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	<title>AirPort Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>Apple dice addio ad AirPort Utility: perché fa così arrabbiare tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 07:55:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Apple dice addio all'app AirPort Utility e scoppia la polemica La notizia ha fatto rumore più del previsto: l'app AirPort Utility sta per essere rimossa. E nonostante Apple abbia ufficialmente abbandonato la linea di router wireless AirPort ormai da diversi anni, la cosa ha irritato parecchia...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-dice-addio-ad-airport-utility-perche-fa-cosi-arrabbiare-tutti/">Apple dice addio ad AirPort Utility: perché fa così arrabbiare tutti</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Apple dice addio all&#8217;app AirPort Utility e scoppia la polemica</h2>
<p>La notizia ha fatto rumore più del previsto: l&#8217;app <strong>AirPort Utility</strong> sta per essere rimossa. E nonostante Apple abbia ufficialmente abbandonato la linea di <strong>router wireless AirPort</strong> ormai da diversi anni, la cosa ha irritato parecchia gente. Più di quanto ci si potesse aspettare, a dire il vero.</p>
<p>Perché tutto questo trambusto per un&#8217;app legata a prodotti che non vengono più venduti? La risposta è semplice, anche se Apple sembra non averla considerata abbastanza. Là fuori esistono ancora migliaia, forse milioni, di utenti che continuano a usare con soddisfazione i vecchi <strong>AirPort Express</strong>, <strong>AirPort Extreme</strong> e <strong>Time Capsule</strong>. Dispositivi che, va detto, funzionano ancora egregiamente. Sono robusti, affidabili e perfettamente integrati nell&#8217;ecosistema Apple. Per molti rappresentano ancora oggi la soluzione ideale per gestire la rete domestica senza troppi grattacapi.</p>
<h2>Perché la rimozione di AirPort Utility fa così male</h2>
<p>Il punto dolente è questo: senza l&#8217;app <strong>AirPort Utility</strong>, configurare e gestire quei router diventa sostanzialmente impossibile. Non esiste un&#8217;interfaccia web alternativa, non c&#8217;è un pannello di controllo accessibile dal browser come accade con la maggior parte dei router di altri produttori. Tutto passa dall&#8217;app. Sempre. E quando Apple la eliminerà definitivamente dall&#8217;<strong>App Store</strong>, chi possiede ancora un dispositivo AirPort si ritroverà con un pezzo di hardware funzionante ma di fatto ingestibile.</p>
<p>È una situazione che racconta molto del rapporto tra Apple e i propri utenti più fedeli. Da un lato c&#8217;è la volontà di semplificare il catalogo software, eliminare ciò che non è più supportato attivamente e guardare avanti. Dall&#8217;altro c&#8217;è una community che si sente un po&#8217; tradita. Chi ha investito nell&#8217;ecosistema <strong>Apple</strong> aspettandosi longevità e supporto prolungato ora si ritrova a fare i conti con una decisione che sembra ignorare completamente le esigenze di chi quei prodotti li usa ancora quotidianamente.</p>
<h2>Un problema più ampio di quanto sembra</h2>
<p>La vicenda dell&#8217;app AirPort Utility solleva anche una questione più generale sull&#8217;<strong>obsolescenza programmata</strong> nel mondo tech. Quando un&#8217;azienda smette di vendere un prodotto, fino a che punto è tenuta a garantirne il funzionamento attraverso il software di supporto? Non esiste una risposta univoca, ma è chiaro che rimuovere lo strumento indispensabile per far funzionare un dispositivo ancora perfettamente operativo lascia l&#8217;amaro in bocca.</p>
<p>La speranza di molti è che Apple ci ripensi, o quantomeno lasci disponibile una versione dell&#8217;app scaricabile per chi ne ha ancora bisogno. Nel frattempo, chi possiede un router AirPort farebbe bene a non cancellare l&#8217;applicazione dai propri dispositivi. Potrebbe essere l&#8217;ultima occasione per tenerla.</p>
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		<title>macOS 27 abbandona gli AirPort Time Capsule: la soluzione c&#8217;è</title>
		<link>https://tecnoapple.it/macos-27-abbandona-gli-airport-time-capsule-la-soluzione-ce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 02:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[AirPort]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>macOS 27 taglia fuori i vecchi AirPort Time Capsule, ma c'è già una soluzione La notizia ha colto di sorpresa parecchi utenti: con l'arrivo di macOS 27 Golden Gate, Apple ha deciso di eliminare il supporto per AirPort Disk e i dischi collegati ai vecchi AirPort Time Capsule. Una mossa che, di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>macOS 27 taglia fuori i vecchi AirPort Time Capsule, ma c&#8217;è già una soluzione</h2>
<p>La notizia ha colto di sorpresa parecchi utenti: con l&#8217;arrivo di <strong>macOS 27 Golden Gate</strong>, Apple ha deciso di eliminare il supporto per AirPort Disk e i dischi collegati ai vecchi <strong>AirPort Time Capsule</strong>. Una mossa che, di fatto, rende inutilizzabili dispositivi che in molti casi funzionano ancora perfettamente per i backup tramite <strong>Time Machine</strong>. Apple aveva già discontinuato la linea AirPort nel 2018, dieci anni dopo il lancio del primo Time Capsule e vent&#8217;anni dopo il debutto dell&#8217;AirPort Base Station originale, arrivato nel 1999. Ma finché il software li supportava, tanti continuavano a usarli senza problemi. Ora la situazione cambia radicalmente.</p>
<p>Il punto tecnico è questo: i dispositivi AirPort Time Capsule utilizzano l&#8217;<strong>Apple Filing Protocol (AFP)</strong>, un protocollo di condivisione file di rete che Apple ha smesso di supportare già con macOS 15.5, insieme alla versione 1 di <strong>Server Message Block (SMB)</strong>. Con macOS 27, il taglio diventa definitivo e questi dispositivi non verranno più riconosciuti per i backup di rete.</p>
<h2>TimeCapsuleSMB: il progetto che ridà vita ai vecchi dispositivi</h2>
<p>Proprio quando sembrava tutto perduto, uno sviluppatore di nome James Chang ha pubblicato un progetto che potrebbe risolvere la questione per molti. Si chiama <strong>TimeCapsuleSMB</strong> ed è essenzialmente una configurazione moderna di <strong>Samba</strong> (versione 4.24.3) pensata appositamente per far funzionare gli AirPort Time Capsule come server SMB aggiornati. In pratica, il dispositivo torna visibile nelle reti tramite Bonjour, e macOS 27 lo riconosce di nuovo come destinazione valida per i backup Time Machine.</p>
<p>Il progetto è gratuito, open source, e disponibile su GitHub con documentazione dettagliata sia per l&#8217;installazione che per la risoluzione di eventuali problemi. Vale la pena segnalare qualche piccola particolarità: chi possiede un AirPort di quarta generazione o precedente dovrà riattivare manualmente l&#8217;installazione di Samba ogni volta che il dispositivo si riavvia. Dalla quinta generazione in poi, invece, Samba riparte in automatico. Niente di tragico, insomma, ma è bene saperlo prima di procedere.</p>
<h2>Una boccata d&#8217;ossigeno per chi non vuole cambiare hardware</h2>
<p>Per chi ha un AirPort Time Capsule ancora perfettamente funzionante e non ha voglia di spendere soldi per un nuovo disco di backup solo perché Apple ha deciso di aggiornare i protocolli, TimeCapsuleSMB rappresenta una soluzione concreta. Non è il tipo di intervento adatto a chi non ha mai aperto un terminale, certo, ma la documentazione è abbastanza chiara da guidare anche utenti con competenze tecniche medie. Il progetto utilizza un fork di Samba 4 modificato specificamente per funzionare con i <strong>Time Capsule</strong>, quindi non si tratta di un adattamento generico ma di qualcosa pensato su misura.</p>
<p>La lezione, se vogliamo trovarne una, è che la comunità open source continua a dimostrare una capacità notevole di allungare la vita utile dell&#8217;hardware che i produttori vorrebbero mandare in pensione. E per chi stava già guardando alternative in vista dell&#8217;autunno, forse vale la pena provare prima questa strada.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/macos-27-abbandona-gli-airport-time-capsule-la-soluzione-ce/">macOS 27 abbandona gli AirPort Time Capsule: la soluzione c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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		<title>Steve Jobs nel 1999: il video inedito che svela la rinascita di Apple</title>
		<link>https://tecnoapple.it/steve-jobs-nel-1999-il-video-inedito-che-svela-la-rinascita-di-apple/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 14:54:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un video inedito del 1999 mostra Steve Jobs raccontare la rinascita di Apple ai dipendenti Un video inedito di Steve Jobs del 1999, girato durante un incontro interno nel campus di Apple a Cupertino, è riemerso dopo oltre venticinque anni e offre uno sguardo raro sulla strategia che avrebbe...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/steve-jobs-nel-1999-il-video-inedito-che-svela-la-rinascita-di-apple/">Steve Jobs nel 1999: il video inedito che svela la rinascita di Apple</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un video inedito del 1999 mostra Steve Jobs raccontare la rinascita di Apple ai dipendenti</h2>
<p>Un <strong>video inedito di Steve Jobs</strong> del 1999, girato durante un incontro interno nel campus di <strong>Apple</strong> a Cupertino, è riemerso dopo oltre venticinque anni e offre uno sguardo raro sulla strategia che avrebbe cambiato per sempre l&#8217;industria tecnologica. Il filmato, della durata di circa quindici minuti, è stato caricato online da <strong>Akira Nonaka</strong>, ex ingegnere software di Apple dal 1991 al 2000, e a quanto pare non era mai stato condiviso pubblicamente prima d&#8217;ora. La registrazione risale al 27 luglio 1999, appena due anni dopo il ritorno di Jobs alla guida di un&#8217;azienda che all&#8217;epoca era sull&#8217;orlo del collasso finanziario, con una gamma di prodotti confusa e una reputazione in caduta libera.</p>
<p>Il discorso arriva subito dopo la presentazione dell&#8217;<strong>iBook G3</strong> al Macworld di New York, il primo laptop consumer di Apple dopo anni di assenza da quel segmento. Jobs appare visibilmente soddisfatto, racconta di quasi 50.000 partecipanti all&#8217;evento e di una copertura mediatica enorme. «Abbiamo presentato il nostro iBook e a tutti è piaciuto da impazzire», dice, ringraziando i team interni. Con l&#8217;iBook, la famosa matrice a quattro quadranti di Apple era finalmente completa: desktop e portatili, per consumatori e professionisti. Accanto all&#8217;iBook c&#8217;erano l&#8217;<strong>iMac</strong>, il Power Mac G3 e il PowerBook G3, alcuni dei quali già alla seconda o terza versione.</p>
<h2>AirPort, il controllo totale del prodotto e la visione a lungo termine</h2>
<p>Una parte consistente del discorso è dedicata ad <strong>AirPort</strong>, il sistema di networking wireless sviluppato in collaborazione con Lucent. Jobs lo descrive come qualcosa che il settore sognava da oltre un decennio, sottolineando come Apple fosse riuscita a renderlo economico e semplicissimo da usare grazie al controllo integrato su hardware e software. «Funziona e basta», dice con quella sicurezza che sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica.</p>
<p>Ed è proprio qui che emerge il cuore della filosofia di <strong>Steve Jobs</strong>. Apple poteva portare sul mercato tecnologie come il wireless e il <strong>FireWire</strong> in modo più efficace rispetto a concorrenti come Dell e Compaq, perché controllava l&#8217;intero prodotto. Non doveva convincere cinque aziende diverse a mettersi d&#8217;accordo. «Siamo gli ultimi in questo settore a cui importa davvero di fare grandi computer», afferma senza troppi giri di parole.</p>
<p>Jobs respinge anche l&#8217;idea che il suo ritorno fosse motivato dal risanamento finanziario. «Il motivo per cui sono tornato non aveva nulla a che fare con il rilancio economico di Apple», spiega. L&#8217;obiettivo vero era rendere Apple di nuovo grande, mettere prodotti straordinari nelle mani delle persone. Eppure, sul fronte operativo, i risultati parlavano chiaro: Jobs dichiarò che Apple aveva raggiunto «la migliore eccellenza operativa del settore, persino meglio di Dell». Vale la pena ricordare che <strong>Tim Cook</strong>, il suo successore, era entrato in azienda appena un anno prima come responsabile delle operazioni globali.</p>
<h2>La strategia che avrebbe cambiato tutto</h2>
<p>Il video rivela anche una scelta strategica precisa: nessun assalto frontale al mercato enterprise, dominato da Windows e dalle grandi infrastrutture IT aziendali. Apple avrebbe puntato su professionisti creativi, istruzione e mercato consumer. «Torneremo nel mercato consumer con una vendetta», promette Jobs. E la storia gli avrebbe dato ragione in modo clamoroso.</p>
<p>Sul finale, Jobs accenna a prodotti futuri che definisce «la roba migliore che abbia mai visto in vita mia». Con ogni probabilità si riferiva a <strong>Mac OS X</strong> e all&#8217;iPod, entrambi arrivati appena due anni dopo. Guardare questo video oggi, sapendo cosa sarebbe successo, fa un certo effetto. È come leggere la bozza di un piano che avrebbe riscritto le regole della tecnologia mondiale, raccontata con il tono di chi ci credeva davvero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/steve-jobs-nel-1999-il-video-inedito-che-svela-la-rinascita-di-apple/">Steve Jobs nel 1999: il video inedito che svela la rinascita di Apple</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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