello: immagine incredibile

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Il Telescopio James Webb svela una nebulosa a forma di cervello attorno a una stella morente

Una nube spettrale che galleggia nello spazio profondo e somiglia, in modo quasi inquietante, a un cervello umano. È questa l’immagine straordinaria catturata dal Telescopio James Webb, che ha puntato i suoi strumenti su una nebulosa poco studiata e decisamente bizzarra, conosciuta come PMR 1 ma ribattezzata “Exposed Cranium”, il cranio esposto. Le nuove osservazioni, diffuse dalla NASA il 17 marzo 2026, mostrano dettagli mai visti prima di questa nube di gas e polvere che avvolge una stella morente, regalando uno scorcio su una delle fasi più drammatiche e fugaci nella vita di un astro.

La nebulosa era già stata individuata oltre dieci anni fa dal telescopio Spitzer, ormai in pensione, ma gli strumenti molto più avanzati del James Webb hanno permesso di ottenere immagini con una nitidezza incomparabile. Quello che prima era un bagliore sfocato adesso rivela strutture complesse, strati di gas sovrapposti e una fenditura scura centrale che divide la nube in due sezioni, proprio come i due emisferi di un cervello. L’effetto visivo è davvero sorprendente, quasi disturbante nella sua somiglianza con l’anatomia umana.

Getti, strati e quella linea scura nel mezzo

Le riprese effettuate sia nel vicino infrarosso (con la NIRCam) che nel medio infrarosso (con lo strumento MIRI) hanno evidenziato diversi aspetti della struttura della nebulosa. Lo strato esterno, composto principalmente da idrogeno, rappresenta il materiale espulso nelle fasi più remote. La regione interna, invece, è molto più articolata: contiene una miscela di gas differenti e strutture più fini che raccontano come la stella abbia perso massa nel corso del tempo.

Ma la caratteristica che colpisce di più resta quella banda scura verticale che taglia in due la nube. Secondo gli scienziati, potrebbe essere collegata a potenti getti di materia emessi dalla stella centrale in direzioni opposte. Lo suggerisce soprattutto l’immagine MIRI, dove nella parte superiore della nebulosa si nota chiaramente del gas spinto verso l’esterno, come se qualcosa stesse modellando attivamente la struttura dall’interno.

Una stella agli sgoccioli e un destino ancora incerto

Quel che si sa con certezza è che la stella al centro di PMR 1 sta esaurendo il proprio combustibile. In questa fase, gli astri espellono i loro strati esterni nello spazio, un processo che su scala cosmica avviene in tempi relativamente rapidi. Il Telescopio James Webb ha di fatto immortalato un momento di transizione, una finestra temporale breve nell’evoluzione stellare.

Il destino finale della stella dipende dalla sua massa, dato ancora non determinato con precisione. Se fosse sufficientemente massiccia, potrebbe concludere la propria esistenza con un’esplosione di supernova. Se invece fosse più simile al Sole, continuerebbe a perdere materia fino a lasciare esposto solo il nucleo denso, una nana bianca destinata a raffreddarsi lentamente nel corso di miliardi di anni.

Queste osservazioni confermano, ancora una volta, quanto il James Webb stia ridefinendo la comprensione dell’universo. Frutto di una collaborazione internazionale tra NASA, ESA e CSA, il telescopio continua a regalare scoperte che, fino a pochi anni fa, sarebbero state semplicemente impossibili. E questa nebulosa a forma di cervello ne è la dimostrazione più spettacolare.

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