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	<title>editoria Archivi - Tecnoapple</title>
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		<title>iPhone al posto dei fotografi: la satisfying mossa del Chicago Sun-Times Hmm, let me reconsider. The article is about the Chicago Sun-Times firing all photographers to use iPhones. The keyword should lead with the main brand/protagonist. Chicago Sun-Times licenziò tutti i fotografi per usare l&#8217;iPhone That&#8217;s 58 characters and captures the story. But it could be more clickbaity while staying SEO</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2026 22:53:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il Chicago Sun-Times licenziò tutti i suoi fotografi per puntare sull'iPhone Il Chicago Sun-Times fece una mossa che lasciò l'intero mondo del giornalismo a bocca aperta. Il 31 maggio 2013, la storica testata di Chicago decise di licenziare tutti i 28 fotografi della redazione in un colpo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/iphone-al-posto-dei-fotografi-la-satisfying-mossa-del-chicago-sun-times-hmm-let-me-reconsider-the-article-is-about-the-chicago-sun-times-firing-all-photographers-to-use-iphones-the-keyword-should/">iPhone al posto dei fotografi: la satisfying mossa del Chicago Sun-Times Hmm, let me reconsider. The article is about the Chicago Sun-Times firing all photographers to use iPhones. The keyword should lead with the main brand/protagonist. Chicago Sun-Times licenziò tutti i fotografi per usare l&#8217;iPhone That&#8217;s 58 characters and captures the story. But it could be more clickbaity while staying SEO</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quando il Chicago Sun-Times licenziò tutti i suoi fotografi per puntare sull&#8217;iPhone</h2>
<p>Il <strong>Chicago Sun-Times</strong> fece una mossa che lasciò l&#8217;intero mondo del giornalismo a bocca aperta. Il 31 maggio 2013, la storica testata di Chicago decise di <strong>licenziare tutti i 28 fotografi</strong> della redazione in un colpo solo. La motivazione? Il giornale aveva intenzione di formare il resto dello staff per scattare foto usando l&#8217;<strong>iPhone</strong>. Una decisione brutale, che ancora oggi viene citata come uno dei momenti più controversi nella storia del <strong>fotogiornalismo</strong>.</p>
<p>Non si trattava di un tabloid qualunque. Il Chicago Sun-Times era uno dei quotidiani più importanti degli Stati Uniti, con una tradizione fotografica di tutto rispetto. Tra i fotografi mandati via c&#8217;era anche un <strong>vincitore del Premio Pulitzer</strong>. Eppure la direzione decise che la qualità delle immagini scattate con uno smartphone fosse sufficiente per le esigenze della pubblicazione. O quantomeno, che il risparmio economico giustificasse il sacrificio.</p>
<h2>La scommessa sulla fotografia da smartphone</h2>
<p>L&#8217;idea alla base era semplice, almeno sulla carta. I reporter e i giornalisti già presenti in redazione avrebbero ricevuto una <strong>formazione specifica</strong> per imparare a scattare foto con l&#8217;iPhone durante i loro servizi. Niente più fotografi dedicati, niente più attrezzatura professionale. Solo telefoni e buona volontà.</p>
<p>Il ragionamento del Chicago Sun-Times seguiva una logica puramente economica. Mantenere un intero dipartimento fotografico costava parecchio, e nel 2013 l&#8217;editoria cartacea americana stava attraversando una crisi profonda. I ricavi pubblicitari calavano, le copie vendute pure, e tagliare i costi sembrava l&#8217;unica strada percorribile. Ma tagliare proprio lì, proprio i fotografi, fu una scelta che provocò reazioni durissime.</p>
<h2>Le conseguenze e il dibattito che ne seguì</h2>
<p>La notizia rimbalzò ovunque. Colleghi, associazioni di categoria e lettori criticarono aspramente la decisione. Per molti era il segnale che il <strong>giornalismo visivo</strong> stava perdendo valore agli occhi degli editori. Altri, con toni più pacati, ammisero che la tecnologia degli smartphone stava effettivamente migliorando, ma che sostituire professionisti con anni di esperienza era comunque un azzardo enorme.</p>
<p>Col senno di poi, quella scelta non si rivelò esattamente vincente. La qualità visiva del giornale ne risentì in modo evidente, e il Chicago Sun-Times finì per tornare parzialmente sui propri passi. Il caso resta però emblematico di un&#8217;epoca in cui molte <strong>redazioni giornalistiche</strong> cercarono scorciatoie tecnologiche per sopravvivere alla crisi, spesso sacrificando competenze che non si possono rimpiazzare con un aggiornamento software.</p>
<p>Quella vicenda continua a far riflettere su quanto valga davvero il lavoro di chi racconta il mondo attraverso le immagini. E su quanto sia pericoloso confondere il mezzo con la competenza di chi lo usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/iphone-al-posto-dei-fotografi-la-satisfying-mossa-del-chicago-sun-times-hmm-let-me-reconsider-the-article-is-about-the-chicago-sun-times-firing-all-photographers-to-use-iphones-the-keyword-should/">iPhone al posto dei fotografi: la satisfying mossa del Chicago Sun-Times Hmm, let me reconsider. The article is about the Chicago Sun-Times firing all photographers to use iPhones. The keyword should lead with the main brand/protagonist. Chicago Sun-Times licenziò tutti i fotografi per usare l&#8217;iPhone That&#8217;s 58 characters and captures the story. But it could be more clickbaity while staying SEO</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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		<title>Apple e il monitor verticale del 1989 che satisfying anticipava il futuro Hmm, let me redo this properly. Apple e il monitor verticale del 1989 che anticipava il futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 23:14:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
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		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando Apple inventò il monitor verticale: la storia del Macintosh Portrait Display Il Macintosh Portrait Display rappresenta uno di quei prodotti che, a distanza di decenni, continuano a far parlare di sé. Non per le vendite straordinarie, non per qualche record commerciale, ma perché in qualche...</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-e-il-monitor-verticale-del-1989-che-satisfying-anticipava-il-futuro-hmm-let-me-redo-this-properly-apple-e-il-monitor-verticale-del-1989-che-anticipava-il-futuro/">Apple e il monitor verticale del 1989 che satisfying anticipava il futuro Hmm, let me redo this properly. Apple e il monitor verticale del 1989 che anticipava il futuro</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quando Apple inventò il monitor verticale: la storia del Macintosh Portrait Display</h2>
<p>Il <strong>Macintosh Portrait Display</strong> rappresenta uno di quei prodotti che, a distanza di decenni, continuano a far parlare di sé. Non per le vendite straordinarie, non per qualche record commerciale, ma perché in qualche modo anticipava un&#8217;esigenza che oggi è diventata quasi mainstream: lavorare con uno schermo in verticale. Era il <strong>7 marzo 1989</strong> quando <strong>Apple</strong> presentò ufficialmente questo monitor, e il mondo dell&#8217;editoria digitale non sarebbe più stato lo stesso.</p>
<p>Parliamo di un display da <strong>15 pollici</strong> in scala di grigi, pensato specificamente per chi si occupava di <strong>desktop publishing</strong>. L&#8217;idea era tanto semplice quanto geniale: offrire ai grafici, ai tipografi e a chiunque lavorasse con l&#8217;impaginazione la possibilità di vedere un&#8217;intera pagina in formato verticale, proprio come sarebbe apparsa una volta stampata. Niente più scroll continuo, niente più zoom avanti e indietro per controllare il layout. Il Macintosh Portrait Display metteva tutto lì, davanti agli occhi, in un colpo solo.</p>
<h2>Un monitor nato per l&#8217;editoria digitale</h2>
<p>Bisogna contestualizzare quel periodo. Alla fine degli anni Ottanta, il desktop publishing stava letteralmente esplodendo. Software come <strong>PageMaker</strong> e le prime versioni di QuarkXPress stavano cambiando le regole del gioco, e Apple era al centro di quella rivoluzione. Il Macintosh era già diventato lo strumento preferito da designer e redazioni, ma mancava un pezzo: un monitor che replicasse fedelmente il formato di una pagina stampata.</p>
<p>Il Macintosh Portrait Display colmava esattamente quella lacuna. La risoluzione, per l&#8217;epoca, era più che rispettabile, e la resa in scala di grigi permetteva di valutare contrasti e impaginazione con una precisione che i monitor orizzontali non potevano garantire. Certo, non era un prodotto per tutti. Il prezzo era salato, come spesso accade con i prodotti Apple di nicchia, e il pubblico di riferimento era piuttosto specifico. Ma chi lo usava ne parlava con un entusiasmo che rasentava la devozione.</p>
<h2>Un&#8217;intuizione che ha anticipato i tempi</h2>
<p>La cosa interessante è che quel concetto, lo <strong>schermo verticale</strong>, è tornato prepotentemente di moda. Oggi programmatori, scrittori, trader finanziari e content creator usano regolarmente monitor ruotati in verticale per leggere codice, documenti lunghi o feed di notizie. Quello che Apple aveva capito già nel 1989 è che non tutti i contenuti funzionano meglio in orizzontale. Sembra ovvio adesso, ma allora era una scommessa tutt&#8217;altro che scontata.</p>
<p>Il Macintosh Portrait Display non è rimasto in produzione a lungo. Come tanti prodotti visionari, ha avuto una vita commerciale relativamente breve. Ma il suo impatto culturale, almeno nella nicchia a cui era destinato, è stato significativo. Ha dimostrato che Apple, già in quegli anni, non si limitava a vendere computer: provava a ridefinire il modo in cui le persone lavoravano davanti a uno schermo.</p>
<p>Ogni volta che qualcuno ruota il proprio monitor sulla scrivania per lavorare meglio su un documento lungo o su una pagina web, sta facendo esattamente quello che Apple aveva immaginato oltre trentacinque anni fa con quel display verticale in scala di grigi. Non è nostalgia fine a sé stessa: è il riconoscimento che certe intuizioni, quando sono buone, non invecchiano mai davvero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://tecnoapple.it/apple-e-il-monitor-verticale-del-1989-che-satisfying-anticipava-il-futuro-hmm-let-me-redo-this-properly-apple-e-il-monitor-verticale-del-1989-che-anticipava-il-futuro/">Apple e il monitor verticale del 1989 che satisfying anticipava il futuro Hmm, let me redo this properly. Apple e il monitor verticale del 1989 che anticipava il futuro</a> proviene da <a href="https://tecnoapple.it">Tecnoapple</a>.</p>
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