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	<title>coccodrilli Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>DNA e coccodrilli perduti: il mistero delle Seychelles risolto dopo 250 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 23:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[coccodrilli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il DNA risolve il mistero dei coccodrilli perduti delle Seychelles</h2>
<p>Per oltre 250 anni, nessuno sapeva davvero cosa fossero quei <strong>coccodrilli delle Seychelles</strong> che i primi esploratori europei descrivevano come presenze comuni lungo le coste dell&#8217;arcipelago. Animali enormi, apparentemente ovunque, e poi spariti nel giro di pochi decenni dopo l&#8217;arrivo dei coloni nel 1770. Sterminati completamente entro una cinquantina d&#8217;anni. Fine della storia, si pensava. E invece no: un nuovo studio basato sull&#8217;analisi del <strong>DNA</strong> estratto da esemplari conservati nei musei ha finalmente svelato l&#8217;identità di quei rettili scomparsi. Non si trattava di una specie unica, come qualcuno aveva ipotizzato. Erano <strong>coccodrilli marini</strong> (<em>Crocodylus porosus</em>), la specie di rettile vivente più grande del pianeta, capace di raggiungere oltre sei metri di lunghezza e superare la tonnellata di peso. Una popolazione isolata, arrivata lì dopo aver attraversato migliaia di chilometri di <strong>Oceano Indiano</strong>.</p>
<h2>Come il DNA ha riscritto la storia evolutiva</h2>
<p>Il gruppo di ricerca, composto da scienziati tedeschi e delle Seychelles, ha confrontato il <strong>genoma mitocondriale</strong> di coccodrilli moderni con quello ricavato da campioni storici conservati nelle collezioni museali. Tra questi, alcuni esemplari rarissimi appartenenti proprio alla popolazione delle Seychelles, estinta circa 200 anni fa. I risultati, pubblicati sulla rivista <em>Royal Society Open Science</em> nel maggio 2026, hanno confermato una teoria che fino a quel momento poggiava solo sull&#8217;analisi morfologica: quei coccodrilli erano geneticamente legati ai coccodrilli marini che vivono a migliaia di chilometri di distanza, nel Sud Est asiatico e in Oceania. Frank Glaw, esperto di rettili delle <strong>Collezioni di Scienze Naturali della Baviera</strong> (SNSB) e autore senior dello studio, ha spiegato che i fondatori della popolazione delle Seychelles devono aver percorso almeno 3.000 chilometri alla deriva nelle correnti oceaniche. Forse anche molti di più. Una cosa possibile perché il coccodrillo marino possiede ghiandole specializzate che gli permettono di espellere il sale in eccesso dal corpo, rendendolo capace di sopravvivere a lungo in mare aperto.</p>
<h2>Un rettile con un areale enorme, ora un po&#8217; meno</h2>
<p>Stefanie Agne, prima autrice dello studio e ricercatrice all&#8217;Università di Potsdam, ha sottolineato come i dati genetici suggeriscano che le <strong>popolazioni di coccodrillo marino</strong> siano rimaste connesse tra loro per lunghissimi periodi, nonostante le distanze enormi. Questo racconta molto sulla mobilità straordinaria di questa specie. Prima che la popolazione delle Seychelles venisse eliminata, il coccodrillo marino occupava un <strong>areale</strong> che si estendeva per oltre 12.000 chilometri, da Vanuatu nel Pacifico fino alle Seychelles nell&#8217;Oceano Indiano. Oggi resta comunque uno dei rettili con la distribuzione geografica più ampia al mondo, ma quel pezzo di storia è andato perso per sempre. Lo studio ricorda quanto sia sottile il confine tra la presenza di una specie e la sua scomparsa, e quanto strumenti come l&#8217;analisi del <strong>DNA antico</strong> possano restituire frammenti di conoscenza che sembravano ormai irrecuperabili.</p>
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		<title>Sonselasuchus: il rettile che da piccolo camminava a quattro zampe e poi a due</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 07:54:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[coccodrilli]]></category>
		<category><![CDATA[dinosauri]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[fossili]]></category>
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		<category><![CDATA[paleontologia]]></category>
		<category><![CDATA[rettile]]></category>
		<category><![CDATA[Triassico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un antico parente dei coccodrilli che cambiava modo di camminare crescendo Un rettile preistorico imparentato con i coccodrilli sta costringendo la comunità scientifica a rivedere parecchie certezze. Si chiama Sonselasuchus cedrus, aveva più o meno le dimensioni di un barboncino, e la cosa davvero...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Un antico parente dei coccodrilli che cambiava modo di camminare crescendo</h2>
<p>Un <strong>rettile preistorico</strong> imparentato con i coccodrilli sta costringendo la comunità scientifica a rivedere parecchie certezze. Si chiama <strong>Sonselasuchus cedrus</strong>, aveva più o meno le dimensioni di un barboncino, e la cosa davvero sorprendente è questa: da piccolo camminava su quattro zampe, ma una volta adulto passava a camminare su due. Un cambiamento nel modo di muoversi che, nel registro fossile, è qualcosa di estremamente raro. La scoperta, pubblicata sul <strong>Journal of Vertebrate Paleontology</strong>, arriva da un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Washington e del Burke Museum, ed è frutto di oltre dieci anni di scavi nel <strong>Petrified Forest National Park</strong>, in Arizona.</p>
<p>Il <strong>Sonselasuchus cedrus</strong> apparteneva agli shuvosauridi, un gruppo di rettili che durante il <strong>Triassico superiore</strong> (grossomodo tra 225 e 201 milioni di anni fa) somigliavano in maniera impressionante ai dinosauri ornitomimidi. Alto circa 65 centimetri, aveva un becco privo di denti, orbite oculari grandi e ossa cave. Caratteristiche che ricordano molto da vicino certi dinosauri teropodi, ma che in realtà si sono evolute in modo del tutto indipendente. Come spiega Elliott Armour Smith, autore principale dello studio, questa somiglianza è probabilmente il risultato del fatto che i rettili della linea dei coccodrilli e quelli della linea degli uccelli si sono evoluti negli stessi ecosistemi, finendo per occupare ruoli ecologici analoghi. Convergenza evolutiva, la chiamano. E il Sonselasuchus ne è un esempio perfetto.</p>
<h2>Come si è scoperto il passaggio da quattro a due zampe</h2>
<p>La chiave sta nelle proporzioni degli arti. Analizzando i fossili a disposizione, i ricercatori hanno notato che gli esemplari più giovani presentavano arti anteriori e posteriori di lunghezza abbastanza simile. Negli adulti, invece, le zampe posteriori risultavano decisamente più lunghe e robuste. Questo schema di <strong>crescita differenziale</strong> suggerisce che il Sonselasuchus nascesse quadrupede e sviluppasse gradualmente una postura bipede. Una trasformazione che Smith definisce, senza mezzi termini, &#8220;particolarmente peculiare&#8221;.</p>
<p>La quantità di materiale fossile disponibile è impressionante. Nel 2014, il professor Christian Sidor (coautore dello studio) faceva parte della squadra che ha rinvenuto 950 fossili di Sonselasuchus in un unico sito. Da allora, gli scavi hanno prodotto oltre 3.000 reperti ossei, rendendo questa località una delle più ricche mai scoperte per il <strong>Triassico</strong>. E non sembra volersi esaurire: Sidor stesso ha dichiarato che il giacimento continua a restituire materiale nuovo e interessante.</p>
<h2>Foreste antiche e nomi che raccontano una storia</h2>
<p>Il nome della specie, <em>cedrus</em>, fa riferimento ai cedri, conifere sempreverdi simili a quelle che popolavano le foreste del Triassico superiore. Il nome del genere, <strong>Sonselasuchus</strong> (si pronuncia più o meno &#8220;sawn-SAY-la-SOOK-us&#8221;), deriva invece dal Sonsela Member, lo strato geologico della <strong>Formazione Chinle</strong> dove sono stati trovati i resti. Oltre al Sonselasuchus, lo stesso giacimento ha restituito fossili di pesci, anfibi, dinosauri e altri rettili, coinvolgendo nel corso degli anni oltre 30 studenti e volontari dell&#8217;Università di Washington.</p>
<p>Quello che rende questa scoperta così affascinante non è solo la stranezza biologica di un animale che cambiava postura crescendo. È il fatto che un parente dei coccodrilli abbia sviluppato, in modo completamente autonomo, tratti che normalmente associamo ai dinosauri. Il Sonselasuchus cedrus ricorda che l&#8217;evoluzione non segue percorsi lineari, e che le sorprese, nei fossili come nella scienza, non finiscono mai.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/sonselasuchus-il-rettile-che-da-piccolo-camminava-a-quattro-zampe-e-poi-a-due/">Sonselasuchus: il rettile che da piccolo camminava a quattro zampe e poi a due</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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